La tradizione inventata: Il mito di Doubleday

Nella foto Babe Ruth durante la partita commemorativa del 1939 a Cooperstown
Nella foto Babe Ruth durante la partita commemorativa del 1939 a Cooperstown

Foto tratta da MLB.com

di Andrea Salvarezza

Cooperstown, 1939: mentre il mondo è sull’orlo della guerra, il baseball festeggia il suo falso centenario, e lo fa nel più sfarzoso dei modi. Viene inaugurata la Hall of Fame, la più antica di tutto lo sport mondiale, che da lì in poi assumerà la funzione di conservare la memoria storica del gioco e dei suoi protagonisti; viene allestita una parata celebrativa che ripercorre i momenti salienti dell’evoluzione del baseball; va in scena una sfida tra due selezioni di all-star composte dai più grandi di sempre. Persino il governo degli Stati Uniti non si lascia sfuggire l’occasione, e benedice laicamente l’evento con l’emissione di un apposito francobollo commemorativo. 

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Ben Rice, la 363ma scelta del 2021 che fa sognare New York

da sportingnews
da sportingnews

da sportingnews

di Paolo Castagnini

La sua firma nel 2021 era costata 125.000 dollari. Per carità son soldi, ma ben poco a confronto ad esempio di Harry Davis stesso ruolo (catcher)  prima scelta dei Pirates pagato ben 6.5 Milioni di dollari   e che quest'anno ha una media battuta di .153 con 1 fuoricampo. Ben Rice è stato scelto dagli Yankees al 12mo round (363ma scelta) Ben però dopo aver fatto la sua esperienza nelle minor, quest'anno in doppio e triplo A, è stato chiamato per sostituire in prima base  l'infortunato Anthony Rizzo. Ebbene, il suo esordio il 18 giugno contro gli Orioles dove batte un singolo in campo destro. Quel singolo è stato di buon auspicio visto che cosa è poi successo il 6 luglio allo Yankee Stadium.

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Gli Indimenticabili - 5^ parte

Foto da Wikipedia

Storia della Italian Umpires Association - 

di Michele Dodde

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Le disposizioni del Vademecum comunque non furono di facile attuazione in quanto  l’approccio mentale degli umpire italiani non fu tra i più semplici: fermi restando i principi etici insiti in ogni arbitro di qualsiasi disciplina, il loro operato sui campi necessitava di una convinta preparazione a volte purtroppo anche fuorviata da indicazioni, oggi valutate maldestre, quali ad esempio quelle riportate a pag. 40 sul libro “Baseball” di Oriani – Lattarulo edito da Sperling & Kupfer: (1959).

“Se un solo arbitro viene assegnato alla partita, i suoi compiti e la sua autorità si estendono su tutti i punti del campo di gioco e a tutte le regole contemplate dal R.T. ed egli potrà occupare qualsiasi posizione sul campo di gioco che, a suo giudizio, gli permetta di meglio disimpegnare i suoi compiti (…)  e  (…) l’arbitro di campo inoltre prende quella posizione sul campo di gioco che, a suo giudizio, si addice per meglio rendere le imminenti decisioni sulle basi (…)”

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Utility: opportunità o maledizione?

Nella foto Brock Holt (Wikipedia)
Nella foto Brock Holt (Wikipedia)

Foto tratta da MLB.com

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito The Season

La versatilità è una caratteristica singolare nel baseball che può essere un requisito molto utile, ma nello stesso tempo una maledizione, sia per il giocatore che per il coach. La situazione ideale per un giocatore versatile è quando si trova a suo agio giocando in due o più posizioni, e il coach non ha riserva alcuna a schierarlo in nessun di quei ruoli. Ma non è un’abilità comune a tutti  i giocatori. Infatti Paul Gibson, coach alla Bell High School Baseball in Texas, ha una sua teoria: “A volte incorriamo in un ragazzo che non riusciamo ad individuare subito se è meglio utilizzarlo come esterno, interno o anche ricevitore.  In questi casi facciamo lavorare il giocatore in tutte e tre posizioni durante la fase di sviluppo dei fondamentali e cerchiamo di capire dove si adatta meglio.”

