Il Lanciatore Scomparso

di Michele Dodde

Recensione del libro di Beppe Carelli "Il Lanciatore scomparso"

 Il baseball nel cuore

Il baseball non è uno sport. E’ una malattia contagiosa “  ma soprattutto “ è un eterno stato di transizione, un preludio ai veri compiti ed essere un giocatore di baseball è uno stato di grazia “. 

Così in modo asciutto precisa nella prefazione quell’uomo dalle mille risorse che è Fabio De Luigi, uomo dei Pavesini e dei detersivi ma anche del grande schermo da “ Il peggior natale della mia vita”  sino a cimentarsi oggi da papà almeno per  “10 giorni senza mamma” dopo essere stato nello stato di grazia come giocatore di baseball e soprattutto compagno di squadra di Beppe Carelli, già eccezionale giocatore per 19 anni  (1975 – 1994) e Hall of Famer 2008 del baseball italiano ed ora inedito rookie tra gli scrittori di recente acquisizione.

leggi di più 0 Commenti

Respect

Rino Zangheri
Rino Zangheri
leggi di più 2 Commenti

12 consigli per divenire un giocatore migliore

di Tony Abbatine, tratto da Baseballamerica e tradotto da Frankie Russo

Perché vi sono giocatori che riescono a fare tutto bene e le loro prestazioni sono costanti e a volte eccellenti? Perché vi sono giocatori che fanno intravedere momenti entusiasmanti solo per poi soffrire lo stress durante la gara? Come può un atleta avvicinarsi alla perfezione?

Di seguito vi elenco 12 Regole d’Oro.

leggi di più 0 Commenti

Going Home

di Michele Dodde

Recensione del libro di Pietro Striano "Going Home"

Quando nell’aprile del 1991 la National Geographic Society con sede in Washington D.C. pubblicò sulla sua omonima rivista, vol. 179, no.4, l’articolo  di David Lamb, con foto originali di William Albert Allard, “A Season in the Minors” per complessive trenta pagine con richiamo in copertina, sembrò ai più che “tutto fosse compiuto” e valutata  giusta la chiusura con il sintetico quanto completo “Summer was over, and it was time to go home”. Ed invece no poiché a richiamare l’attenzione verso il cuore palpitante e generoso del baseball, quello cioè giocato più per divertirsi che per divertire e dunque lontano dall’asettico e feroce business  insito nella Major League, ci ha pensato Pietro Striano dalle multiformi capacità ed eclettico nel divenire. Con un linguaggio veloce e privo di controllo,  fulminante nel dare un seguito interpretativo ed intinto nella boccetta di curaro nell’evidenziare i propri giudizi, Striano ti prende per mano e, novello Virgilio che tutto sa in termini di storia e filosofia, ti guida tra le pieghe e le ombre delle numerose Minor League statunitensi in un “Going Home” che lascia senza respiro ed un pesante bagaglio di meditazioni.

leggi di più 2 Commenti

Scivolare per vincere e per evitare infortuni

di Frankie Russo

Tratto da baseballexcellence

La scivolata è una tecnica che non sempre viene insegnata nel modo corretto e a livello giovanile  spesso è limitata a un corri&fuggi. Non è una tecnica naturale e richiede molta pratica per l’apprendimento. E’ importante superarre la paura di scivolare. La paura di farsi male è uno dei motivi che rende un corridore timoroso e che finisce per causare l’infortunio anziché prevenirlo. Gli esercizi per la scivolata vanno eseguiti a velocità naturale, rallentare la corsa rende il giocatore più esposto a infortunio. Non si deve saltare, non si deve cadere e non si deve rallentare.

leggi di più 0 Commenti

Toni Stone, la prima donna di colore a giocare nella Major Negro League

di Michele Dodde

L’ossimoro nell’andare a trovare il fantastico nella storia ed il vero nella leggenda ben si attaglia alla vita di Toni Stone, nata come Marcenia Lyle Stone a Bluefield nella Virginia Occidentale. La sua grande passione per il gioco del baseball e la sua forte determinazione le hanno aperto nel 1985 le porte della prestigiosissima “Women’s Sports Hall of Fame”. La storia di Toni Stone è molto singolare e fuori da qualsiasi logica del tempo di allora come di oggi: resta però negli annali poichè ella è stata la prima donna ad indossare la casacca di una squadra composta da maschi ed a giocare da professionista nella Major Negro League. E se Jacky Robinson, icona nr. 42 viene lodata per  rappresentare il difficile inizio di una integrazione razziale, Toni Stone è lì a configurare a pieno titolo l’inizio di una qualificante emancipazione femminile senza limiti ed a tutto tondo.

leggi di più 0 Commenti

10 lezioni di vita che ti insegna il baseball

Nella foto Doug Bernier (Foto Bill Gentry)
Nella foto Doug Bernier (Foto Bill Gentry)

di Frankie Russo

Tratto da probaseballinsider

L'articolo è stato scritto da Doug Bernier che ha giocato in MLB per Colorado Rockies e Minnesota Twins fino al 2015. Fondatore di The Pro Baseball Insider dove è stato tratto l'articolo.

