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L’ITALIA A TESTA ALTA

Foto di Corrado Benedetti per FIBS
Foto di Corrado Benedetti per FIBS

di Frankie Russo

Finisce qui la fiaba della "Cenerentola" Team Italy che è riuscita ad attirare su di sè l’attenzione dell’intero mondo del baseball. Team Italy ha fatto la storia. Raggiungere le semifinali in una competizione mondiale è il massimo risultato mai ottenuto dalla squadra azzurra e senza dubbio aiuterà la causa intrappresa da Cervelli di favorire la crescita del baseball in Italia. Come successo in alcune altre occasioni, Team Italy ha lottato alla pari contro una squadra che si presentava con un salary cap intorno al miliardo di dollari, quella italiana a malapena arriva a 100 milioni, questa la differenza del talento in campo. Il bullpen venezuelano ha potuto avvalersi di lanciatori che rasentavano le 100mph e stiamo sempre parlando di un attacco che ha battuto il Giappone campioni uscenti battendo 5 HR. Sulla carta l’Italia era la squadra di casa ma considerato il tifo fragoroso sugli spalti, la squadra di casa sembrava il Venezuela. A tutto questo va aggiunto che la compagine azzurra ha dovuto rinunciare ai due ricevitori titolari Teel e Mineo ma sostituiti degnamente da D’Orazio che ha prodotto oltre le aspettative.

Non si può negare che per l’Italia del baseball è stato un successo che non deve riferirsi solo a chi arriva primo. Il successo si ottiene quando si fanno progressi e questa nazionale guidata da tecnici che hanno vinto di tutto nel corso della loro carriera hanno sicuramente fatto registrare progressi. E anche a questa storia che i giocatori non sono italiani deve finire. In campo si sono visti paisà orgogliosi di rappresentare la terra dei loro avi, hanno giocato con orgoglio, hanno celebrato gli HR con l’espresso e una giacca azzurra di Armani e con i due baci sulla guancia a cui non erano a conoscenza e hanno celebrato le valide con il linguaggio delle mani come per dire “Che fai?  Che dici? Che vuoi?” Per loro è stato un onore indossare quella casacca con la scritta “Italia”.

 

D’altronde basti pensare che il WBC era nato come un torneo di esibizione per far conoscere ancora di più questo sport con un regolamento che permette di formare il roster con giocatori pur avendo dei nonni o bisnonni originari del loro Paese, e questo vale per tutte le nazionali. Con gli anni il WBC sta dimostrando di essere un vero campionato mondiale in cui i giocatori vogliono partecipare per rappresentare le loro origini. Negli USA circolano voci che addirittura le World Series potrebbero cambiare nome tipo “USA Team Championship” come era la nostra Coppa dei Campioni per squadra divenendo così il WBC il vero campionato mondiale. Su questo, il tempo ci dirà la verità.

 

Ed ora, vediamo un po' cosa è successo in campo e cominciamo subito con il porci un paio di domande iniziando dal perché Cervelli ha deciso di far scendere Nola dal monte dopo 4 riprese e con soli 59 lanci a carico dimostrando di avere pieno controllo della gara. La prima considerazione da fare è che le squadre delle majors sono ancora in fase di preparazione e nessuna società vuole che i loro lanciatori subiscano infortuni durante il torneo e per questo vengono inserite nel contratto clausole che salvaguardano la loro salute specificatamente limitando il loro utilizzo in termini di numeri di lanci. Oppure sarà stato che Cervelli, seguendo le strategie del gioco moderno, ha voluto evitare che il suo partente affrontasse il lineup avversario per la terza volta? Forse avremo la risposta nei prossimi giorni, ma qualsiasi sia la ragione, nulla può offuscare la saggezza con cui il tecnico ha condotto la squadra durante il torneo. 

 

La seconda domanda riguarda Lorenzen se poteva essere sostituito qualche battitore prima. E allora andiamo a vedere cosa aveva fatto nelle due riprese precedenti quando con soli 21 lanci ha affrontato 7 battitori eliminandone sei avendo concesso solo una BB.