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Perché il baseball vinse sul cricket? - L'ipotesi nazionalista

Foto tratta da MLB.com

di Andrea Salvarezza

L’atteggiamento assunto nei confronti del cricket negli ex possedimenti dell’Impero britannico risentì fortemente dell’identificazione del gioco con la cultura inglese: se questa associazione lo rese senza dubbio attraente in molti ex paesi del Commonwealth, sia per coloro che avevano a cuore la madre patria, sia per coloro che si auguravano invece di poterla (almeno simbolicamente) sconfiggere, al tempo stesso può spiegarne il rigetto che si verificò in altre ex colonie. Un saggio uscito di recente ha messo a fuoco il ruolo giocato dal nazionalismo nell’indirizzare le culture sportive di India e Stati Uniti, in cui ad affermarsi come National Pastime furono rispettivamente cricket e baseball.

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Gli Indimenticabili - 4^ parte

Nella foto una bella immagine dell'umpire Spocci
Nella foto una bella immagine dell'umpire Spocci

Foto da Wikipedia

Storia della Italian Umpires Association - 

di Michele Dodde

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il vademecum ancora oggi potrebbe configurare la sua validità in specie nelle pagine di etica morale. Parole come  “(…) a lui (l’umpire) sono richieste fermezza, imparzialità, alto senso sportivo, rettitudine e serenità d’animo. Deve essere esempio di superiorità di tratto e di onestà, sia nell’estrinsecazione del suo mandato che nella sua vita privata (…) deve giungere a riassumere in sé e nel suo comportamento tutti quei requisiti che si addicono alla sua dignità e che gli guadagnino quel rispetto e quel prestigio che a lui competono come Ufficiale di gara (…)” fanno intuire come esse debbano essere eterne per chi sceglie il difficile ruolo di Giudice di Gara per il quale, prosegue il Vademecum  “(…) non vi sono gare facili o difficili, ma semplicemente Gare di Baseball alle quali dare il vostro contributo di sportivo: infatti l’ottimo arbitro può prestare la sua opera di educatore, particolarmente se a contatto con giovani atleti le cui coscienze sportive devono essere plasmate da una mano ferma ed energica (…)”. 

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Il Baseball al cospetto di sua Maestà

Foto da Wikipedia
Foto da Wikipedia

Foto da Wikipedia

di Allegra Giuffredi

Da alcuni anni, come sappiamo, a Londra si svolgono le London Series ed anche quest’anno si sono tenute tra l’8 e il 9 giugno, vedendo contendersi le squadre dei Mets di New York e dei Phillies di Philadelphia, il risultato di quelle che sono delle vere e proprie partite di Regular Season, trasferite sul suolo inglese. Si è giocato nel London Stadium, costruito per le Olimpiadi del 2012, dove regolarmente vi gioca una delle tante squadre londinesi di calcio, ossia il West Ham Utd e come ogni anno, da che vi si gioca anche il baseball, c’è stato il solito successo di pubblico, perché sono alcuni anni che la MLB ha deciso di investire in Inghilterra sul baseball e pare che il “batti e corri” piaccia. Si parla spesso di un tour itinerante in Europa, che sarebbe bellissimo toccasse anche l’Italia, ma in attesa che ciò avvenga, torniamo in Inghilterra, perché il legame tra quest’ultima e il baseball c’è sempre stato ed è davvero tradizionale.

