Hall of Fame 2020: i protagonisti - Guido Soldi

Hall of Fame  2020: i protagonisti

Guido  Soldi  Famer 2020

di Michele Dodde

Il tecnico Guido Soldi nasce a Rudiano (BS)  il 19 febbraio del 1942 e si trasferisce con la famiglia a Bollate il 16 agosto del 1954. Senza alcuna remora ha sempre narrato che lui il baseball l’ha conosciuto e poi stimolato solo  attraverso la visione di un film. Per giunta anche in bianco e nero. Era il 1957 e sul grande schermo, preceduto da un’ampia presentazione per via di un astro nascente hollywoodiano, veniva proiettato un angosciante film che specchiava la drammatica vicenda vera di un giocatore di baseball, Jimmy Piersall,  spinto a giocare emotivamente in modo eccessivo dal padre durante il suo primo anno da rookie con il derivante disturbo bipolare che il regista Robert Mulligan ebbe l’idea di sintetizzare nell’appariscente e vistosa arrampicata del giocatore sulla rete di protezione urlando contro il padre. 

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The Baseball Family - Il nuovo Vlog di Enea, Ettore e Elena Vittoria

di Paolo Castagnini

Lo confesso, subito pensavo a un errore "Vlog" sarà "Blog"! mi sono detto. Ma prima di scrivere una pirlata (un amico diceva "se non vuoi commettere cappella, guarda tabella") sono andato su Google ad informarmi e mi sono dato del pirla. Il Vlog è un Vlog e non un Blog. Per i vecchi ignoranti come me, il Vlog è un Blog attraverso il Video. Fatta questa premessa ecco un'idea geniale di questi tre ragazzi che con un po' di aiutino da parte di mamma e papà hanno realizzato il Progetto "The Baseball Family"

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Enrico Obletter ci ha lasciati - I pensieri di chi lo ha amato e stimato

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Pitcher Fielding Practice

di Frankie Russo   tratto da Coach Baseball Right

Il Pitcher Fielding Practice (PFP), ovvero l’Allenamento di Difesa per i Lanciatori, è stato già trattato sommariamente e in modo molto teorico in un nostro articolo del 26/2/14. Oggi vogliamo trattare l’argomento più dettagliatamente offrendo una guida per gli addetti ai lavori anche perché è una pratica che spesso viene sottovalutata.  Come coach abbiamo il dovere di mettere i nostri lanciatori in una posizione per essere in grado di eseguire correttamente le giocate in difesa, azioni che si ripeteranno spesso durante una gara. Inoltre il PFP aiuta a rendere gli allenamenti più divertenti e i lanciatori si sentiranno più soddisfatti sapendo che sono meglio preparati per affrontare gli avversari. Non bisogna andare molto lontano negli annali del baseball per costatare come nelle WS del 2006, uno dei motivi per cui i St. Louis Cardinals sconfissero i Tigers, fu l'incapacità dei lanciatori di Detroit nell'effettuare i pick off ed eseguire correttamente la difesa sulle smorzate. I bravi coach dovrebbero usare questo esempio come elemento di motivazione per preparare la propria squadra.

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Hall of Fame 2020: i protagonisti - Bill Holmberg

Hall of Fame  2020 - i protagonisti

William Herbert Holmberg - Famer 2020

di Michele Dodde

William Herbert Holmberg, nato a Chicago il 10 novembre 1953, è deceduto l’8 novembre 2020 a causa di una incurabile malattia. Per tutti William era Bill ed ha caratterizzato in modo determinante e indelebile il programma tecnico della Fibs degli ultimi due decenni. Da Chicago si era trasferito in Florida con la famiglia e li ha sviluppato la carriera di giocatore presso la Florida State University. A 23 anni arriva in Italia ingaggiato dalla franchigia di Vercelli per ricoprire il ruolo di ricevitore. Poi rientra negli USA per terminare gli studi universitari al termine dei quali ritorna nuovamente in Italia sponda Godo dove va a configurarsi il doppio ruolo di giocatore ed allenatore. Qui nei due anni di permanenza, 1978 – 1979, si fa apprezzare per carisma, signorilità ed aristocratica competenza che lo porterà poi ad accettare la panchina nel 1980 della Christopher Columbus High School.

