Il prezzo del successo

di Frankie Russo 

Le prime pagine dei quotidiani sportivi, dei talk show televisivi e radiofonici negli USA hanno ampiamente trattato il caso dello scandalo “tecnology cheating” da parte degli Houston Astros, Boston Red Sox e in modo meno fragoroso dei New York Yankees i quali, per il momento, sono considerati più vittime che colpevoli. L’aspetto forse più drammatico che deve essere preso in considerazione, a mio avviso, è quello umano, cioè come è stata gestita l’intera vicenda da chi invece doveva esserne il supervisore/i. La MLB era già intervenuta in precedenza avvisando le società che la “tecnology cheating” non era ammessa e che le società che ne avrebbero fatto uso sarebbero state fortemente penalizzate. Ciononostante gli Astros hanno ignorato l’ammonimento mettendo in forse ciò che negli ultimi anni avevano fatto di buono, divenendo addirittura il modello di squadra da imitare. 

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Panino con la mortadella

di Franco Ludovisi

1954 CALZE VERDI

A quei tempi, quando si andava in trasferta, la Società non forniva pasti ai giocatori: tutti si dovevano organizzare per portarsi da casa almeno qualche panino. Mi capitò di fare una trasferta a Trieste dimenticandomi a casa le vettovaglie e in tasca non avevo un soldo, come sempre. Come era uso allora nessuno si mosse a compassione per la mia situazione e imparai a mie spese quanto fosse duro arrivare al giorno appresso, dopo una lunga trasferta e una partita accesa, con un solo limone rimediato casualmente!

Sempre nel 1954, dopo qualche tempo, le cose migliorarono e la Società che aveva  ottenuto qualche disponibilità metteva a disposizione degli atleti una mezza mortadella per confezionarci dei panini al momento del bisogno.

 

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Tre strike e quattro ball - Perché?

di Michele Dodde

Per il neofita che si trova ad assistere ad una partita di baseball per la prima volta appare subito intuitivo che il fulcro centrale del gioco è quello evidenziato presso la pedana della Casa Base  in specie al seguito gestuale e vocale dell’umpire: tre Strike e il battitore è eliminato; quattro Ball ed il battitore ha diritto di acquisire la prima base senza pericolo di essere eliminato. Ma questo è anche il primo rudimentale approccio che un giovane giocatore acquisisce anche quando per la prima volta entra con la mazza da baseball tra le mani nel box di battuta. Tuttavia questa è una semplice sintesi tacitiana poiché il concetto invece va ben oltre il campo da baseball. Quando si iniziò a giocare a baseball non esisteva alcun manuale che specificasse le modalità secondo le quali bisognava sviluppare le azioni che poi dovevano essere giudicate lecite al gioco o illecite da parte del giudice di gara ma esse venivano ideate man mano che il gioco veniva praticato da più squadre e non solo a livello oratoriale.  

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100 anni di solitudine

di Frankie Russo tratto da un blog americano.

Credo che la persona più sola in una squadra di baseball sia l’allenatore. Non è difficile riconoscerlo, lì in disparte, nel suo angolo della panchina, circondato, se fortunato, dai suoi pochi “bravi”  coach (scorer e poco più), gli stessi che prima del famigerato terzo canto del gallo saranno pronti a lasciarlo in balia degli eventi. L’allenatore, colui che è destinato ad essere “IL” capro espiatorio da sacrificare alle Divinità del baseball se le cose non vanno bene, è l’unico che nelle foto guarda da un’altra parte, se capita di vincere. E pensare che in principio l’allenatore semplicemente non esisteva: era il giocatore più anziano della squadra o colui per carisma o per diritto di nascita, che assumeva il ruolo di capitano. Era lui ad impartire ordini e a fare la formazione, salvo poi appassionarsi e cominciare a pensare (quale illusione…) di essere l’uomo del destino, colui che trasforma gli uomini in eroi. 

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Ulicà zakà!

di Franco Ludovisi

1948 – ULICA ZAKAZANA

In polacco vuole dire “non si passa” ed era scritto unitamente alle frasi inglesi ”off limits” e “out of bound” sui cartelli che impedivano alle truppe di liberazione di entrare nelle zone di Bologna dove c’erano i bordelli. Questa espressione viene assunta dalla Libertas 48 come il proprio hip hip hurrà!

E viene così scandita: Ulicà zakà, ulicà zakà, ulicà zakà zakà zakà - zanà!     Non si passa!  

