La controversa storia di Dizzy Dean

di Michele Dodde

Ha un risvolto particolare la storia sportiva di Jerome Herman Dean in arte lodato come Jay “Dizzy” Dean. Molto acclamato sui diamanti per il suo indiscutibile e particolare talento sul monte di lancio tanto da aprirgli le porte della Hall of Fame nel 1953 quanto invece poi snobbato e mal supportato in società dai colletti bianchi. Nato a Lucas in Arkansas il 16 gennaio del 1910, Dean era un ragazzo cresciuto in simbiosi con i duri lavori di campagna che gli avevano donato un fisico possente ed un formidabile braccio destro che, una volta entrato nei ranghi della Major League Baseball, gli ha permesso, durante una carriera sportiva di dodici anni, di realizzare una incisiva quanto lodata carriera. Ha indossato onorevolmente le casacche dei St. Louis Cardinals, Chicago Cubs e St. Louis Browns  chiudendo la sua carriera con 150 gare vinte su 283 disputate con un’ERA pari a 3.02.

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Quando le cose non funzionano

di Frankie Russo

tratto da  

totallytigers.wordpress.com

Erano in molti a pensare che con l’arrivo del nuovo proprietario dei NY Mets le cose sarebbero cambiate in meglio. Invece è stata la semplice conferma che non si può cambiare fin quando non ci sarà un cambio nella cultura aziendale. Il proprietario Steve Cohen ha licenziato il GM coinvolto in scandali sessuali che risalivano al 2016 ma che solo oggi sono stati portati alla luce. Insieme a lui altri coach e dirigenti hanno rassegnato le dimissioni per reati simili. In quale altra organizzazione si riscontrano tanti scandali? Per questo è stato richiamato l’ex Sandy Alderson per cercare di riordinare l’assetto societario, ma va anche tenuto conto che molte delle persone coinvolte negli scandali sono stati assunti proprio da Alderson. Per avere una conferma di quanto sia stata disastrosa la gestione dell’organizzazione negli ultimi anni, basti pensare che prima dell’accettazione dell’incarico di GM da parte di Mike Eppler, ben 13 altri candidati hanno rifiutato l’offerta dei Mets. 

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Il baseball sul grande schermo - n°1

di Michele Dodde

1^ parte

Vedere per la seconda volta le sequenze del film Moneyball, prodotto nel 2011, dopo la  prima volta viste in modo totalmente emotivo per quell’incipit che licenziava il movie quale esortazione a verificare come la vera vittoria non deve essere basata sul risultato ma sul coraggio di portare avanti le proprie idee, ha suscitato una condivisibile curiosità da parte di quell’esegeta che è Paolo Castagnini: come vengono scelti gli attori nei film che trattano di e con il baseball? Indiscutibilmente il grande schermo è la sintesi dell’arte visiva e tutti i particolari diventano oggetto e soggetto per analisi del dettaglio e forza persuasiva e che consegneranno poi alla storia banalità ed immortalità delineatrici di accurate analisi e scelte.

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La MLB è a un punto di stallo

Nella foto Max Scherzer passato ai Mets con un contratto da capogiro
Nella foto Max Scherzer passato ai Mets con un contratto da capogiro

di Frankie Russo

tratto da  

totallytigers.wordpress.com

E’ stata una settimana pazzesca, molte transizioni, alcune delle quali hanno superato ogni aspettativa sorprendendo persino i diretti interessati, sia in termini di soldi che di durata. Da poco è scaduto il termine ultimo per il rinnovo del CBA senza che si sia raggiunto un accordo tra i proprietari e il sindacato giocatori, un accordo che sembra ancora molto lontano. Quindi, dalla mezzanotte di mercoledì tutto è bloccato. Uno dei punti cruciali per le trattative riguarda la proposta dei proprietari di allargare i playoff. Attualmente il format prevede i playoff a 10 squadre, i proprietari ne vogliono aggiungere altre 4 per portare il numero totale a 14. 

