Le World Series saranno vinte da.......

di Frankie Russo  

tratto da ESPN

Dopo una prolungata estensione dei playoff a causa dell’anomalo campionato, alla fine sono giunte alla fase finale le due squadre che hanno conseguito il migliore record in entrambe le leghe. I Los Angeles Dodgers, che hanno ottenuto il migliore record nelle majors e non vincono le finali da 32 anni, affronteranno i Tampa Bay Rays la cui ultima presenza risale al 2008 quando furono sconfitti in finale dai Philadelphia Phillies.  Il vantaggio sembrerebbe a favore dei Dodgers con il 69,8% ma come si sa, nel baseball non vince la squadra migliore, ma chi gioca meglio ed in questo i Rays non sono secondi a nessuno.

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L’anatroccolo che non divenne cigno

di Michele Dodde

Il suo nome quasi si è perso nell’anonimato di quella lunga schiera di giocatori che hanno vivacizzato comunque e consapevolmente lo spettacolo sul grande palcoscenico del gioco del baseball e di lui non resta oggi che il laconico commento redatto da un giornalista del “Washington Post” nel 1920, un anno dopo il suo definitivo abbandono dalle scene: “Dave Davenport aveva un atteggiamento ed un temperamento attagliato perfettamente ad una grande star purtroppo si è trovato ad essere privo della qualità stellare insita in un artista”. Nato il 20 febbraio del 1890 ad Alexandria, nello Stato della Louisiana, Dave ha incominciato a ritagliare il suo palmares di talentuoso lanciatore in una squadra semiprofessionista di Runge, contea di Karnes nello Stato del Texas, nel 1912 facendosi qui notare dagli scout dei “Bronchos” di Sant’Antonio avendo realizzato durante la stagione agonistica una striscia di cinque gare no-hitters. Fu un eccellente affare per i Bronchos perché nell’anno successivo, dopo aver portato a termine da vincitore ben 15 gare, il suo contratto passò di mano ai “Reds” di Cincinnati che lo onorarono pagando la cifra di 4.000 dollari. 

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La crisi di Jose Altuve

di Frankie Russo  

I Tampa Bay Rays sono in vantaggio nell’ALCS per 3-0 al meglio delle sette gare. In effetti un tale vantaggio sembrava improponibile ad inizio serie, ma allo stato attuale è abbastanza sorprendente considerato quanto di buono hanno messo in campo queste due squadre negli ultimi anni.  I Rays si sono classificati primi nell’AL East Division e il manager Kevin Cash continua a muovere le pedine indovinando ogni mossa. Seppure non dotato di un lineup poderoso come quello degli Yankees, dei Dodgers, dei Twins o dei White Sox, i continui cambi sul monte risultano essere sempre vincenti. Inoltre il monte può contare su una difesa impeccabile al punto che nel mondo del baseball circola un aneddoto: “Il 71% del pianeta è coperto dall’acqua, il restante 29% dalla difesa dei Rays”. 

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Giù il sipario

di Maria Cristina Minghelli

Si sono spente le luci al campo sulle ultime partite della stagione 2020. Le serie maggiori hanno decretato i loro Campioni d’Italia, le minori e le giovanili sono in dirittura d’arrivo. Ieri abbiamo ospitato con orgoglio uno dei concentramenti delle semifinali Under 15, volontari sempre in pista, alcuni dalle 8.00 di mattina alle 22.00, sempre col sorriso sulle labbra pronti a cercare di accontentare il pubblico, come sempre facciamo. In campo giovani protagonisti che inseguono un sogno, con il loro carico di insicurezze, speranze, timori, giubilo, tanta educazione e sana competizione a braccetto. Noi delle maestranze ci siamo lasciati con un filo di malinconia e tante raccomandazioni “ facciamo che ci vediamo qualche volta prima di marzo… si,si, almeno ci faremo gli auguri di Natale”,  “troviamoci per pensare a qualcosa di geniale per la prossima stagione”. Su tutti pesano i punti interrogativi che l’eccezionale situazione Covid impone, ma in tutti c’è la speranza, il senso di squadra e lo sguardo fiducioso nel futuro.

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I Superpoteri

di Paolo Castagnini

Diciamo la verità, di video che pubblicizzano il baseball e il softball ne abbiamo visti veramente tanti. Alcuni sono carini, altri noiosi, altri ancora un po' scontati, ma in ogni caso sono video nostri della nostra società della nostra squadra o del nostro gruppo. A volte qualcuno azzarda anche dei video professionali, investendo non poco, Federazione compresa. Manca però sempre qualcosa. E' molto semplice divulgare un video della MLB con decine di fuoricampo o prese e tiri favolosi. Però, però, per fare divulgazione, per reclutare nuovi ragazzi e nuove ragazze manca sempre un qualcosa, qualche nuova idea. Ebbene, guardate che cosa ha fatto la Società Crazy San Bonifacio. Una società emergente della Provincia di Verona. Secondo me è fantastico! 

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Fu vera gloria? - 3^ e ultima parte

John Joseph McGraw
John Joseph McGraw

di Michele Dodde

Fu vera gloria quella di Jackie Robinson?