Non tutti sanno quanto sia vantaggioso praticare lo sport. E’ pur vero che non tutti gli sport, specialmente il baseball, possono essere praticati da tutti. Di seguito però, elenchiamo 10 importanti lezioni di vita che ti può insegnare il baseball.

leggi di più 0 Commenti

Roy Henshaw e la "no hit" mancata

Nella foto Roy Henshaw
Nella foto Roy Henshaw

di Allegra Giuffredi

L’appassionato di baseball sa che esistono i “complete game”, le “shutout”, le “no hit” e le "partite perfette". Queste partite sono il vanto di qualsiasi lanciatore, così come il fuoricampo lo è per l’uomo in battuta. Ma siccome non ci sono solo gli appassionati e magari proprio adesso un neofita del baseball sta leggendo queste parole, diamo in premessa, qualche utile informazione. La “complete game” è la partita in cui il lanciatore rimane sul monte di lancio per tutta la durata della stessa; la “shutout” è una “complete game” in cui il lanciatore non permette agli avversari di segnare punti; la “no hit” è una “complete game” in cui il lanciatore non permette alcuna battuta valida agli avversari; la “partita perfetta” è una “complete game” in cui il lanciatore riesce a non far arrivare in prima base alcun avversario. Roy Henshaw (1911 - 1993) nativo di Chicago è stato un solido lanciatore mancino dei Cubs, per tre stagioni, nel 1933 ed ancora dal 1935 al 1936 e passò otto anni complessivi, nella   MLB.

leggi di più 0 Commenti

Una piccola guida alle statistiche del lancio

di Frankie Russo

Tratto da blessyouboys.com

ERA? FIP? WHIP?

Lanciare è un processo complicato. Lanciatori possono avere a disposizione 5/6 differenti tipi di lanci con diverse rotazioni, indirizzate in varie locazioni con una variabilità di risultati. La conseguenza è che esistono una miriade di statistiche che spesso possono confondere il tifoso occasionale. Al fine di rendere il tutto di più facile interpretazione, per il momento ci limiteremo ad analizzare solo quelle basilari. Come per le statistiche di battuta, mostreremo un box score di una gara delle majors. 

leggi di più 0 Commenti

I quattro benefici del Long Toss

David Price esegue una sezione di Long Toss sotto gli occhi del manager dei Boston Red Sox John Farrell  (Photo by Barry Chin/Boston Globe via Getty Images)
David Price esegue una sezione di Long Toss sotto gli occhi del manager dei Boston Red Sox John Farrell (Photo by Barry Chin/Boston Globe via Getty Images)

di Tony Abbatine, tratto da Baseballamerica e tradotto da Frankie Russo

Il dibattito riguardo la meccanica di lancio e il metodo per migliorare la velocità e evitare infortuni al braccio è diventato come discutere di politica o di religione. E’ un dialogo continuo ed acceso e ognuno ha la sua opinione. Caricamento scapolare,  normative ASMI, palle mediche di vario peso, allenamenti con pesi specifici. Basta navigare e trovi tutto sui media. Questo ci porta al discorso sul long toss. Alcuni giocatori e squadre lo ritengono indispensabile, altri lo condannano e lo ritengono la causa dell’aumento degli infortuni.  Alan Jaeger è considerato il padrino del long toss. Ultimamente ho avuto l’occasione di assistere a un suo video e poi ho avuto modo di poter parlare a lungo con lui. Jaeger mi dedicò il suo tempo e sintetizzò il suo credo in quattro punti fondamentali.

leggi di più 0 Commenti

Eventi salienti di una storia infinita # 9

di Michele Dodde

Fu così che al finire del 1887 illuminati investitori ed autentici fan dettero inizio alla mal celata mania del collezionismo delle card relative ai giocatori della Major League attraverso le quali si può scrivere giustamente tutta una storia tra sentimenti e sviluppo sociale. Anzi, a latere di quel fiabesco mondo del baseball che si stava delineando, incominciarono ad evidenziarsi autentici speculatori tra cui un tal Harry Mozley Stevens, immigrato inglese, che in seguito sarà soprannominato sia “the Scorecard Man” sia “Hustling Harry” per il suo fiuto negli affari e per la velocità mentale con cui riusciva ad intuire le aspettative e i desideri degli spettatori e dei tifosi: ai primi offrendo originali forniture e/o derrate alimentari da consumare sugli spalti, ai secondi colorate card ritraenti i dagherrotipi dei giocatori non prive però di un’accurata scelta di articoli da pubblicizzare. In effetti manovrando sapientemente i suoi modi egli si adoperò non poco per farsi concedere in esclusiva dalla Major League le licenze di vendita presso i maggiori campi di gioco delle squadre al fine di poter commerciare sia alimenti da fast food sia le card dei giocatori. 

leggi di più 2 Commenti

Cogliere indizi per riconoscere un lancio

di Tony Abbatine, tratto da Baseballamerica e tradotto da Frankie Russo

Molti esperti del lancio si soffermano a parlare del "tunnel del lanciatore", questo spazio particolare durante la prima fase del tragitto (per comodità diciamo i primi 3-4 metri dal punto di rilascio) dove anche per i più bravi  (come Clayton Kershaw per esempio) inizia la traiettoria di tutti i loro lanci.  Non si scopre l’acqua calda nell’affermare che la vera chiave del successo è il tardo movimento che assume la palla alla fine del suo tragitto. Non è nemmeno un segreto che ai più alti livelli il punto di rilascio dei lanci per i migliori lanciatori avviene approssimativamente con la stessa apertura sia del braccio che della mano. Quindi come si deve comportare il battitore?

