sab

08

feb

2014

_________________________________ Vi presentiamo Michele Dodde, un pezzo della nostra storia.

Miche Dodde (foto risalente agli anni 1987 - Mondiali di Oklahoma)
Miche Dodde (foto risalente agli anni 1987 - Mondiali di Oklahoma)

di Paolo Castagnini

A volte capita di incontrare alcune persone che racchiudono in sé una parte importante della storia. E' quello che è capitato a me molti anni fa incontrando Michele Dodde. La storia di cui vi sto parlando ovviamente è quella del baseball e del softball italiano. Conversando con Michele hai la sensazione di aver a che fare con un signore vero, di quelli che ti fanno capire che il suo bagaglio culturale è al di sopra di un semplice diploma o di una laurea. E' la cultura della vita e dell'esperienza. Ritrovarlo è stato per me una grande gioia. Michele Dodde ha accettato di collaborare con Baseball On The Road inviandoci alcuni suoi scritti che molti conoscono bene, ma forse i più giovani troppo poco. 

Nel febbraio del 2012 rubai da un sito un suo racconto: "La battuta". Oggi vi presento Michele attraverso un'intervista stupefacente. Forse molti non conoscono questo pezzo di storia. Ora che si parla di possibile reingresso alle Olimpiadi è arrivato il momento di conoscerla.

 

Caro Michele raccontami di te.

Sono nato a Minturno (LT) il 27.03.1942. Dopo aver frequentato l’Accademia Militare di Modena (20° Corso) sono stato destinato alla specialità “Lagunari” ed ho chiuso la carriera nel 1999 con il grado di Generale di Brigata. Giornalista pubblicista dal 1975, sono stato tra i fondatori de “il Quotidiano di Lecce”.

 

Hai amato nella tua lunga carriera e ami ancora così tanto il baseball e il softball e lo si capisce perfettamente dai tuoi scritti.

Caro Paolo, cosa vuol dire amare una disciplina sportiva? Bene, dopo aver giocato poco in quel di Piazza Bologna all’ombra di una Condor B.C. che giocava sul campo di calcio Artiglio, sono entrato a far parte della Fibs in qualità di umpire a partire dall’anno 1969 presso la D.R.A. Friuli Venezia Giulia. Dopo aver mosso i primi passi ben seguito da Pettener e Cazzador, nel 1972 fui inserito quale umpire nelle liste dell’allora serie B nazionale. Nello stesso anno, a settembre, fui trasferito a Lecce per motivi di lavoro. Qui promossi la nascita del Cus Lecce nel 1973. Poi il presidente Bruno Beneck, cui volenti o nolenti sia il baseball sia il softball devono molto se oggi hanno credibilità e conoscenza, mi coinvolse nella realizzazione dell’effervescente Operazione Sole per espandere il Baseball ed il Softball nel Sud d’Italia ed in Sicilia e che fu ben sorretta a suo tempo dall’ex consigliere federale Vito Maggio.

 

Quindi sei stato uno dei principali attori della famosa Operazione Sole? Questo non lo sapevo. Raccontami qualche cosa di più dello sviluppo del baseball al sud dell'epoca Beneck.

Oltre alla nascita del Cus Lecce, furono assemblate via via il Matino b.c., la Fiamma Maglie, le Silver Wings ed i Choppers di Galatina, le Blue Chips di Lecce e le Pink Phanthers di Salve dando poi anche vitalità alla Mitem Sud e Libertas Locoonte di Taranto.

 

Mi hai detto però che eri arbitro. Nel frattempo immagino tu ti sia dedicato anche a questo?

Si, nel frattempo, inserito nelle liste degli umpire per la serie Nazionale, arbitravo, essendo lontano dai vari centri, sia con il gruppo di Roma sia con il gruppo di Trieste e qualcuno fece girare così la voce che ero un delfino di Pettener. La cosa in verità non mi dispiacque più di tanto, anzi mi inorgoglì. Infine in quegli anni di pionierismo locale, oltre ad arbitrare gare della Serie Nazionale, gestivo anche la CTAI Puglia e Basilicata incrementando poi in questa ultima regione ben sei squadre e relativo Comitato Regionale.

 

Il tuo rapporto con la Federazione di Beneck si limitò al sud?

Assolutamente no, è notorio che la grande aspettativa di Beneck era quella di far riconoscere il baseball ed il softball quali discipline olimpiche e chi capisce la vera essenza dello sport sa quanto significhi tale riconoscimento stranamente mai perseguito prima o, se fatto, senza un riscontro concreto. Allora promosse una sottile e capillare azione diplomatica per convincere i diversi Comitati Olimpici nazionali ad esprimersi favorevolmente all’ammissione ai Giochi Olimpici sia del Baseball sia del Softball e ricercando poi ulteriori voti da parte dei Comitati Olimpici di quelle Nazioni dove il baseball ed il softball non erano ancora praticati. Scoglio, per chi sa, molto difficile da superare. Fu così che, per circostanze fortuite inerenti la mia professione, Beneck mi coinvolse ulteriormente per promuovere il positivo riconoscimento delle nostre due amate discipline presso i Comitati Olimpici di Portogallo e Malta. Così nel giugno del 1978 incontrai insieme a Josè Zapata Lopez, allora vice presidente della Federbaseball spagnola, il presidente del Comitato Olimpico Portoghese, Brigadiere Sales Grade, e molti suoi collaboratori. Seguirono poi alcune conferenze da me tenute presso scuole superiori e circoli militari e la novità fu bene accolta tanto da far scaturire sul quotidiano “a Luta” un caloroso commento sintetizzato dal titolo: “Baseball” bate à porta da gente.

