Eventi salienti di una storia infinita # 8

Nella foto due donne giocano a softball nel 1919 (National Photo Company Collection/Library of Congress, Washington, D.C. (reproduction no. LC-DIG-npcc-00406)
Nella foto due donne giocano a softball nel 1919 (National Photo Company Collection/Library of Congress, Washington, D.C. (reproduction no. LC-DIG-npcc-00406)

di Michele Dodde

Di certo però, il 1887 non solo accantona i menzionati episodi con una compiaciuta cronaca ma va a passare alla storia anche come l’anno dei più significativi eventi che hanno cambiato e caratterizzato il gioco del baseball e non solo. Infatti oltre a delineare la nascita dello spring training come preparazione di inizio stagione dell’attività agonistica va anche a coinvolgere ulteriormente aspetti ed attività di quella romantica ed avveniristica nascita del softball. 

Il primo evento riguarda la particolare figura di Adrian Constantine Anson, soprannominato “Cap”. 

 

Ricordato come uno dei più grandi giocatori della sua era per aver giocato per ben 27 stagioni consecutive quale inamovibile prima base ( esordio con i Rockford Forest Citys nel 1871 e chiusura con i Chicago White Stokings nel 1897 ), con i White si sdoppiava anche come manager ed in tal veste nel 1887 decise di portare la sua squadra a Hot Springs in Arkansas dove sviluppò una serie di attività ed amichevoli partite con la squadra dei St. Louis Browns, campione di doppio AA, al fine di completare la preparazione di inizio della stagione agonistica. 

 

Questo accorgimento fece sì che Cap Anson fosse accreditato come l’inventore concettuale dell’ormai acclarata prassi dello Spring Training. Tuttavia  nel palmares di Anson è anche riportato dagli storici il suo importante quanto fortemente negativo ruolo quando con la sua influenza ed il suo prestigio fece stabilire la segregazione razziale nel baseball professionistico rimasta attiva sino alla fine degli anni ’40. Di lui lo storico della Hall Of Fame Lee Allen scrisse “ robusto, schietto, onesto, ma ha sempre preso a calci le decisioni ed i simboli di tutto ciò che era forte, bello e buono nel baseball”. 

Nella foto Gerge Hancock riconosciuto quale inventore del softball
Nella foto Gerge Hancock riconosciuto quale inventore del softball

Il secondo evento, suo malgrado, riguarda George Hancock.

 

Si era a Chicago presso il Farragut Boat Club a festeggiare il giorno del “Ringraziamento” e ad attendere l’esito dell’incontro di football tra gli universitari di Yale ed Harvard quando, a risultato negativo acquisito, uno studente di Yale per stizza lanciò un guantone da box contro uno di Harvard. Questi, per nulla intimorito, prese una stecca del biliardo e colpendo il guantone lo rimandò indietro. A sedare gli animi ci pensò subito Hancock che con studiata enfasi esclamò: “Play Ball !!!”. Così, sfumate le controversie, si formarono due squadre che, dopo aver opportunamente appallottolato il guantone e verbalmente sancite alcune regole spiritualmente legate al baseball, diedero vita ad una simbolica quanto elettrizzante prima partita finita con il punteggio di 41-40.

 

Nella settimana successiva Hancock sviluppò meglio le tematiche dell’improvvisato gioco svoltosi nel grande salone del Ferragut Club delineando l’attrezzatura e scrivendo il primo canovaccio delle regole e visto che esso poteva consentire ai giocatori di baseball di potersi mantenere in forma anche durante l’inverno fu inizialmente chiamato “Baseball Indoor”.

 

Quando nell’anno successivo il gioco fu attuato anche all’aperto, allora cambiò nome in “Indoor-Outdoor” mentre per la stampa del primo Rules Book bisognerà attendere il 1889. Il gioco ebbe subito uno sviluppo verticale ad ampio respiro in ogni settore amatoriale in specie come esercizio mentale e fisico tra i vigili del fuoco per cui il gioco venne chiamato, a seconda delle varie zone in cui veniva praticato, come “Kitten Ball”, “Lemon Ball”, “Diamond Ball”, “Mush Ball” e “Pumpkin Ball” per assumere poi definitamente il nome di Softball solo nel 1926, coniato da Walter Hakanson membro della YMCA.

Ancora, il 1887 riporta nella sua storia la personalità di Henry Chadwick il nominato “Padre del Baseball”.

 

Grande appassionato delle statistiche e proficuo cronista sportivo già dal 1848, Chadwick è stato tra i principali promotori dello sviluppo ed ascesa del baseball avendo avuto la capacità di sminuzzare le interpretazioni delle regole ad uso e consumo del pubblico.

 

E per dare un miglior contributo allo spettatore inventò le basi per registrare i risultati delle squadre e dei singoli giocatori con l’avallo della statistica ed in particolare come calcolare le gare vinte e perse da parte di un lanciatore.

 

Con tali premesse Chadwick pubblicò “The Beadle Dime Baseball Player” la prima guida annuale di baseball da vendere nelle edicole dove il lettore veniva a conoscere di ogni squadra il rendimento dei giocatori per valutare gli stessi nel profitto della franchigia con asettiche e precise prove numeriche.

 

 

In quell’anno poi Chadwick curò la pubblicazione dello “Spalding’s Official Baseball Guide”, ovvero il primo ufficialmente riconosciuto Rule Book con spiegazione dello Scoring System ancora in uso oggi.

 

Ed al tramonto di quell’anno, mentre nel Far West gli Apache di Geronimo ormai vinti e deportati nella riserva di Fort Marion usavano con nostalgia cantare alla sera attorno ai fuochi: “Ascolta, egli disse, laggiù stanno arrivando i bisonti. / Queste furono le sue ultime parole, laggiù stanno arrivando i bisonti. / Camminano, si fermano, stanno arrivando, / laggiù stanno arrivando i bisonti.” all'est, a mo’ di collezione, le card dei giocatori di baseball incominciarono ad essere stampate sui pacchetti di sigarette e sulle buste del tabacco da masticare.

 

E la storia continua…

 

 

Michele Dodde

 

Leggi la 7^ parte

 

 

 

Scrivi commento

Commenti: 0