leggi di più 0 Commenti

Una piccola guida alle statistiche di battuta

Immagine tratta dal sito internet The Gilman News
Immagine tratta dal sito internet The Gilman News

di Frankie Russo

Tratto da blessyouboys.com

Il Baseball è uno sport basato sui numeri, e se mai vi siete chiesti cosa sono tutti quei numeri nel box score, noi cercheremo di spiegare a cosa si riferiscono. Tutti gli sport hanno le loro statistiche, ma esiste un non so che nel baseball che lo porta ad essere lo sport perfetto per gli amanti dei numeri. Con tutte queste strane sigle come DRS e wRC+ che appaiono in tutti gli articoli deve essere difficile per un giornalista ricordare che vi sono tanti tifosi che non si interessano delle sottigliezze della partita ma lo prendono solo come: "semplicemente un gioco". Ciò detto, per rendere la vita più facile a coloro che non sono molto addentrati nelle statistiche, vogliamo dedicare qualche minuto per illustrarne le più comuni. Consideriamolo come l’ABC per un "corso di statistica del baseball" in modo che quando inizia la nuova stagione, tutti possano comprendere cosa significhino, come vengono calcolate e di cosa stiamo parlando quando si legge ad esempio OPS.

leggi di più 0 Commenti

Il tempo delle ombre

Field of Dreams - Baseball Diamond Sunset - Foto scattata il 17 Agosto 2013 - Fotografo: Elliot McGucken - Esposta alla Fine Art Photography for Los Angeles
Field of Dreams - Baseball Diamond Sunset - Foto scattata il 17 Agosto 2013 - Fotografo: Elliot McGucken - Esposta alla Fine Art Photography for Los Angeles

di Marcello Perich

Li ricordo tutti i campi dove ho giocato e, naturalmente, mi ricordo delle partite più belle. E allora, trasformato per incanto in un’ombra, esitante e quasi trasparente mi avvicino al piatto nel polveroso campetto di Livorno dove andai 5 su 5 e al campo della Polizia dove presi al volo 21 battute in una caldissima mattinata di luglio. E a Milano nell’infame campo con la pista in carbone, dove portai dentro 7 punti con le mie 4 battute valide, perché il mio “fan club” era venuto a vedermi giocare. E ancora al campo della Polizia dove fra adrenalina che mi scorreva dentro e testosterone che mi faceva ronzare le orecchie, misi giù un perfetto “surprise bunt”, arrivai salvo in prima e rubai la seconda al lancio successivo. Il tutto sotto gli occhi ammirati (e bellissimi) di una mia amica.

leggi di più 0 Commenti

Come sviluppare il processo di visualizzazione per la battuta in modo rapido

Nella foto Aaron Judge (da Newsday)
Nella foto Aaron Judge (da Newsday)

Un articolo di Tony Abbatine e tradotto da Frankie Russo

Nell’era delle analitiche, delle sabermetriche e dei tanti programmi d’istruzione su PC, spesso video games, voglio sottoporre alla vostra attenzione un modo nuovo di analizzare e migliorare le capacità del giocatore per individuare il momento del contatto, in altre parole colpire la palla. Tutti abbiamo bisogno di far riferimento alle vecchie tradizioni e alle esperienze personali, ma nella loro continua ricerca di dominare lo strike zone, è un dovere per i battitori, sia delle giovanili che delle leghe professionistiche,  migliorare ed aumentare queste capacità.

leggi di più 0 Commenti

Eventi salienti di una storia infinita # 8

Nella foto due donne giocano a softball nel 1919 (National Photo Company Collection/Library of Congress, Washington, D.C. (reproduction no. LC-DIG-npcc-00406)
Nella foto due donne giocano a softball nel 1919 (National Photo Company Collection/Library of Congress, Washington, D.C. (reproduction no. LC-DIG-npcc-00406)

di Michele Dodde

Di certo però, il 1887 non solo accantona i menzionati episodi con una compiaciuta cronaca ma va a passare alla storia anche come l’anno dei più significativi eventi che hanno cambiato e caratterizzato il gioco del baseball e non solo. Infatti oltre a delineare la nascita dello spring training come preparazione di inizio stagione dell’attività agonistica va anche a coinvolgere ulteriormente aspetti ed attività di quella romantica ed avveniristica nascita del softball. 

leggi di più 0 Commenti

La forza del braccio

Nella foto Craig Kimbrel (Usa today)
Nella foto Craig Kimbrel (Usa today)

di Frankie Russo 

tratto da ericcressey.com

Oggi tratteremo una delle più interessante questioni del mondo del baseball: il fatto che lanciare sviluppa la forza del braccio. Spiacente, ma non è così. Quanto segue può sembrare un gioco di parole, ma in effetti esiste una grande differenza.  (Prima di proseguire è bene specificare la differenza tra Forza:  "capacità che permette di vincere una resistenza", e Potenza: "forza x spostamento / tempo" ndt). Se i giovani atleti credono che lanciare aumenti la forza del braccio, si convinceranno molto presto che lanciare tutto l’anno può essere sicuro e accettabile. In realtà invece è una delle cose peggiori che possono fare per la loro salute e il loro sviluppo a lungo termine. Ecco cosa c’è sapere:

leggi di più 0 Commenti

Un Sereno Anno Nuovo

leggi di più 0 Commenti

Il racconto di Natale

Foto tratta dal sito www.baseballpositive.com
Foto tratta dal sito www.baseballpositive.com

di Michele Dodde

Tra le carte affastellate del mio archivio ho ritrovato per caso questa vecchia foto datata 2004. Quattordici lunghi anni fa quando allora si andava per gli otto anni. Come sempre capita nelle piccole città noi coetanei allora ci si frequentava presso l’oratorio di San Giovanni Bosco dove tra le diverse attrezzature sportive lì presenti fummo attratti da quelle presentate da un nuovo animatore che indossava una gigantesca felpa con la scritta Dodgers e uno strano cappellino con visiera curva. Chiedemmo cos’erano quegli strani guantoni, mazze realizzate con alluminio e palline come quelle del tennis ma più pesanti e dure ed egli ci disse che erano parte dell’attrezzatura indispensabile per giocare a baseball. “Baseball???” gli fu chiesto. 