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Il capro espiatorio

Foto tratta da MLB.com

di Paolo Castagnini

C'è un vizio tutto italiano che imperversa in molte persone e lo sport non ne è esente anzi lo esalta. Mi riferisco al vittimismo o ricerca del capro espiatorio per i propri fallimenti. Il popolo Italiano che fondamentalmente si misura attraverso il calcio e la politica, esprime tutte le sue incazzature contro qualcuno o contro un dato colore. Il vittimismo si trova anche nel baseball italiano; in molti giocatori e persino in squadre intere. La ragione primaria di fallimento è comunemente l'arbitro o come specifica Michele Dodde, l'Ufficiale di Gara. Si va al piatto non perché si è guardato il terzo strike, ma perché l'Umpire ha trasformato un ball in uno strike. Spesso quel lancio non era nemmeno l'ultimo, ma il primo del turno, ma rimanendo strike-out anche sventolato sull'ultima palla, la colpa ricade su quel primo lancio giudicato a detta del battitore uno strike al posto del ball e quindi uscita verso la propria panchina gesticolando borbottando, imprecando e magari lanciando mazza e caschetto" perché tutto il mondo si accorga che io ho subito una grande ingiustizia"

 

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Perché il baseball vinse sul cricket? - L'ipotesi elitaria

Una partita di cricket presso Harlem, New York (1851)
Una partita di cricket presso Harlem, New York (1851)

Foto tratta da MLB.com

di Andrea Salvarezza

Intorno alla metà degli anni 50 dell’ottocento il cricket in America era prevalentemente appannaggio di piccoli club elitari, ed era giocato soprattutto da immigrati inglesi, finendo così per diventare il passatempo preferito delle élite: l’entusiasmo per il gioco cioè non riuscì mai a propagarsi tra gli strati più ampi della popolazione. Perché il cricket non riuscì a coltivare l’attrazione della massa? Molto semplicemente, non vi riuscì perché non volle coltivarla. In questo fallimento ha giocato un ruolo cruciale l’esclusivismo, inteso come attitudine delle élite depositarie del gioco a tenere per sé l’attività ludica: volendo limitare gli incontri ufficiali solo a quelle organizzazioni che condividevano lo stesso rango sociale, le élite hanno di fatto stroncato ogni possibilità che il cricket diventasse uno sport a diffusione popolare, poiché essendo gli «interclub matches» piuttosto sporadici, non furono in grado di mantenere desto l’interesse verso il gioco. 

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Gli Indimenticabili - 3^ parte

Storia della Italian Umpires Association - 

di Michele Dodde

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Ora, sorvolando sulla deontologia giornalistica sportiva, è notorio che se in un articolo non vi sono commenti sulla direzione di gara si vuol significare che l’umpire ha svolto bene il suo compito in quanto il suo compito è dirigere bene l’incontro; se nota viene riportata, questa sarà solo per evidenziare le pecche o la negatività di qualche giudizio. Dunque, nella piena convinzione che l’umpire Compare avrebbe avuto migliori fortune nel divenire pilota, è certamente doveroso rimarcare che quelli, come poi sempre, sono stati tempi di coperte corte e la conoscenza del gioco, come da regolamento, era devoluta il più delle volte agli umpire che sul campo poi andavano a spiegarne le sfumature a chi di fatto giocava per istinto. 

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Baseball Green!

Foto tratta da MLB.com

di Allegra Giuffredi

Gli Stati Uniti e il baseball statunitense non finiscono mai di stupirmi, perché pur associandosi a siti che vogliono rifare la flotta sottomarina dello Zio Sam, allo stesso tempo si impegnano per contrastare il cambiamento climatico, tema sul quale siamo tutti o quasi sensibili e gli Americani … di più!  In pratica durante le telecronache sul sito della MLB (www.mlb.com ) vi è uno spot tutto “verde” che parla di come si voglia premiare la squadra più “green” delle Majors e quindi quella che si distinguerà nella maggior raccolta differenziata, nel minor consumo di acqua, nel minor dispendio di emissioni di H2O e nel maggior sforzo ecologico.

Insomma, una meraviglia!

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Samuele Sbardolini un anno in Florida da ricordare

Foto tratta da MLB.com

di Paolo Castagnini

Oggi vi racconto la storia di Samuele che da Brescia è volato in Florida per un anno accademico presso la Community School of Naples praticando il suo sport preferito, il baseball. Samuele ha avuto la grande fortuna, ma anche la bravura, di diplomarsi in un solo anno e quindi ora si trova davanti due possibilità: Tornare in Italia per il diploma italiano o rimanere negli USA proseguendo in un College. La graduation ottenuta in Florida infatti gli apre le porte di qualsiasi università americana. Ecco un'intervista a Samuele dove ci racconta com'è andata.

