I Mondiali di football e il baseball

di Allegra Giuffredi

Come sappiamo, in questi giorni si stanno giocando i Mondiali di calcio in Canada, Messico e Stati Uniti e quindi nella terra del baseball. Inizialmente i locali, specie statunitensi, avevano la testa altrove, un po’ perché il calcio o il soccer che dir si voglia lì è uno sport prevalentemente femminile, giocato peraltro ad altissimi livelli, devo dire, dalle ragazzine e dalle ragazze come Mia Hamm o la nostra Sara Gama ed un po’ perché, come per esempio a New York, gli sportivi erano molto più interessati a seguire la vittoria del titolo NBA da parte dei NY Knicks di basket contro i San Antonio Spurs dopo 53 anni. Dopo un po’ però anche negli Stati Uniti hanno cominciato a partecipare ed a rendersi conto di quanto stava accadendo ed anche attraverso il baseball c’è stato un simpatico avvicinamento tra il giuoco del calcio e il gioco del baseball, perché, guarda caso, lo sono comunque entrambi.

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Eventi salienti di una storia infinita # 11

Nella foto la All American durante l'Around the World Baseball Tour nella tappa di Roma Villa Borghese
Nella foto la All American durante l'Around the World Baseball Tour nella tappa di Roma Villa Borghese

di Michele Dodde

Il rientro negli Stati Uniti dei Chicago White Stocking e degli All American, le due franchigie che Albert Spalding nel 1889  veicolò nelle Hawai , in Australia, a Ceylon, in Arabia, in Egitto ed in Europa nel suo promozionale “Around the World Baseball Tour” per far visionare ed apprezzare il gioco (ma anche i suoi personalizzati prodotti sportivi Spalding) si rivelò dunque molto traumatico per i giocatori quando constatarono che i proprietari delle diverse squadre erano decisi ad applicare la ferrea “Brush Compilation Plan” e la successiva “Brush Rule”. 

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Seventh-inning stretch

Nella foto il 27° Presidente Americano William Howard Taft
Nella foto il 27° Presidente Americano William Howard Taft

di Andrea Salvarezza

La cosiddetta seventh-inning stretch è un’usanza di antichissima data, la cui origine, come avviene per tanti aspetti leggendari del baseball, è avvolta nelle nebbie del mito e del mistero. Una ricostruzione agiografica la farebbe risalire al 1910 e addirittura alla persona di William Howard Taft, 27° Presidente degli Stati Uniti d’America. Recatosi al National Park per la partita inaugurale della stagione tra Washington Nationals e Philadelphia Athletics, il Presidente sedeva in tribuna da diverse ore quando, a metà del settimo inning, decise di dare finalmente sollievo alla schiena: un uomo della sua taglia (è stato il presidente più pesante della storia americana, con oltre 300 libbre di stazza (circa 140 kg) non poteva tollerare di restare seduto per un tempo così lungo. Vedendo il proprio presidente che si alzava, il pubblico sugli spalti pensò che si stesse preparando per andarsene, e si alzò in piedi a salutarlo, oppure più semplicemente ne volle imitare il gesto in segno di rispetto, fatto sta che si alzarono tutti in piedi all’unisono e si rimisero a sedere solo dopo che egli ebbe ripreso posto.

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Eventi salienti di una storia infinita # 10

di Michele Dodde

Nel 1889 due personaggi hanno impresso la loro indiscutibile ed indelebile personalità in questa storia infinita del gioco del baseball: il lanciatore John Gibson Clarkson e John Tomlinson “Tooth” Brush illuminato proprietario degli Indianapolis con l’appendice di John Montgomery Ward ricercato giocatore ed organizzatore sindacale. John Gibson Clarkson, che debuttò in Major League il 2 maggio 1882 con i Worcester Ruby Legs  per poi passare nel 1884 con i Chicago White Stokings fu ceduto da questi il 3 aprile 1888 ai Boston Beaneaters per l’iperbolica cifra di allora di ben 10.000 dollari  raggiungendo così il suo ex compagno di squadra King Kelly, anch’egli comprato dai White l’anno precedente per la stessa cifra. Con questa operazione non solo di facciata ma tecnicamente pregevole i Beaneaters si poterono permettere di sfoggiare una batteria di rara qualità ma che fu subito soprannominata dai media come la “batteria da 20.000 dollari”.

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Cus Lecce: entità sopita

di Michele Dodde

Nel Salento ed a Lecce in particolare il baseball giunse dopo ben 24 anni dalla mitica partita del 27 giugno 1948 quando al campo Giurati il Milano b.c. incontrò la formazione degli Yankees di fatto la prima partita ufficiale giocata tra giocatori italiani. E giunse in modo insolito grazie ad un cineforum che proiettò "Il Cameraman" dove l’eccezionale Buster  Keaton parodiava le migliori inquadrature di questo sport con un inimitabile brano di antologia classica e successivamente con il tenebroso Fear Strike out (titolo italiano Prigioniero della Paura) con un Anthony Perkins in odore di oscar ma che pochi intuirono e capirono il dramma del protagonista. Infine il 21 dicembre 1972 quando chi scrive tenne presso il Panathlon Club di Lecce la conferenza “Baseball, sport del futuro”. Per quei panathleti fu una piacevole sorpresa di realtà sportiva ed il presidente fondatore di quel club, l’ing. Mario Stasi, mitico uomo di sport di notevole e riconosciuto spessore, altresì presidente e fondatore del Cus Lecce mi invitò a dare un seguito divulgativo presso il Centro Universitario.

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Rovigo e il baseball e il softball

di Allegra Giuffredi

Qualche giorno fa ho deciso di andare a visitare una bellissima mostra in quel di Rovigo dedicata a Zandomeneghi e Degas che consiglio vivamente di andare a vedere a Palazzo Roverella. Non è la prima volta che vado nel capoluogo rodigino o rovigotto, non so come sia giusto definirlo, per vedere mostre sempre molto ben congegnate, accompagnando la visita con del buon vino e cibo locale dalle porzioni generose che saziano e non ti fanno uscire con la fame, in più a Rovigo c’è anche un bel passeggio e quindi ci scappa sempre qualche acquisto, del resto per quanto mi riguarda è un po’ come se restassi a casa, anche perché mentre mi stavo recando a vedere quei quadri meravigliosi, in cosa mi imbatto? Nella campagna pubblicitaria che da sempre anelo possa esserci in ogni realtà italiana dove si gioca a baseball e a softball.

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Eventi salienti di una storia infinita # 9

di Michele Dodde

Fu così che al finire del 1887 illuminati investitori ed autentici fan dettero inizio alla mal celata mania del collezionismo delle card relative ai giocatori della Major League attraverso le quali si può scrivere giustamente tutta una storia tra sentimenti e sviluppo sociale. Anzi, a latere di quel fiabesco mondo del baseball che si stava delineando, incominciarono ad evidenziarsi autentici speculatori tra cui un tal Harry Mozley Stevens, immigrato inglese, che in seguito sarà soprannominato sia “the Scorecard Man” sia “Hustling Harry” per il suo fiuto negli affari e per la velocità mentale con cui riusciva ad intuire le aspettative e i desideri degli spettatori e dei tifosi: ai primi offrendo originali forniture e/o derrate alimentari da consumare sugli spalti, ai secondi colorate card ritraenti i dagherrotipi dei giocatori non prive però di un’accurata scelta di articoli da pubblicizzare. In effetti manovrando sapientemente i suoi modi egli si adoperò non poco per farsi concedere in esclusiva dalla Major League le licenze di vendita presso i maggiori campi di gioco delle squadre al fine di poter commerciare sia alimenti da fast food sia le card dei giocatori. 

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Samuel Aldegheri strepitoso vince il duello e con Mancini trascina gli Angels

di Paolo Castagnini

Samuel Aldegheri e Trey Mancini sono stati i grandi protagonisti della vittoria dei Los Angeles Angels per 4-3 sui Tampa Bay Rays nella gara disputata questa notte all'Angel Stadium di Anaheim. Dopo essere stati al centro dell'attenzione nei giorni scorsi come descritti nell'articolo di ieri, il lanciatore italiano e il veterano prima base hanno contribuito in modo decisivo al successo della squadra californiana. Gli Angels hanno costruito il vantaggio già nel primo inning. Con Mike Trout e Jo Adell in base, Trey Mancini ha colpito un triplo da due punti che ha portato Los Angeles sul 2-0. Per il 34enne, tornato nelle Major League dopo una lunga assenza, è stata la valida più importante della serata e la conferma di un ottimo momento di forma.

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La grande nuova opportunità per Samuel Aldegheri

Samuel Aldegheri (foto FIBS)
Samuel Aldegheri (foto FIBS)

di Paolo Castagnini

Dalla possibile pensione al sogno italiano: gli Angels si affidano a Mancini e Aldegheri

Articolo tratto da Yahoo.sport e FLM

I Los Angeles Angels stanno vivendo una stagione difficile, ma nelle ultime settimane hanno trovato due motivi per guardare al futuro con maggiore ottimismo. Da una parte c'è Trey Mancini, veterano che sembrava ormai vicino all'addio al baseball professionistico. Dall'altra Samuel Aldegheri, il lanciatore italiano che continua a conquistarsi spazio nella massima serie americana.

 

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Joe DiMaggio e Ted Williams  compagni di squadra, o quasi.

Nella foto Ted Williams (sx) e Joe DiMaggio (dx) AP File Photo | ABE FOX
Nella foto Ted Williams (sx) e Joe DiMaggio (dx) AP File Photo | ABE FOX

di Frankie Russo

Tratto da un articolo dal sito: espn.com dal titolo: Almost teammates: DiMaggio and Williams

C’è una storia che racconta come una sera dell’aprile 1947, dopo aver forse bevuto qualche bicchiere di troppo al Toots Shor’s ristorante di New York, gli allora proprietari Dan Topping degli Yankees e Tom Yawkey dei Red Sox per poco non sigillarono il più grande scambio della storia: Joe DiMaggio per Ted Williams. DiMaggio avrebbe avuto l’opportunità di giocare al Fenway Park con il vantaggio di battere contro il Green Monster invece che il lungo esterno sinistro dello Yankee Stadium (457 ft), e Williams avrebbe tratto vantaggio del campo corto all’esterno destro dello stesso Yankee Stadium. 

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Eventi salienti di una storia infinita # 8

Nella foto due donne giocano a softball nel 1919 (National Photo Company Collection/Library of Congress, Washington, D.C. (reproduction no. LC-DIG-npcc-00406)
Nella foto due donne giocano a softball nel 1919 (National Photo Company Collection/Library of Congress, Washington, D.C. (reproduction no. LC-DIG-npcc-00406)

di Michele Dodde

Di certo però, il 1887 non solo accantona i menzionati episodi con una compiaciuta cronaca ma va a passare alla storia anche come l’anno dei più significativi eventi che hanno cambiato e caratterizzato il gioco del baseball e non solo. Infatti oltre a delineare la nascita dello spring training come preparazione di inizio stagione dell’attività agonistica va anche a coinvolgere ulteriormente aspetti ed attività di quella romantica ed avveniristica nascita del softball. 