leggi di più 0 Commenti

L'allenatore nello specchio

Nella foto Lourdes Gurriel (Sportsnet.ca)
Nella foto Lourdes Gurriel (Sportsnet.ca)

Tratto da Baseballamerica.com e tradotto da Frankie Russo

Il mondo tecnico del baseball italiano ricorderà sicuramente Tony Abbatine che per due Coach Convention in Italia ha entusiasmato i presenti. Io che assieme ad altri colleghi coach ha aperto a Verona dal 2005 al 2010 una sezione della sua Frozen Ropes, ho un ricordo assai vivido. Tony aveva rivoluzionato il modo di concepire l'insegnamento. Oggi vi presento un suo articolo per Baseballamerica con la traduzione del nostro Frankie. Vi auguro buona lettura - Paolo Castagnini

leggi di più 0 Commenti

Fumetti, un baseball con una morale di specchiata universalità

di Michele Dodde

In appendice alla mia ricerca su “Il Baseball nell’Antologia dei Fumetti” ecco spuntare dal mio archivio una particolare cartella inerente un’antica quanto affascinante pubblicazione settimanale edita dalla casa editrice Universo, già casa editrice Moderna. Si tratta de “l’Intrepido”, con la sua costola più giovanile “Il Monello”,  che dal 1935 al 1998  ha accompagnato più generazioni in un particolare momento di sviluppo sociale. Chiuderà  a gennaio di quell’ultimo anno dopo aver pubblicato 3028 numeri e sfiorato una tiratura media di 700mila copie settimanali. In particolare, consapevolmente o suo malgrado, negli anni settanta, grazie ai collaboratori chiamati a dare vita alle varie rubriche ed a storie seriali e libere realizzate con tavole fumo di china, divenne un interessante veicolo di presentazione del baseball e del softball movimentando interesse e conoscenza verso le due discipline.

leggi di più 0 Commenti

Lì sul diamante vorrei essere.....

Immagine  tratta da "The Art of Baseball" Concord Museum
Immagine tratta da "The Art of Baseball" Concord Museum

di Michele Dodde

Sono fortemente convinto che non ci si invecchia andando a vedere una partita di baseball. E di qualsiasi serie. Anzi le più intriganti sono quelle delle serie inferiori ed il motivo è là dettato proprio dal gioco. Troppo spesso infatti si è solito intuire il giusto gioco che il professionista svilupperà giocando in difesa, a meno di una inqualificabile battuta. Nelle serie inferiori invece l’inesperienza dei giovani formalizza una serie di giocate che rendono arrembante qualsiasi manuale con finalità picaresche. Ma poi in sintesi ogni giocata dimostra di avere una sua etica, un suo accattivante finale, una sua specifica morale che resta  nella mente di chi osserva e nei cuori di chi gioca.

leggi di più 2 Commenti

Date sempre il buon esempio

La rissa tra compagni di squadra Harper e Papelbon
La rissa tra compagni di squadra Harper e Papelbon

di Frankie Russo

Tratto da sito americano

Dove nasce la forza di una squadra? Dalla compattezza del gruppo che si costruisce nello “spogliatoio”, spesso definito il decimo uomo in campo. E’ lì, dentro quelle quattro mura che si forma il carattere di una squadra, ed è il luogo di cui ogni squadra prima o poi avrà bisogno, è il luogo dove vige il motto: Uno per tutti, tutti per uno. La presenza dei veterani rende più facile l’arrivo dei nuovi giocatori così come aiuta la crescita dei più giovani. Lo spogliatoio riveste un'importanza particolare specialmente quando le cose non vanno nel modo previsto.

leggi di più 1 Commenti

Eventi salienti di una storia infinita # 7

di Michele Dodde

Foriero di record e di aneddoti, il 1886 si caratterizza per una particolare curiosità che coinvolse Aaron Stern, proprietario dei Cincinnati Reds. Egli notò che, quando era chiamato a lanciare il suo lanciatore Anthony John Tony Mullane, oggettivamente considerato uomo di bell’aspetto ed affascinante per via dei suoi neri e curatissimi baffi, le gradinate del ball park si riempivano con numerosi vocianti sciami di donne. Astutamente allora, intuendo che più del gioco alle donne piaceva vedere in azione il loro idolo, già soprannominato “The Apollo del Box”, incominciò a farlo designare quale lanciatore partente in tutte quelle gare contro squadre deboli dando vita ai consumistici eventi nominati “Ladies Day”. 