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Insegniamo ai nostri giovani a non aspettare la base su ball

di Frankie Russo   tratto da Coach Baseball Right

Mentre per il livello più alto una base su ball può essere paragonata a una valida, la stessa cosa non si può dire quando si allena il baseball giovanile.  Incitando e incoraggiando i ragazzi ad aspettare per una base su ball non aiuterà certamente a sviluppare giovani giocatori in buoni battitori, ed è anche uno dei motivi per cui molti ragazzi lasciano il baseball.  La squadra sicuramente beneficerà avendo corridori in base a seguito di una base su ball, ma in questo modo non stiamo insegnando ai ragazzi a battere. 

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Hall of Fame 2020: i protagonisti - Antonella Garofalo

Hall of Fame  2020 - I protagonisti: Antonella Garofolo  - Famer 2020

di Michele Dodde

Antonella Garofalo nasce a Nettuno il primo febbraio del 1966. Nella riconosciuta capitale del baseball italiano Antonella viene coinvolta dal mondo degli umpire nettunesi ad iniziare a dirigere alcune partite. Questo coinvolgimento ha inizio all’età di sedici anni e si protrarrà per ben “ventisei anni di passione” come sorridendo dichiara. Dopo due anni di direzione di gare dell’attività giovanile, alla luce della nuova normativa vigente in ambito del Comitato Nazionale Arbitri che aveva ben distinto la preparazione degli umpire sia del settore baseball sia del settore softball, avocando a se la scelta segue con profitto presso il Centro Coni di Tirrenia il Corso all’abilitazione ad umpire di serie A2 di Softball e successivamente viene selezionata per un corso di perfezionamento che si svolgerà a Toronto in Canada presso la locale Alta Scuola Canadese per i Softball Umpire. 

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Succede solo nel Baseball

di Frankie Russo   tratto da MLB.com

Era il 4 agosto 1982 e tutto faceva pensare che fosse un giorno normale per Jole Youngblood. Certo, si parlava di un suo trasferimento ad altra squadra perché a fine anno sarebbe diventato free agent, ma erano voci che circolavano da tempo. Tuttavia, pur essendo stato un All Star l’anno precedente, i Mets lo avrebbero ceduto solo se lo scambio fosse stato molto conveniente.  Ma non erano questi i pensieri che passavano per la testa di Youngblood. Essere ceduto o meno, il suo dovere era di prepararsi nel migliore dei modi e con questo pensiero entrò nel box di battuta nel terzo inning al Wrigley Field. Youngblood batte una valida che cade tra gli esterni al centro/sinistra e i Mets vanno in vantaggio 3-1. Poi succede ciò che nessuno nemmeno poteva immaginare. Nella parte bassa di quello stesso terzo inning, mentre Youngblood era già schierato all’esterno centro, dal dugout arriva l’invito ad uscire. Era stato appena ceduto ai Montreal Expos. Ma allora, perché l’operazione non si era conclusa per tempo? Un guasto all’impianto telefonico aveva interrotto le trattative e intanto era sorto anche un altro problema. Gli Expos avevano alcuni giocatori infortunati ed era fondamentale che Yougblood arrivasse a Philadelphia in tempo per scendere in campo quella sera stessa, anche se non fosse stato sin dall’inizio. 

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Baseball Without Frontiers accelera

da Baseball Without Frontiers

Il riscontro assai positivo avuto dopo la presentazione del Progetto Baseball Without Frontiers, ha spinto gli ideatori del progetto stesso ad accelerare sensibilmente i tempi per impegnarsi già dal prossimo bimestre nella realizzazione di un importante evento che rappresenterà storicamente, il primo servizio del gruppo di lavoro offerto agli operatori del mondo del baseball. Abbiamo deciso di partire da aspetti che troppo spesso solo nelle parole trovano la condivisione di tutti, mentre nella pratica restano sacrificati da più o meno giustificabili restrizioni legate al tempo di cui si dispone, oppure alla mancanza di competenze specifiche nella direzione della costruzione di quei presupposti fondamentali che trasformano un appassionato giocatore di baseball, in un Atleta che pratica lo sport del baseball che riesce a sviluppare nel modo migliore il talento di cui dispone.