Segue dalla 2^ parte

A chiudere le pagine del 19esimo secolo con i tanti eventi conclusi quando il baseball era ancora considerato quello giocato dai “Bare Handed”, ovvero dai ricercati giocatori che giocavano con le mani nude nonostante il veloce incremento a ideare una più che soddisfacente produzione di attrezzature protettive, ed a sorvolare sui miasmi delle Leggi Jim Crow, ecco constatare come ad inizio del nuovo secolo già nel 1908 nel nord est degli Stati Uniti si erano costituite diverse franchigie composte da giocatori afroamericani e cubani tra cui i “Norfolk Red Stocking”, i “NewYork Cuban Giants”, i “Philadelphia Giants” ed i “Brooklyn Royal Giants”.  Ma il vero precursore di Branch Rickey, il futuro proprietario dei  Brooklyn Dodgers che riuscirà nell’intento di affrancare nel 1947 Jackie Robinson, fu John Joseph McGraw, buon terza base ma soprattutto eccellente manager con all’attivo ben 2763 vittorie e definito “ vero modello del classico allenatore statunitense, versione maschile della prostituta dal cuore d’oro, uomo inflessibile amato dai propri giocatori” dal giornalista Frank Deford nel suo libro “The Old Ball Game”.

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Un'emozione lunga tutta una vita....

di Michele Dodde

Renato Germonio, raffinato ed illuminato ambasciatore del baseball e del softball, quando voleva sintetizzare il suo dire inerente a questi due giochi, simili per filosofia ma non eguali per conduzione, piaceva configurarli come un benefico ed incurabile bacillo che si introduceva nel sangue dell’ignaro spettatore andando poi a coinvolgere irreversibilmente sia il suo cuore, in modo affettivo, sia la sua mente, in modo culturale. E forse questa era una semplificazione quanto mai vera poiché rispecchia episodi e vicissitudini di molti appassionati. Da buon ultimo emerge e si impone con garbata autorevolezza Francesco Maestri che, dopo essere stato “Sulle ali del Canguro” , suo originale ed intenso primo libro edito nel 2010 dove affronta “la lotta di un giovane che scopre il potere dei sogni e trova dentro di se la forza per raggiungerli” (cfr. Alberto Biondi) , si lascia permeare da ricordi personali ed altrui su eventi di una fiaba cha ha avuto l’ardire di travalicare i limiti della fantasia per divenire una concreta e cristallina realtà. Su questa scia prende l’avvio “il miracolo del Torre Pedrera Baseball” che diventa categoricamente “Un’emozione lunga una vita”  suo secondo riuscitissimo libro, edito da Panozzo Editore, pronta a delineare ciò che è stato per essere consegnato alla storia.

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Fu vera gloria? - 2^ parte

di Michele Dodde

Fu vera gloria quella di Jackie Robinson?

Segue dalla 1^ parte

Ma dal debutto di Fowler, nei successivi due decenni a seguire molti altri giocatori di colore riusciranno a giocare in squadre professioniste di bianchi affiliate alla Minor League. Tra essi due furono notati ed esaltati dalla cronaca : il seconda base Ulysses Franklin “Frank” Grant soprannominato “The Black Dunlap” ed il lanciatore George Washington Stovey. Il primo debuttò con i “Cuban Giants” nel 1889 e si impose nel ruolo di seconda base come particolare stella nel firmamento della “International League” ed il suo soprannome gli fu affibbiato in paragone alla sua ricercata qualità di gioco difensivo in similitudine al coevo Frederick “Sure Shot” Dunlap, in verità l’allora giocatore più pagato nella Major League Baseball dal 1884 al 1889. Purtroppo o tuttavia, dopo che anche i proprietari delle diverse formazioni professionistiche si assoggettarono ai dettami di mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici con il principio di “uguali ma separati” emanati nel 1877 dalle inspiegabili ed innominabili “leggi Jim Crow” ed osservate di fatto dai membri dei Comuni locali e dai singoli Stati del Sud sino al 1964 quando furono drasticamente abrogate dal “Civil Rights Act” nonostante la Corte Suprema le avesse già dichiarate incostituzionali nel 1954 con la celebre sentenza “Brown v. Board of Education”, Franck Grant dopo aver giocato con sette squadre diverse chiuse la sua carriera nel 1903 con i “Philadhelphia Giants” divenendo poi un pioniere delle prime Negro League le cui squadre affiliate più volte sfidarono franchigie di squadre composte da soli giocatori bianchi riportando sonore vittorie. A riconoscimento la sua figura è stata inserita nella Hall of Fame nel 2006. 

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Macerata Softball cerca un bravo Pitching Coach

di Redazione

La Società A.S.D. Softball Macerata è alla ricerca di un pitching coach, donna o uomo, preferibilmente di nazionalità italiana, valutando però volentieri anche tecnici  di altre nazionalità. La persona di cui indicato deve essere dinamica e malleabile nei ruoli; in grado di perseguire gli obiettivi fissati dalla società, predisposta ad integrarsi in un consolidato team di allenatori già esistente e con una buona esperienza nella formazione tecnica delle lanciatrici.

 

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Fu vera gloria? - 1^ parte

di Michele Dodde

Fu vera gloria quella di Jackie Robinson?