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Lo shift è morto

By Jon Gudorf Photography - Wikipedia
By Jon Gudorf Photography - Wikipedia

di Frankie Russo e Michele Dodde

A cura di Stephen J. Nesbitt e Cody Stavenhagen, giornalisti sportivi accreditati presso la franchigia degli “The Athletic”, è apparso sul prestigioso quotidiano The New York Times di lunedì primo giugno una interessante disamina inerente lo “shift” e già dal titolo dell’articolo si intuisce un senso di constatazione che può essere condivisa. Ovvero in modo perentorio si afferma che lo “shift” è morto ma per i giocatori non è cambiato niente. La regola ha voluto ampliare gli spazi del diamante per far battere la pallina a terra, ma i battitori continuano a batterle al volo. Ed allora i due giornalisti vanno a precisare che tre anni fa il baseball professionistico aveva bisogno di rinnovarsi. Il gioco era diventato lento e noioso. 

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Super Cup U10....grande successo!

Foto tratta dal profilo instagram di baseballczech
Foto tratta dal profilo instagram di baseballczech

di Paolo Castagnini

 

Si è svolta in Repubblica Ceca presso Hluboká la Super Cup  che ha coinvolto ben 24 squadre con 300 atleti. E' possibile coniugare divertimento e sano agonismo? Sembra proprio di si e lo si capisce dall'entusiasmo che traspare dalle parole di Simona Conti e Stefano Burato presenti con una squadra di ragazzi italiani. Grande festa per tutti e tanto, tanto baseball. L'entusiasmo è così forte che già è in progetto un'idea tutta italiana. Ecco sotto l'intervista e alcuni filmati della manifestazione.

 

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Eventi salienti di una storia infinita # 7

di Michele Dodde

Foriero di record e di aneddoti, il 1886 si caratterizza per una particolare curiosità che coinvolse Aaron Stern, proprietario dei Cincinnati Reds. Egli notò che, quando era chiamato a lanciare il suo lanciatore Anthony John Tony Mullane, oggettivamente considerato uomo di bell’aspetto ed affascinante per via dei suoi neri e curatissimi baffi, le gradinate del ball park si riempivano con numerosi vocianti sciami di donne. Astutamente allora, intuendo che più del gioco alle donne piaceva vedere in azione il loro idolo, già soprannominato “The Apollo del Box”, incominciò a farlo designare quale lanciatore partente in tutte quelle gare contro squadre deboli dando vita ai consumistici eventi nominati “Ladies Day”. 

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Arrestato il manager dei Tokyo Giants, Shinnosuke Abe

di Redazione

Tratto da The Japan News

Il manager dei Yomiuri Giants, Shinnosuke Abe, è stato arrestato lunedì sera con l’accusa di aver aggredito la figlia diciottenne nella casa di famiglia nel quartiere di Shibuya, a Tokyo. La stazione di polizia di Shibuya lo ha rilasciato nelle prime ore di martedì mattina. Abe ha quindi presentato le dimissioni da manager al proprietario della squadra, Toshikazu Yamaguchi, che le ha accettate. Abe si è scusato dichiarando: “Ho infangato il nome del manager dei Giants, una squadra dalla grande tradizione.” Secondo un comunicato dei Giants, l’episodio è avvenuto verso le 18 di lunedì, quando Abe ha cercato di fermare una lite tra le sue figlie nella loro abitazione. La figlia maggiore, di 18 anni, gli avrebbe risposto in modo provocatorio, facendolo infuriare. A quel punto lui l’avrebbe afferrata per il colletto e scaraventata a terra. La ragazza non ha riportato ferite.. La figlia maggiore avrebbe consultato ChatGPT, che le avrebbe consigliato di segnalare l’accaduto a un centro di assistenza per minori. Dopo la denuncia, il centro ha informato la polizia di Shibuya, che ha arrestato Abe sul posto. Non risultavano precedenti problemi tra Abe e la figlia.

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Eventi salienti di una storia infinita # 6

Una rara figurina della Union Association che illustra la partita tra Baltimore e St Louis venduta all'asta su Robert Edward Auction per $ 3,162.50
Una rara figurina della Union Association che illustra la partita tra Baltimore e St Louis venduta all'asta su Robert Edward Auction per $ 3,162.50

di Michele Dodde

Mentre il 1883 andava a riportare tra le note sia l’innovativo sviluppo delle comunicazioni con il primo collegamento telefonico tra New York e Chicago (24 marzo) quanto l’abominevole avallo della legge della Corte Suprema degli Stati Uniti che sanciva che “un indiano americano è per nascita uno straniero e un subordinato” (3 novembre) e da ultimo l’inondazione nelle librerie del capolavoro letterario di Robert Louis Stevenson: “L’Isola del Tesoro” (1 dicembre), l’alba del 1884 andava a registrare nel gioco del baseball una ulteriore quanto significativa evoluzione inerente le modalità del lancio. Da quell’anno infatti ai lanciatori fu permesso di effettuare i lanci rilasciando la pallina in posizione “overhand” e quindi, non essendo più soggetti a rilasciarla da sotto i loro fianchi, migliorare di fatto l’energia cinetica della stessa. Di contro, quasi come un dono per i battitori costretti ora ad affrontare palline veloci lanciate da appena 50 piedi (15,24 metri), il numero dei ball per applicare la regola della concessione della prima base passa da sette a sei. In verità appena due anni dopo, 1886, quando gli estensori del regolamento di gioco osservarono che in presenza di imprecisi lanciatori la suddetta regola favoriva di troppo i battitori, i ball da valutare per la concessione della prima base ritornarono a sette.

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L'imperfezione fa l'allenamento perfetto

Nella foto gli Oakland Athletics con Eric Sogard
Nella foto gli Oakland Athletics con Eric Sogard

di Frankie Russo

Imperfect Practice Makes Perfect

Tratto da  Baseball Training Secret 

L’allenamento perfetto non è perfetto a meno che non sia imperfetto. Non è uno scherzo. Allenarsi in una situazione perfetta nello sport non è ottimale per il semplice motivo che situazioni perfette non esistono. Competizione è SEMPRE uno stato reattivo, nulla è possibile prevedere. Un atleta che costruisce il suo condizionamento in un ambiente incontaminato sta sbagliando tutto. I “marines” si allenano forse in ambienti ottimali? E i piloti da combattimento? Mandereste un insegnante inesperto, alle prime armi, in una classe di 20 ragazzi scatenati? Sembrano domande senza senso, ma servono per rendere l’idea.

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Eventi salienti di una storia infinita # 5

Il libro di Thomas Lawson: “The Krank: His Language and What It Means”
Il libro di Thomas Lawson: “The Krank: His Language and What It Means”

di Michele Dodde

L’alba del 1882 segna l’inizio comparativo di un baseball che poi via via si perfezionerà per divenire definitivamente la disciplina sportiva per eccellenza tale da richiamare il totale coinvolgimento dell’intera nazione. Ormai le notizie che giungono dal lontano West interessano solo i salotti poiché della sanguinosa guerra contro i nativi pellerossa non restano che alcune sacche di resistenza ed un triste canto: “ I vecchi dicono / che solo la terra dura. / Dicevano la verità. / Avevano ragione.”. Inoltre il divenuto eroe dalle mille fantasie, il fascinoso bandito Jesse James, il 3 aprile viene colpito da una pallottola e ucciso a St. Joseph nel Missouri. In questa atmosfera un particolare personaggio quale è stato l’irrequieto Horace Phillips, già mediocre giocatore tuttavia in nuce scaltro uomo d’affari pieno di iniziative manageriali, insieme al giornalista sportivo del “Cincinnati Tribune” Opie Caylor, vara i lineamenti di una nuova lega di baseball, l’American Association in forte competizione con la National League.

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L’onda lunga del WBC 2026…

di Michele Dodde

L’onda lunga causata dall'impresa della Nazionale Italiana giunta alle semifinali, nel World Baseball Classic 2026 ha toccato anche il bagnasciuga della nota rivista “Focus”, straordinaria rivista del gruppo Mondadori, che nel numero 403, maggio 2026, in armonia alla propria linea editoriale tesa a “scoprire e capire il Mondo”, a firma di Simone Valtieri, ha dedicato un interessante articolo su “La Scienza del Baseball”. Lasciando a Nicola “Faso” Fasari, factotum della squadra di baseball Ares, l’ingrato compito di sintetizzare al massimo le regole del gioco, e spolverato con un appunto la sabermetrica che sta cambiando l’acquisto o meno dei vari giocatori l’autore si sofferma con dovizia di calcolo e di studiata sequenza alla fisica del lancio partendo dalla velocità della pallina lanciata a 150 km/h divenuta oggi nella Major League Baseball estremamente comune.

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Un modello College USA a Messina e Reggio Calabria

di Paolo Castagnini

Non è fantasia ma un sogno che sta diventando realtà, grazie all'iniziativa della Lega del Sole capitanata dal vulcanico Antonio Consiglio e nata da un'idea del compianto Nino Micali a cui è dedicato il Progetto. L'idea nasce da un'esigenza di molti giovani che negli ultimi anni cercano sempre più una possibilità di credere in un futuro che gli permetta di costruire la loro strada sia nel lavoro che nello sport preferito: il Baseball e il Softball. Non più scegliere uno dei due, non più rinunciare a uno per l'altro, ma percorrere le tappe dello sviluppo sia a scuola, che prepara al lavoro, sia sulla terra rossa, non mettendo freno ai sogni di raggiungere i risultati più esaltanti. Anch'io attraverso questo sito ricevo in continuazione richieste di aiuto per poter studiare e giocare a baseball/softball negli Stati Uniti. Ebbene in futuro si potrà fare in Italia, nella nostra "Florida Europea": La Sicilia e la Calabria. Infatti sono due le Università coinvolte; quella di Messina e quella di Reggio Calabria. Ma il futuro è già arrivato se è vero che sono già aperte le iscrizioni per l'anno Accademico 2026/2027.

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Cleveland tra romanticismo e realtà

di Michele Dodde

Il cambio delle denominazioni sociali lascia sempre ombre lunghe tra i favorevoli e i contrari ed ognuno di loro ha ben ragioni da vendere, tuttavia quest’ultima testimonianza redatta da quel gran tifoso che è il giornalista Mark Rucker, ed evidenziata anche dall’eclettico ricercatore di storie sopite quale è il giornalista John Thorn, invita più di qualche lettore ad una arguta meditazione. E’ ormai noto che la franchigia di Cleveland nel 2022 per opportunistiche scelte politiche legate ad ambienti e filosofie razziste ha cambiato la sua denominazione da Indians a Guardians in onore alle otto statue dei “Guardiani del Traffico” esposte sull’Hope Memorial Bridge ma l’augusta prosapia di questa squadra ha origine in effetti dal lontano 1899. Essa fu fondata nel 1896 come Columbus Buckeyes ma quando poi si trasferì in quel di Grand Rapids, Michigan nel 1899 sulle casacche comparve la nuova denominazione Grand Rapids Prodigals.
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Un anno dipinto di Blue!

Nella foto la squadra RIESEL LADY INDIAN SOFTBALL vincitrice del distretto - Blue Berto tiene in mano la coppa
Nella foto la squadra RIESEL LADY INDIAN SOFTBALL vincitrice del distretto - Blue Berto tiene in mano la coppa

di Paolo Castagnini

Ecco il messaggio scritto dalla mamma Carla questa notte:

"È finita così … questa notte ho atteso un messaggio dalle 4 fino a che alle 5:40 hai scritto con il cuore infranto!