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Hall of Fame 2020: i protagonisti - Elisabetta Martello

presentazione di Paolo Castagnini

Nel 2005 la Federazione istituì la Hall Of Fame Italiana inserendo tutte quelle persone che del baseball e del softball fecero la storia. L'iniziatore indubbiamente fu il compianto Roberto Bugané che convinse l'allora Presidente Riccardo Fraccari sulla bontà dell'iniziativa. Da allora la scelta delle persone viene delegata ad una apposita commissione che ha il compito di vagliare tutte le segnalazioni. Il momento in cui gli indotti vengono premiati è l'evento annuale più importante della FIBS. Inizialmente "La notte dei Diamanti" dal 2005 al 2015 e poi le "Coach Convention" divenute poi "CON3" e nell'ultimo anno "CON6", in ogni caso la massima manifestazione organizzata dalla FIBS. Purtroppo la pandemia ha tagliato anche quest'ultima, ma non ha impedito che il 2020 abbia gli Hall Of Fame. Noi di Baseball On The Road vorremmo dare risalto a questi importanti personaggi che hanno fatto la storia e che sarebbero stati premiati nella manifestazione di Gennaio 2021 purtroppo annullata per COVID. Eccovi la prima protagonista di questa presentazione ad opera di Michele Dodde anche Presidente della attuale Commissione Hall Of Fame formata da Sabrina Del Mastio, Paola Marfoglia e Enzo Di Gesù. Buona lettura

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Po Chun Liu: un determinato stile di vita

di Michele Dodde

La storia di Po Chun Liu è singolare ed appassionante sia per i risvolti sportivi sia per la sua evoluzione sociale e politica. Nata nel 1979 nell’isola di Taiwan, la sua passione per il gioco del baseball e la decisa volontà di averci “qualcosa a che fare” le hanno permesso, attraverso una ferma determinazione ed un ricercato ed appropriato stile, di realizzare il suo sogno e successivamente  di permetterle di ampliare la sua attività anche come promotrice di una concreta difesa dell’emancipazione femminile attraverso lo sport. Figlia di un giocatore di baseball, Liu ha incominciato a conoscere le sfumature del gioco attraverso i racconti del padre ed alle gare finali della Little League viste in ore antelucane attraverso le immagini televisive ed a capire quanto fosse importante affrontare a viso aperto la corrente mentalità misogina nell’isola, erede di una involuta tradizione cinese che delegava alle donne il solo spazio casalingo e le sole attività domestiche. 

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Bob Sheppard e i suoi fratelli

di Allegra Giufferdi

Lo sport ha le sue voci. Come dimenticare Nando Martellini che nel 1982 immortalo’ la storica  vittoria al Mundial spagnolo con il triplo “Campioni del Mondo” che ancora tutti ricordano? E poi come dimenticare il grande e sfortunato Bruno Pizzul e gli urlatori come Fabio Caressa o Sandro Piccinini, creatore di espressioni come “il treno dei servizi” o “gran botta”? Anche il baseball ha le sue voci, come quella radiofonica di Vin Scully che addirittura seguì i Dodgers “armi e bagagli” quando si spostarono da New York a Los Angeles e quindi quella da stadio di Bob Sheppard che ha seguito e annunciato dagli altoparlanti dello Yankees Stadium ogni turno di battuta ed azione della squadra per 49 anni, lavorando come speaker fino alla veneranda età di 99 anni e morendo solo un anno più tardi. Sheppard è stato uno sportivo anch’esso ed ha giocato come quarterback in una squadra di football americano. Oltre a ciò è stato pure professore di dizione, cosa questa che privilegiava come sua professione principale e quindi, come si diceva, speaker per gli Yankees.

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Ricerca e sviluppo dei giovani talenti

di Redazione

Pubblichiamo con piacere questa nuova iniziativa

Intorno all’acronimo BWF (Baseball Without Frontiers) hanno fatto quadrato alcuni tra i più apprezzati tecnici e preparatori del panorama Baseballistico Nazionale e non solo: innumerevoli infatti, sono gli attestati di stima e di credibilità raccolti anche fuori dall’Italia e fuori dall’Europa, grazie all’impegno competente ed appassionato profuso nelle personali carriere! l’intenzione è quella di dare continuità e complementarietà alle attività che già svolgono nei rispettivi territori, per offrire il servizio di un Progetto che promuovendo strategie operative di laboratorio e di campo, vuole rappresentare una vera e propria extra opportunità per i protagonisti veri del nostro sport: il Baseball!