Quando in ambito della Major League Baseball ogni anno all’inizio delle gare indette per il 15 aprile i roster  al completo si presentano sui diamanti indossando casacche tutte caratterizzate con il numero 42 in ricordo del lontano 15 aprile del 1947, giorno che segnò il debutto in Major League, sul suggestivo diamante dell’Ebbets Field dinnanzi ad oltre 23 mila spettatori, del giocatore afroamericano Jackie Robinson e che aprì la strada e le menti ad un’autentica rivoluzione culturale circa l’abbattimento della segregazione razziale sembra a tutti che l’allora celebre iniziativa sia stato frutto solo di una ferrea volontà da parte del proprietario dei Dodgers di Brooklyn, Branch Rickey.

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Bill Holmberg ha bisogno di aiuto

di Paolo Castagnini

E' una notizia di quelle che fanno male, ma che danno anche la speranza. Bill è ammalato di cancro al pancreas. Avrà bisogno di cure, dovrà affrontare la chemioterapia e poi l'operazione per asportare il tumore. Bill è stato licenziato dalla MLB a seguito del Coronavirus e con la sua malattia non può in questo momento lavorare. La sua famiglia, in particolare suo figlio Giuseppe che molti hanno conosciuto per aver giocato anche in Italia ha organizzato una raccolta fondi. Bill ha fatto molto per il baseball italiano. L'appello è di aiutarlo in questo momento difficile. Il primo obiettivo è raccogliere 10.000 dollari. 

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Questa sera si parte - Guida ai PlayOff 20 20

Getty Images/Ringer illustration
Getty Images/Ringer illustration

di Frankie Russo  tratto da ESPN

Siamo arrivati ai playoff, il periodo più emozionante per gli appassionati di questo meraviglioso sport. Dopo una contesa che si è decisa solo all’ultima giornata di campionato per determinare le 16 squadre, adesso comincia il divertimento.  Mai prima d'ora tante squadre erano arrivate a disputare i playoff, e tra pochi giorni la maggior parte saranno già a casa a guardare le partite in TV.  Riusciranno finalmente i favoritissimi Los Angeles Dodgers a conquistare il titolo dopo 32 anni di astinenza? O saranno i New York Yankees con il loro attacco esplosivo ad arrivare fino in fondo? O sarà una delle squadre di Chicago a riportare il titolo nella città del vento?  Avvalendoci del parere degli esperti ESPN, analizzeremo nel dettaglio le prime tre squadre di ogni league con maggiore probabilità di vittoria finale, seguita dalle semplici probabilità di vittoria  per le altre squadre. 

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Un Monte di Statistiche

di Michele Dodde

Dunque Jacopo Rossi Lucattini l’aveva nel cuore e nella mente la volontà, e poi il coraggio, di delineare da par suo, ed in stretta armonia con la filosofia che privilegia il gruppo di “Ascesa dei Vinti”, come una partita di baseball non finisce con il terzo out del nono inning ma anzi come da lì prenda vita un’altra ancora più appassionante gara vitale nell’andare ad esaminare le prestazioni dei singoli giocatori con precisa ed oggettiva documentazione che poi agli atti diventa storia.  Ed è tutta qui la grande sfumatura che distingue il baseball dalle altre discipline sportive e Lucattini con soave gentilezza attira l’attenzione del lettore ad aprirsi culturalmente verso la personale serendipità, ovvero la propria capacità di rilevare e poi interpretare correttamente quanto avvenuto sul campo di gioco in modo del tutto casuale nel mentre i classificatori ufficiali siano stati sempre pronti a discettare scientificamente verso l’aggiornamento continuo delle statistiche riferite ad ogni giocatore nel ricoprire il ruolo assegnatogli. Nessun’altra disciplina sportiva ha questa potenzialità che appaga lo sportivo e lo studioso. La piccola enciclopedia, come l’autore vuole presentare il suo volume, è di fatto veramente “Un Monte di Statistiche” capace di illustrare in modo esaustivo il primo gradino a quell’approccio che oggi è diventato il mondo della “Sabermetrica” ma dal quale si distacca volutamente nella piena convinzione che è la storia a dare il là della conoscenza.

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Eventi salienti di una storia infinita # 22

Cornelius “Neal” Ball
Cornelius “Neal” Ball

di Michele Dodde

Il 18 luglio del 1909 una giocata spettacolare fece impazzire gli scorer ed entrò in modo lusinghiero nell’immaginario spettacolo delle aspettative degli appassionati: l’interbase Cornelius “Neal” Ball dei “Naps” di Cleveland andò a perfezionare per la prima volta nella Major League un triplo gioco difensivo senza assistenza alcuna. Cornelius non era un fulmine di guerra ed anzi durante la sua stagione da rookie in ambito degli “Highlanders” di New York ebbe a registrare quale interbase il record negativo di ben 80 errori pur edulcorati dalle 438 positive assistenze attuate da chi in sintesi era un debuttante. Ma la ruota del caso, sempre inaspettato dietro l’angolo, volle che a metà stagione del 1909, al fine di sostituire temporaneamente l’interbase titolare Terry Turner che necessitava di cure per un infortunio al braccio, fosse ingaggiato dai “Naps”  per circa cinquemila dollari facendogli così indossare la casacca di Cleveland. Qui la magia insita nel profondo cilindro del mistero si evidenziò nella forma più plateale. 

