
Ecco il messaggio scritto dalla mamma Carla questa notte:
"È finita così … questa notte ho atteso un messaggio dalle 4 fino a che alle 5:40 hai scritto con il cuore infranto!
Una di quelle sconfitte che fa male anche perché senza rendercene conto è stata la tua ultima partita di scuola americana! Ma il futuro ti aspetta e questo sport ti darà ancora tanta gioia…. Sei tornata in campo dopo mesi di riabilitazione e hai giocato 27 partite complete da lanciatore, affrontato 465 battitori, 1725 lanci, 96 strikeouts! Brava Blue siamo tanto orgogliosi della tua forza!"
E poco importa se la corsa americana di Blue si è interrotta nella notte del 3 maggio dopo una sconfitta. In realtà è stato per Blue un anno esaltante che l'ha portata dal diamante di Forlì a quello di Riesel nel Texas.
Ecco allora una bella intervista che Blue mi ha rilasciato pochi giorni fa. Buona lettura!
Ciao Blue, Innanzitutto presentati.
Mi chiamo Blue Berto, sono nata in Italia sono orgogliosamente romagnola e vivo a Forlì, la mia famiglia é composta da mia mamma Carla, mio babbo Cico, mia sorella Olivia di 11 anni, il mio cane Marta di 14 anni e quattro gattoni grassi e rossi Oscar, Lucio, Archimede e Cesare.
Quando hai iniziato a giocare a softball? Descrivi la scintilla che ti ha fatto decidere "questo è il mio sport!"
Ho iniziato a giocare nel settembre del 2014 a 5 anni. Era Pasqua e sono andata a trovare i miei parenti qui in Texas e mi hanno messo una mazza in mano e mi hanno insegnato a battere e la mazza non l’ho più messa giù.
In che società giochi in Italia a che livello
In italia gioco per il Forli softball in u19 e con la serie B del Valmarecchia. Ho fatto presenze in nazionale fino alla Junior league
Descriviti come giocatrice.
Sono molto testarda, sono una ragazza con opinioni molto forti, resto sempre aperta al confronto e al dibattito ma raramente si riesce a farmi cambiare idea. Nonostante sia testarda sono determinata e se voglio qualcosa sono pronta a lavorare finché non lo ottengo
Quali passioni oltre al softball?
Il softball é sempre stato tutta la mia vita da quando sono piccola, ho costruito la mia vita e personalità intorno a questo sport (sia nel bene che nel male) per cui amiche obbiettivi e sogni sono tutti fattori derivati da questa passione. Per questo motivo non ho sviluppato molti altri hobby duraturi e a cui tengo davvero pero mi piace molto cucinare anche se non a livelli molto avanzati e mi piace molto andare in palestra (anche se come attività é abbastanza legata al softball) in particolare nella palestra del mio nonno Filo che é il mio personal trainer.
Perché hai voluto fare l'esperienza di studiare/giocare negli Stati Uniti?
Gli Stati Uniti mi sono sempre piaciuti e ho sempre ammirato l‘importanza che la società statunitense da al mondo dello sport. Mi piaceva l’idea di vivere in un ambiente dove lo sport é cosi tanto valorizzato e in grado di aprire tantissime porte. Inoltre penso che vivere sulla propria pelle la scuola americana come si vede nei film sia un esperienza unica.
I tuoi genitori ti hanno sostenuto in questa decisione o sono preoccupati?
I miei genitori mi hanno sempre sostenuto in tutti i miei sogni e obbiettivi e ne sono molto grata, oltre che supportata mi hanno sempre concretamente aiutata in qualunque obbiettivo mi ponessi. Non erano solo sugli spalti a fare il tifo, erano veri e propri coach. Ovviamente una buona dose di preoccupazione é sempre presente quando si tratta di mandare tua figlia sedicenne dall’altra parte del pianeta, soprattutto dopo un infortunio grave, ma sono davvero grata perché sono riusciti a mettere da parte la loro tristezza e a condividere la mia felicita
Dove sei in questo momento?