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10 errori nel baseball giovanile

di Frankie Russo   tratto da littleleague.org

Quando i ragazzi e le ragazze si avvicinano per la prima volta al baseball/softball, il loro desiderio principale è di correre, battere e prendere la palla. Invece quello che troppo spesso vediamo sui campi è che si batte di meno, si corre di meno e non s’insegna a prendere la palla, ci si concentra eccessivamente a sviluppare un lanciatore che riesce a eliminare un gran numero di avversari per strike out e così facendo si è tolto tutto il divertimento. Lo scopo del baseball giovanile dovrebbe essere divertimento, amicizia e la possibilità di stare insieme e giocare con gli amici. Purtroppo, troppo spesso si tratta di adulti che competono contro altri adulti con l’inconsapevole coinvolgimento dei loro figli. Se vogliamo continuare a far crescere questo sport ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Di seguito ci permettiamo di riportare alcuni problemi che assillano lo sport giovanile con le rispettive soluzioni.

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James Whyte Davis: non è mai "troppo tardi"

St. George Cricket Club a Hoboken, New Jersey, 1861. (Foto da SABR.org)
St. George Cricket Club a Hoboken, New Jersey, 1861. (Foto da SABR.org)

di Michele Dodde

James Whyte Davis, da tutti riconosciuto come uno dei più ferventi pionieri della nascita del baseball, sarebbe passato alla storia per essere stato il primo giocatore ad essere stato multato di ben 6 centesimi per aver imprecato contro il chief umpire  durante la partita programmata il 19 giugno del 1846 a Hoboken ed invece la sua storia effettivamente ha avuto termine solo il 14 maggio del 2016 durante una cerimonia commemorativa a lui dedicata. In quel tempo degli Elysian Field i giudici delle gare erano i soci più anziani dei vari club ed a loro era dovuto il massimo rispetto e la proverbiale accettazione del loro giudizio: era quello un baseball d’élite giocato e visceralmente amato e a Davis quel giorno, presentandosi pochi minuti dopo l’orario stabilito, non piacque l’essere stato escluso dal gioco e le sue proteste, oltre all’ammenda, gli procurarono anche due soprannomi: “Fiend” (il Demone) ed il più usato “Too Late” (Troppo Tardi) che di fatto lo accompagnerà per tutta la vita ed oltre. 

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Metrics della battuta

di Frankie Russo   tratto da Coach Baseball Right 

Le statistiche tradizionali ormai sono note a tutti, ma conosciamo a fondo quelle più avanzate relative alla battuta e fino a che punto sono importanti? Può piacere o no, possiamo essere d’accordo o meno, ma ormai le statistiche più avanzate sono entrate a pieno titolo nel gioco moderno. Ma non dobbiamo cadere nella trappola che queste ci condizionino troppo. Le statistiche non devono influenzarci sulle decisioni da prendere in gara, bensì devono servire per valutare e migliorare le prestazioni dei nostri giocatori i quali anch’essi, dovrebbero essere a conoscenza della relativa terminologia e usarle per individuare su cosa devono concentrarsi maggiormente. Vediamone alcune.

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Il baseball in questa Roma sparita

di Michele Dodde

Il Tevere tra ponte Milvio e ponte Regina Margherita scorre ancora oggi lento e maestoso, in specie nell’ansa sotto Monte Mario “ …hic septem dominos videre montis / et totam licet aestimare Romam, / Albanos quoque Tusculosque colles / et quodcumque iacet sub urbe frigus / Fidenas veteres brevesque Rubras…” (…da dove è possibile vedere i sette colli, signori del mondo ed  abbracciare in tutta la sua ampiezza Roma, i colli Albani, i colli di Tuscolo e tutti i giardini alle porte della città, l’antica Fidene, la piccola Rubra…) come cita Marziale nell’epigramma LXIV, 11 – 15, quasi silenziosamente a sottolineare che nonostante la più che citata città eterna e la sua emblematica storia, sempre così confusa e travagliata anche nelle more di un’esatta datazione, Lui, il Tevere, lì in quell’ansa “prima de Roma c’era già “ (cfr. il musical “I sette re di Roma” di Garinei e Giovannini).