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Power Ranking # 8

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Ancora una settimana alla fine del campionato e si va delineando il gruppo delle squadre che vedremo giocare a ottobre. Dopo essere usciti dalle Top 5 e quasi rischiato di uscire dai playoff, gli Yankees hanno ripreso il loro cammino dimostrando di essere i Bombers che tutti si aspettavano. Gli Yankees hanno vinto 10 gare consecutive e sono rientrati nelle prime cinque posizioni del ranking.  Sugli scudi anche i White Sox che hanno guadagnato il diritto di partecipare ai playoff per la prima volta dal 2008 e salgono al terzo posto nel ranking.  Nell’analisi di questa settimana ci soffermeremo su quei giocatori che più di altri si sono messi in evidenza per ogni squadra.

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Ricordando Marcello

di Allegra Giuffredi

Qualche tempo fa Marcello Perich (1939 – 2020) ci aveva intrattenuto da queste colonne, con una serie di aneddoti sul baseball, o per meglio dire alcune “castronerie” sul baseball che aveva ricavato da telefilm, libri o film  americani, mal tradotti in italiano. Dopo qualche tempo avrebbe voluto scriverne altre e di alcune di queste me ne aveva parlato, ma la dipartita del suo vecchio computer prima e la sua morte poi lo hanno reso impossibile, pertanto adesso proverò a colmare il gap, rievocando alcuni episodi già descritti dal leggendario Marcello, descrivendone uno nuovo e concludendo con una vera e propria “perla”. Dell’equivoco nato dal mal tradurre “Two season - tickets” nel film “L’amore in gioco” con i “biglietti per due stagioni”, invece che “due abbonamenti”,  ai “pochi minuti allo scadere delle World Series” in un altro film, Marcello ci aveva appunto già parlato, ma dopo poco, tecnologia permettendo ci avrebbe voluto segnalare una classica scempiaggine tratta dalla serie televisiva “Orange is the new black”.

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Elisa Siri, forza e determinazione

di Paolo Castagnini

Oggi vi voglio presentare questa ragazza che nonostante la pandemia ha deciso di "cogliere l'attimo" e, affrontando tutti gli ostacoli, coronare il sogno di una vita. Quando molte Agenzie di Exchange Program chiudevano le frontiere extra europee, Elisa con la nostra Agenzia di riferimento è volata negli Stati Uniti. A fare cosa? be' sapete già a cosa mi riferisco, ma se leggete questa intervista per intero scoprirete di che pasta è fatta Elisa Siri. Buona lettura!

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Power Ranking # 7

Foto da www.dailyherald.com
Foto da www.dailyherald.com

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Mancano solo due settimane all’inizio dei playoff e la versione 2020 del format promette fuochi d’artificio. Non solo il numero delle squadre è stato portato a 16, ma ci sono squadre che non abbiamo visto a ottobre da un lungo periodo.  Le squadre dei San Diego Padres e Chicago White Sox hanno tra le proprie fila alcuni dei più promettenti prospetti ed entrambe sono state assenti dai playoff da oltre un decennio. Aggiungiamo i Toronto Blue Jays oltre alle due più sorprendenti sorprese San Francisco Giants e Miami Marlins ed ecco che il mese di ottobre avrà una veste molto diversa dal solito. Nel ranking di questa settimana vediamo sorgere sia i Padres che i White Sox nelle Top 5 mentre anche i Jays, Giants e Marlins fanno grandi passi in avanti. 

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Ricordando Lou Brock

di Frankie Russo  tratto da Tim Kurkjian – giornalista sportivo per ESPN)

LA GRANDEZZA DI LOU BROCK

Lou Brock sarà sempre ricordato per essere stato parte di uno dei più sbilenchi scambi di tutti i tempi nella storia del baseball quando nel 1964, insieme ad altri, fu ceduto dai Chicago Cubs ai St. Louis Cardinals per l’esperto lanciatore Ernie Broglio.  Brock sarà ricordato per le sue 3.023 valide di cui 2.713 con i Cardinals. E’ secondo nella categoria di basi rubate e le sue prestazioni nella postseason rimarranno non solo nella memoria degli appassionati di St. Louis e di Cooperstown dove c’è la sua targa nella Hall Of Fame, ma di chiunque abbia passione per il baseball.

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Nancy Faust e la musica nel baseball

Nancy Faust (Photo by Ron Vesely Photography)
Nancy Faust (Photo by Ron Vesely Photography)

di Frankie Russo  tratto da ESPN

Cinquanta anni fa, nell’anno che segnò il culmine del periodo passato alla storia con il soprannome di “Tre anni all’inferno” per i Chicago White Sox, per la prima volta Nancy Faust prese il suo posto dietro l’organo nelle gradinate all’esterno del Comisky Park. Oltre alle sempre più consistenti voci che circolavano circa il trasferimento della squadra a Milwaukee e al disinteresse generale dei fan, il 1970 rappresentò l’anno in cui i White Sox registrarono il loro record negativo di 106 sconfitte. Gli spalti erano pressoché vuoti e in due occasioni nel mese di settembre, i presenti erano solo 672 una volta e 693 un’altra.

