Le Bloomer Girls

di Michele Dodde

Nella conoscenza collettiva, quando si comincia a parlare di baseball giocato dalle donne, il pensiero vola sulle immagini del film “A League of Their Own”, conosciuto in Italia con il titolo “Ragazze Vincenti”, interpretato da Tom Hanks, Geena Davis e Madonna sotto la regia di Penny Marshall. Apparso sugli schermi nel 1992, il film snocciola la storia vera dell’inizio della “All American Girls Professional Baseball League” che protrarrà la sua presenza sui diamanti per undici anni sino al 1954. Ma in realtà il baseball praticato dalle donne in forma agonistica e non di spettacolo, come usava il famigerato Sylvester F. Wilson con le sue “English Blondes” e le “American Brunettes”, ha avuto inizio nel 1875 con squadre composte da donne determinate e caparbie che, nonostante per le allora leggi vigenti che non concedevano loro il diritto di voto o di possedere proprietà a proprio nome dopo il matrimonio, si posero in forte concorrenza con i maschi giocando con cipiglio e capacità. Erano considerate le ragazze dell’estate e la loro divisa consisteva in gonne lunghe e sottogonne, camicette a maniche lunghe con vezzoso collo alto e scarponcini a stretta caviglia. Quando nel 1890 si impose la notorietà della sportivissima campione di ciclismo Amelia Bloomer, che andava ad indicare come anche le donne dovessero avere il loro spazio sportivo, la sua acclamata filosofia ed in particolare la sua moda di indossare larghi pantaloni si diffuse ampiamente anche nel mondo del baseball tanto che da allora le giocatrici e le squadre furono battezzate con il soprannome di Bloomer Girls. 

Nella foto Amelia Bloomer
Nella foto Amelia Bloomer

Cambiate le gonne lunghe con i più pratici larghi pantaloni nacquero diverse squadre tra cui le “All Star Ranger Girls”, “Philadelphia Bobbies”, “New York Bloomer Girls”, “Baltimore Black Sox Colored Girls”, “Ladies Baseball Club Denver”, “Boston Bloomer Girls” che dal 1890 al 1934 si mettevano sempre alla prova sfidando le squadre amatoriali della loro città per poi affrontare franchigie di semi professionisti ed anche della Minor League vincendo molto spesso le gare.  

 

Indiscutibilmente questa volontà di esserci ha offerto alle giovani donne che sapevano battere la pallina, essere pronte in diamante nella fase difensiva ed atleticamente sviluppare un ricercato gioco sulle basi uno stagionale lavoro non disgiunto però da avvincenti viaggi, avventure e divertimento. Basti pensare che le “Ladies” di Denver per i loro trasferimenti erano solite usare una propria loro carrozza ferroviaria.

La cronaca ci evidenzia con enfasi alcune giocatrici di rara qualità. Tra esse Edith Houghton, soprannominata “The Kid”, che ha debuttato nel ruolo di interbase nel roster delle “Philadelphia Bobbies” all’età di dieci anni per divenire poi in seguito per sei anni un eccellente ed ascoltato scout per i Philadelphia Phillies.

 

Ancora Maud Nelson che iniziò a lanciare all’età di sedici anni per le “Boston Bloomer Girls” per poi dirigere le “Western Bloomer Girls” e le “All Star Ranger Girls”.

Infine la sedicenne Virne Beatrice Jackie Mitchell che, dopo ave debuttato con le “Chattanooga Englettes”, fu ingaggiata da una squadra maschile della Minor League, i Chattanooga  Lookouts, e che passerà alla storia per aver eliminato consecutivamente con il suo lancio  “drop ball” in una partita dimostrativa con gli Yankees di New York  sia Babe Ruth sia Lou Gehrig.

 

Tuttavia, nonostante tali qualità, l’involuta mentalità dell’epoca che ampliava di fatto il pensiero del noto ed influente giornalista Francis Richter che era solito puntualizzare come il baseball, solo come sport maschile, poteva svolgere una importante funzione nella società statunitense al contrario delle donne che invece “non sarebbero state in nessun luogo più fuori posto che su un diamante da baseball”, pose sempre l’attività delle franchigie Bloomer Girls in forte negatività richiamando anche problematiche inerenti lo sforzo fisico e come la bellezza e l’atletismo non potessero viaggiare insieme, ovvero come nonostante un’amabile storia vincente durata oltre sessantacinque anni il pubblico seguitasse a vedere ancora le donne inferiori agli uomini in special modo quando si trattava di sport. 

Purtroppo la Grande Depressione che coinvolse gli Stati Uniti nel 1929 incominciò ad incrinare anche le possibilità economiche delle franchigie femminili tanto che il “Boston Bloomer Girls” fu l’ultima squadra a chiudere l’attività nel 1934 segnando la fine dell’era del professionismo femminile.

 

A rispolverare questi eventi con un esaustivo saggio è stata la scrittrice Debra A. Shattuck che, scrivendo il suo “Bloomer Girls: Women Baseball Pioneers”, ha voluto evidenziare i prodromi negativi e gli ostacoli affrontati dalle donne nella loro lunga lotta di emancipazione ed affermazione nello sport e nel baseball in particolare e come esso sia passato alla storia come uno sport da uomini. La Shattuck a parte affronta anche la questione del Softball ma precisa altresì che esso, concepito nel 1887 come un gioco anch’esso per uomini, è diventato il sostituto del baseball per le donne solo dopo gli anni venti. Opinioni da valutare, tuttavia un libro interessante per approfondire i lati esterni della storia del baseball.

 

Michele Dodde

 

 

N.d.r Il libro di Debra A. Shattuck  “Bloomer Girls: Women Baseball Pioneers (foto di copertina in home) è acquistabile in inglese su Amazon

 

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Commenti: 3
  • #1

    Maria Luisa Vighi (giovedì, 10 settembre 2020 14:59)

    Interessante evoluzione del ruolo femminile ancor prima del diritto di voto.. Forse tutto inizia da un capo di vestiario! Viva i pantaloni....!

  • #2

    Ezio Cardea (giovedì, 10 settembre 2020 16:47)

    Sempre piacevoli ed interessanti le tue scorribande nella storia infinita del baseball americano! La gentile Maria Luisa Vighi consenta comunque, a noi maschietti, una diversa esclamazione, che in ogni caso è sempre pro il gentil sesso: Viva i ,,, gonnellini!

  • #3

    Judith Testa (giovedì, 10 settembre 2020 22:38)

    Molto interessante, come sempre! Mi piace specialmente "le ragazze dell’estate." Ho inviato l'articolo alle mie amiche americane che capiscono la lingua italiana.

    Anche di molto importanza per questa storia sono le opere della recentamente scomparsa scrittrice Dorothy Seymour Mills.