 

In queste condizioni si entra nel fatidico 7° inning che inizia si con una BB ma è seguito due SO. Poi succede l’imponderabile quando l’attacco venezuelano colpisce Lorenzen con 4 valide consecutive che determinano il cambio sul monte. Era possibile prevedere un crollo così imminente? Aveva Cervelli già qualcuno a riscaldarsi nel bullpen, o sperava che Lorenzen potesse chiudere la ripresa avendo già due eliminazioni a suo favore? Il cambio del lanciatore è sempre stato e probabilmente resterà sempre la decisione più difficile che un tecnico debba prendere, quindi vale quanto già detto per Nola. 

 

La gara inizia con gli Azzurri che possono contare sul loro asso A. Nola che se la dovrà vedere con il 25enne K. Montero. Il lineup venezuelano è formato totalmente da giocatori che giocano nelle majors, mentre i nostri possono contare su una compattezza di squadra e su un lineup produttivo dal primo all’ultimo che li ha portati fin qui alle semifinali. 

 

Ecco la sequenza degli inning

 

  1. Nola se la cava con soli 7 lanci grazie alla difesa che dopo una presa al volo al centro riesce ad eliminare Arraez fuori base nel tentativo di rubare la seconda. Anche Montero se la cava grazie a un doppio gioco su battuta in diamante di Marsee.
  2. Dopo due SO Nola concede una valida a Torres ma chiude l’inning con una eliminazione al volo. Gli Azzurri invece beneficiano del mancato controllo di Montero che concede prima una valida seguita da tre basi su ball forzando a casa il punto dell’1-0. Finisce qui la gara di Montero sostituito dal mancino R. Sanchez. Sempre con le basi cariche, Nori batte in diamante e mentre viene eliminato in prima, Caglianone segna il punto del 2-0.
  3. Entrambe le squadre riescono a mettere un corridore in base per BB ma nulla più.
  4. Dopo l’eliminazione di Arraez, il solo HR di E. Suarez su uno slider esterno dimezza lo svantaggio dei venezuelani che poi procedono con un altro cambio sul monte con Luinder Avila. 
  5. Come già accennato, Cervelli procede alla sostituzione sul monte di Nola con Lorenzen che concede subito una BB e il Venezuela fa avanzare il corridore con un SH ma senza conseguenze. Anche l’Italia riesce a mettere un corridore in base per colpito ma finisce tutto in un nulla di fatto.   
  6. Lorenzen lancia un perfetto 1-2-3 e nella parte bassa della ripresa agli Azzurri si presenta la più ghiotta delle occasioni per prendere il largo. Dopo la valida di Dezenzo e l’eliminazione di Caglianone, ancora un cambio sul monte per il Venezuela che sostituisce Avila con il mancino Angel Zerpa il quale elimina il primo battitore al piatto per poi concedere la base intenzionale al pericoloso D’Orazio. Con una corta battuta sul seconda base Nori arriva salvo in prima e le basi sono piene per Antonacci che però viene eliminato al piatto con l’Italia ancora in vantaggio per 2-1.
  7. Qui avviene la svolta della gara che forse nessuno si aspettava. A seguire una BB in apertura, Lorenzen elimina i due successivi battitori per SO. Seguono 4 valide consecutive che portano altrettanti punti a casa con il Venezuela che si porta in vantaggio 4-2. A Lorenzen subentra Nicolas che chiude senza altri danni ma il dado è ormai tratto. La squadra accusa il colpo e perde lucidità. Uno dei punti di forza era la pazienza mostrata al piatto ma il nuovo entrato Bazardo ottiene tre eliminazioni con soli 9 lanci.
  8. Nicolas lancia un perfetto 1-2-3 così come lo fa l’altro rilievo sudamericano Machado con soli 9 lanci.  
  9. Continua il dominio dei rispettivi bullpen con Marinaccio che elimina i tre battitori affrontati mentre Palencia per il Venezuela si guadagna la salvezza che permette al Venezuela di proseguire il loro cammino che li vedrà giocarsi la finale stanotte contro Team USA.

 

L’Italia ha dovuto subire il colpo del kappò e fare i conti con il forte bullpen del Venezuela. A questo punto non ci resta che applaudire i nostri che ci hanno regalato un WBC da sogno e che fa ben sperare per il futuro. 

 

Frankie Russo 

 

Sotto i chart della partita

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Commenti: 1
  • #1

    Michele (martedì, 17 marzo 2026 14:52)

    Come sempre Frankie: grazie