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Royals Scout team, due giorni di Camp

Foto tratta da MLB.com

di Paolo Castagnini

Alcuni amici mi chiedono di raccontare la mia esperienza con il baseball qui a Kansas City. Il 2 e 3 giugno ho avuto l'occasione di partecipare al Mini Camp delle squadre Royals Team presso il Benedectine College in Atchison (Kansas City). Ma faccio un passo indietro per presentare il programma dei Kansas City Royals per i giovani della città. Alla Urban Youth Academy di Kansas City si può iscrivere qualunque ragazzo senza pagare un dollaro e questo per un accordo tra la città e i Royals. Allo stesso tempo i Royals attraverso dei Try out scelgono i migliori talenti per costituire queste squadre che si chiamano Kansas City Team da Under10 a Under14 e Scout Team dai U15 a U17. I primi fanno attività da ottobre a luglio ininterrottamente, i secondi sospendono per la stagione delle loro High School (Febbraio Maggio) e riprendono poi a Giugno e questo Camp é l'inizio della stagione dei tornei estivi. Queste squadre sono anche dette Travel Teams.

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Perché il baseball vinse sul cricket? - L'ipotesi istituzionale

Foto da  Vintage Baseball Magazine (1882)
Foto da Vintage Baseball Magazine (1882)

Foto tratta da MLB.com

di Andrea Salvarezza

In diversi passi si è fin qui accennato al fatto che il baseball ebbe un vantaggio decisivo sul cricket a causa della sua malleabilità, intesa sia come spiccata predisposizione a venire modificato nei regolamenti e negli stili di gioco, sia come maggiore ricettività ad essere influenzato culturalmente, ad essere cioè “americanizzato”. Sotto questo profilo, il cricket sembra avere paradossalmente scontato il fatto di aver raggiunto prima del baseball la piena istituzionalizzazione, poiché alla metà dell’800 era già entrato nella cosiddetta fase «modern stage», in cui  le innovazioni ed i cambiamenti che possono essere apportati alla struttura di uno sport non solo diventano molto meno frequenti, ma possono al massimo incidere a livello periferico, e non certo sugli elementi fondativi della disciplina in questione. 

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Gli Indimenticabili - 2^ parte

Foto tratta dal Museo Virtuale del sito FIBS
Foto tratta dal Museo Virtuale del sito FIBS

Foto tratta da MLB.com

Storia della Italian Umpires Association - 

di Michele Dodde

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Certamente non furono facili gli inizi di questa pattuglia di una crescente Legione Straniera dei direttori di gara, termine coniato con grande efficacia dal milanese Giovanni Del Neri,  in specie se si considera come i giudizi da loro emessi durante le gare fossero sistematicamente in contrasto a causa sia per la diversa interpretazione del significato delle regole sia per gli oggettivi problemi di traduzione semantica delle frasi di un “Rule Book” rigorosamente in originale. Ancor più, per dare maggior colore, era sui campi da gioco per il calcio che autarchicamente venivano realizzati i diamanti. Le linee di foul venivano tracciate  con  un annaffiatoio colmo di calce liquida mentre il piatto di casa base ed i cuscini delle basi venivano portati dalle sedi sociali e sistemati sul campo con il tassativo compito di recuperarli poi a fine incontro. 

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La zona di battuta nella Little League

Foto tratta da MLB.com

di Frankie Russo

Traduzione di un articolo dal sitoThe Season dal titolo: The hitting zone

Poniamoci una domanda importante:  “Qual è la zona dello strike nella Little League?”

La risposta? Mi dispiace, hai sbagliato, prova ancora. Prossima risposta? Mi dispiace, hai sbagliato ancora.