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Le Bloomer Girls

di Michele Dodde

Nella conoscenza collettiva, quando si comincia a parlare di baseball giocato dalle donne, il pensiero vola sulle immagini del film “A League of Their Own”, conosciuto in Italia con il titolo “Ragazze Vincenti”, interpretato da Tom Hanks, Geena Davis e Madonna sotto la regia di Penny Marshall. Apparso sugli schermi nel 1992, il film snocciola la storia vera dell’inizio della “All American Girls Professional Baseball League” che protrarrà la sua presenza sui diamanti per undici anni sino al 1954. Ma in realtà il baseball praticato dalle donne in forma agonistica e non di spettacolo, come usava il famigerato Sylvester F. Wilson con le sue “English Blondes” e le “American Brunettes”, ha avuto inizio nel 1875 con squadre composte da donne determinate e caparbie che, nonostante per le allora leggi vigenti che non concedevano loro il diritto di voto o di possedere proprietà a proprio nome dopo il matrimonio, si posero in forte concorrenza con i maschi giocando con cipiglio e capacità. Erano considerate le ragazze dell’estate e la loro divisa consisteva in gonne lunghe e sottogonne, camicette a maniche lunghe con vezzoso collo alto e scarponcini a stretta caviglia. Quando nel 1890 si impose la notorietà della sportivissima campione di ciclismo Amelia Bloomer, che andava ad indicare come anche le donne dovessero avere il loro spazio sportivo, la sua acclamata filosofia ed in particolare la sua moda di indossare larghi pantaloni si diffuse ampiamente anche nel mondo del baseball tanto che da allora le giocatrici e le squadre furono battezzate con il soprannome di Bloomer Girls. 

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Power Ranking # 6

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Mancano ancora tre settimane alla fine del campionato MLB e mentre fino alla settimana scorsa sembrava tutto abbastanza definito, nel giro di una settimana molto è cambiato. Dodgers e Rays confermano la loro leadership anche nelle rispettive leghe ma questa settimana vede i Twins entrare di prepotenza nelle Top 5 mentre con i White Sox che affollano le Top 10, sono tre le squadre dell’AL nelle prime dieci posizioni. I Padres salgono al sesto posto interrompendo la lista di compagini dell’AL così come anche i Braves fanno passi in avanti. 

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Josh Gibson e il Titolo di MVP

di Frankie Russo  tratto da theundefeated.com

C'è un movimento crescente all'interno dell'Associazione dei giornalisti del baseball americano per rimuovere il nome di Kenesaw Mountain Landis, primo commissario della Major League Baseball, dal trofeo MVP. Un discreto numero di vincitori dell'MVP sta sostenendo questa iniziativa e tra essi figura l'ex MVP e star dei Cincinnati Reds Barry Larkin poiché il rifiuto di Landis (*) di far partecipare i giocatori di colore nella Major League fu cruciale per il loro ritardato inserimento che avvenne solo molti anni dopo e solo dopo la sua morte. Tra gli altri nomi a cui si è fatto cenno per sostituire quello di Landis, figurano gli Hall of Famers Branch Rickey, Frank Robinson e il leggendario Josh Gibson, il miglior battitore di potenza di tutti i tempi che ha realizzato quasi 800 fuoricampo nella sua carriera e di cui BOTR si è già occupato in un articolo del 22/12/15 e marginalmente anche nell’articolo “La Cattedrale dimenticata della Negro League” del 26/1/14.

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Power Ranking # 5

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Con Il trade dead line ormai alle spalle è arrivato il momento di valutare più a fondo quali sono le squadre veramente intenzionate a giocare fino ad ottobre inoltrato.  I San Diego Padres sono stati i più attivi sul mercato ma acquisizioni importanti sono state effettuate anche dai Blue Jays e Phillies che li fanno salire di sei posizioni nel ranking. I Blue Jays incalzano gli Yankees per conquistare il secondo posto della AL East mentre i Phillies hanno accorciato le distanze rispetto alla capolista Braves. I campioni uscenti di Washington sono stati bersagliati da infortuni facendo loro perdere sette posizioni nel ranking mentre i Pirates di Pittsburgh sono l’unica squadra ormai fuori corsa per i playoff.

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Umpire, geniale invenzione

Norman Rockwell (1894-1978)|Tough Call
Norman Rockwell (1894-1978)|Tough Call

di Michele Dodde

Un racconto, una storia (Pubblicato su Baseball On The Road Marzo 2014) - Tra i commenti quello del compianto Roberto Buganè

Qualunque siano le voci, la verità è che sono stati i Romani ad inventare tutto, dall’acqua calda agli ozi, dai ludi al rispetto delle regole. La storia poi confermerà che il tutto ha avuto origine lì, sulla riva destra del Rubicone in attesa che il buon Caio Giulio Cesare con il dado si decidesse a fare un ottimo brodo e non una soluzione all’italiana dei problemi di Roma. Fatto sta però che optò per quest’ultima ma poi non ne fu molto contento. Problemi suoi. Problemi nostri invece sono la definitiva certezza e consapevolezza che il gioco del baseball non è nato né in Gran Bretagna né negli Stati Uniti ma invece proprio lì nei dintorni di Rimini ad opera degli spazientiti legionari che pure dovevano trovare un modo per passare il tempo durante le brevi attese da una guerra all’altra.

