di Redazione
Oggi pomeriggio alle 17.30 presso la Palazzina Linea 37 in Via Scipione Dal Ferro, 16 Bologna, e domani alle 15 presso la Coach Convention sarà presentato il libro di Franco Ludovisi "Io e il Baseball". Saranno presenti la figlia Simona, Paolo Castagnini e Michele Dodde. I due eventi hanno ottenuto il patrocinio del Comune di Bologna e della FIBS. Saranno disponibili alcune copie del libro che sarà poi acquistabile da domani 23 gennaio su Amazon.
Ecco in anteprima la Prefazione e la Postfazione del libro.
Prefazione
Quando Franco Ludovisi, meglio conosciuto come Ludovius, in quale modo gli olandesi incominciarono a chiamarlo durante gli incontri internazionali, o Ludo come affettuosamente chiamato dagli amici, ebbe a licenziare al sito redazionale di Baseball on the Road tutti i suoi appunti inerenti il suo percorso nel mondo del baseball italiano, unitamente agli intendimenti di Paolo Castagnini, sono stato ben felice di assumermi il compito di riordinare il tutto spinto da una grande curiosità e soprattutto da una consapevole voglia di conoscere e capire i risvolti di una vita e la sua passione coinvolgente che l’aveva plasmato.
Ora “Io e il Baseball” non è solo una fedele cronologia di episodi ed aneddoti che aprono un variopinto diorama di una disciplina sportiva, il baseball appunto, frutto di un autentico amore verso i gesti continui che invogliano a lanciare la pallina, dopo un accurato studio delle 108 cuciture amiche, condividendone la sua futura traiettoria o ad immaginare lo swing duro ma soprattutto una continua sequenza di situazioni e personaggi che svelano il dietro le quinte di uno spettacolo mai fine a se stesso.
Ludo ha sempre interpretato il baseball in modo nominalistico con fedeltà alle regole accettando quasi con difficoltà il suo aspetto filosofico, come da me rappresentato in alcuni articoli, ma è da evidenziare che questo suo personale punto di vista gli ha forgiato il carattere e lo stile anche nei rapporti prima come giocatore, poi come manager ed infine come insegnante e divulgatore del gioco tra le scuole. La lettura del libro così, con un linguaggio da salotto, o di amabili serate dinnanzi ad un camino acceso, spolvera aspetti di una storia singolare che però nel suo contesto si plasma poi in una storia globale poiché di fatto narra la peculiarità della nascita e lo sviluppo del baseball felsineo e dell’Emilia Romagna ma per osmosi anche di gran parte del baseball italiano. E va ad evidenziare le squadre in cui ha militato e quelle in cui è stato genio e sregolatezza nella veste di manager nella loro realtà in periodi dove spesso si giocava su campi da gioco improvvisati o di calcio adattati alla bisogna e regolamentati da apposite regole ma dove in tutte ha sempre avuto la certezza che si giocasse per il piacere di farlo e con la volontà e passione di emergere.
Ludovius infine con celata amarezza va anche a precisare che il suo palmares non seleziona un lungo elenco di campionati nazionali vinti ma di confronto è lungo l’elenco di apprezzamenti del suo operato da parte della stampa così come il suo carattere di uomo fermo e deciso che non gli ha aperto riconoscimenti ufficiali se non dopo per oggettiva classificazione. Ed ecco quindi che il suo modo talentuoso di interpretare il baseball, facendogli inventare anche il funambolico lancio “gravitazionale”, fa si che un lettore distratto ingenuamente cataloghi il libro come un simpatico ed ironico panegirico di se stesso quando invece questo è il suo modo sincero e schietto di raccontare i fatti e dove dimostra di non aver mai chiesto nulla al di sopra delle possibilità ma anche la propria fermezza figlia del suo carattere deciso e determinato.
Le pagine del libro infine sono impreziosite dal tratteggio di molti personaggi che nel baseball italiano hanno contato o avuto qualcosa a che fare, dai Presidenti Federali ai Segretari, dagli atleti agli asterischi di vita e trascritte in una progressione che quasi non lascia respiro ma di cui si ha il piacere di conoscerne le vicissitudini poiché redatte senza ampollosità o giri di parole malate. Di certo in alcuni ricordi, come è giusto che sia, Ludo si toglie anche qualche minuscolo sassolino dalle scarpe ma lo fa con estremo affetto a dimostrare quanta stima comunque lui avesse verso chi apparteneva al suo amato mondo del baseball. Una precisa onestà che ben delinea il personaggio.
Ora Franco Ludovisi, nato a Bologna il 27 dicembre del 1935, ci ha lasciati il 16 novembre del 2025 e dunque questo libro “Io e il Baseball” diventa per il lettore comune la presentazione di un’epoca in cui il baseball ha avuto un significato storico di sviluppo mentre per gli appassionati il libro si trasforma in un preciso vademecum di ciò che è stato il passato e che ora nel presente invita a proiettarsi in un qualitativo futuro.
Postfazione
Il 20 novembre del 2023 mi dovevo recare presso il centro di ortopedia Rizzoli a Bologna per una visita di controllo alle mie ginocchia. Pensai allora di telefonare al mio amico Franco Ludovisi per incontrarci visto che era passato più di un anno dal nostro ultimo incontro e che ci eravamo ridotti a restare in contatto solo con le E-mail. Franco fu felicissimo per questa opportunità ma prima di farmi da guida per giungere il più veloce possibile presso il centro di ortopedia volle invitarmi a pranzo e mi portò in un particolare locale dall'intrigante insegna: "Antica Trattoria del Pontelungo". Li scoprii che tra quei tavoli era nata l'idea e la nascita della Società di Baseball di Bologna "Longbridge". Pontelungo appunto.
Di quell'affettuoso incontro pieno di comuni ricordi mi sono restati un selfie, realizzato all'uscita della trattoria, ed un colloquio che ebbe questo inizio: "Paolo, vorrei consegnare a te le mie memorie relative alla mia vita sportiva con il baseball". Rimasi perplesso e sorpreso e replicai: "Perché vuoi lasciarle a me?". Mi rispose in modo serio:"Perché di te mi fido e so che saranno in buone mani. Fanne ciò che vuoi..."
Ben sapevo quanto Franco tenesse al suo diario scritto nel tempo e la sua fiducia in me riposta mi inorgoglì ma contemporaneamente sentii che l'incarico non era di poco conto. Allora mi confrontai con l'amico e collaboratore di Baseball on The Road Michele Dodde e decidemmo di dare il via alle loro pubblicazioni realizzando un libro ad hoc. Così è nato "Io e il Baseball" e mi conforta che prima di lasciarci Franco ha letto la bozza di questo libro e ne ha condiviso la stesura. Franco Ludovisi, per me sempre un punto di riferimento ma soprattutto un caro amico.

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Ezio Cardea (giovedì, 22 gennaio 2026 14:10)
Quale migliore onore per voi, Paolo e Michele, quale quello di essere stati scelti dall'indimenticabile "Ludovius" quali divulgatori fedeli del suo grande amore per il baseball?
Luigi Casarotto (giovedì, 22 gennaio 2026 14:59)
Io non riesco ad esserci alla Convention. Spero si potrà acquistare il libro. Grazie Paolo �
Rosa Mariano (giovedì, 22 gennaio 2026 19:01)
Sarebbe un onore se si organizzasse una o più presentazioni nel Salento, dove il baseball è amato grazie agli articoli dell'illustre Michele Dodde