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In quale categoria sta la tua squadra?

di Frankie Russo

tratto da

totallytigers.wordpress.com

Circolano voci che Billy Beane stia per lasciare gli Oakland Athletics in cerca di un’altra squadra. Forse qualche team potrebbero assumerlo sperando che possa finalmente fare di loro una squadra vincente. Infatti esistono squadre che sembrano non cambiare mai. Vi sono squadre che fanno sempre bene, vi sono squadre che vagano nel buio, quelle spesso coinvolte in scandali e quelle che partecipano senza nessun obiettivo.  Perché alcune organizzazioni fanno le cose sempre nel modo giusto come i Cardinals? O altre, come gli Angels, che hanno sempre qualche dirigente coinvolto in atti illegali? E altre ancora che permettono a molestie sessuali di prosperare? Quale è il loro modello? Tutto si riduce alla cultura aziendale. Riguarda la leadership, o la sua mancanza. Si tratta di coloro che vogliono veramente essere i migliori e prestare attenzione ai dettagli. Per altri, l’unico scopo sono i profitti. Si tratta di alcune squadre che sono proattive e altre che sono reattive.

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Allenare il baseball giovanile - 17^ e ultima parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

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Le conclusioni di Cal Ripken

Il baseball, per quanto si possa essere d’accordo o meno, è un gioco semplice, giocato con mazze, palle e da persone. E’ un concetto ribadito molte volte in precedenza, ma non vogliamo che i coach dimentichino questo principio fondamentale.  Sembrerebbe un concetto banale, ma riflettendo bene, è proprio così. Se osservate due squadre durante il riscaldamento, il 99% delle volte vince la squadra che palleggia meglio. Meglio si applicano i fondamentali, meglio si gioca a baseball. 

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Una tecnica diversa per la raccolta di una ground ball dagli esterni

di Paolo Castagnini 

Guardate attentamente la foto qui a fianco. Il giocatore è Miguel Sano' ed è un esterno dei Twins. Naturalmente è lo stesso sia della metà a sinistra che in quella a destra. La foto lo ritrae durante un allenamento del fondamentale della presa di una rotolante all'esterno. La differenza tra le due foto è sostanziale. In quella a sinistra la raccolta avviene con il piede sinistro avanti e l'altra con il piede destro. 

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Shohei Ohtani, quale futuro?

Shohei Ohtani  (Michael Owen Baker / Associated Press)
Shohei Ohtani (Michael Owen Baker / Associated Press)

di Frankie Russo

tratto da ESPN

Il fenomeno giapponese Shohei Ohtani ha vinto a mani basse l’MVP award dell’AL con prestazioni nella stagione 2021 mai raggiunte prima. A soli 27 anni Ohtani ha dimostrato di poter essere il più produttivo giocatore di baseball sia come lanciatore partente che come giocatore di posizione. Se un giorno dovesse decidere di limitare i suoi inning come lanciatore, Ohtani potrebbe divenire il nuovo John Smoltz passando da lanciatore partente a closer. Non sarebbe poi così impensabile che, dopo quattro turni alla battuta, andasse a riscaldarsi nel bullpen nell’ottavo inning per poi andare sul monte e guadagnarsi la salvezza nel nono. Altrimenti potrebbe emulare Babe Ruth che decise di trasformarsi dal doppio ruolo in uno stabile esterno per produrre meglio in attacco. Anche questa sarebbe una decisione interessante. Proviamo ad immaginare quale sarebbe stato il suo rendimento con 700 turni alla battuta nel 2021, magari gli HR sarebbero stati oltre 60, è semplicemente un giocatore da non sottovalutare. 

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Allenare il baseball giovanile - 16^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

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Il tiro

La difesa nel baseball è suddivisa in due parti: tiro e presa. E’ facile intuire, quindi, che la squadra che riesce a fare meglio le due cose, è generalmente quella che vince.  A questo punto viene naturale chiedersi quale dei due  componenti sia la più importante,  e la risposta è che è impossibile da determinare, ma una cosa è certa: Non si può effettuare una presa se la palla è tirata fuori della nostra portata. Se la palla è tirata in una zona in cui  non è possibile effettuare la presa, è ovvio che c’è stato un errore. 