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Eagles Vs Devils - Cronaca di una partita di baseball

di Paolo Castagnini

tratto da Eagles Vs Devils di Manuela Rozzi

Da come me lo raccontò, c'era da sbellicarsi dal ridere, ma quello che cambiava le cose da così a così, era che mancavano solo due giorni alla partita contro i Devils, e in questo non c'era niente di comico, né di, sia pur lontanamente, divertente. Era il mio secondo anno nella squadra degli Eagles, la squadra di baseball della scuola, sotto la guida di Mr. Horton, un uomo grassoccio e rubicondo, nato con la presunzione di essere il padre eterno in fatto di baseball. Ma tutti noi sapevamo che non era merito suo se la squadra era ben piazzata in classifica, bensì di una buona dose di fortuna che aveva messo insieme il miglior lanciatore che ci fosse sulla piazza, Donnie Morgan, che possedeva una palla veloce portentosa, e un discreto numero di buoni battitori, come Greg Stepperton e Aaron Devlin. Questa combinazione ci aveva permesso di arrivare a metà campionato in testa alla classifica, con cinque vittorie ed una sola sconfitta, ma tallonati da vicino dai Devils, che in quanto a buoni battitori non scherzavano manco loro. Era il nostro anno, lo sapevamo. Con Donnie sul monte di lancio, eravamo imbattibili.

 

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Buon 20 20 !

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MLB: Cosa ricorderemo del 2019 - 2^ parte

di Frankie Russo tratto da ESPN.com

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Categoria 2 - Il momento in cui inizia la sequenza temporale, è il momento in cui inizia il baseball moderno

Uno degli eventi più seguiti dagli appassionati è l’Home Run Derby che si svolge prima dell’All Star Game a metà campionato. L'evento catalizzatore per l'ascesa della competizione è stato il premio da 1 milione di dollari aggiunto quest'anno, condizione che ha richiamato un numero maggiore di richiedenti, in particolare i più giovani giocatori che non possono contare su salariali extra miliardari. Vladimir Guerrero Jr ha stabilito il nuovo record di HR realizzati mentre Alonso ha dominato la finale.  Per quanto concerne invece lo shift difensivo, è difficile determinare per certo quando ha veramente preso piede, ma di sicuro ha avuto inizio nel corso di questo decennio. I Dodgers e Astros hanno applicato lo shift su più della metà dei lanci eseguiti, in altre parole per queste due squadre è la tradizionale linea difensiva che rappresenta la vera anomalia.

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MLB: Cosa ricorderemo del 2019 - 1^ parte

di Frankie Russo tratto da ESPN.com

Da una prospettiva degli americani, due cose principali si ricordano del 1919: il trasferimento di Babe Ruth dai Red Sox agli Yankees, e lo scandalo dei Black Sox.  La cosa interessante di questi due eventi è che il tifoso meno informato ne è venuto a conoscenza solo in un secondo momento. Lo scambio di Babe Ruth fu reso noto solo dopo la prima settimana del 1920 e l’investigazione delle 1919 World Series ebbe inizio nel settembre 1920.  Quindi anche gli eventi che tratteremo oggi non saranno gli unici ad essere ricordati nei prossimi 20 anni. Tanto per fare un esempio, il trucco degli Astros per rubare i segnali all’avversario con l’uso della tecnologia durante le World Series 2017, è venuto a conoscenza dei media solo due anni dopo. Gli eventi che ricorderemo oggi verranno suddivisi in sette categorie con alcuni riferimenti anche al passato.

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L'estate del nostro scontento

di Michele Dodde

Nel 1994, dopo difficili trattative, il sindacato dei giocatori indisse uno sciopero che interruppe i campionati gestiti dalla Major League Baseball. Quello sciopero causò la cancellazione della World Series di quell’anno. Molto è stato scritto e detto circa l'avidità dei giocatori e l'avarizia di proprietari, molti opinionisti però hanno concordato che i Montréal Expos quell’anno avrebbero vinto la World Series.

Perché allora  il 1994 ha rappresentato l’estate del nostro scontento… Perché la nostra passione per il baseball è stata frastornata, colpita ed amareggiata in quanto si è andati a sezionare i risvolti collaterali imbattendoci sul “come” tutto sia successo, “dove” tutto sia successo e “perché” tutto sia successo. Ed ecco che il come ha evidenziato in che modo il baseball professionistico, una volta lasciata la trama filosofica, che gli appartiene come cimelio, a chi dell’attività persegue sempre e solo i principi, cessa di essere uno sport educativo ed icona di stile di vita per diventare esclusivamente uno spettacolo e come tale incanalato su rigidi binari di un divertimento che dia sempre in continuità soddisfazioni e temerarietà.

