Yogi Berra, l'aforismo del giorno - 2

di Frankie Russo tratto da ESPN

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Se ti trovi a un bivio, imboccalo

Sembra che l'aforismo derivi da quando Yogi Berra raccontò delle indicazioni stradali per raggiungere la sua casa a Montclair, nel New Jersey. "C'è un bivio, e in qualunque modo io lo prenda, arrivo sempre a casa mia".

Altre perle di saggezza di Berra:

 

 

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Gli Highlanders dei Lanci - 3

Nella foto Thomas Toad Ramsey
Nella foto Thomas Toad Ramsey

di Michele Dodde 

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Già, Russell Ford, come detto, era anche un vero specialista della Knuckle Ball ma l’ombrosa origine di questo tipo di lancio si perde tra le pagine della storia poiché è da dividere tra Thomas Toad Ramsey ed Eddie Cicotte con l’aggiunta di Charles H. Druery. Il primo, che nel 1885 divenne un inamovibile lanciatore dei Colonels di Louisville, forse fu veramente l’inadeguato inventore per via di una malformazione all’indice della mano destra. Essendo stato precedentemente un muratore, con la cazzuola si era reciso il tendine del dito indice che pertanto teneva sempre chiuso e che, quando lanciava la pallina, erano il dito medio ed il mignolo che con il pollice andavano ad imprimerle la forza potenziale. Ma era poi l’indice ripiegato a dettare la snaturata traiettoria. Il secondo, eclettico lanciatore dei rinomati Chicago White Sox, già nel 1908 gli fu accreditato il titolo di “Knuckles” in quanto faceva molto uso della pallina lanciata con le nocche ed essendo un autentico autodidatta tutto gli è dovuto. 

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Il boicottaggio

di Frankie Russo tratto da MLB.com

Nel baseball, come per ogni altro sport e diciamo pure nella vita quotidiana, i soprannomi sono all’ordine del giorno. Quando inventati dagli amici sono anche simpatici, al contrario possono essere offensivi. Ma di una regola cardine dobbiamo essere a conoscenza: <<Non puoi mai e poi mai essere l'ideatore del tuo stesso soprannome. Ogni soprannome destinato a durare nel tempo ha una proprietà particolare, frutto di una manovra specifica, concepita, riconosciuta e approvata solo dalla volontà della gente o, in alternativa, dai tuoi spietati amici. Cercare di invertire questa regola significa andare in cerca di guai>>. 

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Un atto d'amore - 2^ parte

di Judith Testa -  segue dalla 1^ parte

Un particolare interesse che ha reso la biografia di Maglie è che egli di fatto è stato uno dei protagonisti di alcune gare tra le più emozionanti nella storia del baseball, in specie quelle per la conquista dei primati, ma che poi spesso è stato dimenticato tra le righe della cronaca e dei commenti. Infatti se un eclatante evento nel baseball degli anni '50, di cui tutti pur con il minimo interesse per questo sport hanno sentito parlare, è stato certamente lo "shot heard  'round the world" di Bobby Thomson, ovvero il suo fuoricampo che, realizzato nella seconda metà del nono inning con già due corridori sulle basi  durante la decisiva terza gara tra i Brooklin Dodgers e i New York Giants del 3 ottobre del 1951, permise a questi ultimi di vincere l’incontro e conquistare il primato della National League, è pur vero che quello che la maggior parte dei tifosi, inebriati di adrenalina, non ha mai preso in considerazione, o ha dimenticato, è che in quella gara era stato Sal Maglie ad aver lanciato per ben otto inning scendendo poi dal monte di lancio a favore del rilievo Larry Jansen. Ed il punteggio era perdente per i Giants solo per 2-4. Qui il gioco della nemesi: nella prima parte di quell’idolatrato nono inning, Jansen con un’attenta difesa, liquidò i battitori dei Dodgers con 4 lanci e poi, grazie all’home run da tre punti realizzato da Thomson, per la strana combinazione della statistica, si vide dedicare dallo score la sigla di lanciatore vincente. 