Una di quelle sconfitte che fa male anche perché senza rendercene conto è stata la tua ultima partita di scuola americana! Ma il futuro ti aspetta e questo sport ti darà ancora tanta gioia…. Sei tornata in campo dopo mesi di riabilitazione e hai giocato 27 partite complete da lanciatore, affrontato 465 battitori, 1725 lanci, 96 strikeouts! Brava Blue siamo tanto orgogliosi della tua forza!"

E poco importa se la corsa americana di Blue si è interrotta nella notte del 3 maggio dopo una sconfitta. In realtà è stato per Blue un anno esaltante che l'ha portata dal diamante di Forlì a quello di Riesel nel Texas.

 

Ecco allora una bella intervista che Blue mi ha rilasciato pochi giorni fa. Buona lettura!

 

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Eventi salienti di una storia infinita # 4

Nella foto George Wright
Nella foto George Wright

di Michele Dodde

L’iniziativa di diramare i colori delle divise delle franchigie aderenti ed il calendario delle gare tra i Boston Red Stockings, Chicago White Stockings, Cincinnati Red Stockings, Hatford Dark Blues, Louisville Grays, New York Mutuals, Philadelphia Athletics e i St. Louis Browns ebbe un notevole successo tanto che nel successivo anno, nel 1877, la National League al fine di promuovere un ulteriore interessato coinvolgimento del pubblico fece iniziare la seconda stagione agonistica sotto l’egida di una nuova regola, ovvero quella che sancisce quando una pallina battuta deve essere considerata una pallina buona (Fair Ball) o una pallina non buona (Foul Ball). In effetti tale regola venne codificata al fine di evitare che i giocatori in diamante (infielders) distratti dal cercare di recuperare la pallina battuta volontariamente in territorio foul da abili battitori, tra i quali erano noti Ross Barnes e Davy Force, si allontanassero di molto dalle basi e dunque non più in tempo o capaci ad effettuare i loro tiri di copertura atti ad eliminare i battitori e/o i corridori.

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Torna il Ground Force Elite Camp

di Redazione

Dal 3 al 6 agosto 2026 torna come ogni anno il Ground Force Elite Camp dedicato solo a lanciatori e ricevitori e preferibilmente dai 14 ai 16 anni.

Il camp ha avuto un grande successo negli anni precedenti. Questa infatti è la settima edizione e il format è stato esportato dalla Baseball Schule di Regensburg che organizza 2 camp all'anno  sotto la supervisione di Tomas Bison. Unico vero camp estivo in Italia dedicato ai lanciatori e ricevitori per imparare l'high level training.

Qui sotto puoi scaricare il Programma

Più sotto ancora il link con il modulo per aderire.

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Due libri una sola grande passione

di Redazione

Due libri, Due Mondi, Due Generi, Una sola grande passione:

BASEBALL E SOFTBAL

Questo è il titolo dell'evento di giovedì 30 aprile alle ore 18.00 presso la prestigiosa Biblioteca Sala Borsa - Auditorium Biagi nella centralissima Piazza Del Nettuno 3 Bologna, con il Patrocinio del Comune di Bologna e con la partecipazione delle autorità cittadine. Saranno presentati alla cittadinanza e agli appassionati del Baseball e del Softball due libri:  Ragazze Vincenti con la presenza dell'autore Alessandro Ballor e Io e il Baseball di Franco Ludovisi con la presenza della figlia Simona e di Paolo Castagnini che ne ha curato l'edizione. 

Un evento da non perdere per chi ama i nostri sport

 

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Un racconto, un sogno

Nella foto il Dodgers Stadium (Wikipedia)
Nella foto il Dodgers Stadium (Wikipedia)

di Frank De Rossi

…La prima volta nella massima serie

Quando nella prima infanzia si viene attratti da uno sport spesso questo diventa un sogno nel cassetto. Se poi questo sport è il baseball allora diventa un sogno al quale non si rinuncerà mai. Il Baseball è per sempre. Il Baseball è una passione che unisce e divide tutti coloro che lo conoscono. Il Baseball è il profumo della primavera ed è un gioco che si differenzia dagli altri per molti aspetti:

La partita non è a tempo - Il campo non è rettangolare - Il campo è un misto tra erba e terra rossa - Il punto lo realizza l’uomo e non la palla - La palla viene giocata dalla difesa e non dall’attacco - E’ un gioco di uno contro tutti  - Ad ogni azione di gioco corrisponde un giudizio arbitrale prima di passare alla prossima  - Compito arduo del giudice di gara è di valutare un lancio buono o sbagliato avendo come riferimento un rettangolo virtuale  - L’arbitro comunica le sue decisioni tramite gesti 

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Gabriele Quattrini sul "Tremendi Podcast"

di Paolo Castagnini

Checco Zagaglia è un bravo musicista che assieme al suo gruppo i Ragazzi dello Zio Pecos compone musiche e si colloca tra i migliori gruppi Marchigiani. Checco, oltre a un musicista è uno scrittore, uno sportivo (ama il ciclismo) e ha giocato pure a baseball, ma soprattutto è un caro amico e tempo fa ho presentato su Baseball On The Road un suo libro e un articolo sulla canzone che Eddie Veder ha dedicato ai CUBS. Tra le tante attività dei Ragazzi dello Zio Pecos non poteva mancare un Podcast e ieri sera è andata in onda una puntata speciale per noi del Baseball. Una splendida intervista a Gabriele Quattrini, che simpaticamente si racconta ai loro microfoni. Qui sotto il canale Youtube. Buona visione!

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L’appetito vien mangiando

Wikipedia

di Allegra Giuffredi

Nel 2012, andai a New York e negli USA, per la prima volta e siccome in quel frangente giocavano i Mets al Citi Field, mentre gli Yankees erano in trasferta, andai a vederli. Fu una festa assoluta! Con tanto di cadeau all’ingresso, perché ricevetti in omaggio una maglietta sponsorizzata da una nota catena di fast food e proprio a proposito di food, ovviamente mangiai e bevvi a quattro ganasce, cosa che ho sempre fatto in ogni stadio americano dove mi son recata da lì in avanti. Ricordo i panini al granchio di Boston e la pizza “Giordano’s” a Chicago, oltre che il fantastico servizio al posto che ebbi in quel di Phoenix, nello stadio perfettamente climatizzato, date le temperature elevatissime dell’Arizona in cui arrivai dopo aver capito che cosa fosse l’inverno più rigido che ci sia, ossia l’estate di San Francisco, con una media di 11°C serali a luglio … patiti per la verità allo stadio di Oakland, quando ancora vi giocavano gli Athletics. 

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15 aprile 2026, Jackie Robinson Day

di Frank De Rossi

Il 15 aprile 2026 la Major League Baseball ha celebrato ancora una volta il Jackie Robinson Day, la giornata dedicata all’uomo che il 15 aprile 1947 abbatté la barriera razziale del baseball esordendo con i Brooklyn Dodgers. Quest’anno ricorreva il 79° anniversario di quel momento storico, e la lega ha trasformato la ricorrenza in una delle sue celebrazioni più sentite della stagione. Come da tradizione, tutti i giocatori, manager, allenatori e arbitri hanno indossato il celebre numero 42, unico numero ritirato in tutta la MLB. Nel 2026 il dettaglio speciale è stato il ritorno del 42 in “Dodger Blue” per tutte le squadre, indipendentemente dai colori sociali dei club, accompagnato da calze commemorative blu e patch celebrative sui cappellini.

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Eventi salienti di una storia infinita # 3

Foto tratta dal sito gutemberg.org
Foto tratta dal sito gutemberg.org

di Michele Dodde

Nonostante la delusione rilasciata dal primo torneo dimostrativo del baseball realizzato sui prati verdi d’Inghilterra nel 1874, negli Stati Uniti l’interesse e la passione verso questo gioco al contrario si stavano amalgamando sempre più a quelli che diverranno in seguito i concetti più raffinati della indole di vita a stelle e strisce. Così anche le problematiche del gioco diventano oggetto di discussioni ed interpretazioni tant’è che la ormai preferita posizione del catcher, portata avanti da Nat Hicks, fa sì che un giovane studente, Fred Thayer, possa realizzare il primo prototipo di una maschera protettiva. Era il 1875 e Fred la mostra al suo compagno di classe Jim Tyng che, affascinato dall’invenzione, la prova subito in una gara tra College. La novità fu subito acquisita e si dice che successivamente Fred abbia anche studiato e sviluppato ulteriori sistemi protettivi per i catcher tra cui la pettorina gonfiabile. 

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La Zona dello Strike ieri e oggi

di Michele Dodde

L’acronimo ABS è entrato nel linguaggio comune nel lontano primo gennaio del 2004 divenendo obbligatorio nel mondo delle automobili per le sue particolari proprietà, ovvero era l’Anti-Lock Braking System brevettato per “migliorare” la sicurezza stradale. L'ABS infatti è un dispositivo di sicurezza elettronica che impedisce il bloccaggio delle ruote durante frenate brusche o su superfici scivolose.   Ora lo stesso acronimo ABS entra nel 2026 nel mondo del baseball ma con un altro significato, ovvero l’Automatic Ball-Strike System brevettato anch’esso per “migliorare” la postura del plate umpire per quanto riguarda i suoi giudizi relativi agli strike ed ai ball o meglio l’ABS dovrebbe delineare in modo oggettivo e costante la Zona dello Strike impedendo errati giudizi sui lanci.

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Eventi salienti di una storia infinita # 2

Nella foto Candy Cummings
Nella foto Candy Cummings

di Michele Dodde

Il cambio di casacca di Al Reach ma soprattutto il carisma di Jim Creighton che, grazie alla sua eccezionale duttilità aveva coinvolto l’interesse di molti tifosi, divenne dopo la sua prematura scomparsa una leggendaria icona capace di scuotere interpretazioni e promuovere rifiniture del regolamento di gioco. Per circa un decennio dunque, dal 1864 al 1871, più di qualche giocatore incominciò a configurare il proprio stile ed in particolare l’attenzione interessò i lanciatori che da par loro scelsero la possibilità di variare i propri lanci a tutto beneficio di un pubblico sempre più esigente. Tra questi Candy Cummings che, si dice, ha impreziosito il proprio bagaglio tecnico lanciando per primo nel 1867 una pallina con traiettoria curva in una gara a Worcester, nel Massachusetts, mentre giocava per i Brooklyn Excelsior.  Tuttavia altre fonti invece riferiscono che fu solo nel 1870 che Cummings, quando divenne primo lanciatore delle Brooklyn Stars, potè usufruire di questo suo studiato lancio solo grazie all’innovativa posizione del ricevitore Nat Hicks che intuì per primo quanto vantaggioso fosse in ricezione posizionarsi direttamente dietro il battitore. In tal modo egli consentì a Cummings di poter sfruttare al meglio la caratteristica del suo lancio facendo passare la pallina nella fase finale della traiettoria direttamente nella zona dello strike.

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The impossible has happened

Foto FIBS
Foto FIBS

di Allegra Giuffredi

The impossible has happened - (L’impossibile è successo).