 

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Ricordi di Ustica

di Franco Ludovisi

Guardando il film che è stato prodotto per ricordare il baseball a Ustica affiorano tanti bei ricordi della mia permanenza sull’isola.  Lo spettatore, ad esempio, che a cavallo del somarino guardava le attività che facevamo in campo senza mai muoversi o distrarsi: non ne sono sicuro, ma mi pare che a volte si riparasse dal sole con un grande ombrello verde senza mai scendere dalla groppa dell’animale. Bellissimo. Il campo da baseball serviva anche da pista di atterraggio dell’elicottero che veniva da Palermo; lo fotografai in partenza e feci credere agli amici di Bologna che ero arrivato con quel mezzo a Ustica suscitando molta invidia per come mi avevano accolto! Bellissima burla.

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Il Racconto di Natale

Baseball nelle strade di Cuba - Photo by National Geographic - David Allen Harvey
Baseball nelle strade di Cuba - Photo by National Geographic - David Allen Harvey

di Michele Dodde

Accadde non pochi anni fa, in dicembre, ma sembra ieri per il ricordo del messaggio che l’evento suscitò. Si viveva in una periferia di una lontana città dove i ragazzi erano soliti usare la strada quale insostituibile compagna di giochi e di esperienze. E lì qualsiasi gioco sempre li entusiasmava per via delle innocue rivalità e del comportamento. Ed ancora di più quel giorno quando un manifesto ciclostilato, incollato sulla bacheca dell’Oratorio della vicina Chiesa, richiamò la loro attenzione perché un imperativo indice teso da un pugno chiuso stava recitando: “ Il baseball ti sta cercando. Non deluderlo perché tu hai bisogno di lui”. Lo aveva posto padre Emilio che era da poco tornato dagli Stati Uniti e voleva cercare un dialogo nuovo.

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Vincere ma non ripetersi, dove sta l'arcano?

Bob Levey/Getty Images
Bob Levey/Getty Images

di Allegra Giuffredi

La recente disfatta degli Astros, mi ha lasciata esterrefatta, perché al di là dei meriti della squadra di Washington, di sicuro, la squadra di Houston ci ha messo del suo per perdere e per farlo così malamente e in casa. E allora ho cominciato a pormi delle domande: come mai d’ogni tanto si vedono delle squadre che riescono a conquistare le World Series, ma subito dopo si perdono? Uno dei casi più eclatanti è stata l’affermazione di Toronto che vinse le WS, per ben due anni consecutivi, a dire il vero, nel 1992 e nel 1993, ma poi più nulla è pervenuto dalla sponda canadese delle MLB. Anche gli Arizona Dimondbacks di Phoenix si affermarono nel 2001, contro i NY Yankees e proprio nell’anno della caduta delle Due Torri, ma dopo questo exploit null’altro vi è stato più da dichiarare.

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I manager non sono tutti uguali

MANAGER: L’UNO NON VALE L’ALTRO

di Frankie Russo tratto da detroitnews.com

A volte le squadre devono assumere il manager per essere competitive nell’immediato, a volte la scelta è in funzione a un programma a lungo termine. Una società non può assumere un manager con le stesse caratteristiche se l’obiettivo della squadra è lavorare sui giovani e lo stesso se l’obiettivo è la vittoria finale. Per una squadra in crescita la scelta deve cadere su uno che sa adattarsi ai giocatori che ha a disposizione. Vi sono coloro che sanno lavorare meglio con i giovani mentre altri si adattano meglio a gestire i veterani con forti personalità. Altri sanno quando premere a fondo sull’acceleratore e quando trattare situazioni difficili con la necessaria calma. Poi ci sono coloro che non si deprimono facilmente e sanno offrire un sorriso, un umorismo e una pacca sulle spalle ai loro giocatori quando la squadra sta attraversando un momento difficile. Insomma, il ruolo del manager sta cambiando ultimamente e soprattutto per tre motivi principali. 

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Lo strike out è veleno

Eugenio Suarez dei Cincinnati Reds quest'anno ha battuto 49 HR ma ha subito 189 strikeout in 575 AB (Getty Images)
Eugenio Suarez dei Cincinnati Reds quest'anno ha battuto 49 HR ma ha subito 189 strikeout in 575 AB (Getty Images)

di Frankie Russo tratto da detroitnews.com

È così perfettamente logico: Metti la palla in gioco e qualcosa di positivo può succedere. Rimani strike out e nulla di buono succede. Ma oggi le cose sembrano indirizzate in una diversa direzione, lo strike out non è poi così negativo nell’era moderna. Siamo rimasti forse ai tempi dei dinosauri? O siamo miopi e vincolati alla vecchia scuola? No, non è una questione generazionale, è una questione di baseball e lo strike out ha la sua importanza, sia nel contesto della gara sia quando si gioca per vincere. Ebbene sì, lo strike out ha la sua rilevanza. Ed è qui che a volte si verifica la divisione nei dibattiti di baseball tra vecchia scuola e nuova. Il valore e l'interpretazione analitica variano a seconda dell'argomento, sia che si tratti di valutare il talento, sia per lo scouting di un avversario o per ciò che succede in gara. E come non essere d’accordo. 