In questo momento mi trovo in Riesel, Texas e studio alla Riesel ISD
Com'è la tua famiglia ospitante?
La mia famiglia ospitante é sicuramente l’altro motivo per cui sono riconoscente. Jennifer, Jason e Layla sono persone stupende e davvero molto divertenti, e mi hanno sempre trattata come una figlia da quando sono arrivata qui.
Quali sono le cose diverse dall'Italia che ti hanno sorpreso sia nel bene che nel male?
Di cose diverse ce ne sono tantissime. Tra le differenze più positive menzionerei soprattutto il clima anche se mi sento di parte, perché preferisco di gran lunga i climi caldi come questo in Texas, dove l’inverno é mite e dura poco. Un altro aspetto, forse quello che più di tutti trovo diverso, é la scuola, che appunto é totalmente diversa in ogni singola sfaccettatura, a partire dagli orari che sono un po più lunghi, ma con più pause; le strutture e edifici che sono modernissimi, le lezioni e i metodi di insegnamento che sono molto meno teorici e più interattivi invitando a mettere in pratica le nozioni; gli insegnanti che sono molto disponibili e meno esigenti; le esperienze come i balli scolastici, le feste ed eventi, e ovviamente gli sport che hanno un posto centrale nella vita scolastica. Ovviamente questa può essere considerata un’arma a doppio taglio perché secondo me la formazione che ti da la scuola americana non é al pari della scuola italiana; penso che sarebbe perfetta una via di mezzo ahahah. Forse uno dei pochi aspetti negativi é la cultura del cibo, penso che non ci sia niente al mondo come la freschezza del cibo italiano, la bellezza di un piatto fatto in casa dalla nonna e la gioia di condividere un pasto seduti a tavola in famiglia a fine giornata che sono cose che purtroppo nella cultura statunitense vengono a meno, il cibo é meno “venerato” in confronto all’Italia e a volte la differenza si fa sentire. Però sono contenta di essere capitata in Texas perché il cibo messicano mi piace moltissimo invece
Parliamo di softball come sta andando e come ti ha accolto la squadra
Sicuramente sono molto grata di poter essere tornata in campo molto in fretta e con poche complicazioni, sto ancora cercando di aggiustare il mio approccio in battuta dopo tanti mesi passati senza vedere dei lanci dal vivo. Lancio come partente ogni partita e la maggior parte delle volte resto in pedana per l'intera durata dell'incontro. I coach e le compagne mi supportano molto e sanno di poter contare su di me come io so di poter contare sulla mia difesa; mi hanno subito accolta come una di loro permettendomi di partecipare a ogni evento/tradizione come la senior night e il signing day.
Il livello e le modalita di gioco sono sicuramete molto diverse da come sono abituata io- Ci alleniamo tutti j giorni per un tempo piu corto, invece che tre volte a settimana con sessioni più lunghe. gli allenamenti sono basati sulla routine e sulle giocate essenziali. Penso che soprattutto giocando nella 2A High School il livello sia leggermente più basso a livello di strategia e giocate speciali rispetto alla mia squadra a Forlì. Qui curano più l'attacco rispetto alla difesa e magari si vedono più errori o giocate imprecise a livello difensivo, ma tanti fuoricampo a livello di attacco. Inoltre non contano particolarmente sul gioco corto, che invece é la mia specialità permettendomi di sorprendere la difesa e avere successo. Nonostante il gioco sia meno strutturato apprezzo molto il fatto di giocare molto più spesso rispetto che in Italia, con un minimo di due partite a settimana, perché alla fine penso che il miglior allenamento sia la partita vera e propria
Veniamo alla parte più importante e che riguarda il tuo futuro. So che hai firmato per il College e che College! Racconta tutto ma proprio tutto. Come sei riuscita a contattare questo college e come sei riuscita a farti accogliere in squadra.