 

Questo per quanto riguarda il Portogallo, e Malta come fu coinvolta?

Successivamente ai primi di luglio dello stesso anno, mi recai a Malta dove, grazie al Panathlon Club, ebbi la possibilità di colloquiare con Carmel A. Borg, presidente del Comitato Olimpico Maltese, ed i suoi collaboratori. L’interesse fu notevole, dato anche il perdurare di un clima ideale, tanto da far scaturire anche una continuazione nel periodo 24-25-26 Maggio dell’anno successivo, nel 1979, con la presentazione reale del gioco sul campo di Marsa a La Valletta con quattro squadre italiane di allievi. Il locale The Times nella pagina sportiva notificò l’evento con accanto l’invito del Ministero dello Sport a far affluire al Marsa Ministerial Hall i giovani under 16.

 

Quindi eri una specie di Ambasciatore del baseball e softball all'estero. Beneck seppe approfittare molto bene dei tuoi rapporti internazionali.

Ma non mi limitai all'Europa. Nel 1981 ancora una volta Bruno Beneck mi chiamò a coinvolgere la Somalia dove, grazie ad alcuni ex colleghi somali frequentatori del mio stesso corso presso l’Accademia Militare di Modena, ebbi la possibilità di illustrare il gioco direttamente al Ministro dello Sport, col. Mire Aware Sama, al direttore generale del Ministero dello Sport, prof. Mohamud Massan Nur, al segretario generale del Comitato Olimpico Nazionale Somalo, Sig. Moxamud Nassan Ali ed altri collaboratori non disgiunta una folta rappresentativa di nostri connazionali. Fu una settimana di intense intese e grandissima fu l’attenzione per il softball perché, data la divisa di allora, avrebbe potuto essere praticato dalle giovani somale di religione islamica senza alcun problema.

 

Quindi l'Italia fu importante per la divulgazione del baseball e softball in Somalia

La Somalia divenne una interessante pedina proprio per l’ambizioso programma “Africa Baseball” ed io ne divenni il responsabile con la delibera FIBS del 20 febbraio 1982 ma ciò che più contava sopra le righe erano quei tre voti favorevoli all’ingresso del baseball e del softball tra i giochi olimpici che poi divenne realtà con Los Angeles 1984.

 

Non c'è che dire, un grande risultato! Hai altre esperienze da raccontare?

Nel 1980, ben coadiuvato dall’allora presidente degli arbitri Alfredo Riva, fui tra i promotori insieme a Bertoldo, Borgia, Noli e Tempesta nella realizzazione della Scuola arbitrale del Softball. La Scuola ebbe subito contatti con il softball canadese e statunitense con la strutturazione di stage ad hoc. Gli arbitri italiani di softball subito si imposero per capacità ed approccio al gioco in campo europeo tanto da riscuote apprezzamenti dalla stampa e dal pubblico straniero. In tali frangenti fui indicato tra i tre migliori arbitri della prestigiosa settimana di Harlemm e migliore in assoluto alla Coppa dei Campioni a Neunenn (Olanda) ed invitato quale primo arbitro italiano ad Oklahoma nell’ambito del terzo mondiale di softball nell’anno 1987, mondiale di prestigio perché sanciva il centenario della nascita del Softball avvenuta ufficialmente a Chicago nel 1887.

 

Veniamo ad epoche più vicine. Come proseguì il tuo rapporto con la Federazione?

Dal 1990 ho fatto parte del Consiglio Direttivo del CNA e poi nominato presidente della Commissione Disciplina del CNA sino alla sua soppressione. Da ultimo dal 2002 al 2008 sono stato membro effettivo della Commissione Tecnica della ESF. Nel 1990 sono stato insignito del Contastrike d’oro e nel 1993 il CONI mi ha attribuito la Stella di Bronzo per merito sportivi. Complessivamente ho diretto 1283 gare ma…ricomincerei tutto daccapo poiché sono consapevole che a noi che amiamo queste discipline sportive, o meglio per dirla come i massoni: questi giochi perfetti, manca in primavera il profumo dell’erba rasa sui diamanti.

 

Caro Michele, sono veramente sorpreso. Hai raccontato cose che forse pochi conoscono. Averti d'ora in poi quale collaboratore di Baseball On The Road non può che farmi un immenso piacere. Ora spero che ci invierai qualche tuo bel racconto come "la battuta" che pubblicammo nel febbraio del 2012 "rubandolo" da un altro sito.

Molto volentieri!

 

Grazie Michele!

 

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