Qualche anno fa, Bartolo Colon (1973), mega pitcher, per stazza e carriera, quando ancora i lanciatori andavano malamente alla battuta nella sola National League, riuscì nell’impossibile, perché fece un fuoricampo per i NY Mets, oltretutto ad un’età già ragguardevole. In quell’occasione il commentatore sportivo si profuse in meraviglia, dicendo più volte che l’impossibile era accaduto e questa sensazione credo abbia animato tutti noi quando l’Italia del baseball ha vinto nell’ordine contro Stati Uniti, Messico e Portorico, arrendendosi solo al Venezuela che poi ha vinto contro gli States, quelli veri e non messi su tra Minors e campionati universitari. È chiaro che l’Italia del baseball, come sanno tutti i tifosi, è un prodotto principalmente delle Majors League nel quale gli italiani, nati in Italia erano pochissimi, ma sarebbe ingeneroso dire che per questo motivo non ci rappresentava, anzi!

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Il baseball MLB cambia ancora

di Paolo Castagnini

 

Il primo challenge su ball/strike nella storia MLB

Il 26 marzo 2026 è una data che resterà scritta sui libri di storia. Il protagonista è Francisco Álvarez il ricevitore dei New York Mets. Nel 3° inning, su un conto pieno (3-2), il lancio del pitcher Freddy Peralta dei Mets contro Oneil Cruz dei Pirates è chiamato dall'umpire il quarto ball e quindi base su ball. Ma Álvarez non è d’accordo. Fa il gesto del challenge (toccando il casco) facendo partire il sistema ABS (Automatic Ball-Strike)

In pochi secondi arriva il verdetto.

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Decalogo per una partita ideale

Umpire Bill Miller (Wikipedia)
Umpire Bill Miller (Wikipedia)

di Michele Dodde

Premessa di Paolo Castagnini

Finalmente la primavera è arrivata e i campionati 2026 stanno per iniziare. Gustiamoci quindi questo simpatico "decalogo" di Michele Dodde affinché le nostre partite siano serene e divertenti, visto anche che nei nostri campionati il challenger non esiste :-) 

in bocca al lupo a tutti!

E’ notorio l’aneddoto di un direttore di un quotidiano napoletano quando catechizzò i praticanti cronisti sportivi dicendo:” …e ricordate che se il Napoli vince è per suo merito, se pareggia è riuscito a fronteggiare bene il forte avversario, se perde è solo per colpa dell’arbitro…”. Un lapalissiano insegnamento che voleva indicare come e comunque fosse sempre necessaria la figura di un personaggio chiamato a dirigere una gara sportiva facendo rispettare le regole, ovvero l’arbitro, e poi criticare il suo operato. Ora questo personaggio, quasi in via d’estinzione, se dapprima viene accettato con tutti gli onori, al termine della contesa viene sempre costretto a lasciare una lunga serie di distinguo sulla quale e con la quale si alimenteranno le vuote parole dei vari bar dello sport. Ora con lo sviluppo di una tecnologia sofisticata, fredda ed incolpevole si sono elaborati pruriginosi accorgimenti che dovrebbero correggere o meglio aiutare l’arbitro nella valutazione degli avvenimenti al fine di configurare il diorama di una gara ideale e perfetta. 

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Eventi salienti di una storia infinita # 1

da Wkipedia
da Wkipedia

 

di Michele Dodde

Narra la cronaca che il 3 giugno del 1953, durante lo svolgimento dell’83esimo Congresso degli Stati Uniti, i Membri di quel simposio parlamentare all’unanimità dichiararono ufficialmente che l’inventore del moderno gioco del baseball sia stato Alexander “Alick” Joy Cartwright Jr. sfocando così di fatto il mito di Abner Doubleday da più correnti di pensiero considerato il realizzatore del baseball in quel di Cooperstown nel 1839. Tuttavia un’altra cronaca, che si diverte a materializzare il famigerato “in cauda venenum”, tramanda che questa dichiarazione ufficiale non è mai stata riportata sui verbali del “Congressional Record” né se ne fa accenno sia su l’House Journale” sia sul “Senate Journal”, ovvero le tre pubblicazioni ufficiali del 3 giugno del 1953.

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L'Italia e l'espresso

Foto di Corrado Benedetti per FIBS
Foto di Corrado Benedetti per FIBS

di Frank De Rossi

C’è stato un momento, nei giorni scorsi, in cui in Italia si è parlato di baseball.

Non per sbaglio. Non per noia. Non perché non ci fosse altro.

Proprio di baseball.

E no, non era un film.

Tutto è iniziato con una domanda che milioni di italiani non si erano mai posti:

“Ma quindi… siamo forti?

La risposta è arrivata in modo piuttosto diretto: battendo gli Stati Uniti.

Sì, proprio loro. Quelli che il baseball l’hanno inventato, esportato, industrializzato e trasformato in religione civile. Noi? Con l’espresso nel dugout.

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L’ITALIA A TESTA ALTA

Foto di Corrado Benedetti per FIBS
Foto di Corrado Benedetti per FIBS

di Frankie Russo

Finisce qui la fiaba della "Cenerentola" Team Italy che è riuscita ad attirare su di sè l’attenzione dell’intero mondo del baseball. Team Italy ha fatto la storia. Raggiungere le semifinali in una competizione mondiale è il massimo risultato mai ottenuto dalla squadra azzurra e senza dubbio aiuterà la causa intrappresa da Cervelli di favorire la crescita del baseball in Italia. Come successo in alcune altre occasioni, Team Italy ha lottato alla pari contro una squadra che si presentava con un salary cap intorno al miliardo di dollari, quella italiana a malapena arriva a 100 milioni, questa la differenza del talento in campo. Il bullpen venezuelano ha potuto avvalersi di lanciatori che rasentavano le 100mph e stiamo sempre parlando di un attacco che ha battuto il Giappone campioni uscenti battendo 5 HR. Sulla carta l’Italia era la squadra di casa ma considerato il tifo fragoroso sugli spalti, la squadra di casa sembrava il Venezuela. A tutto questo va aggiunto che la compagine azzurra ha dovuto rinunciare ai due ricevitori titolari Teel e Mineo ma sostituiti degnamente da D’Orazio che ha prodotto oltre le aspettative.

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GRAZIE ITALIA !!!

Foto di Corrado Benedetti per FIBS
Foto di Corrado Benedetti per FIBS
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L’insostenibile leggerezza dei cinque centimetri

di Michele Dodde

E’ lapalissiano che il luogo designato per la seguente dissertazione dovrebbe essere il piacevole ritrovo degli appassionati cui piacciono i distinguo. Tuttavia sorvoliamo ed andiamo in una gara ad osservare come in un filmato la seguente situazione:

ottavo inning (con momenti di fibrillazione in entrambi i dugout), due out, un corridore in base ed il battitore sotto il conteggio di tre ball e due strike. Il lanciatore lancia la pallina su una traiettoria curva che si abbassa verso l’esterno all’altezza delle ginocchia del battitore. La nuova tecnologia televisiva mette in evidenza la facciata frontale della zona dello strike con la pallina che passa a cinque centimetri all’esterno della suddetta zona dello strike. L’umpire, non molto reattivo in quel giudizio, giudica però il lancio uno strike con la conseguente eliminazione del battitore con la chiusura dell’inning. 

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Cervelli ..... di nome e di fatto

La gioia di Cervelli e dell'Italia (Foto FIBS)
La gioia di Cervelli e dell'Italia (Foto FIBS)

di Frankie Russo

Con la vittoria di ieri sera contro il Porto Rico, l’Italia del baseball ha dato una chiara indicazione di che pasta è fatta. Imbattuta nelle cinque gare finora disputate con risultati che non lasciano spazio a dubbi: 8-0 contro il Brasile, 7-4 contro la Gran Bretagna, il capolavoro dell’8-6 contro il dream team USA, 9-1 contro il Messico e con 8-6 contro il Porto Rico, la squadra ha raggiunto il punto più alto della sua storia.  E come non dare merito allo skipper Francisco Cervelli e al suo staff che ha saputo trasformare una squadra con un roster meno blasonato rispetto a tante altre, in una squadra che oggi merita il massimo rispetto. Quattro tra i position player e quattro tra i lanciatori giocano regolarmente nel campionato di major league, e ad eccezione di Aaron Nola nessuno di costoro ha un salario che raggiunge i 30/40 milioni di dollari. Cervelli ha saputo trasformare questo gruppo in una macchina “espresso” e ieri sera è stato perfetto nel gestire una gara che sembrava vinta già nelle prime riprese ma che ha poi dovuto difenderla con saggezza dalla veemente reazione degli avversari.

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Lasciateci sognare

Foto da FIBS
Foto da FIBS

di Paolo Castagnini

Questa notte siamo stati in tanti svegli fino alle 3.30 per vedere la nostra Nazionale strapazzare la forte squadra del Messico. Personalmente essendo fan dei Kansas City Royals sono saltato in piedi per tre volte quando Vinnie Pasquantino l'ha messa fuori per ricevere poi il caffè e i baci sulla guancia, un simpatico siparietto sui luoghi comuni italici. Ebbene vedere questi ragazzi orgogliosi di indossare la maglia azzurra, con il nostro manager Francisco Cervelli che riesce ad unirli per affrontare  qualsiasi ostacolo riempie il cuore. E non mi interessa più di tanto entrare nei social e tra tanti commenti entusiasti leggere i soliti e ma ..... e ma non sono italiani veri. Forse per certi aspetti alcuni di loro sono più italiani di noi. Quando i loro nonni e nonne partirono dall'Italia con le lacrime agli occhi e la valigia di cartone forse pensavano che un giorno sarebbero tornati. 

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L’INIMMAGINABILE É ACCADUTO L’ITALIA HA BATTUTO GLI USA

Articolo pubblicato da Mario Salvini sul suo Blog "Che palle blog"

 

L’inimmaginabile.

Abbiamo vissuto tutti quanti abbastanza a lungo da passare una notte di marzo del 2026 completamente in bianco, gasati, e poi increduli, trepidanti, terrorizzati di ritrovarci beffati. E alla fine, quasi all’alba, felici come bambini. Per una vittoria strepitosa, stupenda. L’Italia ha battuto gli Stati Uniti 8-6. Pazzesco.

Abbiamo vissuto abbastanza a lungo per vedere quei due fuoricampo di fila di Teel e Antonacci. E poi la randellata di Caglianone, la linea che é finita in mezzo alla gente del Daikin Stadium incredula, basita. E Michael Lorenzen che li ha zittiti per metà partita.

E l’orrore, per noi meraviglioso, di Brad Keller che ha trasformato un doppio gioco fatto in uno scempio e in un’esplosione di gioia. Un errore che abbiamo punito a dovere: 8-0.

Otto a zero per noi, a Houston, contro gli Stati Uniti. Che già così suona blasfemo e folle. E che è ancora di più se si pensa che gli Stati Uniti sono Judge e Schwarber, Witt e Henderson, Goldschmidt, Crow-Armstrong e Anthony. E poi anche Harper. IN altri sport lo chiamerebbero Dream Team.
Ma anche se siamo svegli da tutta la notte a sognare siamo noi.