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Il Sogno Americano del Tomato Baseball Club

Prefazione di Giovanni Colantuono cratore e direttore editoriale di Baseballmania.eu

Chi ha giocato a baseball, a mio giudizio, è una persona per certi aspetti speciale. Il baseball non è uno sport qualunque, il baseball non forma solo atleti veri. Il baseball forma uomini particolari. Come Giovanni Tommasini. Giocatore di baseball e oggi scrittore. Lui è passato per quel campo di forma particolare che si chiama diamante. Il verde dell’erba, la terra rossa; metti il caschetto, impugni la mazza e ti appresti a entrare nel box di battuta. Tu contro tutti: su quella collinetta c’è il lanciatore pronto a sfidarti; intorno a lui, i suoi compagni di squadra pronti a eliminarti se non ci riesce quel lanciatore.Giovanni Tommasini l’ha vissuto sulla sua pelle, ha provato cosa significa scivolare su quella terra rossa per arrivare in base prima che i difensori avversari riescano ad eliminarti.Una mail, una telefonata e ho conosciuto Giovanni. 

 

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Imparare dagli errori

Photo by Keith Birmingham, Pasadena Star-News/SCNG
Photo by Keith Birmingham, Pasadena Star-News/SCNG

di Frankie Russo tratto da sportsloveandfamily

Il leggendario coach di pallacanestro Jim Valvano ripeteva sempre ai suoi giocatori di non mollare mai, che il fallimento era solo il primo passo verso il successo. Nonostante queste parole di grande saggezza, il fallimento può ancora provocare tanta sofferenza in giovani atleti e nei loro genitori. Prima o poi succederà a tutti di commettere degli errori, è inevitabile, e succederà quando  l’atleta sta cercando di raggiungere un obiettivo. Sbaglieranno un lancio, sbaglieranno una presa, sbaglieranno una battuta e perderanno una partita. 

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Il rapporto tra fallimento e successo

di Frankie Russo tratto da scientificamerican.com

La chiave per il successo in qualsiasi sport non è un mistero: Buone idee, duro lavoro, disciplina, immaginazione, perseveranza  e un po’ di fortuna non fa mai male. Ma non va tralasciato nemmeno il fallimento che gli studiosi del Northwestern University definiscono la vera chiave per il successo, conclusione a cui si è arrivati dopo un’analisi su circa 800.000 individui nell’arco di trenta anni che vanno dal 1985 al 2015. Ulteriori studi hanno portato ad un’altra importante conclusione ed altrettanto ovvia per la sua semplicità: Ogni vincitore inizia come perdente, ma non tutti i fallimenti garantiscono il successo ed è stato anche dimostrato che non è la perseveranza che fa la differenza tra un vincente e un perdente. Infatti, si è potuto  rilevare che sia per coloro che eventualmente raggiungono il successo e coloro che falliscono, i soggetti in genere eseguono lo stesso numero di tentativi per raggiungere l’obiettivo

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Il baseball praticato dalle donne - 4^ parte

Nella foto Ila Jane Borders (by makingmypitch.com)
Nella foto Ila Jane Borders (by makingmypitch.com)

di Michele Dodde

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Leggi la 2^ parte

Leggi la 3^ parte

Indiscutibilmente quegli undici anni di vita della AAGPBL aveva lasciato un grande desiderio tra la ragazze a cimentarsi nel baseball per poi finire a giocare nelle squadre di softball ma ulteriori talenti tra di loro erano pronti al debutto nel baseball professionistico. Fu il caso di Carey Schueler nel 1993 quando definitivamente fu annullato, nei principi della Major League, l’editto di Landis grazie al nepotismo attuato dal padre Ron Schueler, ex direttore generale dei White Sox, al fine di mettere sotto contratto la figlia Carey nella franchigia di Chicago. Ai Sox necessitava un lanciatore mancino di 18 anni e Carey se l’assicurarono nel 43° round del draft MLB di quell’anno. Carey era un’atleta polifunzionale poiché giocava magnificamente anche a Basket. Ha smesso di giocare nel 1996 per un infortunio. Nel 1994 si illuminò la stella di Ila Jane Borders.