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Un atto d'amore - 1^ parte

da redazione

Siamo lieti di pubblicare su Baseball On The Road un articolo redatto dalla scrittrice Judith Testa, tradotto da Michele Dodde, inerente il suo approccio alla realizzazione della biografia del lanciatore Salvatore Anthony Maglie i cui genitori erano emigrati negli Stati Uniti dal Salento. Judith Testa, già docente d’arte  presso la Northern Illinois University, è cresciuta come appassionata di baseball nella zona di New York durante gli anni ’50. E’ autrice di molti articoli relativi alle bellezze architettoniche e d’arte presenti in Italia ed ha firmato anche un famoso libro su Roma. Poi ha voluto scrivere una storia di un amore che per lei è durato tutta una vita: il baseball.

Come è nata una biografia

di  Judith  Testa

La risposta più comune che ricevo quando dico agli amici che ho scritto una biografia di un giocatore di baseball della Major League degli anni '50 è: "Huh???" Pochi dei miei amici qui nel Midwest mi hanno conosciuto abbastanza a lungo da essere consapevoli che sono cresciuta non lontano da New York e Brooklyn, in una famiglia di fanatici del baseball, e che ho imparato il gioco insieme alla lingua inglese.

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Yogi Berra, l'aforismo del giorno - 1

di Frankie Russo tratto da ESPN

E’ probabile che ci sia una fonte di verità nella storia di quando si incontrarono nel 1947 i due proprietari Tom Yawkey dei Red Sox e Dan Topping degli Yankees. Si contrattava per uno scambio tra Ted Williams per Joe DiMaggio. Decisero di incontrarsi il giorno dopo ma non fu raggiunto un accordo che s’interruppe bruscamente quando Yawkey disse: E forse dovresti buttarci dentro anche quel piccolo ricevitorino. Quel piccolo ricevitorino era Yogi Berra che poi è divenuto a parere di molti, il secondo miglior ricevitore della storia dopo Johnny Bench. Berra si è aggiudicato tre trofei MVP ed è finito secondo nelle votazioni altre due volte. Era un tremendo battitore di contatto e uno dei migliori combinati contatto/potenza di sempre: ha battuto 358 HR con 414 strike out. Nel 1950 realizzò 28 HR con soli 12 strike out. Quando ancora nelle minors, portò a casa 23 punti in un doppio incontro. Al riguardo dichiarò di essere stato fortunato perché c’erano sempre le basi cariche.

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The Imperfect Game

Armando Galarraga  e Jim Joyce (Paul Sancya, Associated Press)
Armando Galarraga e Jim Joyce (Paul Sancya, Associated Press)

di Frankie Russo tratto da totallytigers

Guardare una gara live di baseball MLB quest’anno è divenuta utopia, o forse chissà. Così ci accontentiamo di ciò che ci passa il convento, gare del passato, i no-hitter, le finali delle World Series, magari qualche All Star Game e non possono mancare the perfect games. Negli USA ovviamente non cambia molto, ma una partita in particolare ha attirato l’attenzione degli appassionati:

The Impefect Game del 2010.

Il 10 giugno prossimo saranno trascorsi 10 anni da quando Armando Galarraga dei Detroit Tigers eliminò i primi 26 Cleveland Indians che aveva affrontato. Poi nel nono inning il 27° battitore, Jason Donald colpì la palla indirizzandola sul lato destro del diamante dove Miguel Cabrera si allungò, effettuò la presa e tirò in prima dove era corso Galarraga per la copertura. Donald era palesemente eliminato. O non lo era? L’arbitro di prima, Jim Joyce disse di no. Donald era salvo. Non era più una gara perfetta. Non era più una no-hitter. Con l’eliminazione del battitore successivo, tutti avevamo avuto la sensazione di aver assistito alla prima gara perfetta con 28 eliminazioni. 

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Baseball in love

di Allegra Giuffredi

È di qualche tempo fa la notizia dell’amore scoppiato tra J Lo, al secolo Jennifer Lopez, una delle donne più belle del mondo ed A Rod, ossia Alex Rodriguez, che oltre ad essere uno dei più grandi giocatori di baseball di tutti tempi, pare che sia anche uno degli uomini più sexy del pianeta. Ora, io questo non lo so, anche perché mi sa che il ragazzuolo più carino l’ho sposato io, ma devo dire che Rodriguez effettivamente è un bel ragazzo. Jennifer Lopez (1969), attrice, cantante e star internazionale del mondo dello spettacolo, oltre che donna intelligente, non foss’altro per aver fatto di necessità, virtù, valorizzando un lato B fin troppo prominente, invece di piallarlo e già madre e moglie, con tante storie sentimentali alle spalle, si è finalmente innamorata di questo ragazzone, più giovane di lei di sei anni: mica scema. Non il solito “toyboy”, bensì Alex Rodriguez, che a sua volta ha “fatto bingo”. Secondo la Lopez, che da un po’ di tempo era disincantata sull’amore e pensava che non si sarebbe più innamorata, Rodriguez è fantastico. E il loro primo appuntamento è iniziato con un “ciao”  e una simpatica pacca sulla spalla della bella Jennifer all’altrettanto bell’Alex. “È il migliore, un bravo ragazzo, divertente e simpatico, lo ameresti anche tu” ha detto la Lopez, al The Late Late show da James Corden (1978).

