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Baseball, questo grande gioco

Foto di Brandon Mowinkel su Unsplash
Foto di Brandon Mowinkel su Unsplash

di Michele Dodde

Come si fa, per noi appassionati di baseball, a non essere d’accordo con John Thorn, giornalista statunitense e storico ufficiale della Major League Baseball, quando afferma che, conosciuto il gioco, con esso si cresce e poi con esso invecchiamo? Certo, col passare degli anni, avvengono o siamo soggetti di fondamentali cambiamenti ma tuttavia il gioco resta per noi un punto fermo come la religione, la famiglia, il lavoro ed i valori acquisiti per vivere nella vita reale. 

E’ vero che qualche volta ci si allontana da essa per seguire finalità da vivere nella cosiddetta terra di mezzo o dei sogni, ma poi nei momenti di calmo abbandono ci si accorge quanto si sia amato questo gioco in specie nel trasmetterlo con i principi educativi ai figli o ai nipoti. E resta facile il tutto poiché il baseball per sua completezza ci dà modelli, ricordi e valori da trasmettere. Per i figli e le figlie d'America, un Babe Ruth o un Aaron Judge sono un membro della famiglia più dei lontani parenti che si vedono raramente e le cui gesta non sono registrate. 

Allo spring training dei Cincinnati Reds: Toro Rinaldi (primo sx) e Giulio Glorioso (il primo a dx) - Foto da FIBS
Allo spring training dei Cincinnati Reds: Toro Rinaldi (primo sx) e Giulio Glorioso (il primo a dx) - Foto da FIBS

Per noi italiani un Giulio Glorioso o un Gigi Cameroni o un Giampiero Faraone restano punti indelebili di riferimento che però sintetizzano qualità di ulteriori personaggi che coinvolgono il completo diorama del baseball italiano.

 

E chi non ricorda come il lunedì mattina si andava emozionati in edicola per poi sfogliare le pagine sportive dei quotidiani di settore per rimarcare le varie gesta della squadra del cuore? E chi non smanetta oggi sui vari siti per proseguire il sognante viatico?

 

Tuttavia poi ciò che ci si ricorda non sono i giocatori o l’esuberanza dei tifosi ma le mirabolanti giocate che tramandano le tradizioni di coloro che sono e resteranno sempre “i ragazzi dell’estate” che cantò il poeta Dylan Thomas: 

 

Da questi ragazzi m'accorgo che uomini da nulla

Per movimenti esausti cresceranno,

O azzopperanno l'aria dai suoi calori balzando;

Laggiù nei loro cuori il palpito canicolare

D'amore e luce esplode nelle loro gole.

Oh, vedi il palpito, nel ghiaccio, dell'estate.

 

ovvero si resta in una continua giovinezza poiché c’è sempre un'intensità speciale nel passare del tempo con e nel baseball convinti come si è che la partita non è finita finché non è finita, così come la vita non è finita… 

 

La passione allora è la nostra linfa perché dal gioco stesso noi ricaviamo e confondiamo volutamente passato e presente nell’eterna attesa dell’inizio della primavera per rinascere ed avere poi la completezza di un’estate di gioco senza fine. 

 

Michele Dodde

 

 

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Commenti: 2
  • #1

    Paolo ignesti (lunedì, 09 febbraio 2026 10:01)

    Grazie Michele, è tutto molto vero

  • #2

    Rosa Mariano (martedì, 17 febbraio 2026 13:46)

    Grazie Michele, hai aggiunto un ulteriore tassello generando la curiosità e l'interesse di comprendere di più.
    In attesa mi faccio portare dalla poesia di Dylan Tomas in un mondo straordinario, abitato dalle tue storie.