
di Paolo Castagnini
L'articolo della settimana scorsa "Con i soldi si vince?" di Frankie Russo ha aperto un dibattito sui social molto interessante. Le squadre più ricche possono avere uno strapotere economico rispetto alle più modeste? Vincere porta pubblico allo stadio e maggiori diritti televisivi, ma che fine fanno questi introiti? Li tiene la squadra locale? Un lettore sostiene che non è proprio così. Ecco un articolo per capire come funzionano le regole MLB su questo argomento.
Ecco le principali regole sugli incassi degli stadi nella MLB
Ricavi locali vs ricavi centrali
La MLB distingue tra ricavi “locali” (local revenue) e ricavi “centrali” (central revenue).
I ricavi centrali (come i diritti TV nazionali, licenze, merchandising a livello di lega) sono condivisi in modo più «egualitario».
I ricavi locali includono: biglietti (“gate receipts”), concessioni (cibo, parcheggio), diritti TV locali, sponsorizzazioni locali, suite/box negli
stadi.
Quota di condivisione (“pooling”)
Secondo il CBA (Collective Bargaining Agreement, l’accordo collettivo con i giocatori) attuale, circa il 48% dei ricavi locali netti (ossia dopo aver tolto i
costi legati allo stadio) viene messo in un “pool” comune.
Quindi quasi metà dei ricavi che una squadra genera localmente non resta completamente “in casa”, ma parte va distribuita tra tutte le squadre.
Distribuzione del pool
Il denaro raccolto dal pool viene ridistribuito in modo uguale tra tutte le 30 squadre. Secondo alcune fonti, ogni squadra riceve una quota pari a circa il 3,3%
del totale del pool.
Questo meccanismo aiuta le squadre “piccole” (mercati più piccoli) a ricevere un
sostegno economico da quelle che generano più ricavi locali (“big market”).
Costi dello stadio (“Stadium operations expenses”)
Quando si calcola la quota da condividere, si sottraggono i costi operativi dello stadio (manutenzione, gestione, ecc.) dai ricavi locali: si considera il
“Net Local Revenue” (ricavo locale netto) = ricavi locali – costi stadio.
In questo modo, non si penalizzano troppo le squadre che hanno stadi molto costosi da mantenere, almeno in parte.
Altri ricavi legati allo stadio
Ricavi da naming rights (“diritti di denominazione” dello stadio) e da “pouring rights” (diritti sulle bevande, es. chi vende le bibite) sono soggetti a regole particolari. Secondo il CBA, se una squadra possiede o gestisce lo stadio, può trattenere il 60% di certi incassi da naming rights.
Se lo stadio è multiuso (per esempio usato sia per il baseball che per partite di football), la ripartizione dei ricavi da cartellonistica (“signage”) viene fatta in base alla presenza delle due leghe nel totale delle presenze nello stadio.
Regola del debito (“Debt Service Rule”)
Ci sono limiti anche su quanto debito una squadra può avere rispetto ai suoi flussi di cassa disponibili (cash flow). Questo perché gli investimenti fatti per costruire o mantenere lo stadio vengono monitorati da MLB.
Il CBA impone che il debito (eccedente certi importi “escluibili”) non superi un multiplo degli utili disponibili: per molte squadre è 8× il cash flow, ma per chi ha stadi nuovi o costosi può essere anche 12×.
Industry Growth Fund (IGF)
Esiste un fondo chiamato “Industry Growth Fund” che serve a promuovere la crescita e lo sviluppo dell’intero movimento MLB: parte di certi introiti va in questo fondo.
Alcuni dei soldi del “luxury tax” (tassa di lusso sulle spese alte dei giocatori) vanno in parte a questo fondo.
Perché esistono queste regole?
L’idea è di mantenere un certo equilibrio competitivo: se le squadre di grandi città potessero tenersi tutti i loro ricavi, avrebbero un vantaggio enorme.
Condividere quasi metà dei ricavi locali dà sostegno alle piccole franchigie, favorendo la competitività e la sostenibilità finanziaria.
Allo stesso tempo, il meccanismo non penalizza completamente chi investe in stadi costosi, perché si possono dedurre i costi operativi.
In conclusione maggiori incassi significa di certo maggiore capacità di reinvestire, ma tutto questo non completamente. Possiamo definire a grandi linee che metà degli introiti resta e l'altra metà viene suddivisa fra tutte le 30 organizzazioni MLB.
Paolo Castagnini

Scrivi commento
MauGal27 (mercoledì, 19 novembre 2025 20:36)
Davvero interessante la distribuzione del pool!
Grazie, come sempre nel darci queste preziose informazioni.