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Babe Ruth e la lettera a Jimmy

di Michele Dodde 

L’attenta e gentilissima Sabrina Rainini nel lasciare un suo commento ad un articolo apparso sul sito “BaseballOnTheRoad” rimarcava quanto interessante ed importante fosse la osannata “Lettera a Jimmy” di Babe Ruth ed il perché questa dovesse essere letta e riletta di continuo sia da parte dei giovani sia da parte dei coach per assimilare la filosofia e l’amabilità verso il baseball e dunque giocarlo. E questo perché ammirando le sue prestazioni in diamante il personaggio George Herman Ruth nominato “Babe” per il suo intendere fanciullesco del gioco è diventato sinonimo di baseball così come il baseball lo è per Babe.

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La superstizione nel baseball

Edward Mujica (Getty images)
Edward Mujica (Getty images)

di Frankie Russo tratto da ESPN

Chi non è superstizioso nel mondo del baseball scagli la prima pietra. Se non tutti, possiamo dire che quasi tutti i giocatori, incredibilmente stravaganti e a tutti i livelli non possono fare a meno delle superstizioni. Chi entra e esce dal campo prestando attenzione a non calpestare le linee, il lanciatore che non vuole che nessuno tocchi la palla, senza considerare le comiche che spesso vediamo nel box di battuta. Oggi ci prendiamo la briga di elencare alcune delle più strane delle superstizioni della MLB.  Il lanciatore Edward Mujica per esempio, dichiara di non essere superstizioso sostenendo che le sue stranezze fanno parte della routine. Nel quarto inning di ogni gara, con due eliminati, Mujica si deve trovare sempre nello stesso posto nel bullpen. Nel quinto scava una buca nella parte anteriore del monte e poi sputa mezza bottiglia di Gatorade rosso (deve essere rosso!) nella buca. La più stravagante è quella che ogni sera nel bullpen deve inserire la manica della sua giacca in quella di un compagno. Poi dice che gli altri sono strani!

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L'antica protesta

di Franco Ludovisi

L’amico Michele Dodde sottopone alla mia attenzione due articoli, purtroppo senza data, che trattano vicende del baseball e mi si chiede se dicano qualcosa alla mia memoria storica. Dal colore dei trafiletti gli articoli sono sicuramente tratti dalla Gazzetta dello Sport e per gli argomenti trattati  possono essere datati attorno agli anni 1977  -  1979 (anni in cui la Fortitudo è stata sponsorizzata Biemme). Gli argomenti da trattare dunque sono due: 

il primo è la protesta che i giocatori della Biemme  Bologna e del Firenze attuarono sul diamante  del Falchi  prima della partita fra le due squadre ed inerente la tutela dei giocatori di baseball italiani che vedevano sempre meno la possibilità di partecipazione al Campionato di vertice stante l’enorme presenza di  “oriundi e/o Italiani residenti all’estero” nelle file delle squadre partecipanti; 

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Elena Maggiore, brava ma sfortunata

di Paolo Castagnini

Tra le varie storie legate al Coronavirus c'è anche questa. Una piccola storia, ma piena di significato. Un'esperienza a metà, bella si ma alla quale manca un pezzo di un puzzle che non più tardi di sei mesi fa sembra completarsi in un bel quadro. A quel quadro mancherà un pezzo ma sarà bello lo stesso. E' la storia di una delle nostre ragazze del Softball. Elena Maggiore è una ragazza del Rovigo, molto determinata e decisa all'esperienza negli Stati Uniti. Doveva essere un'esperienza di vita e di softball, ma il Coronavirus si è messo di mezzo. Ecco l'intervista a Elena che attualmente si trova alla Washington Academy nel Maine. Nel suo racconto traspare la delusione per il gioco mancato, ma la soddisfazione di un percorso di vita che rimarrà per sempre.