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Pasquantino e il nonno

di Allegra Giuffredi

Con il World Baseball Classic e le prime due partite della nazionale italiana di baseball in questo torneo internazionale, vinte dall’Italia contro il Brasile e l'Inghilterra, si può proprio dire che la Stagione 2026 del batti e corri sia iniziata, dopo il lungo letargo invernale. La primavera infatti ci regala l’omonimo Spring Training carico di aspettative e di sogni per ogni tifoso di una squadra, sia italiana che estera, sulla stagione che verrà e tanti episodi anche buffi che per esempio accadono durante il batting practice. Quest’anno infatti il giocatore dei San Franciso Giants, Harrison Bader ha preso in pieno un food track gelateria, con un fuoricampo finito fuori da uno stadio di Phoenix, ammaccandone la carrozzeria, ma lasciandoci sopra l’autografo con in bella vista un grande “Sorry” per la gioia della gelataia, alquanto sorridente in verità.

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Le Bloomer Girls

di Michele Dodde

In questi giorni non poteva mancare un pezzo importante di storia sulle donne

Nella conoscenza collettiva, quando si comincia a parlare di baseball giocato dalle donne, il pensiero vola sulle immagini del film “A League of Their Own”, conosciuto in Italia con il titolo “Ragazze Vincenti”, interpretato da Tom Hanks, Geena Davis e Madonna sotto la regia di Penny Marshall. Apparso sugli schermi nel 1992, il film snocciola la storia vera dell’inizio della “All American Girls Professional Baseball League” che protrarrà la sua presenza sui diamanti per undici anni sino al 1954. Ma in realtà il baseball praticato dalle donne in forma agonistica e non di spettacolo, come usava il famigerato Sylvester F. Wilson con le sue “English Blondes” e le “American Brunettes”, ha avuto inizio nel 1875 con squadre composte da donne determinate e caparbie che, nonostante per le allora leggi vigenti che non concedevano loro il diritto di voto o di possedere proprietà a proprio nome dopo il matrimonio, si posero in forte concorrenza con i maschi giocando con cipiglio e capacità. Erano considerate le ragazze dell’estate e la loro divisa consisteva in gonne lunghe e sottogonne, camicette a maniche lunghe con vezzoso collo alto e scarponcini a stretta caviglia. Quando nel 1890 si impose la notorietà della sportivissima campione di ciclismo Amelia Bloomer, che andava ad indicare come anche le donne dovessero avere il loro spazio sportivo, la sua acclamata filosofia ed in particolare la sua moda di indossare larghi pantaloni si diffuse ampiamente anche nel mondo del baseball tanto che da allora le giocatrici e le squadre furono battezzate con il soprannome di Bloomer Girls. 

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Word Baseball Classic, si parte!

di Redazione

Il World Baseball Classic (WBC) torna al centro della scena sportiva mondiale. Un torneo unico nel suo genere, capace di unire atleti provenienti dalla Major League Baseball, dalle leghe professionistiche asiatiche e dai campionati emergenti di tutto il globo, in un appuntamento che richiama un’idea semplice: il baseball è davvero uno sport mondiale. L’ultima edizione, disputata nel 2023, ha fissato nuovi standard in termini di pubblico, qualità e impatto mediatico. È ancora vivo il ricordo dell’epico duello tra Shohei Ohtani e Mike Trout che ha deciso la finale tra Giappone e Stati Uniti: una delle immagini sportive più iconiche del decennio. Ora il WBC si prepara alla prossima edizione, e le nazionali sono pronte. La scelta dei roster, la disponibilità dei giocatori MLB e le dinamiche interne ai vari movimenti hanno reso questa fase preliminare quasi più intrigante del torneo stesso.

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Gabiàn, una poesia in parmigiano

Presentazione di Paolo Castagnini

E' già difficile di per sè trovare poesie in dialetto, ma quando si scovano quelle che trattano il tema a noi caro, il baseball, diventano perle che ci  legano alla nostra storia, alle nostre tradizioni, alla nostra terra.  Questa è una poesia in dialetto parmigiano che avevamo già pubblicato tempo fa e che riproponiamo, scritta da un ex giocatore. Il suo nome è Sergio Manghi. Provate a leggerla in originale e poi, per chi non è in grado di comprenderla appieno, la troverà anche in italiano. Dopo che l'avete letta in italiano tornate a leggerla in dialetto anche più volte e ogni volta sarà sempre più bella. Chi ha giocato sicuramente si sarà trovato in una situazione simile che Schulz nel suo Charlie Brown ha ben rappresentato.

Buona lettura

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Pronti per la novità MLB 2026? Il nuovo ABS Challenge System

Foto da Wikipedia
Foto da Wikipedia

di Paolo Castagnini

Con l’avvicinarsi della nuova stagione, la MLB entra ufficialmente in una fase di trasformazione del proprio sistema arbitrale: l’introduzione dell’Automated Ball-Strike (ABS) Challenge System. Una tecnologia che, dopo anni di test nelle leghe minori, è pronta a diventare parte integrante della gestione del piatto a livello MLB. Si tratta di un cambiamento destinato a incidere non solo sulle decisioni arbitrali, ma anche sulla strategia dei giocatori e sul ritmo della partita. Il sistema non sostituisce l'umpire di casa base, ma lo affianca. L'umpire continua a chiamare ball e strike in tempo reale; tuttavia, ciascuna squadra ha a disposizione un numero limitato di “challenge” per contestare una chiamata.

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Quel lancio impossibile

Nella foto R.A. Dickey (Wikipedia)
Nella foto R.A. Dickey (Wikipedia)

di Paolo Castagnini

R.A. Dickey fu uno degli ultimi grandi maestri della knuckleball moderna. Il suo lancio non solo era imprevedibile… ma per un breve periodo divenne qualcosa di scientificamente inspiegabile. Siamo nel 2012, stagione in cui Dickey giocava con i New York Mets. Fu l’anno di grazia. Un anno in cui la sua palla danzava come nessuno aveva mai visto. Una knuckleball normale ha poca rotazione: l’aria “aggancia” le cuciture e la palla ondeggia in modo imprevedibile, ma la knuckleball di Dickey aveva qualcosa in più:

- era più veloce della media (75–80 mph)

- aveva ancora meno rotazione del normale

- faceva movimenti multipli, non lineari

I battitori dicevano che era “come provare a colpire una farfalla in un uragano”.

Il 13 giugno 2012, contro i Tampa Bay Rays, la knuckleball di Dickey sembrò violare le leggi della fisica.

La televisione mostrò un replay rallentato in cui la palla:

  • Andava verso l’interno
  • poi si spostava verso l’esterno
  • e infine tornava ancora verso l’interno

Tre direzioni diverse nello stesso lancio.

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E' in arrivo la primavera

Foto di Annie Spratt su Unsplash
Foto di Annie Spratt su Unsplash

di Frankie Russo 

La stagione è alle porte e inizia la preparazione primaverile che per noi è lo "spring training" E allora la prima domanda che noi coach ci dobbiamo porre è:

Perché Alleniamo?  

E le risposte possono essere molte:

- Assicurarsi che i ragazzi abbiano la possibilità di giocare e divertirsi
- Credere nelle nostre capacità
- Appagare il nostro ego
- Divertirci e far divertire gli altri
- Essere responsabile di qualcosa
- Vedere i ragazzi migliorare
- Insegnare ai ragazzi una lezione di vita che può essere appresa sia in caso di vittoria che di sconfitta.

 

Questi sono solo alcuni dei motivi, alcuni dei quali possono attirare di più la nostra attenzione e per questo dobbiamo porci la domanda del perché alleniamo. Se abbiamo dei buoni motivi per allenare, allora è molto probabile che saremo in grado di affrontare al meglio le situazioni che incontreremo durante il nostro percorso. Al contrario, se non ci poniamo delle domande, è più probabile che incontreremo delle difficoltà, quindi il nostro obiettivo deve essere sempre quello di migliorarsi.

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Un fumetto ..... Una storia

Tratto da Lanciostory, numero 17 del 2001
Tratto da Lanciostory, numero 17 del 2001

di Michele Dodde

 Il baseball nella letteratura e/o nei noir è sempre stato un gradevole compagno di viaggio dando all'immaginazione collettiva sfumature piacevoli.  Ancor più nei fumetti dove il gioco antico o come interprete principale o come stilla comprimaria evidenzia le sfaccettature e le situazioni interpretative che il cartoonist coglie con la sua fantasia proponendo sempre un diorama di intenti unico.

 

E dunque, che cosa combinò il centesimo home run di Babe Ruth, lui che poi ne snocciolò ben 740? Forse egli stesso, se avesse saputo, sarebbe stato contento del prosieguo. Infatti la fertile e generosa mente di Oscar Aibar, sceneggiatore spagnolo prestato per l’occasione all'incisiva quanto accattivante matita di Jordi Bernet, anche lui spagnolo e conosciuto nel mondo cartaceo per l’esilarante quanto meditativa Chiara di Notte ma soprattutto per quell'hard boiled gangster Luca Torelli, in arte Torpedo, che tanto amava la divisa dei Red Sox, va a mettere in evidenza nella intrigante “Fuori Serie” un episodio marginale in cui Torpedo è solo lo spunto iniziale per lasciare poi alla pallina da baseball di quel centesimo fuori campo del grande Babe il ruolo carismatico di protagonista.

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Il baseball in questa Roma sparita

Vista su Roma da Monte Mario (dipinto di di Philipp Hackert - eufemistampe.com)
Vista su Roma da Monte Mario (dipinto di di Philipp Hackert - eufemistampe.com)

di Michele Dodde

Il Tevere tra ponte Milvio e ponte Regina Margherita scorre ancora oggi lento e maestoso, in specie nell’ansa sotto Monte Mario “ …hic septem dominos videre montis / et totam licet aestimare Romam, / Albanos quoque Tusculosque colles / et quodcumque iacet sub urbe frigus / Fidenas veteres brevesque Rubras…” (…da dove è possibile vedere i sette colli, signori del mondo ed  abbracciare in tutta la sua ampiezza Roma, i colli Albani, i colli di Tuscolo e tutti i giardini alle porte della città, l’antica Fidene, la piccola Rubra…) come cita Marziale nell’epigramma LXIV, 11 – 15, quasi silenziosamente a sottolineare che nonostante la più che citata città eterna e la sua emblematica storia, sempre così confusa e travagliata anche nelle more di un’esatta datazione, Lui, il Tevere, lì in quell’ansa “prima de Roma c’era già “ (cfr. il musical “I sette re di Roma” di Garinei e Giovannini).

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Il fuoricampo più corto della storia

di Frankie Russo   tratto da MLB.com

Quando nel baseball parliamo di fuoricampo, il nostro primo pensiero va alla potenza e alla distanza. Infatti molti sanno che il fuoricampo più lungo è stato di 177 metri battuto da Joey Meyer al "Mile High Stadium di Denver" in Colorado.  Ma quanti di noi conoscono la distanza che ha percorso la palla per il fuoricampo più corto della storia? La risposta è di 61 centimetri! Ma come è potuto accadere? Andy Oyler non è stato mai una stella nel firmamento del baseball. Infatti la stagione di maggior successo fu con gli Orioles nel 1902 quando realizzò un solo HR con una MB di 221 in 27 gare giocate. 