leggi di più 0 Commenti

Copiare dai campioni

Foto da GARY A. VASQUEZ / USA TODAY SPORTS / REUTERS
Foto da GARY A. VASQUEZ / USA TODAY SPORTS / REUTERS

di Frankie Russo 

tratto da totallytigers.com

Ogni anno la storia si ripete, una squadra vince e viene proclamata campione del mondo. Nel 2017 furono gli Houston Astros che arrivarono a coronare il loro successo con un lavoro certosino selezionando giovani talenti anno dopo anno, e quando poi avevano formato il nucleo della squadra, la società è andato sul mercato acquistando i giocatori giusti per completare il capolavoro. Gli Astros hanno costruito con intelligenza e il loro esempio viene ora copiato da molte altre società. Ma cosa dire dei campioni di quest’anno? Possono i Red Sox essere da esempio per le altre società?  Hanno adottato un percorso giusto da imitare per raggiungere il successo. Quando si parla dei Red Sox o dei Dodgers, si parla di grosse società che affrontano il mercato a ruota libera con tanto denaro da spendere.  E seppure esse avevano giovani talenti nel sistema, la maggior parte del nucleo è formato da costosissimi free agent dietro cessioni di molti promettenti prospetti. 

leggi di più 0 Commenti

Perché abbiamo di nuovo bisogno di imparare la pazienza

di Michele Dodde

E’ totalmente da condividere lo spunto di Nicholas Petrone che sulle pagine di Other Doors ha evidenziato come noi tutti, di qualsiasi età, si abbia bisogno del Baseball. Ed inizia  precisando quanto sia importante oggi imparare di nuovo ad avere pazienza, ovvero mitizzare la stessa. Questo perché il tempo moderno ci porta tutti ad essere velocemente ossessionati dai risultati, con momenti salienti e gratificazioni istantanee tali che molti non riescono più ad immaginare come si possa amare uno sport che richiede attesa, preparazione, riflessione su ogni scenario, su ogni singolo passo e attesa del proprio turno. E che non va alla ricerca del giocatore normotipo poiché tutti infine in questo sport possono essere grandi.

leggi di più 3 Commenti

Strani personaggi

Nella foto Marlins man (sx) e Cubs # 1 Fan The Pink Hat (dx)
Nella foto Marlins man (sx) e Cubs # 1 Fan The Pink Hat (dx)

di Allegra Giuffredi

Strani personaggi si affollano nelle tribune degli stadi di baseball. Mi riferisco a quei tifosi che sembrano avere bisogno di ricavare e ricevere visibilità dalla loro partecipazione alla partita. Non voglio darmi alla psicologia spicciola, ma di certo ci sono persone che, nella tifoseria sportiva in generale e quindi anche in quella del “batti e corri”, vivono la partita per viverne di fama riflessa e a pensarci bene non ci vuole poi molto.Tra i tanti, ricordo Marlins man, ossia un tipo barbuto e tifoso dei Marlins di Miami in Florida e che si piazza dietro casa base, in modo da farsi riprendere costantemente ed in ogni gara possibile, specie se di cartello ed anche se a giocarla non sono i Marlins. Ma non solo! Perché il tipo in questione talvolta, si muove accompagnato, così come è successo durante le recenti WS.

leggi di più 0 Commenti

Eventi salienti di una storia infinita # 6

Una rara figurina della Union Association che illustra la partita tra Baltimore e St Louis venduta all'asta su Robert Edward Auction per $ 3,162.50
Una rara figurina della Union Association che illustra la partita tra Baltimore e St Louis venduta all'asta su Robert Edward Auction per $ 3,162.50

di Michele Dodde

Mentre il 1883 andava a riportare tra le note sia l’innovativo sviluppo delle comunicazioni con il primo collegamento telefonico tra New York e Chicago (24 marzo) quanto l’abominevole avallo della legge della Corte Suprema degli Stati Uniti che sanciva che “un indiano americano è per nascita uno straniero e un subordinato” (3 novembre) e da ultimo l’inondazione nelle librerie del capolavoro letterario di Robert Louis Stevenson: “L’Isola del Tesoro” (1 dicembre), l’alba del 1884 andava a registrare nel gioco del baseball una ulteriore quanto significativa evoluzione inerente le modalità del lancio. Da quell’anno infatti ai lanciatori fu permesso di effettuare i lanci rilasciando la pallina in posizione “overhand” e quindi, non essendo più soggetti a rilasciarla da sotto i loro fianchi, migliorare di fatto l’energia cinetica della stessa. Di contro, quasi come un dono per i battitori costretti ora ad affrontare palline veloci lanciate da appena 50 piedi (15,24 metri), il numero dei ball per applicare la regola della concessione della prima base passa da sette a sei. In verità appena due anni dopo, 1886, quando gli estensori del regolamento di gioco osservarono che in presenza di imprecisi lanciatori la suddetta regola favoriva di troppo i battitori, i ball da valutare per la concessione della prima base ritornarono a sette.

leggi di più 0 Commenti

Chi è Alex Cora....

di Frankie Russo 

tratto da ESPN

Chi è Alex Cora…

e come ha costruito una cultura vincente in Boston

Era la mattina del 28 ottobre, giorno di Gara 5 della 2018 World Series. Alex Cora era seduto al tavolo consumando la sua colazione. Il resto della sala era occupata da giocatori e familiari: figli, mogli, parenti e magari qualche lontano cugino o nipote.  Uno per uno, quasi tutti i padri e le madri passarono al tavolo di Cora per ringraziarlo per come aveva trattato il proprio figlio, ma nei loro occhi si leggeva un non so che di tristezza.  Questa era la cultura che Cora aveva inculcato un anno fa, sin dal suo primo giorno dopo essere stato nominato manager dei Boston Red Sox. Egli voleva un gruppo umile, propenso alla tolleranza, e il modo in cui si era svolta la colazione quella mattina era il segno tangibile che aveva raggiunto il suo scopo.  Era riuscito a trasformare una squadra di stelle super pagate in una squadra degna del miglior settore giovanile. 