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La benda sugli occhi della MLB

di Frankie Russo

tratto da totallytigers.wordpress.com

Negli anni si sono verificati diversi scandali nell’ambiente della MLB, e in tutti i casi si è potuto notare un comune denominatore.  La MLB ha voluto sempre tenere tutto nascosto sotto la sabbia, perfino far finta di ignorarli completamente. Tutto nel tentativo di impedire al pubblico e agli appassionati di vedere qualsiasi cosa che poteva offuscare la sua reputazione. In epoca  recente c’è stato lo scandalo degli steroidi. Tutti sapevano ciò che stava succedendo semplicemente guardando i giocatori irrobustirsi fino al punto di divenire irriconoscibili. Il commissario Bud Selig non fece nulla, ignorando di fatto lo scandalo poiché l’incremento del numero dei fuoricampo e del gioco offensivo attirava più spettatori. Nel 2005 Bud Selig fece la sua peggior brutta figura asserendo che non sapeva nulla di steroidi fino al 1999. Tuttavia, lo scandalo fu maggiormente portato alla luce con il libro di Jose Canseco: “Doppati”.  Un anno dopo Selig ammise di essere stata una delle prime persone ad essere a conoscenza di cosa stava succedendo. Era come nascondere la testa nella sabbia come lo struzzo. Il libro di Canseco e la grande risonanza dello scandalo BALCO costrinsero Selig ad intervenire.

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Orestes "Minnie" Miñoso: il dimenticato Famer

di Michele Dodde 

E’ una emblematica storia quella di Oreste "Minnie" Miñoso infarcita da eccezionali eventi inerenti la storia del baseball e tuttavia sbiancata irriverentemente da una burocrazia priva di sentimenti e condita solo dai numeri. La sua carriera come giocatore parte dal 1946 quando a 21 anni, era nato il 29 novembre del 1925 a Perico, cittadina vicino all’Avana, va a ricoprire il ruolo di terza base indossando la casacca dei “New York Cubans”, franchigia del circuito della Negro League. Dopo l’avvento di Robinson che nell’immaginario collettivo era andato a delineare l’autentica e sofferta destabilizzazione del baseball dei bianchi, ovvero la riuscita modalità di abbattere le barriere razziali, Miñoso viene ingaggiato nel 1948 dalla franchigia di Cleveland, allora “Indians”, per poi passare ai “White Sox” di Chicago divenendo il primo giocatore cubano di colore nero a calcare i diamanti della Major League.

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Allenare il baseball giovanile - 15^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way 

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La Battuta

Ogni giorno da qualche parte qualcuno inventa dei nuovi esercizi per la battuta, e troppo spesso sono eccessivamente complicati oppure trattasi semplicemente di variazioni a quelli basilari che sono stati tramandati da generazione a generazione. Invece di abbracciare subito nuove tesi, probabilmente la cosa migliore sarebbe di seguire la filosofica del rimanere semplici.

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La complessa chiusura del cerchio magico…

di Michele Dodde 

Quando una ulteriore manifestazione inerente il “ Black Lives Matter” ("Le Vite Nere Contano"), movimento attivista originato all’interno della comunità afroamericana con l’intento di tramandare l’impegno nella lotta contro il razzismo, fu organizzata a New York  per protestare apertamente contro la profilazione etnica, la brutalità della polizia e la diseguaglianza razziale nel sistema giuridico degli Stati Uniti, l’esperto di musica e cartoonist per diletto Jim Shearer, nato il 3 gennaio del 1974 a Pittsburgh, pensò di richiamare l’attenzione dei coetanei sulle problematiche razziali andando a trovare una significativa testimonianza attraverso lo sport praticato dalle squadre sportive della sua città ed in particolare nel gioco del baseball. 