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Il mito e il rookye che scrissero la storia

Un racconto di Paolo Castagnini

Quando John mi telefonò durante la notte svegliandomi nel bel mezzo di un sogno guardai l'orologio. Erano le 3:05. <Bob> mi disse, <ho perso tutto, hai un posto per dormire?> Passati pochi secondi per capire dove mi trovassi risposi <si, certo!>, pur non sapendo cosa stesse succedendo e di cosa John mi stava parlando. Lo avevo conosciuto nel 1981 al Junior College. Era un gran seconda base, al contrario del sottoscritto che a malapena si allacciava la cintura dei pantaloni senza bisogno di aiuto. Era stata una sera al Pub. John era in una brutta settimana di slamp. In pochi giorni era passato da una Avg di 0.352 a 0.290. Era solo, come lo ero io in quel momento. In pochi minuti stabilimmo un feeling inaspettato. L'atleta dalle grandi prestazioni coccolato con borsa di studio, e il figlio di papà benestante che invece pagava l'intera retta con il rischio di raddoppiare gli anni di frequenza per incapacità.

Questo ero io.

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Baseball, questo grande gioco

Foto di Brandon Mowinkel su Unsplash
Foto di Brandon Mowinkel su Unsplash

di Michele Dodde

Come si fa, per noi appassionati di baseball, a non essere d’accordo con John Thorn, giornalista statunitense e storico ufficiale della Major League Baseball, quando afferma che, conosciuto il gioco, con esso si cresce e poi con esso invecchiamo? Certo, col passare degli anni, avvengono o siamo soggetti di fondamentali cambiamenti ma tuttavia il gioco resta per noi un punto fermo come la religione, la famiglia, il lavoro ed i valori acquisiti per vivere nella vita reale. 

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L'arbitrato salariale

da MLB.com
da MLB.com

di Frankie Russo

Nel baseball l’arbitrato salariale è un’udienza formale in cui giocatore e squadra presentano le proprie argomentazioni davanti a una commissione indipendente per stabilire lo stipendio del giocatore per la stagione successiva quando non c'è un accordo. Esse hanno luogo generalmente entro la metà di febbraio e sono chiuse al pubblico. 

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Battere la prima si o no?

Josh Hamilton (Foto da Wikipedia)
Josh Hamilton (Foto da Wikipedia)

di Frankie Russo

Articolo già pubblicato il 2 maggio 2014

L'articolo seguente è apparso su MLB.com il 10 Aprile 2014, scritto da Lyle Spencer dal titolo: Aggression psychology: First pitches can be a big hit  - Hitters who go after it if they like what they see can make hay with initial offerings che tradotto significa:Psicologia aggressiva: I primi lanci possono portare a grandi risultati - Se ai battitori piace quello che vedono, possono trarne grande vantaggio. Josh Hamilton era in gran forma, sembrava essere tornato quello che aveva terrorizzato i lanciatori avversari quando era con i Rangers. Adesso potrebbe stare fuori per almeno due mesi a seguito di un infortunio al pollice sinistro, conseguenza di una scivolata a testa prima in prima base.

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Arriverà il salary cap in Major League?

Foto di Tim Gouw su Unsplash
Foto di Tim Gouw su Unsplash

di Frankie Russo

L’argomento è stato già trattato lo scorso mese di novembre in modo più sintetico, ma a seguito dell’andamento del mercato off season, è forse opportuno affrontarlo più nei dettagli.  Negli sport professionisti USA, il salary cap è un tetto massimo alla spesa totale per gli stipendi dei giocatori che ogni squadra può sostenere in una stagione. Serve principalmente a:

  • mantenere equilibrio competitivo (evitare che le squadre più ricche comprino tutti i migliori giocatori)
  • controllare i costi per i proprietari
  • garantire stabilità finanziaria alle leghe.
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Presentato il libro di Franco Ludovisi

Nella foto da sx Michele Dodde, Simona Ludovisi, Paolo Castagnini (Foto Lauro Bassani)
Nella foto da sx Michele Dodde, Simona Ludovisi, Paolo Castagnini (Foto Lauro Bassani)

di Lorenzo Carli

"Io e il Baseball" compendio degli appunti di Franco Ludovisi, meglio Ludo, edito come libro dal sito  Baseball on the Road cui egli collaborava, è stato presentato e divulgato il 22 gennaio a Bologna presso la sala della Palazzina Linea 37 e il 23 in apertura della ormai prestigiosa Coach Convention, giunta alla 40^ edizione. Il libro, curato per l'edizione da Michele Dodde, dallo stesso è  stato presentato ai convenuti con parole che ben hanno evidenziato la carismatica figura di Ludo che negli anni della sua vita, appassionatosi al baseball da giovane, ha vissuto in osmosi con questa disciplina sportiva divenendovi  prima giocatore, poi manager ed infine ascoltato divulgatore dei principi e della tecnica. Il libro è stato anche donato al Presidente Federale Marco Mazzieri

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Oggi e domani la presentazione del libro di Franco Ludovisi "Io e il Baseball"

di Redazione

Oggi pomeriggio alle 17.30 presso la Palazzina Linea 37 in Via Scipione Dal Ferro, 16 Bologna, e domani alle 15 presso la Coach Convention sarà presentato il libro di Franco Ludovisi "Io e il Baseball".  Saranno presenti la figlia Simona, Paolo Castagnini  e Michele Dodde. I due eventi hanno ottenuto il patrocinio del Comune di Bologna e della FIBS. Saranno disponibili alcune copie del libro che sarà poi acquistabile da domani 23 gennaio su Amazon

Ecco in anteprima la Prefazione e la Postfazione del libro.

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La battuta

Presentazione di Paolo Castagnini

Il racconto "La battuta" mi ha fatto conoscere Michele Dodde. Credo di averlo letto almeno 25 anni fa e ne rimasi affascinato. Quando nel 2012 iniziai questo progetto "Baseball On The Road" cercai questo racconto sfogliando il motore di ricerca di Google finché lo trovai. Lo lessi nuovamente e lo rilessi ancora, più volte. Quante sensazioni descritte erano state anche mie? Chi meglio di Michele era riuscito a metterle su una pagina? A mio giudizio nessuno. Feci "copia/incolla" e lo pubblicai il 12 febbraio 2012. Poi dopo pochi giorni riuscii a contattare Michele che fu felice di collaborare con me nel progetto. Da quel giorno trovai una persona straordinaria e soprattutto un amico. Grazie Michele per quello che stai regalando al mondo del baseball e del softball. 

 

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Chessman

Nella foto Alberto Mazzanti (FIBS)
Nella foto Alberto Mazzanti (FIBS)

di Allegra Giuffredi

In questo tardo 2025, alla recente dolorosa perdita di Franco Ludovisi si è aggiunta quella altrettanto dolorosa di Alberto Mazzanti (1942 – 2025), detto Chessman. Il cordoglio e il ricordo della sua vita, anche istituzionale, ci ha raggiunto dalle pagine dei giornali che nella cronaca locale di Bologna hanno riportato quanto sia stato importante per lo sport felsineo e di Casalecchio di Reno in particolare. Alberto Mazzanti è stato infatti una persona che si è spesa tanto per la Comunità e tra l'altro, come ho avuto modo di scoprire, perché proprio non lo sapevo, negli anni ’90 del secolo scorso, nel Comune di Casalecchio di Reno è stato Assessore allo sport e turismo nella Giunta di Ghino Collina e Presidente del Consiglio comunale in quella di Luigi Castagna.

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In uscita il libro di Franco Ludovisi "Io e il Baseball"

Nella foto Francesco Merler, capitano dei Lupi di Trento

di redazione

E' con grande piacere che annunciamo la prossima uscita del libro scritto da Franco Ludovisi IO E IL BASEBALL. Il libro raccoglie le esperienze di una vita nel baseball. Sono citati fatti realmente accaduti, aneddoti e storia del baseball italiano compreso tutti i personaggi che Franco ha conosciuto durante il suo percorso di una vita sui campi dal primo dopoguerra ai giorni nostri in particolare la storia delle squadre di Bologna e dintorni, ma anche attraverso tutta l'Italia dalla Sicilia a Bolzano. Il libro è prodotto da Baseball On The Road  con la Prefazione e Editing di Michele Dodde. Franco ha letto e approvato la bozza del libro pochi giorni prima di lasciarci, lasciando alla figlia Simona e a tutti noi un'eredità storica della sua vita e del baseball italiano

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I reels dei Lupi del Trento Baseball

Nella foto Francesco Merler, capitano dei Lupi di Trento
Nella foto Francesco Merler, capitano dei Lupi di Trento

Nella foto Francesco Merler, capitano dei Lupi di Trento

di Paolo Castagnini

Nell'era dei social bisogna lasciare spazio ai giovani e questo è risaputo. Trento è una realtà emergente dove anch'io ho lasciato un pezzo del mio cuore. Da una costola del CUS Trento nacquero i Lupi del Trento Baseball per opera di alcuni genitori volonterosi che mi coinvolsero come coach e come "consigliere" nella politica sportiva della nuova società. A distanza di pochi anni il Trento Baseball è diventato una bella realtà che con la sua squadra di vertice quest'anno ha mancato di un soffio la promozione in Serie B, ma tutto indica che l'obiettivo è solo rimandato. In questa operosa società oltre a brillare lo staff tecnico e la dirigenza, sono proprio loro i ragazzi stessi a portare nuova linfa e nuove idee. 

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Il racconto di Natale 2025

Foto di Eduardo Balderas su Unsplash
Foto di Eduardo Balderas su Unsplash

Foto di Eduardo Balderas su Unsplash

di Michele Dodde

Era il giorno della vigilia e, come prassi consueta, era il momento maggiore votato alla propria ricerca interiore e così si orientò a rimettere ordine tra i cassetti della scrivania ben intenzionato a gettare via il superfluo quand’ecco che tra le mani comparvero come un singolare prodigio alcune pagine ingiallite del tempo dei tempi e là dove il tutto diventava limite desueto Johnny si accorse che incominciando a leggere quello scritto si stava commuovendo. Era quella scrittura la sua minuta da scolaro e con una punta di orgoglio notò che per la prima volta stava rileggendo i suoi appunti ricordi di come ebbe inizio il tutto. E perché nasconderselo? Di certo due fattori avevano delineato la sua scelta: lui era nato negli USA in quel di Massachusset e suo padre era stato un attento tifoso del baseball che incominciò subito a portarlo allo stadio a vedere le partite di Major League.

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Bill Murray e il baseball tra le sbarre

Bill Murray (Foto da Wikipedia)
Bill Murray (Foto da Wikipedia)

Bill Murray (Foto da Wikipedia)

di Paolo Castagnini

I Joliet Slammers tornano a giocare nella Old Joliet Prison

Se c’è una persona capace di trasformare una partita di baseball in un evento culturale, quasi cinematografico, quella persona è Bill Murray. Attore simbolo del cinema americano, spirito libero dello sport popolare e soprattutto co‑proprietario dei Joliet Slammers, Murray è il filo conduttore ideale per raccontare una delle iniziative più singolari degli ultimi anni: una partita di esibizione giocata all’interno della storica Old Joliet Prison.

