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World Series 2025 … a mente fredda

nella foto Shohei Ohtani (Wikipedia)
nella foto Shohei Ohtani (Wikipedia)

nella foto Shohei Ohtani (Wikipedia)

di Allegra Giuffredi

Come ogni anno anche in questo 2025 le World Series hanno incoronato la miglior squadra di baseball tra le due Leghe americane, vale a dire la National League con i Dodgers di Los Angeles e l’American League con i Toronto Blue Jays. Ed anche quest’anno i Dodgers si sono imposti sugli avversari, ma a differenza dell’anno scorso, dove demolirono gli Yankees di New York, vincendo in 5 gare, i Dodgers si sono affermati sui Blue Jays solo in gara7 ed alla fine di una serie davvero emozionante e talvolta anche epica di incontri.

Intanto, da italiana ed europea, osservo che le partite tra i Dodgers e i Blue Jays hanno ripresentato un confronto tra Canada e USA che già si era visto nell’hockey su ghiaccio con la vittoria nella Finale del 4 Nations Face- Off dei primi sui secondi e questo, in un momento storico particolarmente faticoso, nel quale il Canada si è sentito minacciato dal vicino statunitense. Ho evidenziato il mio essere italiana ed europea, perché la politica nei commenti americani alle World Series, a differenza di quelli nostrani, non entra mai: si gioca a baseball e stop!

 

A parte ciò, in queste World Series si sono sfidate due squadre con giocatori titanici, come Freddie Freeman per i Dodgers, già decisivo l’anno scorso ed autore del fuoricampo che ha dato la vittoria ai Dodgers in Gara3 a Los Angeles, al termine di una partita durata più di sette ore e conclusa al diciottesimo inning, con i tifosi stremati e i pitching coach che non sapevano più chi mettere sul monte di lancio.

 

Gara3 conclusa 6 a 5 per i Dodgers è la seconda gara più lunga mai giocata nelle World Series; una gara quasi infinita e straordinaria anche per noi, tifosi di baseball che reggiamo benissimo gare lunghe almeno tre o quattro ore, con grande stupore di chi non segue il baseball, ma che dalle cinque ore in poi cominciamo ad avere qualche problema di tenuta nell’attenzione.

 

Sono state le World Series anche di giocatori molto normali fisicamente, come il tarchiato Alejandro Kirk dei Toronto Blue Jays che incarna perfettamente l’idea che a baseball possano giocare davvero tutti, così come i suoi compagni di squadra George Springer ridotto fisicamente come l’omino Gibaud con il busto e Bo Bichette con un ginocchio malmesso e poi, secondo me, sono state le World Series di Shohei Ohtani dei Dodgers e di Max Scherzer, sempre per i Blue Jays.

 

Shohei Ohtani, il cui nome proprio può tradursi in estrema sintesi come “Pacifico”, è il giocatore giapponese più rappresentativo e quotato della robusta truppa nipponica negli USA; Ohtani è sicuramente bravo e capace sia alla battuta che sul monte di lancio e questo è qualcosa di particolare e non da tutti, ma nonostante ciò a me pare che sia un po’ sopravvalutato e che, di sicuro, non abbia fatto la differenza nelle World Series, né l’anno scorso, contro gli Yankees di Aaron Judge, che peraltro deluse particolarmente anch’egli, né quest’anno; molto meglio di lui sono stati i compagni di squadra Roki Sasaki e Yoshinobu Yamamoto, determinante proprio nell’ultima gara.

 

E a tal proposito, ricorderò sempre le partite giocate nelle “Tokyo Series”, all’inizio delle MLB, tra i Cubs di Shota Imanaga e Seiya Suzuki e appunto i Dodgers di Ohtani e di come si siano volutamente trasformate nell’apoteosi di quest’ultimo a discapito degli altri giocatori giapponesi in campo e pur dei Cubs che, pur avendo perso meritatamente, sono stati sconfitti anche per episodi discutibili.

 

Ohtani sembra essere il dio greco del baseball, anche se a me non par proprio che lo sia, mentre giocatori come Max Scherzer, ancora partente alla veneranda età di quarantuno anni, sarebbe molto più degno di considerazione.

 

Scherzer ha giocato con diverse squadre, tra le quali anche i Dodgers e nel 2019 ha vinto le World Series, a sorpresa, con i Nationals di Washington, quelli di “Baby Shark” per intenderci e anche in queste World Series ci ha messo una grinta fuori misura, come quando per esempio, non ha voluto scendere dal monte di lancio, boicottando il proprio Manager, John Schneider che, capita la mala parata è tornato sui suoi passi, lasciandolo sul monte.

 

Alla fine, però, e devo dire meritatamente, quest’anno hanno comunque vinto i Dodgers, squadra ricchissima e che ogni anno si presenta per vincere e che, se vogliamo ha vinto fin poco, rispetto ai milioni e milioni di dollari investiti.

 

E a vincere è stato anche Clayton Kershaw storico partente dei Dodgers che con questa stagione ha dato l’addio al baseball giocato e che, pur non essendo mai stato determinante nella Post Season, ricorderemo comunque come un ottimo giocatore sia dentro che fuori dal campo con la sua bella famiglia.

 

Go Baseball e che la terra ti sia lieve, Franco.

 

Allegra Giuffredi

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    Frankie (lunedì, 24 novembre 2025 11:46)

    "Ohtani è sicuramente bravo e capace sia alla battuta che sul monte di lancio e questo è qualcosa di particolare e non da tutti, ma nonostante ciò a me pare che sia un po’ sopravvalutato e che, di sicuro, non abbia fatto la differenza nelle World Series, né l’anno scorso, contro gli Yankees né quest’anno". Condivido ogni parola.