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Lettera a Michele Dodde, personaggio lontano dai riflettori

di Ezio Cardea

Caro Michele, pur essendo tu ed io immersi nel baseball da più di mezzo secolo, ci siamo conosciuti solo pochi anni fa. Ti avevo “incontrato” su altri blog, e da alcuni tuoi scritti avevo notato, oltre ad una non comune proprietà di linguaggio, anche una notevole competenza tecnica.  Ho quindi cercato di informarmi sui tuoi trascorsi scoprendo la notevole carriera che hai fatto come “umpire”, con importanti risultati che hanno dato lustro alla scuola italiana degli arbitri di softball per essere stato il primo “umpire” italiano ad esordire nel Campionato del Mondo di Softball (Oklaoma 1987).  Sei anche stato abile “ambasciatore” dell’italico baseball guidato dall’indimenticabile Bruno Beneck, contribuendo in tale veste in modo determinante all’ingresso del baseball alle olimpiadi del 1984 di Los Angeles.  Persino Paolo Castagnini, ben più addentro di me nel mondo  federale, ignorava tante delle tue attività svolte nel baseball, per il baseball e per la Federazione, descritte nell’intervista del 2014

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Gli Highlanders dei Lanci - 2

di Michele Dodde 

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Tuttavia il re della spitball resta l’acclarato Burleigh Arland Grimes che per una strana concessione, che solo nel particolare mondo del baseball vengono attuate, è stato l’ultimo tra i 17 lanciatori professionisti, cosiddetti spitballers della Major League, ad usufruire di uno speciale permesso a continuare ad usarla nonostante il divieto di tale tipo di lancio fosse stato bandito già nel 1920. Sfruttando questa possibilità il Grimes nel corso della sua carriera durata 19 anni andrà a vincere ben 270 gare disputando anche quattro World Series. E tra le sue altre prerogative, quella più amata dai suoi tifosi nelle diverse squadre in cui fu ingaggiato, i Giants di New York, I Braves di Boston, i Cardinals di St. Louis, i Cubs di Chicago, era  che non si rasava mai nei giorni in cui doveva lanciare per cui fu chiamato bonariamente “Ol ‘Stubblebeard”. Lascerà la Major League come giocatore il 20 settembre 1934 con la casacca dei Pirati di Pittsburg, squadra con cui aveva debuttato nel 1916 ed in seguito divenne un sofisticato manager sia di squadre di Minor che di Major League. Il Comitato dei Veterani nel 1964 gli concessero l’onore di entrare nella Hall of Fame mentre i due giornalisti sportivi, ed analisti, Lawrence Ritter e Donald Honig lo hanno inserito nel loro ricercato libro inerente i “100 migliori giocatori di baseball di tutti i tempi”.  

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Five Tool Player - Tiro

Il 20 Aprile 2016 Statcast ha misurato il tiro di Aaron Hicks out a casa base a 105.5 MPH
Il 20 Aprile 2016 Statcast ha misurato il tiro di Aaron Hicks out a casa base a 105.5 MPH

di Frankie Russo

tratto da MLB.com

Senza dubbio il braccio è un fondamentale a cui prestare particolare attenzione. Sia che trattasi di un tiro da effettuare dal profondo esterno, o attraverso il diamante o da dietro al piatto, avere un braccio può aiutare a fare eliminazioni che sembrano impossibili. Tutto a un tratto la palla arriva sulla base e il corridore eliminato torna mestamente in panchina.  Non è solo una questione di forza naturalmente (BOTR 2/1/19), anche la precisione è importante, e i migliori giocatori sono in grado di tirare missili direttamente al bersaglio da qualsiasi posizione. 

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Solitudine e Appartenenza

di Michele Dodde

Sono sempre molteplici le domande che si ripetono, sono sempre molteplici le curiosità inerenti, sono sempre molteplici le perplessità: perché tu ami il baseball?, viene chiesto. Quale episodio ti ha permesso di conoscerlo?, viene puntualizzato. Perché è così difficile interpretarlo?, quale ultima analisi...