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Jackie Robinson e il 28 agosto 1963

Jackie Robinson e il figlio David alla marcia del 28 agosto 1963 a Washington
Jackie Robinson e il figlio David alla marcia del 28 agosto 1963 a Washington

di Frankie Russo  tratto da MLB.com

Esattamente 57 anni fa, il 28 agosto 1963, anche se mio padre aveva lasciato il baseball già da qualche anno, egli continuò a lottare per i diritti civili del popolo nero e quel giorno portò l’intera famiglia a partecipare alla marcia che ebbe luogo in Washington dove parteciparono circa 250.000 cittadini americani. E’ stata un'esperienza che non dimenticherò mai e quando Martin Luther King pronunciò il suo famoso discorso passato alla storia come “I have a Dream”, mi sembrò come se fosse stata la continuazione di ciò che aveva iniziato mio padre 16 anni prima, quando cominciò a giocare a baseball all’Ebbets Field. Anche se in quel periodo mio padre aveva cominciato ad accusare problemi di salute che durarono per altri 10 anni, mi piace ricordare il grande atleta che fu e mi resta il rammarico per la sua immatura scomparsa. Dopo quasi 50 anni dalla sua morte, incontro ancora gente che mi chiede quale sarebbe stato il suo pensiero per quanto sta accadendo oggi nel 2020. Anche se a molte persone questa situazione sembra non interessi molti mi chiedono: di cosa si sarebbe dispiaciuto e cosa lo avrebbe commosso? L’unica cosa che posso dire per certo è che mio padre si sarebbe concentrato sui cambiamenti che devono avvenire, il modo per coinvolgere il maggior numero di persone possibile. 

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Cronaca come un romanzo d'appendice

di Michele Dodde

E’ stato interessante aver rispolverato vecchie pagine di quotidiani andati ed in special modo il periodico “New York Clipper” del 17 settembre 1881 dove è riportato uno spassoso articolo di cronaca, costume e didattica. Una rilettura dello stesso apre significativi scenari dell’epoca in quanto a corteggiamenti e presenza sugli spalti da parte del gentil sesso. Ovvero, l’anonimo cronista di allora, inviato dal giornale per il resoconto della gara tra gli “Hyde Parks” e i “Beacons”, si trovò coinvolto invece, a beneficio dei lettori, a riportare in modo garbato, tinto di velata ironia, l’inaspettata presenza sulle tribune di una giovane che stava richiamando più di qualche attenzione da parte del pubblico maschile sia per la sua “mise” composta da una delicata composizione di mussola celeste ed un cappellino sbarazzino rifinito con un nastro a nocca bianco e soffice, come può essere la schiuma in un bicchiere di birra, e sia  per un vistoso block notes unito alla “Guida al Baseball” scritta da De Witt. 

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Power Ranking # 4

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Ci avviciniamo alla metà del campionato, il trade dead line termina la settimana prossima e seppure con un solo mese ancora da giocare, non significa che i general manager non stiano studiando il mercato. Sicuramente vedremo squadre pronte a comprare per non farsi sfuggire la ghiotta situazione di partecipare ad un format di playoff allargato a sedici squadre. I Dodgers all’unanimità sono eletti come squadra da battere ma alle loro spalle salgono prepotentemente alla ribalta gli Athletics e i Rays che nel ranking scavalcano gli Yankees. I Padres entrano nelle Top 10 a spese dei Rockies in piena crisi. Particolare attenzione va prestata ai Cardinals e Blue Jays che guadagnano rispettivamente quattro e cinque posizioni nel ranking.

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Partita Doppia: la rivincita

di Paolo Castagnini

Partita Doppia - Leggi la prima edizione

 

Fresco di stampa, è in vendita e facilmente acquistabile su Amazon l’ultimo saggio scritto da Pietro Striano (Ascesa dei Vinti) e da Michele Dodde (Baseball On The Road): “Partita Doppia: la rivincita”.  I due autori hanno voluto proseguire l’interessante e fortunata “Partita Doppia: avventure in nove riprese” al fine di dare un senso logico e continuativo alla loro filosofia divulgativa del gioco del baseball lontano dalle luci e dalle prime pagine ma più vicino al cuore degli appassionati ed alla realtà. 

Forti dei loro principi hanno plasmato i loro roster in modo contrapposto: il primo legato alla cruda realtà dei personaggi, il secondo a dare vitalità nascoste agli eventi misti agli effetti collaterali. Una gara dunque apparentemente senza vinti o vincitori protrattasi lungo i proverbiali nove inning a cui poi è stato necessario inserire il ponderoso apporto di Jacopo Rossi Lucattini, quale closer, affinchè si possa consentire infine al lettore il giudizio ultimo e sancire la vittoria.

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Al Falchi un seggiolino vuoto

Il Gianni Falchi - Foto Lauro Bassani
Il Gianni Falchi - Foto Lauro Bassani

di Allegra Giuffredi

Ciao Marcello!

Qualche anno fa all’inizio della stagione, non vedendo arrivare Marcello, ci allarmammo non poco, ma poi Marcello comparve con il suo passo tranquillo, bardato col giaccone d’ordinanza, portato fino a luglio inoltrato e senza indugio riprese possesso del suo posto che si trova in alto a sinistra alla fine della penultima fila della tribuna centrale. Oggi quel posto resterà vuoto, perché Marcello sarà davvero in ritardo: è andato a trovare Robert Fontana e tanti altri Campioni come lui e per un po’ non lo vedremo.