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Le tre perle di Ron Washington - 3^ Spirito di squadra e carattere

di Frankie Russo

segue dalla 2^

I Bravi Manager e Coach vi diranno che il Carattere è assolutamente necessario per il buon funzionamento di qualsiasi squadra. Il Carattere è ciò che siamo, la reputazione è ciò che gli altri percepiscono di noi. Vincere sembra molto importante, ad un punto tale da farci credere quasi che è l’unica cosa che conti. Il Carattere è al Centro di quello che io considero indispensabile per essere un Giocatore di Squadra.

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Le tre perle di Ron Washington - 2^ Gestire i giocatori

di Frankie Russo

segue dalla 1^

Comincia dall’interno di te stesso:

Parla a loro dal cuore. Più i giocatori sanno che ti interessi a loro, più saranno disposti ad ascoltarti per conoscere la tua visione

Lascia da parte il tuo Ego:

Concedere loro libertà il più possibile senza rinunciare alla tua Autorità, permetterà di dedicarti di più al tuo lavoro in qualità di custode della Visione di Squadra. Devi costruire un ambiente in cui tutti hanno il ruolo di Leader, dall’Esordiente al più Anziano o alla Prima Stella. Si chiama Responsabilità.

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Le tre perle di Ron Washington - 1^ Motivare

di Frankie Russo

In occasione della Coach Convention tenutasi a Bologna nel gennaio 2014, ebbi la fortuna di far parte del gruppo dei traduttori. Tra i relatori c’era Ron Washington allora manager dei Texas Rangers che per 4 anni consecutivi aveva ottenuto un record vincente di 90+ vittorie e che nel 2010 e 2011 aveva portato i Texas alle World Series. Come giocatore ha speso 12 anni nelle majors con i LA Dodgers, Minnesota Twins, Baltimore Orioles, Cleveland Indians e Houston Astros. Washington arrivò a Bologna con i suoi appunti e ci furono consegnati immediatamente al suo arrivo poiché non voleva che venissero tradotti con improvvisazione, voleva invece che venissero studiati in anticipo in modo che ogni frase e ogni parola fosse tradotta con la massima precisione. In nessuno di questi si faceva cenno a quanto succedeva in campo, erano invece tutti concentrati sull’aspetto mentale e psicologico su come una squadra deve essere gestita e come comportarsi nello spogliatoio. I suoi interventi furono tre, durante i quali la platea prestò la massima concentrazione restando in un silenzio ecclesiastico. 

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Il postumo riconoscimento a Joshua Gibson….il Babe Ruth nero

di Michele Dodde 

Il cartoonist Joe Sinnott, divenuto famoso per aver inchiostrato innumerevoli avventure dei supereroi dell’Universo Marvel Comics tra cui i “Fantastic Four”, “The Avengers”, “The Defenders” e soprattutto il fantasioso “The Mighty Thor”, in cuor suo amava molto il baseball ed i suoi personaggi e li ha onorati con particolari disegni commemorativi ora ben visibili presso la Baseball Hall of Fame. Perché parliamo di Joe Sinnot? Perché tra i suoi conclamati disegni, il più amato, a detta del figlio Marck, è stato quello che sinteticamente con rara maestria ha voluto rappresentare l’evoluzione dei costumi sociali grazie proprio al baseball. E’ questo il cartone originale a penna ed inchiostro "Honor Black Babe Ruth...At Last" che l'artista poi volle donare alla National Baseball Hall of Fame and Museum nel 1972, lo stesso anno in cui la indimenticabile leggenda della Negro League: Joshua Gibson è stata inserita nella Hall of Fame. 

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Allenare il baseball giovanile - 14^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

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Lavorare con i lanciatori

Un dilemma che spesso deve affrontare un coach a livello giovanile è come fare in modo che i lanciatori che giocano altre posizioni possano praticare anche a tirare, correre e perfezionarsi durante gli allenamenti. Infatti, dipendendo dal numero di ricevitori e coach a disposizione, non è sempre facile trovare il tempo necessario per preparare i lanciatori tra una prestazione e l’altra considerato il gran lavoro che devono fare per restare in forma nell’altra posizione. Insomma, far praticare come lanciatore, in battuta e in difesa deve rappresentare un grosso grattacapo per la gran parte dei tecnici.