Su tutti i campi della Little League di tutto il mondo, la risposta esatta è: La zona dello strike è dove viene chiamata dall’arbitro.”  Se la palla rimbalza prima di arrivare al piatto, e l’arbitro chiama STRIKE!, indovina, sul tabellone sarà segnato uno strike.  Se la palla è diritta in mezzo al piatto, e l’arbitro chiama BALL!, indovina, sul tabellone sarà segnato un ball.

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Gli Indimenticabili - 1^ parte

La locandina della prima partita di baseball ufficiale in Italia (Roberto Buganè Museo virtuale FIBS)
La locandina della prima partita di baseball ufficiale in Italia (Roberto Buganè Museo virtuale FIBS)

Foto tratta da MLB.com

Storia della Italian Umpires Association - 

di Michele Dodde

 

La fondamentale quanto capillare e meritoria ricerca inerente la nascita e la divulgazione del baseball e del softball in Italia, condotta a termine con filantropica precisione da Roberto Buganè, unitamente ad altre similari storie, riporta che la prima gara giudicata regolare e svolta con tutti i crismi dell’ufficialità fu certamente quella disputata a Milano sull’inventato diamante realizzato sul campo Giuriati  il 27 giugno 1948 tra il Milano B.C. e gli Yankees Milano. 

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L'approccio del giovane coach

Foto tratta da MLB.com

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito 

home.gc.com

Spesso i primi coach sono dei volontari. Lo scenario tipico si verifica quando i genitori iscrivono il proprio figlio ad un’organizzazione sportiva, e gli viene chiesto se vogliono collaborare come coach. Spesso il genitore si ritiene più adatto ad essere un assistente, ma succede pure che viene investito come capo. Sovente i principianti trovano questo ruolo più impegnativo del previsto, quindi è opportuno che seguano alcune regole che potrebbero tornare utili per facilitare il loro lavoro e aiutare i giovani atleti.

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Perché il baseball vinse sul cricket? - L'ipotesi strutturalista

Foto tratta da MLB.com

di Andrea Salvarezza

Accomunati da alcuni elementi di fondo, baseball e cricket rientrano entrambi nella famiglia dei cosiddetti «bat and ball games» («giochi di palla e mazza»): la sintassi  dei due sport, dunque, è per certi aspetti simile. Tuttavia in alcuni punti cruciali essi differiscono notevolmente: un’analisi approfondita rivela come tali differenze strutturali abbiano avuto comunque un ruolo nel processo che fece del baseball lo sport più popolare d’America.

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Il baseball sul grande schermo - dopo il 2020

Nella foto Tom Hanks nella grande interpretazione del manager James “Jimmy” Ducan in "A League of Their Own" (Ragazze Vincenti) 

di Michele Dodde

L’elenco dei film inerenti il baseball con le sue diverse sfaccettature è destinato a non aver mai fine se è vero, come è vero, che dalla mia peculiare ricerca da cui poi è scaturito il certosino elenco a partire dal 1898 sino al 2022, anno in cui è stato stampato il mio libro “Il Baseball sul Grande Schermo, nei fumetti, nella letteratura, a teatro, nelle ballate e nell’arte” ecco che da allora il numero dei film elencati sale dal 324 al 330 in data odierna.  In effetti già dal 2021 sotto la regia e sceneggiatura di Steve Acevedo fu licenziato “Love and Baseball” interpretato da Max Arciniega, Asif Ali e Tale Hanjok. Il film gode di una sceneggiatura scorrevole che, apparentemente sopra le righe, farebbe sembrare come il casuale incontro tra Will e Michele, i due protagonisti, potesse scadere nel solito film che va a rimarcare lo sdolcinante romanticismo ed invece l’imprevedibilità e la realtà della vita con un baseball eccentrico pigmalione ed inossidabile collante fanno elevare la qualità di questo movie ad una piacevole visione. 

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Il sottomarino

 

di Allegra Giuffredi

Come tutti noi sappiamo il Campionato di baseball statunitense è iniziato da qualche settimana e una cosa mi è balenata agli occhi.