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Hall Of Fame: E' arrivato il momento di cambiare

di Frankie Russo   tratto da totallytigers.com

Le votazioni dovrebbero essere basate sulle statistiche del giocatore, sull’abilità di gioco, sull’integrità, sulla sportività, sul carattere e sul contributo che ha dato alla squadra/e in cui ha giocato”. Queste sono le istruzioni per i giornalisti da seguire per le elezioni dei giocatori nella Hall Of Fame. Ma ogni anno che passa, diventa sempre più difficile prendere seriamente le votazioni. E ogni anno salta fuori qualche giornalista che rivela che vi sono state selezioni o molto deludenti o altamente preoccupanti. Stamattina è scoppiata la bomba di Curt Schilling, una conferma che qualcosa deve cambiare nelle votazioni. Ma di questo tratteremo più avanti. 

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Henry Barba: il più longevo tifoso dei Dodgers

di Michele Dodde

Mark Langil, giornalista storico dei Los Angeles Dodgers, su cui ha scritto ben cinque libri tra cui “Dodger Stadium” e “Dodgers: Game of My Life”, spolverando i sui appunti ha ritrovato e divulgato la storia di Henry Barba, il più anziano tifoso della franchigia. Lo ha fatto in un articolo scritto il 27 ottobre del 2020 iniziando a dire che Henry Barba, dopo aver festeggiato il suo 107esimo compleanno e dopo aver saggiamente mescolato la sua grinta con la dovuta impazienza, beatamente si era accomodato a guardare la prima partita delle World Series 2020 in televisione nella sua casa di Santa Margarita. Ai familiari poi aveva auspicato che i Dodgers "dopo 32 anni farebbero meglio a vincere quest'anno!". Barba, certamente discendente da migranti italiani, era solito dichiararsi tifoso a pieno titolo dei Dodgers poiché la causalità aveva voluto che il suo anno di nascita coincidesse con l'apertura, nel 1913, dell'Ebbets Field di Brooklyn e pertanto è già da allora che egli non poteva non essere che un loro tifoso. E questo nonostante egli abbia trascorso tutta la sua vita sulla costa occidentale.

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Il Baseball sul ghiaccio non è una favola

di Michele Dodde

Si, il baseball sul ghiaccio non è una favola poiché l’evento accadde il 4 febbraio del 1861. Tuttavia è sempre coinvolgente iniziare con un “c’era una volta…” perché in quella volta si concretizzò un’idea che aveva preso anima e mente e poi caldeggiata e trasmessa amabilmente di volta in volta durante le tristi serate invernali. Di certo quell’idea  non voleva passare alla storia come una favola deliziosamente pronta a soddisfare gli animi più increduli ma solo a placare ai protagonisti, ed a quanti l’avessero ritenuto opportuno, quella frenetica voglia di giocare a baseball anche durante l’inverno, o meglio, proprio sul suo insindacabile emblema: il ghiaccio.

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Hammering Hank, un mito dentro e fuori dal campo

Ritratto di Hank Aaron (opera dell'artista Justyn Farano)
Ritratto di Hank Aaron (opera dell'artista Justyn Farano)

di di Frankie Russo   tratto da ESPN

L’eredità che Hank Aaron ha lasciato va ben oltre i suoi 754 fuoricampo. Henry Aaron è emerso dalle profondità della povertà del Sud ed è divenuto una delle figure più imponenti nella storia del baseball, nonché un simbolo agrodolce sia dell'intolleranza razziale americana che del trionfo.  Quando si ritirò nel 1976 dopo 23 anni spesi nelle majors, Aaron aveva collezionato numeri offensivi impressionanti detenendo il record di HR (755), RBI (2.297), totale basi conquistate (6.856), partite giocate (3.298), turni alla battuta (12.364) e presenze alla battuta (13.941). Era secondo solo dietro a Ty Cobb per battute valide anche se lo deteneva per la National League. Detiene ancora il record per basi conquistate e RBI ed è terzo per valide battute dietro a Pete Rose e Ty Cobb. Aaron è stato eletto per 24 All Star Game, ha vinto due titoli di miglior battitore nel 1956 e 1959, si è classificato primo per HR battuti in una stagione per 4 volte, nominato due volte MVP della NL e ha avuto due esperienze nelle World Series vincendo il titolo nel 1957 quando con i Milwaukee Braves sconfisse i NY Yankees. 