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Solitudine e Appartenenza

Foto da Wikipedia
Foto da Wikipedia

Foto da Wikipediadi Michele Dodde

Sono sempre molteplici le domande che si ripetono, sono sempre molteplici le curiosità inerenti, sono sempre molteplici le perplessità: perché tu ami il baseball?, viene chiesto. Quale episodio ti ha permesso di conoscerlo?, viene puntualizzato. Perché è così difficile interpretarlo?, quale ultima analisi... Ed è vero: il baseball, che è apparentemente un semplice gioco, è anche una disciplina sportiva che viene gestita su regole di atti leciti ed atti illeciti. Ma conosciuto e praticato diventa una sintesi specchiata della continua ricerca del proprio io e della propria esistenza perché in esso sono racchiusi due fondamentali e ricercati principi quali la Solitudine e l’Appartenenza. 

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Necessità di una corretta terminologia: Umpire e Zona dello Strike

Da Wikipedia

Da Wikipedia

di Michele Dodde 

La corretta terminologia e l’uso appropriato della lingua caratterizza e dà spessore alla giusta conoscenza anche se a volte il comune parlare diventa quel decantato lessico familiare che comunque non deve appagare. Anche nel baseball e nel softball dunque è necessario si adotti una corretta terminologia al fine di chiarire concetti e sbavature. Ad esempio, ed al fine di gestire la regolarità di una gara, nel gioco del baseball e del softball, gli operatori designati a dirimere le sfaccettature di una partita non devono essere chiamati “Arbitri” bensì “Ufficiali di Gara” poiché a loro è richiesta una prestazione giudicante di atti leciti ed atti illeciti e non quella di appianare una controversia quale terza parte imparziale.  

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La battuta: utilizzare la tecnica HLP

Nella foto homerun di Mike Yastrzemski (si nota l'arrotolamento sulla gamba posteriore)
Nella foto homerun di Mike Yastrzemski (si nota l'arrotolamento sulla gamba posteriore)

Nella foto homerun di Mike Yastrzemski (si nota l'arrotolamento sulla gamba posteriore)

di Paolo Castagnini

Il gesto della battuta è risaputo, è uno dei più difficili tra tutti i gesti di qualsiasi sport. Battere una palla che arriva da una distanza di 18 metri a 90 miglia? o forse 80? o forse a 100 miglia? che cambia direzione? diventa ogni giorno più difficile. In MLB i campioni devono adattarsi a lanciatori sempre più forti e di conseguenza con le moderne analisi tecnologicamente sempre più avanzate nascono le teorie più moderne che i coach poi trasmettono alle nuove leve. Non c'è dubbio infatti che sono i fuoriclasse a cambiare la tecnica e i coach poi la studiano e trovano attraverso gli esercizi (drills) il modo per allenare i battitori. Ebbene la tecnica HLP (High Level Pattern) è ciò che di più attuale esista nel mondo della battuta nel baseball.

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Simona Conti alla Conveneton 2025

Un selfie all'uscita dell'Antica Trattoria del Pontelungo

di Paolo Castagnini

Ieri sabato 6 dicembre ho partecipato all'annuale CONVENETON (Coach Convention del Veneto) organizzata molto bene dal Comitato Regionale Veneto e coordinata da Stefano Burato. Molto interessanti gli interventi degli arbitri per chiarimenti sul Regolamento, di Gianfranco Vinco sui nuovi fondamentali del Ricevitore, di Daniele Santolupo sulla Corsa sulle basi, di Gianguido Poma sull'approccio della palla da parte degli interni, ma la conferma assoluta è la relazione di Simona Conti. Dico conferma perché non è una novità, ma la gestione di una squadra giovanile illustrata da Simona è di un altro pianeta. E la cosa più sorprendente è che tutto ciò che fa assieme al marito Davide Sartini è a disposizione di tutti. Un manuale online che ogni coach può scaricare liberamente. Nel 2020 avevo dedicato un articolo su Baseball On The Road che ripropongo oggi sempre più attuale, con il collegamento al sito di Simona Conti Buona lettura.

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Domani 6 Dicembre la Coach Convention Veneta

Nella foto un giovanissimo Franco Ludovisi (da Simona Ludovisi)

di Redazione

CONVENETON – Coach Convention dei Tecnici del Veneto

Sabato 6 Dicembre

Parrocchia di Cristo Risorto – Via Guido Cardan 12, Padova

Anche quest’anno il Veneto si dà appuntamento per una giornata interamente dedicata alla formazione tecnica, al confronto e alla crescita del nostro movimento baseball & softball.

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Franco e Alessandro

Nella foto un giovanissimo Franco Ludovisi (da Simona Ludovisi)
Nella foto un giovanissimo Franco Ludovisi (da Simona Ludovisi)

Nella foto un giovanissimo Franco Ludovisi (da Simona Ludovisi)

di Allegra Giuffredi

È di qualche giorno fa la scomparsa di Franco Ludovisi, giocatore e manager di baseball bolognese e gran persona umanamente parlando. Ho avuto il piacere di condividere con Franco, sia il tifo nelle partite casalinghe della Fortitudo baseball, che il desco durante qualche cena che organizzavamo anche con Gianni Lercker, Kiko Corradini, Marcello Perich e tanti altri e ricordo che durante quelle cene era un proliferare di aneddoti da storia del baseball italiano. Quelle cene furono organizzate spesso proprio all’Antica Trattoria del Pontelungo, dove anche Paolo Castagnini incontrò Franco e dove in effetti, perdonate lo spot, si mangia bolognese in maniera ruspante e verace, senza rivisitazioni e si sta bene in compagnia: si mangia, si beve e si chiacchiera.

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Il connubio Baseball e Arte

di Michele Dodde 

Il Baseball nell’Arte o l’Arte nel Baseball?

Il connubio si semplifica se si considera che entrambi sono frutto di un’aristocrazia del pensiero e sviluppo di una manualità fuori dal comune. In effetti il baseball è stato un pregevole soggetto per litografie, quadri e sculture che hanno contribuito non poco a dare carisma alla disciplina sportiva ed alla sua divulgazione ma di concerto a sublimare anche la qualità dei tratti di molti artisti divenuti poi famosi o dimenticati tra le pieghe del manierismo. Sicuramente è divenuta interessante la ormai celebre litografia a colori del 1866 realizzata da Currier and Ives raffigurante la gara di campionato del 3 agosto del 1865 tra le formazioni degli Atlantics e dei Mutuals, i primi vinsero per 13 a 12, presso gli Elysian Fields in Hoboken, New Jersey. Licenziata come “The American National Game of Base Ball” essa mostra la visione completa di un campo di gioco, la particolare divisa delle squadre, la quasi nulla attrezzatura

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Million dollar arm

nella foto Shohei Ohtani (Wikipedia)

di Michele Dodde

Inspiegabilmente subito scomparso sul grande schermo, il film “Million Dollar Arm”, licenziato nel 2014 dalla Walt Disney Pictures, fa parte del fantasioso elenco di tutti quei particolari movie che interessano o investono il gioco del baseball. La trama del film apparentemente sembra una cervellotica favola moderna, di fatto invece è una storia vera accaduta nel 2007 quando il procuratore sportivo Jeff Bernstein, decisamente in declino circa la sua clientela, si inventa una funambolica trovata che gli possa garantire uno spettacolare scoop idoneo a farlo rientrare trionfalmente nel giro della Major League con un nuovo smalto.

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World Series 2025 … a mente fredda

nella foto Shohei Ohtani (Wikipedia)
nella foto Shohei Ohtani (Wikipedia)

nella foto Shohei Ohtani (Wikipedia)

di Allegra Giuffredi

Come ogni anno anche in questo 2025 le World Series hanno incoronato la miglior squadra di baseball tra le due Leghe americane, vale a dire la National League con i Dodgers di Los Angeles e l’American League con i Toronto Blue Jays. Ed anche quest’anno i Dodgers si sono imposti sugli avversari, ma a differenza dell’anno scorso, dove demolirono gli Yankees di New York, vincendo in 5 gare, i Dodgers si sono affermati sui Blue Jays solo in gara7 ed alla fine di una serie davvero emozionante e talvolta anche epica di incontri.

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Ciao Franco

Un selfie all'uscita dell'Antica Trattoria del Pontelungo
Un selfie all'uscita dell'Antica Trattoria del Pontelungo

Un selfie all'uscita dell'Antica Trattoria del Pontelungo

di Paolo Castagnini

Il 20 novembre del 2023, esattamente due anni fa, mi dovevo recare presso il centro di ortopedia Rizzoli a Bologna per una visita di controllo alle mie ginocchia. Pensai allora di telefonare al mio amico Franco Ludovisi per incontrarci visto che era passato più di un anno dal nostro ultimo incontro e che ci eravamo ridotti a restare in contatto solo con le E-Mail. Franco fu felicissimo per questa opportunità ma prima di farmi da guida per giungere il più veloce possibile presso il centro di ortopedia volle invitarmi a pranzo e mi portò in un particolare locale dall'intrigante insegna: "Antica Trattoria del Pontelungo". Li scoprii che tra quei tavoli e in quel quartiere era nata l'idea e la nascita della Società di Baseball di Bologna "Longbridge". Pontelungo appunto.

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La distribuzione degli incassi tra le franchigie MLB

Il Dodgers Stadium di Los Angeles (Wikipedia)
Il Dodgers Stadium di Los Angeles (Wikipedia)

Il Dodgers Stadium di Los Angeles (Wikipedia)

di Paolo Castagnini

L'articolo della settimana scorsa "Con i soldi si vince?" di Frankie Russo ha aperto un dibattito sui social molto interessante. Le squadre più ricche possono avere uno strapotere economico rispetto alle più modeste? Vincere porta pubblico allo stadio e maggiori diritti televisivi, ma che fine fanno questi introiti? Li tiene la squadra locale? Un lettore sostiene che non è proprio così. Ecco un articolo per capire come funzionano le regole MLB su questo argomento.

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Con i soldi si vince?

David Cone e Joe Torre

di Frankie Russo

Tratto da https://eu.freep.com

Spendere o non spendere, questo è il dilemma. Non molti sono stati contenti per come sono finite le WS con la seconda vittoria consecutiva dei LA Dodgers e a tutti è sembrato che qualcosa non quadrasse. Semplicemente i Dodgers è come se avessero comprato il titolo con una media salariale di 8 milioni per giocatore e con uno solo, Will Smith, cresciuto nel sistema. I Blue Jays hanno tentato di reggere il confronto ma sono finiti al 7° posto nella graduatoria con un tetto salariale di 95M inferiori ai Dodgers. 

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Ernie Clement, da giocatore ordinario a eroe d'ottobre

Foto da youtube
Foto da youtube

Foto da youtube

di Paolo Castagnini

Ernie Clement, è un interno/utility dei Toronto Blue Jays, ed è salito alla ribalta durante la postseason 2025 della Major League Baseball con una serie di prestazioni ben al di sopra delle aspettative. Partito come giocatore non necessariamente considerato “stella”, è diventato un punto fermo della squadra nel momento clou della stagione.

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La gestione del monte di lancio

David Cone e Joe Torre
David Cone e Joe Torre

David Cone e Joe Torre

di Frankie Russo

E’ nato prima l’uovo o la gallina? La decisione più difficile per ogni head coach a qualsiasi livello è la gestione del monte di lancio, il momento in cui dovrà prendere la decisone di effettuare il cambio del lanciatore. Il baseball si è evoluto, lontani sono i giorni in cui era all’ordine del giorno che un lanciatore rimanesse per 9 riprese. Sembrano imprese impossibili quelle di Danny McLain dei Detroit Tigers nel 1968 con 41 presenze e 28 gare complete o quelle di Mickey Lolich sempre nel 1968 con 8 gare complete in RS ma più straordinariamente le tre vittorie con tre gare complete nelle World Series di quello stesso anno.