Sul Sito dedicato alla MLB Majors League Baseball vi era una sagoma che campeggiava … Ohibò! Che cosa c’era di grazia? Un animale? Un UFO? La mia foto? Niente di tutto ciò, bensì la sagoma di un sottomarino stilizzato e fin qui … qualcuno potrebbe pensare ad un “submarine”, ossia ad una tipica meccanica di lancio, rara quanto insidiosa, pur se esistono alcuni estimatori del genere tra i lanciatori statunitensi. Ma guardando meglio, quello che mi inquieta, è il fatto che quel sottomarino è il promo di un’azienda che vuole reclutare lavoratori specializzati per rinnovare la flotta di sottomarini della marina militare degli USA www.buildsubmarines.com 

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Scelta sociale o business? -#15

 

di Michele Dodde

Se è vero, come è vero, che i dollari sono capaci di smuovere le più granitiche coscienze, non deve meravigliare più di tanto la magia del gioco dei bussolotti che ha interessato la presenza di squadre di baseball nella città di Washington. Infatti nel 1955 divenuto presidente dei Washington Senators, nomen omen in onore ai senatori del Governo Federale degli Stati Uniti, l’intraprendente Calvin, nipote e figlio adottivo di Clark Griffith, defunto proprietario della franchigia, con dati alla mano inerenti al numero degli spettatori ed ai relativi incassi derivanti incominciò ad ipotizzare un trasferimento della squadra verso una sede più coinvolgente prendendo ad esempio quelli già programmati ed attuati dai Boston Braves, dai St. Louis Browns, dai Philadelphia Athletics, dai New York Giants e dai Brooklin Dodgers.

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Il baseball praticato dalle donne - 4^ parte

Nella foto Jane Borders (makingmypitch.com)
Nella foto Jane Borders (makingmypitch.com)

di Michele Dodde

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Leggi la 2^ parte

Leggi la 3^ parte

Visto che è di attualità in Italia in questi giorni, ripubblichiamo la 4^ parte di 4 dove si parla delle atlete che sono giunte al professionismo negli ultimi decenni.

 

Indiscutibilmente quegli undici anni di vita della AAGPBL aveva lasciato un grande desiderio tra la ragazze a cimentarsi nel baseball per poi finire a giocare nelle squadre di softball ma ulteriori talenti tra di loro erano pronti al debutto nel baseball professionistico. Fu il caso di Carey Schueler nel 1993 quando definitivamente fu annullato, nei principi della Major League, l’editto di Landis grazie al nepotismo attuato dal padre Ron Schueler, ex direttore generale dei White Sox, al fine di mettere sotto contratto la figlia Carey nella franchigia di Chicago. Ai Sox necessitava un lanciatore mancino di 18 anni e Carey se l’assicurarono nel 43° round del draft MLB di quell’anno. Carey era un’atleta polifunzionale poiché giocava magnificamente anche a Basket. Ha smesso di giocare nel 1996 per un infortunio. Nel 1994 si illuminò la stella di Ila Jane Borders.

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La memoria nella battuta

Foto tratta da MLB.com

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito theseason.gc.com

Il telefono squillò, era molto tardi. Un giocatore delll’High School stava attraversando un periodo di crisi in battuta e voleva un consiglio dal suo ex coach. Cue Smith al momento non allenava, ma aveva avuto modo di seguire il suo ex allievo notando qualche difetto. Era la postura del corpo fuori equilibrio e le spalle che erano posizionate in modo sbagliato rispetto al piatto.