leggi di più 0 Commenti

Tattiche ostruzionistiche

 La foto non ha attinenza con il fatto raccontato (Photo by National Baseball Hall of Fame Library/MLB Photos via Getty Images)
La foto non ha attinenza con il fatto raccontato (Photo by National Baseball Hall of Fame Library/MLB Photos via Getty Images)

di Allegra Giuffredi

Qualche volta capita che le squadre più deboli, o che tali si reputano, invece di giocarsela fino in fondo, cerchino invece ed in tutti i modi di rigiocare una partita, contando sulla sua ripetizione e “tirando per il lungo” il più possibile ogni ripresa, al fine di evitare di arrivare al numero minimo di inning utili all’omologazione del risultato. Spesso questo sotterfugio viene utilizzato, contando su Giove pluvio e specialmente adesso con tutti i siti di previsioni meteo che ci sono, c’è sempre chi è super informato su scrosci d’acqua, acquazzoni, finestre di sereno o altre precipitazioni. Ma questa pratica, assai discutibile, non è propria solo di questi anni più tecnologicamente avanzati, perché anche all’inizio del secolo scorso veniva applicata, come vado a raccontare. Nella parte bassa del quarto inning, il 3 maggio 1915, divenne ovvio che la pioggia avrebbe preso il sopravvento sul West Side Ground, ossia il campo da baseball dove i Cubs giocavano prima di Wrigley Field.

leggi di più 0 Commenti

Fragilità, il tuo nome è donna!

Nella foto un campo da baseball in West Virginia utilizzato dai minatori. Nei primi 900 le squadre composte da minatori erano molto frequenti. I proprietari ingaggiavano numerosi giocatori di baseball perché erano fisicamente forti. (wvpublic.org)
Nella foto un campo da baseball in West Virginia utilizzato dai minatori. Nei primi 900 le squadre composte da minatori erano molto frequenti. I proprietari ingaggiavano numerosi giocatori di baseball perché erano fisicamente forti. (wvpublic.org)

di Marcello Perich

A Milano c’era un campo con la pista d’atletica in polvere di carbone che aveva invaso anche le zone d’erba, per cui non vi dico come eravamo conciati a fine partita: anche i denti erano neri! Sembravamo Rambo prima che entrasse in azione. Ma per quanto fossimo neri noi tutti, il più nero ero io, perché la mia ragazza mi aveva detto che non poteva uscire con me, perché sua nonna non stava bene e voleva farle compagnia. Così andai al cinema Medica e (udite, udite) qualche fila davanti a me vidi la premurosa nipote che si sbaciucchiava appassionatamente con un tizio non meglio identificato. Per natura rifuggo da scenate alla “Viva Napoli”, così mi tenni il magone e me lo portai dietro fino al treno per Milano.

leggi di più 1 Commenti

Eventi salienti di una storia infinita # 5

Il libro di Thomas Lawson: “The Krank: His Language and What It Means”
Il libro di Thomas Lawson: “The Krank: His Language and What It Means”

di Michele Dodde

L’alba del 1882 segna l’inizio comparativo di un baseball che poi via via si perfezionerà per divenire definitivamente la disciplina sportiva per eccellenza tale da richiamare il totale coinvolgimento dell’intera nazione. Ormai le notizie che giungono dal lontano West interessano solo i salotti poiché della sanguinosa guerra contro i nativi pellerossa non restano che alcune sacche di resistenza ed un triste canto: “ I vecchi dicono / che solo la terra dura. / Dicevano la verità. / Avevano ragione.”. Inoltre il divenuto eroe dalle mille fantasie, il fascinoso bandito Jesse James, il 3 aprile viene colpito da una pallottola e ucciso a St. Joseph nel Missouri. In questa atmosfera un particolare personaggio quale è stato l’irrequieto Horace Phillips, già mediocre giocatore tuttavia in nuce scaltro uomo d’affari pieno di iniziative manageriali, insieme al giornalista sportivo del “Cincinnati Tribune” Opie Caylor, vara i lineamenti di una nuova lega di baseball, l’American Association in forte competizione con la National League.

leggi di più 0 Commenti

Baseball e pizza

La partita San Francisco Giants e Washington Nationals del 5 ottobre 2014 è durata 6 ore e 23 minuti. I Giants vinsero 2-1 al 18° inning
La partita San Francisco Giants e Washington Nationals del 5 ottobre 2014 è durata 6 ore e 23 minuti. I Giants vinsero 2-1 al 18° inning

di Ezio Cardea

Quasi li avessi previsti, i commenti riferiti alla prima parte dell’articolo “Modificare il gioco del Baseball”  trovano risposta nella seconda parte. Tuttavia vorrei osservare l’equivoco involontario  in cui si è sviluppato il dibattito, stante il quale  ogni disquisizione, per quanto piacevole o interessante, diventa sterile o incomprensibile. Abbiamo ritenuto di parlare di un solo argomento, ovvero delle modifiche da apportare al baseball per  renderlo più veloce e coinvolgente, ma in realtà dai ragionamenti fatti  emerge con chiarezza che gli argomenti sono due: uno riguarda modifiche profonde all’impianto del gioco, l’altro riguarda interventi tesi ad eliminare i tempi morti  agendo, quindi, su aspetti del tutto “esterni”.