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L'evoluzione del baseball

Nella foto uno swing a vuoto di Giancarlo Stanton (Bereswill/Getty Images)
Nella foto uno swing a vuoto di Giancarlo Stanton (Bereswill/Getty Images)

…e perché molti manager e giocatori nella Hall Of Fame pensano che il baseball stia facendo un passo indietro.

di Frankie Russo tratto da bleacerreport

Prendendo in considerazione una giornata di campionato MLB del mese di agosto 2018 si può notare come  tra gli Astros e Rangers vi siano stati 19 strikeout. In Boston, i Red Sox e Twins hanno sventolato a vuoto sul terzo strike 21 volte. In Detroit, Tigers e Indians sono rimasti al piatto 16 volte pur battendo cinque fuoricampo.  E in Cincinnati Reds e Phillies hanno sventolato a vuoto 14 volte nei primi tre inning finendo la gara con un combinato di 23 strikeout e 14 valide. Sei dei dieci punti segnati sono stati frutto di HR e il partente dei Phillies non ha superato la quinta ripresa mentre i Reds hanno utilizzato cinque rilievi per vincere la gara.

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Il cambio swing di Christian Yelich

Nella foto Christian Yelich  (GENE PUSKAR/ASSOCIATED PRESS/ASSOCIATED PRESS)
Nella foto Christian Yelich (GENE PUSKAR/ASSOCIATED PRESS/ASSOCIATED PRESS)

di Frankie Russo tratto da ESPN.com

A metà stagione del 2018 il 26enne  Christian Yelich fu convocato per la prima volta per l’All Star Game con statistiche simili a quelle ottenute nei sei anni precedenti: MB 292, 11 HR, 43 punti battuti a casa, OPS 823. Nella prima gara dopo la pausa, Yelich realizzò 3 valide e da quel giorno è diventato uno dei migliori battitori nelle majors con un OPS pari a quello di Babe Ruth e una media di HR anche migliore. A fine stagione conquistò il titolo di MVP e anno dopo anno continuò la sua ascesa raggiungendo la vetta in tutte le categorie di battuta con ampio margine sugli inseguitori: MB per 9 punti, HR per 13 e RBI per 27. Di questo passo è facile immaginare che un giorno gli si spalancheranno le porte per la Hall Of Fame.

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David "Forever Young" Ross

di Allegra Giuffredi

Come ormai si sa, i Chicago Cubs, dopo cinque anni, hanno deciso di dare l’addio al grande Joe Maddon (1954), a cui comunque sempre dovranno e io con loro, eterna riconoscenza per la vittoria delle World Series 2016, contro Cleveland dell’altrettanto grande Terry Francona (1959), che invece è ancora lì. Me lo ricorderò sempre, durante le ultime gare della Serie finale contro gli Indians di Cleveland, mentre consultava le statistiche, spremendo il closer, perché sapeva che non c’era altra strada per vincere.  L’ultima partita poi, quella Gara7, giocata a Cleveland, sempre in salita ed inframmezzata dalla pioggia, la ricorderò davvero e per sempre, anche, perché come catcher vi giocò un certo David Ross (1977).

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Alvaro Espinoza vorrebbe allenare in Italia

di Paolo Castagnini

Chi è Alvaro Espinoza

Prospetto degli Houston Astros Espinoza ha giocato come shortstop per dodici stagioni in MLB con i Minnesota Twins (1984–1986), New York Yankees (1988–1991), Cleveland Indians (1993–1996), New York Mets (1996) e Seattle Mariners (1997).

Battitore di contatto Espinoza ha totalizzato una media di .254 con 22 homerun e 201 RBI in 942 partite, tra cui 252 singoli, 105 doppi,  nove tripli e 13 basi rubate. Ottimo difensore, aveva un forte braccio che gli ha concesso di eseguire molti doppi difensivi, così come la sua intelligenza  e conoscenza del gioco erano le sue caratteristiche principali.

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Il baseball praticato dalle donne - 3^ parte

Nella foto Tom Hanks nella grande interpretazione del manager James “Jimmy” Ducan in "A League of Their Own" (Ragazze Vincenti)
Nella foto Tom Hanks nella grande interpretazione del manager James “Jimmy” Ducan in "A League of Their Own" (Ragazze Vincenti)

di Michele Dodde

Leggi la 1^ parte

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Gli eventi bellici della seconda guerra mondiale, che di fatto avevano sfoltito i giocatori delle franchigie della Major League richiamandoli ad assolvere il dovere delle armi, indussero alcuni imprenditori appassionati di baseball a non far scemare lo spettacolo del gioco che era molto sentito come garbato passatempo familiare. Così il produttore di chewing gum e dirigente della Major League, Philip K. Wrigley, unitamente al patrocinio di Walter Harvey, proprietario di una industria dolciaria, organizzò la prima stagione agonistica di baseball giocato da donne. Il film già evidenziato ripercorre così le varie fasi organizzative riesumando anche i primi preconcetti all’iniziativa. Ad iniziare dal manager James “Jimmy” Ducan, un ex giocatore menomato ad un ginocchio e dedito più all’alcol che al fine odore dell’erba sui diamanti, in quanto era il primo ad essere fortemente scettico sulle possibilità che le giocatrici fossero in grado di giocare una vera partita di baseball, e da un pubblico cui la novità strideva con i ricordi di altre gare viste.