 

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Power Ranking # 3

Nella foto: Rio Ruiz (14)  Bryan Holaday (36) (AP Photo/Julio Cortez)
Nella foto: Rio Ruiz (14) Bryan Holaday (36) (AP Photo/Julio Cortez)

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Ad un terzo del campionato bisogna riconoscere che ci sono squadre che inaspettatamente vedremo nei playoff. Con un calendario di sole 60 gare c’era da aspettarsi delle sorprese, ma difficilmente si sarebbe potuto prevedere gli Orioles e Marlins come seri contendenti e i Rockies nelle Top 10 del ranking. Ma ciò è quanto ci indicano le classifiche. Gli Orioles sono saliti di otto posizioni, i Marlins di quattro mentre i Rockies si inseriscono all’ottavo posto del ranking. Al contrario alcune squadre e giocatori fino ad ora hanno deluso. Oggi, oltre al ranking, ci soffermeremo a indicare i giocatori che dovranno ritrovare la forma se le rispettive squadre veramente vogliono avere serie intenzioni a vincere questo anomalo campionato. 

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If you build it, he will come

di Maria Cristina Minghelli

Se lo costruisci, lui tornerà”: chi ama il baseball sa subito di cosa parlo, la frase mantra del film “L’uomo dei sogni” del 1989. Ieri sera, al campo da baseball di Godo (RA) il pubblico è tornato. Per chi non lo conosce questo campo da baseball sembra quello del set del film, e la sensazione è stata proprio quella di “tornare a casa”, fisicamente e spiritualmente. Presente un folto pubblico, anche insospettabile, certo la partita era di caratura importante, il piccolo Godo contro il grande Bologna. Ma mentre tracciavo ogni persona che entrava al campo con nome, cognome e provenienza, è iniziata ad arrivare gente da Senago (MI), da Milano stessa, e davanti alla mia faccia sorpresa rispondevano “beh siamo qua al mare, non potevano non tornare a vedere un po’ di baseball”, subito mi si è affacciata alla mente la frase di questo film.

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L'irresistibile orgoglio di Yogi Berra

di Michele Dodde

Ci si chiede spesso se Yogi Berra sia stato l’inventore degli aforismi hard boiled o se gli aforismi hard  boiled abbiano inventato lo Yogi Berra quale impeccabile icona da enciclopedia. Già dal proprio nikname Yogi, il personaggio Lawrence Peter Berra con un buon cinquanta per cento di sangue lombardo, in particolare cuggionese, donatogli dai genitori Pietro e Paolina e per il resto acquisito tra i limiti della parrocchia di St. Ambrose in quel di Saint Louis lato quartiere “The Hill” più noto come “Dago Hill” per via di quella mai sopita irriverenza verso gli altri in special modo gli immigrati, e Dago era sinonimo di rinnegato, per sua forte determinazione personale, farcita da un’autentica irresistibile autoironia, è riuscito a primeggiare abbattendo muri di incredibilità e di considerazioni. Certamente non era un adone come l’alter ego del tempo Joe Di Maggio ma la sua tracagnotta figura l’ha reso amabile perché sinonimo di uomo comune e laborioso.

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Power Ranking # 2

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Stiamo per entrare nella terza settimana di questa strana stagione e si notano già le squadre che hanno preso questo campionato sul serio come i Rockies e altre squadre che hanno sorpreso positivamente. Mentre i Dodgers, Yankees e Twins confermano le loro posizioni del ranking, nelle Top 5 entrano di prepotenza gli A’s di Oakland e i Braves di Atlanta. Grazie al loro periodo di forma salgono al 6° posto i Cubs mentre i Padres entrano nelle Top 10 scavalcando i Nationals seguiti a loro volta dai Rockies che guadagnano ben 9 posizioni. Con questi risultati possiamo solo aspettarci significative variazioni ogni settimana. Non va sottovalutato l’effetto Covid-19. Dopo i Marlins, adesso sono i Cardinals sotto osservazione e il rinvio continuo delle loro gare influenzerà sicuramente non solo il loro campionato, ma anche quello delle altre squadre coinvolte costringendole a diverse serie di doppi incontri di 7 inning.

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Yogi Berra, l'aforismo del giorno - 12

di Frankie Russo tratto da ESPN

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I buoni lanciatori fermano sempre i buoni battitori, e viceversa

La crescente fama di Berra per la notorietà dei suoi "Yogi-ismi" - come vengono talvolta chiamati le sue frasi umoristiche - sembra essere iniziata, secondo alcune fonti, nel 1947. In quell'anno, gli Yankees erano venuti a giocare una partita nella città natale di Berra, St. Louis, e per l'occasione la città decise di onorare il ragazzo della sua città natale. Nervoso per quello che avrebbe detto durante la cerimonia pre-partita, Yogi chiese a uno dei suoi compagni di squadra di redigere alcune brevi osservazioni di apertura, che includevano la frase: "Voglio ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questa giornata". Ma come ricordò Yogi, quando si alzò per parlare al microfono, affermò invece: "Voglio 'ringraziare tutti qui per aver reso necessaria questa notte". Quello fu l'inizio delle contorte profondità di Yogi. 