Ed è vero: il baseball, che è apparentemente un semplice gioco, è anche una disciplina sportiva che viene gestita su regole di atti leciti ed atti illeciti. Ma conosciuto e praticato diventa una sintesi specchiata della continua ricerca del proprio io e della propria esistenza perché in esso sono racchiusi due fondamentali e ricercati principi quali la Solitudine e l’Appartenenza. 

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MLB: Il Campionato 2020 ci sarà

Il Comerica Park di Detroit
Il Comerica Park di Detroit

di Frankie Russo tratto da detroitnews.com

Solo pochi giorni fa avevamo pubblicato un articolo riportando i dubbi sullo svolgimento del campionato MLB. Ebbene, è dell’ultima ora che i proprietari hanno dettato le loro condizioni al sindacato giocatori che potrebbe permettere l’inizio di campionato nel primo fine settimana di luglio in stadi senza tifosi ed estendendo il DH anche nella National League per il 2020. Mancano ancora alcuni dettagli, ma voci non ufficiali riportano che lo Spring Training potrebbe avere inizio a metà giugno. Una prossima riunione tra le parti è prevista per martedì prossimo e comunque non sarà facile considerato la novità della situazione. Gli aspetti più difficili pare siano stati già affrontati come la salvaguardia della salute dei giocatori, i rapporti con le famiglie, con lo staff, con gli addetti allo stadio e gli altri aspetti in relazione alle gare. Ci vorrà una grande quantità di test e bisogna stabilire il protocollo se un giocatore o qualsiasi altra persona coinvolta contrae il virus.

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Gli Highlanders dei Lanci - 1

Eddie  Cicotte’s knuckleball grip
Eddie Cicotte’s knuckleball grip

di Michele Dodde

Quando nella filosofia del gioco del baseball andarono a cessare i cosiddetti lanci a favore o a chiamata, ovvero quando cessò il principio che lasciava al battitore la scelta dell’arrivo della pallina per poi batterla e dare vivacità al gioco in diamante i lanciatori incominciarono a dare un senso logico ai propri lanci al fine di non più permettere ai battitori la possibilità di una facile battuta ma anzi a causare la loro eliminazione che passò nel gergo come eliminato al piatto o strike out. Così il lancio da sottomano passò a quello complesso ed innaturale per l’anatomia umana che è l’overhead ed a quello di potenza e velocità subentrarono altri tipi di lancio che delinearono ed omaggiarono la talentuosità dei lanciatori. La cronaca ci porta quale primo atto ad ammirare la carriera di William Arthur “Candy” Cummings poiché è stato unanimemente riconosciuto, nonostante il suo diniego, quale inventore del lancio con traiettoria non più dritta e veloce quanto invece di quello che andava a spezzarsi con una caduta finale andando a creare un’illusione ottica, ovvero la nota palla curva. 

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Ora o mai più

di Frankie Russo tratto da totallytigers.com

Più trascorrono i giorni, più cresce la curiosità di sapere se ci sarà un campionato MLB quest’anno. Gli incontri sono frequenti e le discussioni sono tante, ma gli interessi sono agli antipodi. I proprietari ovviamente piangono miseria, la maggior parte delle società ha sospeso il pagamento degli stipendi ai dipendenti grazie a una norma introdotta da commissario Rob Manfred, agevolazione logica da parte sua considerato che il commissario viene eletto dai proprietari. Giocatori che hanno contratti da 30 milioni l’anno oggi ricevono un assegno mensile di circa 143 mila dollari. Se invece si dovesse giocare, gli stipendi sarebbero in rapporto alla durata del campionato e diverse società registrerebbero maggiori perdite se si giocasse anziché se il campionato fosse cancellato definitivamente. Per ridurre ulteriormente le spese quest’anno si è provveduto a ridurre anche il numero dei draft (selezioni) che passerà dai soliti 40 a 5 e per il 2021 se ne prevedono 20, cioè la metà.  

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Five Tool Player - Difesa

La famosa presa di Willie Mays
La famosa presa di Willie Mays

di Frankie Russo tratto da MLB.com

Ognuna della cinque qualità ha qualcosa di esaltante, ma forse nulla è più eccitante che vedere un difensore d’elite effettuare una giocata magica sul campo. E considerata la diversità delle posizioni difensive, tali prodezze possono assumere forme diverse e includere una varietà di abilità. Gli interni centrali generalmente sono molto acrobatici, i terza base sono dotati di ottimo istinto reattivo e fluido, gli esterni centrali volano come farfalle, solo per nominare solo alcune delle posizioni.  Avere un buon braccio è certamente importante per un difensore, ma è anche una dote che fa parte a sé. Pertanto qui prenderemo in esame altri fattori, quali il raggio di azione, la manualità e la capacità istintiva di eseguire determinate giocate. I seguenti giocatori sono tutti meritevoli del Guanto d’Oro.