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Ascesa e declino Houston Astros: fu vera gloria?

Orlando Ramirez-USA TODAY Sports
Orlando Ramirez-USA TODAY Sports

di Frankie Russo tratto da totallytigers

Dopo anni di insuccessi, campionati terminati con più di 100 sconfitte, finalmente gli Houston Astros hanno incoronato il loro sogno conquistando il titolo delle World Series nel 2017. Un’organizzazione che fino al mese scorso ci ha fatto intravedere una macchina perfetta, e che ora invece si trova nel bel mezzo di una tempesta. Nel mondo del baseball ora ci si chiede: Fu vera gloria? E’ particolarmente difficile al giorno d'oggi essere un membro dell’organizzazione degli Houston Astros, in particolare a seguito di quanto successo negli ultimi 30 giorni. Trenta giorni che hanno causato tanti danni  di cui se ne parlerà a lungo e che potrebbero danneggiare irreparabilmente  l’immagine della franchigia. 

 

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Giancarlo Mangini oltre la Voce un grande Vignettista

di redazione

Su segnalazione di Leo Marchi che con piacere pubblichiamo.

Giancarlo Mangini oltre alla voce conosciuta da noi del baseball e del softball, è stato un validissimo disegnatore. Nell'ambiente dei vignettisti era soprannominato El Cubano. Ha disegnato anche per Il MonelloIntrepido, alcuni periodici Disney e inoltre per la Domenica Enigmistica.

Moltissimi suoi lavori furono proprio a favore del suo amato sport sia per la Federazione che per le Società. Alcuni dei loghi disegnati, sono tutt'ora quelli  ufficiali, tra questi anche di società molto blasonate. Qui di seguito alcune Medaglie, Botton, Adesivi con logo di società ideati da Mangini. Un omaggio al grande Mangini per non dimenticare. Altro materiale lo si può trovare sul sito "adesivibaseball.blogspot.com"

Nella foto tre vignette disegnate con pennarello nero pubblicate sulla rivista "Il Settimo Giorno" attualmente gli originali in vendita presso il sito libreriabottigella.it al prezzo di 36€

 

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Juan Soto sarà la prossima superstar?

Juan Soto (Getty Images)
Juan Soto (Getty Images)

di Frankie Russo tratto da ESPN.com

Non è stato il fuoricampo di Kendrick il momento più importante di Gara 7 e che rimarrà impressa nella memoria di tanti per lungo tempo. Il momento chiave è stato la base su ball conquistata da Juan Soto nel  7° inning, inning che veramente ha cambiato volto alla partita. E’ stato anche il momento che ha mostrato come il 21enne stella delle World Series avrà la possibilità di diventare il nuovo Albert Pujols o Mike Trout. Con un eliminato e gli Astros in vantaggio per 2-0, Zack Greinke, che fino ad allora aveva dominato l’attacco avversario, si trovava in una situazione da dover affrontare per la terza volta i migliori battitori del lineup dei Nationals: Anthony Rendon, Juan Soto e Howie Kendrick. 

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European Baseball Coach Experience - Ultimi giorni

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Il baseball praticato dalle donne - 2^ parte

di Michele Dodde

Leggi la 1^ parte

Dopo la Lizzie le pagine ingiallite di una cronaca andata riportano il nome di Alta Wiess Hisrich che ha incominciato a lanciare a Ragersville in una squadra di baseball di ragazzi all’età di soli 14 anni. Correva l’anno 1904 e tanta fu la curiosità  suscitata dal suo stile e dalla sua tenuta sul monte di lancio che a 17 anni, entrata nel roster della squadra semiprofessionista di “Vermilion Independents”, la sua prestazione al debutto richiamò ben 1200 persone sugli spalti per assistere alla gara. Oltre 3000 invece furono i fans quando debuttò con la casacca dei “Cleveland Naps”. Le sue particolari doti di giocatrice le aprirono le porte presso lo Starling Medical College dove si laureò medico. Pur professando la sua nuova attività, continuò a giocare in squadre maschili amatoriali sino al 1920. La sua determinazione e vita da favola fu evidenziata dalla scrittrice Deborah Hopkinson nel libro per ragazzi: “Girl Wonder: a Basaball Story in Nine Innings” mentre la sua uniforme composta da una blusa ed una gonna lunga sino alle caviglie è ora presso il Museo di Cooperstown.  

