Domani 5 novembre, in occasione del 70esimo anno della nascita della squadra di baseball “Lions B.C.”, presso il Museo del Calcio alle ore 17.00 avrà inizio la presentazione del libro “Lions Forever”, ovvero la trasposizione in cartaceo della straordinaria storia di questo club fiorentino che per i principi animatori dei fondatori, tutti giovani e guidati nel novembre del 1955 da Valerio Cecconi, Franco Morbidelli e Roberto Margarolo, ha sempre evidenziato la sua peculiare caratteristica di squadra a struttura dilettantistica in cui il gioco era poesia e l’amicizia uno stile di vita.
La lettura di questo libro, scritto a più mani da parte di Baldi, Bucchi, Ignesti, Nocentini, Pucci I, Pucci II, Ricci, Speranza, Tommasini e Zei, scorre veloce quale sublimale ed ennesimo messaggio per dimostrare che il mito dei ricordi fortunatamente è vivo ed anzi rivive sempre con tempestività, affetto e tanta passione.
Ed i ricordi degli eventi riportati con una copiosa ricchezza di foto, ed alcune simpaticamente menzionate col garbato spirito ironico toscano, stanno a spolverare testimonianze che delineano periodi affrontati da un gruppo di ragazzi con determinazione e grande voglia di esserci.
E tra le righe, quell’inciso “ pare che l’elettricità e l’acqua fossero state allacciate abusivamente” in quello stabile in Via Nazionale numero 43, che sembra sinonimo di quella melodiosa Via dei Matti numero 0, caratterizza l’intero gruppo dei Lions di nome e di fatto.
Poi ben rimarcata quell’evoluzione tecnica grazie all’iniziativa di papà Ignesti nel coinvolgere via via un gruppo di americani militari presso Camp Darby, conoscitori del gioco, e tutti amabilmente ricordati con affettuose note caratteristiche a partire da Charlie Klick sino a David Reese Jennings senza dimenticare Mike Waterman che, per dimostrare quante sensazioni ed armonia abbia ricevuto nel far parte dei Lions, ha recentemente scritto un suo personale libro “Playing for Pasta” (2024) che ora è il secondo libro scritto sul baseball delle italian minor leagues dopo “Baseballissimo” (2002) del canadese Dave Bidini.
Tra gli altri personaggi, tutti affettuosamente riportati, da evidenziare quella caratteristica figura del Signor Mazzi, mecenate dal cuore d’oro, del ristorante Giannino, ristorante che anche chi scrive ha frequentato quando da umpire era designato a Firenze con la quaterna romana composta da Neto, Grimoldi e Guzzonato.
Purtroppo l’evolversi dei tempi fece sfumare nel 1979 il sogno di quella poetica virtù dei Lions favorendo la fusione con la Fiorentina Baseball, un trauma per molti ma a dimostrazione che la vitalità dei Lions comunque è stata necessaria nel partecipare a tutto tondo allo sviluppo del baseball e del softball fiorentino donando senza nulla chiedere tant’è che la sua ideale eredità in toto poi è stata recepita da Romano Becchi, cui il libro è dedicato, che nell’anno seguente fondò la società Padule Baseball e ne divenne e lo è tuttora il Presidente.
Questo libro testimonianza infine è impreziosito con i saluti del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, del presidente del CONI della Toscana, Simone Cardullo ma soprattutto da parte di due toscani veri del mondo del baseball quali il Presidente della WBSC (World Baseball Softball Confederation), Riccardo Fraccari, e del presidente della FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball), Marco Mazzieri, senza dimenticare però il carisma che dà al testo la grafica della magica penna prima e della tavolozza poi di Puccio Pucci la cui “ricerca compositiva si muove su un piano più artistico ed immaginario a vitalizzare la sua fantasia” rendendo alcune scene del baseball favola e poesia.
Da ultimo quindi, una pubblicazione unica che rispecchia una precisa identità di quanto sia stato importante essere Lions Forever…
Michele Dodde

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Becchi Romano (martedì, 04 novembre 2025 11:23)
Un grande GRAZIE per la sua presentazione che ha colto il nostro modo di vivere quegli anni.
Rosa Mariano (mercoledì, 05 novembre 2025 08:42)
Grazie Michele, i tuoi articoli sono sempre molto interessanti!
Paolo Ignesti (giovedì, 06 novembre 2025 14:39)
Ancora una volta la penna di Michele ha ritratto una storia, oggi quella dei Lions Firenze, con grande sensibilità e spirito di riconoscenza verso chi in quegli anni ha vissuto un'epoca in cui lo sport era qualcosa di speciale. Grazie
Luciano Nocentini (giovedì, 06 novembre 2025 15:25)
Gentilissimo, ho fatto parte dei Lions Firenze come giocatore per più di 15 anni (avevo 10 anni quando mi sono avvicinato a questo splendido sport) e ho ritrovato nelle sue parole lo spirito che ha animato la nostra società e la sincerità con le quali sono state scritte. Grazie
Andrea Ricci (giovedì, 06 novembre 2025 15:37)
Una storia straordinaria come sono straordinarie tutte le storie di chi ha praticato e pratica questo bellissimo sport. Bello che ogni tanto qualcuno ne scrive.