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Lions Forever

Nella foto Stephen Strasburg (Wikipedia)

di Michele Dodde

Domani 5 novembre, in occasione del 70esimo anno della nascita della squadra di baseball “Lions B.C.”, presso il Museo del Calcio alle ore 17.00 avrà inizio la presentazione del libro “Lions Forever”, ovvero la trasposizione in cartaceo della straordinaria storia di questo club fiorentino che per i principi animatori dei fondatori, tutti giovani e guidati nel novembre del 1955 da Valerio Cecconi, Franco Morbidelli e Roberto Margarolo, ha sempre evidenziato la sua peculiare caratteristica di squadra a struttura dilettantistica in cui il gioco era poesia e l’amicizia uno stile di vita. 

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I DODGERS SUL TETTO DEL MONDO!

Foto da MLB.com
Foto da MLB.com
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WORLD SERIES 2025 NELLA STORIA - IL CONDENSED GAME DELLA 7^ E ULTIMA PARTITA DEL 1/11/2025

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Tra Los Angeles Dodgers e Toronto Blue Jays si decide tutto alla Gara 7 di questa notte

Trey Yesavage (MLB.com)

di Frankie Russo

Gara 6  

LA Dodgers 3 – Blue Jays 1

Osservando il box score da destra verso sinistra si legge: Errori Dodgers 1 – Blue Jays 0; Valide Los Angeles 4 – Toronto 8; ma quando si arriva ai punti segnati, a ciò che veramente conta, si legge Los Angels 3 – Toronto 1 e questo significa che si va Gara 7 dopo una partita ieri sera terminata nel modo più bizzarro e che difficilmente si vedrà un’altra volta. 

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WORLD SERIES - IL CONDENSED GAME 6 DEL 31/10/2025

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Davide vince contro Golia - I Jays si portano avanti di una lunghezza sui Dodgers e ora tornano in casa

Trey Yesavage (MLB.com)
Trey Yesavage (MLB.com)

Trey Yesavage (MLB.com)

di Frankie Russo

Game 5

Tor Blue Jays 6 - LA Dodgers 1

La sfida tra il giovane rookie Trey Yesavage contro il veterano Blake Snell è stata come Davide contro Golia e come nelle vecchie scritture, Davide ha battuto Golia. In Gara 1 vinta dai Blue Jays, Yesavage ha potuto contare prevalentemente sullo splitter, ieri sera, in una prestazione capolavoro, Yes ha aggiunto al suo arsenale una letale combinazione di slider-splitter in aggiunta ad una movimentata FB che nelle 7 riprese lanciate, è risultata in 12 strike out con 21 sventolate a vuoto, 1 R, 3 H e 0 BB. I 12 SO con 0 BB hanno stabilito un nuovo record per le World Series. Un lanciatore completamente diverso da quanto visto in Gara 1 che ha rubato addirittura la scena al mostro sacro Shohei Ohtani.

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WORLD SERIES - IL CONDENSED GAME 5 DEL 29/10/2025

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Ai Dodgers non basta Ohtani - La quarta è dei Jays

Vladimir Guerrero J. (Foto da Wikipedia)
Vladimir Guerrero J. (Foto da Wikipedia)

Vladimir Guerrero J. (Foto da Wikipedia)

di Frankie Russo

Game 4

Toronto Blue Jays 6 - LA Dodgers 2

Tutti gli occhi sono puntati su Shohei Ohtani e tutti si pongono le stesse domande: Come reagirà dopo la lunga maratona della sera precedente? Quanta energia avrà ancora salendo sul monte per affrontare una gara così importante? Ebbene, la risposta è arrivata. Nonostante Ohtani sia il più talentuoso giocatore di sempre, ieri sera ha perso pur resistendo per 6 inning in una gara dove ha lanciato bene ma non abbastanza dimostrando anch’egli di essere umano. Ohtani è una vera forza della natura e per quanto lo voglia, non può fare tutto da solo, specialmente dopo gli sforzi impiegati la notte precedente. 

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WORLD SERIES - IL CONDENSED GAME 4 DEL 28/10/2025

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Jays Vs Dodgers - Una partita che resterà nella storia

Foto da Wikipedia
Foto da Wikipedia

Foto da Wikipedia

di Frankie Russo

Game 3

Toronto Blue Jays 5 - LA Dodgers 6

Definire questa gara con un solo aggettivo diventa assolutamente impossibile,  nel senso che abbiamo visto di tutto.  Dalla sola lettura dei numeri si capisce quanto sia stato intenso e stressante per gli attori in campo e la grande concentrazione dei due staff tecnici, numeri a dir poco sbalorditivi: 18 inning per la durata di 6 ore 39 minuti; 19 lanciatori utilizzati per un totale di 680 lanci, 31 valide, 5 HR, 19 basi su ball di cui 6 intenzionali, 29 strike out, 37 corridori rimasti in base e per completare il tutto al 12° inning è stato comunicato che erano state preparate 290 palle per la gara ma giunti a quota 220 si è cominciato a preparare le altre per il proseguo. 

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WORLD SERIES - IL CONDENSED GAME 3 DEL 27/10/2025

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I Dodgers si rimettono al passo: 1-1

Yoshinobu Yamamoto (Foto Wikipedia)
Yoshinobu Yamamoto (Foto Wikipedia)

Yoshinobu Yamamoto (Foto Wikipedia)

di Frankie Russo

Game 2

LA Dodgers 5 – Toronto Blue Jays 1

La prestazione di Yoshinobu Yamamoto ci fa tornare indietro con la memoria ai tempi in cui i lanciatori rimanevano sul monte per nove riprese, e il fenomeno giapponese l’ha fatto per due volte consecutive ripetendo le gesta di Curt Shilling che fece allo stesso modo nella postseason 2001. I Dodgers sembrano ben intenzionati a divenire la prima squadra in un quarto di secolo a vincere le World Series per due anni consecutivi.

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WORLD SERIES - IL CONDENSED GAME 2 DEL 25/10/2025

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Partenza a razzo dei Blue Jays che schiacciano i Dodgers

Bo Bichette (Foto da Wikipedia)
Bo Bichette (Foto da Wikipedia)

Bo Bichette (Foto da Wikipedia)

di Frankie Russo

Game 1: 

LA Dodgers 4 – Toronto Blue Jays 11

Gara 1 delle World Series 2025 sarà ricordata per il 6° inning che ha caratterizzato il Rogers Centre, uno dei più rumorosi stadi delle majors.

Con le basi piene e nessun eliminato l’attacco ha aggredito Blake Snell e bastonato il bullpen. Addison Barger ha realizzato il primo PH HR grand slam nella storia delle WS seguito da un HR da 2 punti di Alejandro Kirk umiliando, almeno per una notte, i LA Dodgers. La chiave della gara però è stata nel primo inning quando Toronto ha costretto Snell a 29 lanci seppure chiudendo con zero punti lasciando le basi cariche.

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WORLD SERIES - IL CONDENSED GAME 1 DEL 24/10/2025

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Speciale World Series 2025 - Si inizia!

Foto tratta dal quotidiano "L'Arena di Verona"

di Paolo Castagnini

Sta per aprirsi il sipario sull’autunno del baseball e si accenderanno i riflettori più caldi del 2025: Le World Series, la sfida definitiva, vedranno protagonisti i Los Angeles Dodgers e i Toronto Blue Jays. Da un lato i campioni in carica affamati di impresa storica. Dall’altro una squadra che torna al vertice dopo decenni, con il peso dell’attesa e delle speranze di un’intera nazione. La posta in palio? Il titolo di campione del mondo.

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"Vincitori" e vinti

Nella foto Bryce Turang (Wikipedia)
Nella foto Bryce Turang (Wikipedia)

Nella foto Bryce Turang (Wikipedia)

di Allegra Giuffredi

Qualche giorno fa la mia attenzione è stata carpita da un articolo su “Repubblica” che indugiava sul fatto che i Milwaukee Brewers, freschi vincitori sui miei amati Chicago Cubs, avessero vinto spendendo poco ed avendo giocatori molto “convenienti” a libro paga.Insomma ed in pratica sarebbe stata la vittoria di chi con poco fa tanto o di chi ha fatto “le nozze con i fichi secchi” …

Nell’articolo, comparso prima della serie tra i Brewers e LA Dodgers per la conquista del Pennant della National League, si sosteneva che: “I Brewers possono raggiungere le World Series con un monte ingaggi inferiore a 122 milioni. Mentre in Serie A Napoli e Roma guidano la classifica senza essere i club che spendono di più. È la dimostrazione del Teorema Cruyff: “Non ho mai visto un sacco di soldi fare gol” …”.

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La perdita di un mito

Foto tratta dal quotidiano "L'Arena di Verona"
Foto tratta dal quotidiano "L'Arena di Verona"

Foto tratta dal quotidiano "L'Arena di Verona"

di Paolo Castagnini

E' una notizia difficile da digerire. Forse è uno sbaglio. No non è uno sbaglio. Il ritaglio di giornale cittadino che mi ha inviato mio fratello è vero. Mi è mancato un mito, un mio mito. Quando iniziai a giocare a baseball al campo del Boschetto a Verona  assieme ai miei compagni, tutti più grandi di me, io tredicenne vivevo all'interno di una bolla fantastica. Per me ragazzino vedere una partita della Prora Verona era come andare al Fanway Park. Dall'argine del fiume Adige  si entrava da un cancelletto dove alla domenica il bigliettaio di turno faceva pagare l'ingresso a quello che sarebbe stato per me un pomeriggio indimenticabile.

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PLAY FOR PEACE!

Foto da FIBS
Foto da FIBS

Shohei Ohtani (Wikipedia)

di Lorenzo de Regny

Splendidamente organizzato da Sarwar Ghulam e Barbara Menoni della Leonessa Brescia ASD e con il supporto della Pakistan Blind Baseball Foundation, il torneo di baseball per non vedenti BXC "PLAY FOR PEACE" si è svolto sul campo da baseball di Bergamo, gentilmente messo a disposizione dal Presidente Colombi dei  Walls  di Bergamo. Il torneo è stato vinto dalla formidabile squadra "AFRICA", guidata da Salvatore Condorelli.

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Ci sarà anche nel 2027 il Campionato di Major League?

Shohei Ohtani (Wikipedia)
Shohei Ohtani (Wikipedia)

Shohei Ohtani (Wikipedia)

di Frankie Russo

La vittoria dei LA Dodgers alle World Series potrebbe determinare se il campionato 2027 sarà disputato o meno. Sembra fantascienza ma non lo è.  I proprietari spingono per il tetto salariale, e se i Dodgers con il loro record di 500+ milioni dovessero vincere per il secondo anno consecutivo, di fatto non farebbe che incoraggiare ancor di più la richiesta di regolazione dei salari.  I Brewers con uno dei più bassi tetti salariali avrebbero potuto dimostrare come i vincitori possono emergere anche nei mercati più piccoli e che il mancato successo delle altre società minori non dipende solo dai soldi, ma così non è stato. I Brewers sono fuori.

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