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Allenarsi per essere sempre pronti

di Frankie Russo tratto da coachbaseballright

Supponiamo di avere un giocatore di categoria U18 che non rende come si sperava nella posizione in cui gioca, oppure un giocatore che spende più tempo in panchina che in campo. Viene naturale da pensare come può uno migliorare se non ha la possibilità di giocare. Ma non vi fate ingannare, il posto in squadra si guadagna in allenamento! Così è quando il coach decide chi deve giocare, dove deve giocare e come deve giocare la squadra. Alcuni coach preferiscono far giocare sempre i migliori, altri preferiscono dare la possibilità a tutti, entrambi i metodi sono validi, è una decisione del coach. Ma ogni decisione deve essere frutto di una valutazione presa in allenamento, è in allenamento che il giocatore si guadagna il posto in squadra.

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Giancarlo Mangini: la voce del baseball e del softball

Nella foto a sinistra Giancarlo Mangini e a destra un altro grande che non c'è più Rino Zangheri - Due grandi del baseball che ci hanno lasciato in questo 2019 (foto tratta dal sito della Fortitudo)
Nella foto a sinistra Giancarlo Mangini e a destra un altro grande che non c'è più Rino Zangheri - Due grandi del baseball che ci hanno lasciato in questo 2019 (foto tratta dal sito della Fortitudo)

di Michele Dodde

Oggi 9 novembre è venuto a mancare Giancarlo Mangini. Era nato a  Pola il 13 gennaio del 1931. Mangini è stato una delle figure più rappresentative del baseball e del softball italiano, prima come giocatore ed in seguito come manager, dirigente, tecnico federale, giornalista e telecronista. Ha conosciuto il baseball nel 1940 ed ha incominciato a giocarlo nella squadra dei Leo Baseball di Milano. La sua bravura lo ha portato a giocare nella massima serie per più di venti anni indossando la casacca  dell’Ambrosiana negli anni 1948-1949, poi del Milano negli anni 1950-1951, del Pirelli nel 1953 ed infine dell’Inter, sponsorizzata allora dalla GBC Italiana,  dal 1954 al 1971. Di questa squadra, che annoverava tra gli altri i fratelli D’Odorico, i fratelli Cardea, Clerici, Carmignani e lo stesso suo fratello Sergio, è stato l’indiscusso leader ed allenatore. 

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Il baseball praticato dalle donne - 1^ parte

Nella foto la locandina del film "The Bad News Bears” (Che botte se incontri gli Orsi) con Tatum O’Neal e Walter Matthau
Nella foto la locandina del film "The Bad News Bears” (Che botte se incontri gli Orsi) con Tatum O’Neal e Walter Matthau

di Michele Dodde

Quando in Italia nel 1976 apparve nelle sale cinematografiche il film “The Bad News Bears” ("Che botte se incontri gli Orsi"), la sapiente regia di Michael Ritchie, coadiuvato in sceneggiatura da Bill Lancaster, lasciava immagine dopo immagine il volitivo significato di quanto fosse importante osare comunque. Gli spettatori però, e tra questi anche i neofiti amanti del baseball, si chiesero perché il trasognato semialcolizzato manager degli evanescenti Orsi, Morris Buttermaker, impersonato sullo schermo da un gigionesco Walter Matthau al meglio delle sue interpretazioni, stesse cercando di convincere sua figlia Amanda, interpretata da una giovanissima e bravissima Tatum O’Neal, a proporsi come lanciatore in una squadra tutta maschile. La fine del film, che veniva classificato come una benevola fiaba, allo sfumato spettatore lasciava qualche dubbio: poteva una ragazza giocare in una squadra maschile di baseball? E poi con successo ricoprire il ruolo più importante della squadra, il lanciatore, che determina con i suoi lanci l’ottimale capacità difensiva della squadra? Una favola dunque o una vincente trovata dello sceneggiatore. In effetti invece quella possibilità era ed è permessa dai regolamenti dell’attività agonistica della Little League.

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Lo scandalo

di redazione

Nel 1919 i Chicago White Sox perdevano la World Series contro i Cincinnati Reds. Un anno dopo, otto giocatori di quel team verranno espulsi a vita. Perchè? Pietro Striano (Going Home, Ascesa dei Vinti) e Michele Dodde (Baseball on the road), si sono uniti in un saggio a quattro mani, lontano dalle favole cinematografiche. In appendice Filippo Coppola (Baseballmania.eu) e Marco Campanini (MLB Italia/Contopieno),  raccontano di un evento simile avvenuto rispettivamente in Giappone e sulla Costa occidentale degli States.