Sicuramente non é un traguardo raggiunto con poco sforzo, é stato un percorso pieno di alti e bassi, di speranze e delusioni, ansie e preoccupazioni, ma alla fine sicuramente ne é valsa la pena. É stata dura in primis per il fatto di essermi infortunata durante il fall ball, che é quando la maggior parte degli atleti viene reclutata. Per questo non ho potuto partecipare a Camps o filmare video migliori e mi sono dovuta affidare a poche clip che già avevo. Essendo già in ritardo sulla tabella di marcia non ero sicuramente nella posizione di scartare tanti college, pero ho dovuto individuare alcuni fattori/ caratteristiche essenziali, per esempio ho sempre puntato a junior colleges, dato che entrare al college di 4 anni a 17 anni sarebbe sicuramente stato difficile per me competere con ragazze di 20-21-22 anni per cui il mio obbiettivo é di sfruttare questi due anni al meglio per poi magari passare al livello successivo ed essere pronta. Inoltre ero determinata a restare in una fascia climatica calda dato che non sopporto il freddo e in inverno si gioca poco, infine voglio studiare scienze dell'esercizio / scienze motorie, per cui avevo sicuramente una preferenza per college che offrivano questo tipo di programma. Avendo le idee chiare, ho cominciato a mandare email, messaggi e video a più coach possibili e aspettare risposte e offerte. Su più di 100 college contattati ho ricevuto offerte concrete da pochi (piu o meno 5/6) ma soltanto Miami Dade mi ha offerto una borsa di studio completa che era il mio obbiettivo. Ovviamente non ho firmato soltanto per l'offerta, Miami Dade era la mia prima scelta per tanti fattori: la località, il programma di softball, il programma scolastico, la scuola in generale, ma sicuramente un'offerta del genere ha reso la decisione molto facile e ovvia. Sono impaziente di cominciare questo nuovo capitolo e di avere la possibilità di vivere in un posto da sogno come Miami, vivere l'American Dream, ma anche circondata da tantissime persone provenienti da background completamente diversi e poter relazionarmi con tanti altri studenti internazionali che rendono Miami la melting pot che é.
Consiglieresti ad altri ragazzi e altre ragazze di affrontare questa esperienza?
E' una strada che consiglio sicuramente a chi si sente pronto ad affrontarla. È un percorso che apre molte porte, ma ne chiude altrettante. Bisogna sicuramente mettersi faccia a faccia con i sacrifici come essere lontano da amici e famiglia, trovarsi in un sistema completamente estraneo e diverso e a volte sentirsi un po persi, non essere presenti a “milestones” come per esempio la maturità, l'ultimo anno di superiori, i diciottesimi degli amici, prendere la patente eccetera. Nel mio caso, penso che i sacrifici siano sicuramente valsi la pena, ma bisogna saper crescere in fretta, finire le superiori e iniziare l'universita con uno o due anni di anticipo. Io personalmente sono fiera e molto grata del mio percorso e penso che questa soluzione sia quella piu giusta per me ma riconosco che possa non essere il giusto fit per tutti.
In Italia i campionati sono iniziati da poco, vuoi rivolgere un saluto alla tua famiglia, alla tua squadra e a tutte le ragazze del softball italiano?
Assolutamente, il Texas é stupendo ma theres no place like home, in squadra mi trovo bene ma non rimpiazzerei mai le ragazze con cui gioco da quando ho cinque anni, le mie migliori amiche con cui ho condiviso mille esperienze e ricordi, e le mie allenatrici che mi conoscono meglio di me stessa. Auguro un bellissimo inizio di stagione e non vedo l'ora di entrare in campo con loro di nuovo. E ovviamente la mia famiglia che continua a supportarmi anche da lontano e senza della quale nulla di tutto questo sarebbe stato possibile
Perfetto Blue! Grazie veramente per questa splendida intervista che racconta il sogno che stai vivendo. Un grande in bocca al lupo per il tuo futuro!
Grazie a te Paolo!
Intervista di Paolo Castagnini
Sotto l'ultimo out di Blue nella partita vinta ai play off (Clicca sulla foto - necessario Facebook)


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Maria Pia Boschi (martedì, 05 maggio 2026 10:15)
Mia cara nipote , ti amiamo tutti immensamente, tieni duro e persegui quello in cui credi!