 

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I Boston "Red Caps"

Nell'immagine Jim O’Rourke giocatore dei Boston Red Caps (1876)
Nell'immagine Jim O’Rourke giocatore dei Boston Red Caps (1876)

Foto tratta da MLB.com

di Andrea Salvarezza

Già il nome dice molto: la NL era un’associazione di club, non di giocatori. Con essa la separazione tra manager/dirigenti e giocatori divenne netta e definitiva, come del resto chiarì da subito la costituzione di Bishop e Hulbert, adottata al termine di un’intensa giornata di confronti, affermando l’intenzione di proteggere e  promuovere i «mutual interests» di club e giocatori: fino al 1876 l’interesse dei ballplayers era lo stesso delle squadre, club e giocatori erano una cosa sola e non c’era alcun bisogno di affermare la volontà di coniugare questi due interessi, poiché essi venivano a coincidere. La National League affermava invece esplicitamente l’esistenza di uno iato all’interno della “baseball fraternity”, di una scollatura che avrebbe presto portato ad una guerra di posizione frontale tra proprietari («capital») e giocatori («labor»): come avrebbe affermato Spalding: «The idea was as old as the hills; but its application to Base Ball had not yet been made. It was, in fact, the irreprensible conflict between Labor and Capital asserting itself under a new guise»

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Ricordi indelebili

Foto tratta da MLB.com 

di Paolo Castagnini

Un'amica mi invia questa foto e mi chiede se anch'io ne faccio parte. Ed ecco che affiorano ricordi indelebili. Questa è la squadra che fu l'inizio del San Martino Baseball. In realtà in quella foto io non ci sono ma è come se ci fossi. Siamo a metà degli anni 70 e di ritorno dal servizio militare mi offro all'allora Presidente di una delle squadre di Verona, Marco Lampronti, di allenare una squadra di ragazzi. Marco mi propone un gruppo di ragazzini della vicina San Martino Buon Albergo dove l'insegnate di Educazione Fisica Amedeo Braggio li aveva iniziati al baseball.

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Il baseball praticato dalle donne - 3^ parte

Nella foto Tom Hanks nella grande interpretazione del manager James “Jimmy” Ducan in "A League of Their Own" (Ragazze Vincenti)
Nella foto Tom Hanks nella grande interpretazione del manager James “Jimmy” Ducan in "A League of Their Own" (Ragazze Vincenti)

Nella foto Tom Hanks nella grande interpretazione del manager James “Jimmy” Ducan in "A League of Their Own" (Ragazze Vincenti) 

di Michele Dodde

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Gli eventi bellici della seconda guerra mondiale, che di fatto avevano sfoltito i giocatori delle franchigie della Major League richiamandoli ad assolvere il dovere delle armi, indussero alcuni imprenditori appassionati di baseball a non far scemare lo spettacolo del gioco che era molto sentito come garbato passatempo familiare. Così il produttore di chewing gum e dirigente della Major League, Philip K. Wrigley, unitamente al patrocinio di Walter Harvey, proprietario di una industria dolciaria, organizzò la prima stagione agonistica di baseball giocato da donne. Il film già evidenziato ripercorre così le varie fasi organizzative riesumando anche i primi preconcetti all’iniziativa. Ad iniziare dal manager James “Jimmy” Ducan, un ex giocatore menomato ad un ginocchio e dedito più all’alcol che al fine odore dell’erba sui diamanti, in quanto era il primo ad essere fortemente scettico sulle possibilità che le giocatrici fossero in grado di giocare una vera partita di baseball, e da un pubblico cui la novità strideva con i ricordi di altre gare viste.

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Migliorare la tecnica degli interni

Ragazzi a Tokyo (Foto da Gin_Chilla) 

di Frankie Russo

Tratto da youthbaseballedge.com

Quando si insegnano i fondamentali ai giovani, ho sempre appreso dai coach americani che bisogna farlo in modo molto semplice, e mi è sempre rimasto impresso come uno di essi faceva rifermento alla regola delle  “SIX F” riportato nella tabella che segue: 

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Softball, un colpo di fulmine....

Foto tratta da MLB.com 

di Michele Dodde

E’ difficile poter individuare i tempi e le modalità di un colpo di fulmine e la sua durata, ma resta inspiegabile anche al Dottor Jerry Westbrook, uno stimatissimo accademico della South Est Missouri University (SEMO) dove insegna dal 1995 e dove ora per le sue alte qualità di docente è rimasto ancora nell'elenco dei docenti anche alla giovane età di 82 anni. Attualmente insegna part-time, comprese due classi durante il semestre autunnale della scuola.

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