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5 Maggio Mike Piazza batte il suo 352° HR - Il record di tutti i tempi tra i catcher

di Frankie Russo tratto da ESPN

MIKE PIAZZA E IL REGALO A SUO PADRE

Nel 2006, al suo penultimo anno di carriera, Mike Piazza firmò per i Padres, e come richiesto da tutti i giocatori di San Diego, fu sottoposto all’esame della forza delle mani. Di gran lunga distrusse il precedente record tanto che il manager Bruce Bochy ebbe a dire che sembravano le mani di Maciste. La robustezza di quelle mani è stata il suo punto di forza, il motivo per cui Piazza è divenuto il più grande battitore/ricevitore nella storia del baseball. Ed è piuttosto sorprendente considerato che fu la 62^ scelta dei Dodgers nel 1988, principalmente perché l’allora manager Tommy La Sorda era stato amico d’infanzia di suo padre. Un bel giorno di Natale, lo scout Mel Didier telefonò a casa Piazza dicendo che voleva parlare con Mike, allora ancora teenager. “E’ nel giardino ad allenarsi alla battuta” rispose la madre. 

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Five Tool Player - Velocità

Nell'immagine Ty Cobb uno dei più aggressivi ladri di basi di tutti i tempi
Nell'immagine Ty Cobb uno dei più aggressivi ladri di basi di tutti i tempi

di Frankie Russo tratto da MLB.com

Non necessariamente un giocatore di baseball deve possedere velocità, ma certamente aiuta chi ce l’ha. La velocità riesce a trasformare una battuta in diamante in una valida, trasforma valide da una base in doppi e doppi in tripli. Permette a corridori di correre dalla prima alla terza su valide e dalla prima a casa base su doppi. Favorisce le rubate di basi, forza i lanciatori a altri giocatori a sbagliare il tiro per la troppa fretta.  E può essere di grande aiuto anche in difesa, specialmente per gli esterni, ma qui tratteremo solo la corsa sulle basi.  Grazie allo sprint speed di Statcast, oggi è possibile misurare la velocità come mai prima. Ma un buon corridore sulle basi possiede ben altro che la semplice velocità. Ottimo istinto, conoscenza della situazione e non deve mancare l’aggressività. I giocatori che di seguito elenchiamo daranno sempre filo da torcere agli avversari quando si trovano sulle basi.

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Curiosità del 3 maggio - Sacrifice Fly

Nella foto Eddie Murray
Nella foto Eddie Murray

di Frankie Russo

tratto da ESPN

Le volate di sacrificio hanno il loro fascino, la palla non deve nemmeno essere battuta in territorio buono per esserne accreditato. Puoi battere una volata di sacrificio che finisce in un doppio gioco, puoi arrivare in base e lo stesso essere accreditato per una volata di sacrificio. Le volate di sacrificio hanno una lunga tradizione. Furono ufficialmente riconosciute dal 1908 al 1930, di nuovo nel 1939 a fasi alterne fino al 1953 per entrare definitivamente nelle statistiche dal 1954 ad oggi.  La prima volata di sacrificio nel 1954 fu realizzata da Gil Hodges dei Dodgers che quell’anno ne realizzò ben 19, un record che resiste ancora oggi. Eddie Murray detiene il record in carriera con 128 seppure non avesse mai stabilito il record per il maggior numero in un anno.

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Sogni che raccontano, ovvero uno sport e la sua epica - 1° inning

N.d.r. Diamo il benvenuto a Marcantonio che da oggi fa parte del nostro gruppo con la sua rubrica: "Baseball e spunti filosofici, ovvero pensieri in libertà sul genius di uno sport

di Marcantonio Pulejo

Capita, a volte, di sognare davvero come nei film: una sceneggiatura perfetta, una scena coerente ed emozionante che ti vede nel bel mezzo di un'azione da gioco nell'attesa forse più spettacolare che possa capitare a chi si sia mai misurato con quel complesso e meraviglioso sport di mazze e guantoni...la palla volante per un esterno!

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