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Buster Posey, quando la famiglia conta più di tutto

Kirby Lee-USA TODAY Sports
Kirby Lee-USA TODAY Sports

di Frankie Russo

Arrivato all’aeroporto di San Francisco, il GM Farhan Zaidi si trattenne più del solito nei pressi del cancello di uscita rifiutando l’idea di dover vedere per l’ultima volta il più grande ricevitore della storia dei Giants terminare lì la sua carriera. Sarà difficile ora immaginare i Giants senza Buster Posey, uno che è stato votato sette volte per l’All Star Game e divenuto un elemento fondamentale per le tre volte vincitore delle World Series nello scorso decennio. La decisione di Posey ha preso molti di sorpresa ma la verità è che il campione 34enne già prima dell’inizio della regular season aveva fatto trapelare la notizia che sarebbe stato il suo ultimo anno. Posey che ha disputato 12 stagioni con l’organizzazione e nel 2021 è stato uno dei migliori terminando con una media battuta di 304 e 889 di OPS, oltre ai 18 fuoricampo che hanno guidato i Giants a 107 vittorie e il loro primo titolo divisionale dal 2012. Il suo contratto per il 2022 prevedeva un salario di 22 milioni di dollari, ma alla fine Posey ha deciso di lasciare quando ancora al top della carriera e per stare più vicino alla famiglia.  

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Le giuste qualità per essere un buon umpire…

Nella foto l'umpire Silk è il secondo a destra.
Nella foto l'umpire Silk è il secondo a destra.

di Michele Dodde 

Rovistando tra le pagine ingiallite del quotidiano “Morning Call” in edicola il 7 maggio del 1918 a Paterson, New Jersey, ci si imbatte in una interessante intervista concessa allora da parte di Silk O’Loughlin, uno dei migliori umpire del circuito dell’American League dal 1902 al 1918. Dal carattere grintoso e forgiato da grande personalità, Silk fu designato, oltre ad importanti gare di cartello, anche in ben cinque World Series (1906, 1909, 1912, 1915 e 1917) inanellando nel suo personale palmares la direzione di dieci gare no-hitter e nel 1911 a sancire un perfect game del bostoniano Smokey Joe Wood che con la casacca dei Red Sox imbrigliò del tutto il line up dei St. Louis Browns. La ulteriore particolarità di quella gara fu che Silk fu l’ultimo umpire a dirigere da solo una competizione. 

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DOPO 26 ANNI I BRAVES SUL TETTO DEL MONDO

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Allenare il baseball giovanile - 13^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

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Gli interni

 

Il baseball s’impara con le ripetizioni, ed è un concetto che assume maggior rilevanza quando si tratta degli interni. Oggi si vedono tanti e diversi espedienti per sviluppare la manualità degli interni e migliorare la coordinazione occhio-mani, ma la cosa primaria è che, se si deve usare il guanto per giocare in difesa, allora bisogna imparare ad usarlo nel modo giusto. 

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Gli Astros tornano a Houston, ma non da soli

Brett Coomer/Staff photographer
Brett Coomer/Staff photographer

di Frankie Russo

Finalmente splende il sole in Atlanta e gli Astros hanno potuto allenarsi sul campo. Le due squadre si affronteranno con due diversi obiettivi: i Braves vorranno chiudere qui la serie, conquistare il loro 2° titolo e festeggiare in casa. L’ultima squadra a farlo sono stati i Boston Red Sox nel 2014.  Gli Astros vorranno vincere per restare in corsa per il titolo e porre le ultime speranze nel loro stadio. E’ stata una serie che ha visto diversi aspetti andare in senso contrario di quanto ci si aspettava. Generalmente nelle World Series, sono i partenti che dominano, in questa serie sono stati i bullpen a rubare la scena, specialmente quello di Atlanta dopo aver perso Charlie Morton. Il bullpen dei Braves è stato sensazionale lanciando 22,1 riprese, PGL 1,61, 22 SO, 5 BB. Tutto questo contro la migliore squadra offensiva delle majors, un’altra deludente sorpresa. 

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