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Cogliere indizi per riconoscere un lancio

Nella foto lo Staff del Centro Frozen Ropes di Verona. Da sx: Andrea Sartori, Gianfranco Vinco, Tony Abbatine (Responsabile dei Centri Frozen Ropes) Lucia Rigo e Paolo Castagnini (Nella foto manca Giovanna Armani Presidente del Centro di Verona)
Nella foto lo Staff del Centro Frozen Ropes di Verona. Da sx: Andrea Sartori, Gianfranco Vinco, Tony Abbatine (Responsabile dei Centri Frozen Ropes) Lucia Rigo e Paolo Castagnini (Nella foto manca Giovanna Armani Presidente del Centro di Verona)

Presentazione di Paolo Castagnini

In questi giorni Franco Ludovisi ha postato nella sua pagina Facebook un commento molto interessante al quale, come altri amici,  ho replicato contribuendo spero al dibattito. L'argomento per me è sempre stato molto intrigante. " Per battere una palla bisogna vederla" e chi se non occhi e cervello sono dedicati a questo? Tra il 2005 e il 2009 a Verona abbiamo aperto un Centro di Addestramento associato alla Frozen Ropes di Tony Abbatine coach conosciutissimo anche in Italia come relatore ad alcune Coach Convention. In quel centro utilizzavamo alcuni strumenti che allenavano la "visualizzazione" e che in quel periodo utilizzava anche Manny Ramirez. Quindi "Focus" o "Occhio di Fuoco" come scritto da Franco Ludovisi che cos'è e com'è l'approccio per "visualizzare la palla" correttamente in battuta? Sappiamo che la cosa non è affatto semplice ma alcuni campioni ci aiutano a capire. Ecco un articolo di Tony Abbatine con traduzione di Frankie Russo sull'argomento.

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Competere

di Frankie Russo 

Tratto da Coach Baseball Right 13/5

Molti pensano che la competizione consista solo nel misurarsi con un avversario. Si può vincere come si può perdere, magari si può andare 0x3 o 3x3. E questa sicuramente è una parte importante della competizione.  Ma la vera competizione inizia prima di tutto internamente. I giocatori devono capire che competono prima di tutto contro se stessi cercando di migliorarsi giorno dopo giorno, impegnandosi sempre negli allenamenti. La competizione inizia internamente, dentro di noi e ogni giocatore ne deve avere la piena consapevolezza. Vi sono tanti giocatori che lo capiscono subito, altri molto più tardi. Il secondo livello della competizione è nella squadra. Ora la competizione è per guadagnare un posto in squadra. E quando lo si ottiene, bisogna continuare a competere per non perdere quel posto. E’ dovere del coach insegnare questa mentalità. Spesso questa mentalità la si acquisisce quando si raggiunge la categoria U18 o quando si fa parte di una squadra competitiva, invece è una esperienza da acquisire prima.

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Power Ranking # 1

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Appena 10 giorni dall’inizio di questa anomala stagione e non mancano le sorprese, ivi compreso gare posticipate e rivisitazione del calendario causa il coronavirus che in particolare ha colpito i Florida Marlins.  Si sono verificati anche significativi infortuni tra cui Justin Verlander, Eduardo Rodriguez e Corey Kluber tra i più noti. Ma non ci possiamo lamentare, almeno abbiamo la possibilità di vedere un po' di partite della MLB. Quindi riprende la nostra rubrica settimanale con l’auspicio che questo campionato si riesca a portare a termine.  Rispetto alle previsioni della pre-season troviamo interessanti sorprese positive come i Padres e i Tigers. Sono partite invece con passo falso le compagini dei Mets (notizia di oggi è che Cespedes ha deciso di non giocare ndt), Angels, Diamondbacks e i Pirates.

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Yogi Berra, l'aforismo del giorno - 11

Yogi Berra durante le World Series  del 1960– photo Marvin E. Newman
Yogi Berra durante le World Series del 1960– photo Marvin E. Newman

di Frankie Russo tratto da ESPN

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Così io sarei brutto. E allora? Non ho mai visto uno battere con la faccia

Una volta nelle major, Yogi non era considerato il miglior ricevitore, ed era usato in varie posizioni, principalmente in campo esterno. Poi c'era anche la questione del suo aspetto. Alcuni reporter di New York si lamentavano che non si adattava al pedigree Yankee previsto; non "sembrava uno Yankee" o non era "abbastanza fotogenico".  A Berra, infatti, furono dati tutti i tipi di soprannomi offensivi, la maggior parte divertenti, ma sicuramente alcuni molto dolorosi. Un biografo, Carlo DeVito, scrisse: “Berra è stato prima tormentato dalla sua stessa squadra, poi da altre squadre e poi dalla stampa. ... Nei suoi primi anni fu chiamato brutto, Neanderthal, uomo delle caverne, gorilla, scimmia, ragazzo della natura, mostro, Quasimodo e molti altri nomi. Peggio ancora, era il suo manager a chiamarlo "la scimmia". " Berra alle male lingue reagì dicendo che il bell'aspetto non aveva nulla a che fare con il successo nel baseball. "Non colpisci con la tua faccia", disse. E sul campo e al piatto, Berra ha presto dimostrato il suo coraggio.

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