leggi di più 4 Commenti

Manager, la scelta giusta

Nella foto Graig Counsell è alla sua quarta stagione con i Brewers portandoli quest'anno ai play-off. E' considerato grande interprete del nuovo corso per la sua grande attenzione al dipartimento analisi (Photo by Bill Greenblatt/UPI)
Nella foto Graig Counsell è alla sua quarta stagione con i Brewers portandoli quest'anno ai play-off. E' considerato grande interprete del nuovo corso per la sua grande attenzione al dipartimento analisi (Photo by Bill Greenblatt/UPI)

di Frankie Russo 

tratto da totallytigers.com

Chi è il manager? Sono tutti uguali? Può qualsiasi manager essere messo a capo di una qualsiasi squadra? O si distinguono tra di loro per vari motivi? Riescono a lavorare nello stesso modo con ogni squadra?  Molti appassionati e tifosi tendono a credere che i manager siano tutti uguali tralasciando di considerare le loro personalità, la loro storia, le loro preferenze e le loro abilità. E la cosa sta diventando ancora più intrigante considerato con quanta velocità e quanti cambiamenti significativi stanno avvenendo nel baseball, specialmente negli ultimi anni.  Ora come ora nel baseball le società si mostrano sempre più dubbiose nell’assumere manager più navigati, irascibili e tradizionali, sostituendoli  con i più giovani  e moderni oltre che maggiormente inclini ad adattarsi alle analitiche. Ed è in aumento il numero dell’assunzione dei non-manager come manager, intesi come persona, ma scelti per la loro capacità di creare un gruppo che si diverta,  gestire positivamente le diverse personalità e disposti a cedere parte del loro potere alle direttive dei dirigenti e dei dipartimenti di analisi.

leggi di più 0 Commenti

La leggenda di Willy O'Brien

Nella foto Bill Terry (Hall of Fame)
Nella foto Bill Terry (Hall of Fame)

di Giovanni Delneri

WILLY  era nato nel New Jersey da padre Irlandese e madre spagnola. Già in fasce era un piccolo gigante (6 chili alla nascita) e il padre vedendolo si preoccupò di poterlo mantenere avendo già 7 figlie femmine, ma essendo un buon cristiano non si  perse d’animo. E così il figlio crebbe e si affiancò al papà nel lavoro di boscaiolo nella foresta di querce.  Willy quando divenne diciottenne si trovò a suo agio nel bosco dove enormi querce lo facevano apparire un uomo normale mentre al Pub, divenuto alto quasi 2 metri e 110 chili, si sentiva a disagio. Gli amici lo spronavano a frequentare la squadra locale dei RINOS di Football, ma lui pur essendo un gigante non amava gli sport violenti e soffermandosi qualche volta a vedere qualche partita di baseball si accorse che in quella disciplina la violenza non esisteva e poi c’era meno confusione nel gioco.

leggi di più 0 Commenti

I migliori fans nello sport

Foto da financetime.org
Foto da financetime.org

di Allegra Giuffredi

Tom Ricketts scrive ai fans dei Cubs

Come ogni anno il Presidente dei Cubs, a stagione ormai finita, ha preso la penna in mano e si è così rivolto ai tifosi: "Cari Fans dei Cubs, "Everybody in", ossia ci siamo tutti! Questa semplice dichiarazione contiene un grande significato. Mentre il nostro Roster è forte di 25 giocatori, c'è l'impegno di un milione di compagni di squadra a rendere speciale ciò che facciamo. Voi date vita al nostro amato stadio e rendete le partite in trasferta simili a partite casalinghe. Non lo diremo mai abbastanza... voi siete i migliori fans nello sport.

leggi di più 0 Commenti

Il rientro nella U12. Una regola tanto sconosciuta quanto poco considerata

Foto FIBS
Foto FIBS

Simona Conti non ha bisogno di presentazioni, ma se mai qualcuno non la conoscesse stiamo parlando di uno dei migliori coach giovanili attualmente in circolazione. Le sue squadre (Torre Pedrera Falcons) sono tra le più scudettate d'Italia. Simona inoltre fa parte dello staff tecnico della Nazionale U12 di Stefano Burato. E' pertanto con grande piacere che ospitiamo qui su Baseball On The Road un suo intervento su una regola categoria Under 12 (ex Ragazzi) assai controversa.