Qui i due links : DIGITALE  -  CARTACEO

Il progetto vuole essere totalmente gratuito, tuttavia Amazon impone dei costi fissi. Gli autori però si rendono disponibili ad inviare il PDF a coloro che lo desiderano. A tal proposito basta inviare una mail a strianopietro@gmail.com

Acquistando la versione cartacea o digitale tramite Amazon gli autori non guadagnano praticamente nulla (10 centesimi a copia, il resto va tutto ad Amazon), ma la stesura è stata realizzata per far conoscere ai più giovani aspetti ed eventi salienti  della storia del baseball. Questo è solo il primo tassello di un progetto che si vorrebbe continuare ed ovviamente con l'aiuto della comunità baseball.. Condividete il pdf o il libro con più persone possibili poichè il baseball non è solo un gioco ma stile di vita e soprattutto filosofia. Per tutte le informazioni scrivere alla mail di Pietro Striano, che non ha Facebook, e vi risponderà. Buona lettura !

Per gentile concessione degli autori segue la conclusione del saggio di Michele Dodde

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Washington Nationals - Come si diventa Campioni

di Frankie Russo tratto da totallytigers

Washington DC, oltre ad essere la capitale degli Stati Uniti d’America è diventata anche la capitale dello sport. I Washington Capitals (Hockey sul ghiaccio) vinsero la Stanley Cup nel 2018; I Mystics (Basket femminile) hanno vinto il titolo WNBA e i Nationals hanno appena vinto le World Series. I Nationals sono un’organizzazione che ha potuto contare su un numero innumerevole di giocatori di talento, ma non erano mai riusciti a portare a termine la corsa per il trofeo più ambito. Hanno vinto diversi titoli divisionali, qualche successo nei playoff e niente più. Almeno fino allo scorso mercoledì notte. E qui possiamo citare l’aneddoto di George Santayana: "Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo".

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Zack Vs Max: due stili a confronto

di Frankie Russo tratto da totallytigers

Gara 7 delle World Series.  Non esiste evento più straordinario per un tifoso di baseball, e di conseguenza  si parla solo di questo in particolare per il monte di lancio. In questa particolare Gara 7 è stato un duello con due differenti stili a confronto.  Da un lato la potenza, l’aggressività e l’intensità di Max Scherzer, leader e anima dei Nationals contro la calma e l’arte composta di Zack Greinke, uno stile che gli Astros sperano possa riempire il vuoto che lascerà Gerritt Cole quando opterà per divenire un free agent. Questa è stata Gara 7, almeno fino al sesto inning.

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I luoghi del cuore

Nell'immagine l'Heritage Field dove sorgeva il vecchio Yankee Stadium - Sullo sfondo il nuovo Yankee Stadium
Nell'immagine l'Heritage Field dove sorgeva il vecchio Yankee Stadium - Sullo sfondo il nuovo Yankee Stadium

di Allegra Giuffredi

Sono a New York. E per chi ama il nostro sport, NY è foriera di tanti ricordi sportivi legati al baseball e non solo, perché è la patria degli Yankees e dei Mets, nati per supplire al “buco emotivo”, lasciato dalla partenza dei Brooklyn Dodgers e dei NY Giants,  migrati sulla West Coast, ma anche e soprattutto, perché qui trovi le origini del baseball. Nel mio viaggio statunitense e prettamente newyorchese, mi sono imbattuta in tre luoghi “del cuore”, di grande fascino. Il primo si trova nel Bronx, dove, da sempre vi è lo stadio degli Yankees, che nel tempo è cambiato ed è stato proprio leggermente spostato, con tanto di demolizione e ricostruzione. Ma dalla distruzione del vecchio Yankee Stadium qualcosa è rimasta: il campo, che ora si chiama Heritage Field con il monte di lancio originale. Ma ci pensate che gente come Roger Clemens (1962) e pure Mariano Rivera (1969) hanno lanciato da quel monte?

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Studio e Sport negli Stati Uniti? Una promozione nel mese di Novembre

di redazione

L'agenzia con cui collaboriamo ormai da oltre 10 anni ci comunica questa promozione a favore dei nostri ragazzi ragazze che con piacere pubblichiamo. Nella sezione "Studiare negli Stati Uniti" trovate tutte le info e le esperienze dei molti ragazzi e ragazze andati negli Stati Uniti con il nostro aiuto. Il momento ideale per lo studio in High School è la quarta superiore. Lo studente ha terminato il triennio e la scuola italiana acconsente ad un anno all'estero al termine del quale con un esame si viene riammessi nella scuola superiore italiana per frequentare il quinto anno e quindi poi la maturità. Qui di seguito la promozione di Novembre 2019

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