Million dollar arm

di Michele Dodde

Inspiegabilmente subito scomparso sul grande schermo, e dunque sfuggito alla mia personale ricerca, il film “Million Dollar Arm”, licenziato nel 2014 dalla Walt Disney Pictures, è stato finalmente ritrovato e visionato su un canale televisivo ed ha avuto tutto il diritto di appropriarsi del logo 313° del fantasioso elenco di tutti quei particolari movie che interessano o investono il gioco del baseball. La trama del film apparentemente sembra una cervellotica favola moderna, di fatto invece è una storia vera accaduta nel 2007 quando il procuratore sportivo Jeff Bernstein, decisamente in declino circa la sua clientela, si inventa una funambolica trovata che gli possa garantire uno spettacolare scoop idoneo a farlo rientrare trionfalmente nel giro della Major League con un nuovo smalto.

Pensando che il lancio del gioco del cricket potesse in qual modo essere assimilato a quello del baseball decide, unitamente al suo socio Ash Vasudevan, di organizzare in India, dove lo sport nazionale è e resta il cricket e dove il baseball è sconosciuto, un particolare reality show a premi per cercare di scovare in quella nazione eventuali atleti in possesso di una forte potenzialità di braccio e quindi trasformarli, da brutti anatroccoli, in talentuosi cigni da posizionare sui monti di lancio.

 

Poi, ma questa è l’originalità dell’idea, insegnare loro nel giro di due anni il gioco del baseball in modo tale da immetterli nei roster dei professionisti. Infine, a concretizzare questo fine, convince anche il veterano pitching coach Tom House ad aiutarlo nell’impresa. Per il monte premio del reality show affascina all’iniziativa l’investitore di affari sportivi Will Chang che però, volendo sfruttare un positivo ritorno, obbliga e delinea il tempo di preparazione degli eventuali talenti  a solo un anno.

Quando si dà inizio in India alle tornate del reality, l’impatto con il mondo indiano sconcerta più del dovuto sia Bernstein sia il socio Ash e quando stanno per desistere dalla programmata impresa ecco che in uno sperduto villaggio della Uttar Pradesh, una regione a nord del paese, vengono soggiogati dai lanci di due diciannovenni: Rinku Singh e di Dinesh Patel, in atto rispettivamente un giocatore di cricket ed un lanciatore di giavellotto.

 

Trasferiti negli Stati Uniti per iniziare la loro preparazione in lanciatori di baseball, Singh e Patel, cresciuti in povertà e non comprendendo la lingua inglese ed il marcato slang, sono psicologicamente sopraffatti dalle novità ambientali e dal continuo e pressante nozionismo circa il baseball tanto che, durante la loro presentazione dinnanzi agli scout delle franchigie professionistiche ed ai mass media dopo appena un anno, la loro prova si rivela un autentico disastro. La decantata velocità e la precisione dei lanci dei due indiani restano così solo un vuoto significato di parole ed i sorrisi a denti stretti dei presenti bocciano clamorosamente anche l’idea innovatrice di individuare altrove, che non siano gli Stati Uniti, talentuosi lanciatori.

Il completo fallimento ridimensiona Bernstein ed il suo staff ma qui, con dialoghi da memorizzare, emerge la figura di Brenda Fenwick, vicina di casa dell’agente sportivo, che intuisce il disagio mentale di Singh e Patel e convince quindi Jeff a non trattare la vitalità dei due ragazzi come un freddo affare ma dare invece loro la possibilità di capire e praticare il baseball solo ed esclusivamente come un gioco.

 

Questo nuovo atteggiamento nei confronti dei due indiani, e la loro voglia di non fallire, inducono Bernstein a muoversi nell’introverso mondo degli scout riuscendo alla fine a convincere il responsabile dei Pirati di Pittsburgh a visionarli e quindi preparare una seconda presentazione. Questa volta, suggestionati ed invitati da Jeff ad essere rilassati per divertirsi a lanciare, sia Singh e sia Patel rapidamente conquistano la totale attenzione impressionando per la precisione dei lanci e per la velocità della pallina sempre al di sopra dei 90 mph (144,9 km/h) e lasceranno il diamante di prova con un contratto di 10.000 dollari offerto dai Pirati.

 

Sfuma qui il film ben diretto da Craig Gillespie su stringata sceneggiatura scritta da Thomas McCarthy ed abilmente interpretato da Jon Hamm (Bernstein), Suraj Sharma (Singh), Madhur Mittal (Patel) e Lago Bell (Brenda) ma in seguito, dopo diverse apparizioni nelle franchigie inferiori, nel 2010 Patel è stato definitamente tagliato ritornando a praticare il suo ruolo di lanciatore di giavellotto mentre Singh è ancora a piè di lista dei Pirati in attesa del suo momento.  

 

Michele Dodde

 

Ecco il trailer

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