Vorrei portare a conoscenza dei tecnici delle giovanili baseball, ma anche degli Ufficiali di Gara, una regola della categoria Ragazzi, attuale U12, apparentemente conosciuta da ben pochi. 

leggi di più 1 Commenti

Eventi salienti di una storia infinita # 4

Nella foto George Wright
Nella foto George Wright

di Michele Dodde

L’iniziativa di diramare i colori delle divise delle franchigie aderenti ed il calendario delle gare tra i Boston Red Stockings, Chicago White Stockings, Cincinnati Red Stockings, Hatford Dark Blues, Louisville Grays, New York Mutuals, Philadelphia Athletics e i St. Louis Browns ebbe un notevole successo tanto che nel successivo anno, nel 1877, la National League al fine di promuovere un ulteriore interessato coinvolgimento del pubblico fece iniziare la seconda stagione agonistica sotto l’egida di una nuova regola, ovvero quella che sancisce quando una pallina battuta deve essere considerata una pallina buona (Fair Ball) o una pallina non buona (Foul Ball). In effetti tale regola venne codificata al fine di evitare che i giocatori in diamante (infielders) distratti dal cercare di recuperare la pallina battuta volontariamente in territorio foul da abili battitori, tra i quali erano noti Ross Barnes e Davy Force, si allontanassero di molto dalle basi e dunque non più in tempo o capaci ad effettuare i loro tiri di copertura atti ad eliminare i battitori e/o i corridori.

leggi di più 0 Commenti

Modificare il gioco del Baseball - # 2

Photo by Stacy Revere/Getty Images
Photo by Stacy Revere/Getty Images

di Ezio Cardea

leggi la prima parte

E’ possibile pensare di snaturare uno sport estremamente logico nel quale se si cambia una rotellina si rischia di mandare in tilt tutto un ingranaggio perfezionato in oltre un secolo e mezzo di esperienza? E lo cambiamo proprio noi, ultimi arrivati? Uno sport logico, anzi  matematico, perché se ci pensate bene, tutto ruota sul 3 e sui suoi multipli  con la sola eccezione dei ball che sono 4, piccola agevolazione concessa al lanciatore onde limitare al minimo la conquista gratuita della prima base. E’ di 90 gradi l’angolo formato dalle linee di foul, 90 piedi distano tra di loro le basi, 9 sono i giocatori del lineup, 3 sono le eliminazioni necessarie per chiudere ogni attacco, 27 per parte sono le eliminazioni da fare per partita, 3 sono il minimo di turni garantiti a partita ad ogni giocatore (salvo ovviamente incidenti o sostituzioni) …

leggi di più 15 Commenti

Lanciatori, l'infortunio è dietro l'angolo

L'argomento "infortuni dei lanciatori" è senza dubbio il più dibattuto tra gli addetti ai lavori. Liquidare con "ai miei tempi non si contavano i lanci" è troppo semplicistico. Tutti dovrebbero informarsi sull'argomento e ancor di più gli interessati siano essi i lanciatori che i loro genitori in caso di giovani. Pubblichiamo oggi il contributo dell'ottimo coach  Cristiano Meschini

Non è un segreto che il numero di infortuni giovanili nel baseball sia impressionante. Anche con l’introduzione del conteggio dei lanci il numero di infortuni non solo è in crescita ma rappresenta anche la maggior parte degli infortuni che poi l’atleta subirà nel proseguo della sua carriera. Moltissimo è stato scritto sull’uso esagerato dei lanciatori in età giovanile come causa principale di infortuni. Tuttavia credo che ci siano diversi altri fattori contribuenti che spesso vengono tralasciati. 

leggi di più 0 Commenti

Power Ranking # 26

Foto tratta da ESPN.com
Foto tratta da ESPN.com

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Il ranking di quest’anno ha dato l’illusione dell’immobilizzo tenuto conto che gli Astros erano al primo posto all’Opening Day e lo sono ancora dopo 26 settimane. Ad alternarsi nella posizione # 1 si sono visti i Red Sox e Yankees. In definitiva il ranking è stato caratterizzato dal dominio delle squadre dell’American League,  tanto che nessuna squadra al di fuori di queste tre ha mai occupato la prima posizione quest’anno. E solo una squadra della NL, i Diamondbacks, si è insediato tra le prime tre durante la regular season, e risale alla seconda e terza settimana. Cubs, Dodgers, Braves, Nationals, Dbacks, e anche i Mets, all’inizio, hanno occupato le posizioni  4 e 5 prima che nelle Top 5 si inserissero altre due squadre dell’AL.  Così quest’anno il ranking vede 5 squadre dell’AL occupare le prime posizioni mentre 5 della NL occupano le successive 5 scavalcando in extremis i Rays dalle Top 10. Ora sarà la postseason a determinare se veramente l’American League è stata così dominante rispetto agli avversari della National League.

leggi di più 0 Commenti

Modificare il gioco del Baseball - # 1

Una gara delle finali 2018 allo Stadio Aldo Notari (Foto FIBS)
Una gara delle finali 2018 allo Stadio Aldo Notari (Foto FIBS)

di Ezio Cardea

“Stuzzicato” dall’ultimo articolo di Michele Dodde e dai commenti che ne sono seguiti, ho voluto cimentarmi anch’io su: "modifiche si o modifiche no",  visto che da qualche mese si sta sviluppando una discussione su come modificare il gioco del baseball. Argomento su cui cimentarsi, impegno alquanto arduo, anzi presuntuoso da parte nostra, perché il baseball che conosciamo è il risultato di tutte le esperienze e delle correzioni apportate da parte dei veri professionisti e studiosi di questa affascinante disciplina sportiva nel corso della sua vita ultracentenaria. Purtroppo, però, le motivazioni che sono alla base di tale “esercitazione” per ora solo accademica, nulla hanno a che vedere con la encomiabile volontà di migliorare regole perché hanno un altro obiettivo: tendono a rendere il baseball più confacente ai gusti, alla mentalità e alla indole “iperattiva” degli italiani.

leggi di più 4 Commenti

 

Seleziona sul menu' con il tasto "Blog" per vedere gli articoli precedenti selezionando il mese o cerca con la parola chiave nella casella sottostante