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A Kansas City ritornano i Monarchs

di Paolo Castagnini

Non poteva essere scelto un momento migliore per la seconda squadra di Kansas City nel dare l'annuncio del cambio nome. Da Kansas City T-Bones a Kansas City Monarchs. Parlare dei Monarchs per chi conosce il baseball è come attingere alla storia di questo sport. Kansas City Monarchs è stata la franchigia più longeva nella storia della Negro Leagues. Membro fondatore della Negro National League nel 1920 con sede a Kansas City, Missouri, i Monarchs vinsero dieci pennant della lega e la prima Negro League World Series Championship nel 1924. Quando la squadra fu sciolta nel 1965, aveva prodotto più giocatori per la Major League rispetto a qualsiasi altra organizzazione della Negro Leagues. Satchel Paige, Jackie Robinson (nella foto) e Buck O'Neil hanno indossato la maglia dei Monarchs. Dicevamo che è stato scelto il momento migliore. Basti ricordare i messaggi che Joe Biden e il suo staff ha dato in queste combattute elezioni. E' arrivato il momento di fare di più contro il razzismo in America, considerato quanto è tutt'ora radicato e non solo in America.

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Le aspettative del coach

Mike Matheny e Adam Wainwright  (Photo: Tom Gannam)
Mike Matheny e Adam Wainwright (Photo: Tom Gannam)

di Frankie Russo   tratto da coach baseball right

Cosa aspettarsi dai nostri giocatori quando le cose non vanno secondo i loro desideri? Prendiamo un esempio dalle majors. Durante una gara dei play off tra i i Padres di San Diego e i Cardinals di St. Louis, per questi ultimi sul monte c’era Adam Wainwright, un veterano di 39 anni. Nel quarto inning il punteggio era di 4-1, basi cariche e un eliminato. Wainwright stava lanciando sufficientemente bene, sembrava che avesse ancora abbastanza energie, ma mancava  un po’ di controllo. Il manager lo sostituì. Non ci sono dubbi che Wainwright non gradì la sostituzione, come d’altronde dovrebbe essere per ogni lanciatore quando viene tolto dalla gara. Wainwright avrebbe voluto continuare, avrebbe voluto portare a termine ciò che aveva iniziato. Man mano che la gara proseguiva, si poteva scorgere Wainwright sui primi gradini del dugout mentre tifava per la squadra e per il lanciatore che lo aveva sostituito. Non lo si vedeva nel dugout seduto in disparte, frustrato perché non era più sul monte. Magari li aveva anche questi sentimenti, ma li teneva per sé e ha continuato a tifare per la sua squadra.

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La giovanissima Joy Wilde prescelta nel MLK Day

di Michele Dodde

Il Dipartimento delle Pubbliche Relazioni dei Seattle Marines ha comunicato in grande evidenza che la giovanissima Joy Wilde nella città di Tacoma, nell’ambito degli eventi organizzati per il MLK Day attuati il 18 gennaio, ha ricevuto il Dr. Martin Luther King, Jr. Community Service Awards. La dodicenne Joy Wilde è stata prescelta dalla Commissione che opera nell’attuare il progetto “On BASE Hometown Nine”. Questo progetto  è stato lanciato dai Mariners la scorsa estate per aiutare i giovani svantaggiati delle comunità di colore a continuare a giocare a baseball ed a softball ed a far progredire la loro istruzione dall'ottavo grado fino all'ultimo anno di scuola superiore. 

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Guardare il nulla

Foto di jib661 pubblicata su Reddit
Foto di jib661 pubblicata su Reddit

di Frankie Russo   tratto da un articolo su baseballamerica scritto da Tony Abbatine

Lanciare e battere hanno un obiettivo in comune: colpire il bersaglio.  Il lanciatore ha un bersaglio statico mentre il battitore ha un bersaglio in movimento che durante il suo percorso è in grado di curvare, scivolare verso destra o sinistra, aumentare o diminuire di velocità. Quindi, per il primo è un'azione mentre per il secondo si può definire una reazione. Tuttavia, i grandi battitori si dissociano da questa affermazione sostenendo invece che fare contatto è più una questione di anticipare il tipo di lancio piuttosto che reagire allo stesso, specialmente quando il conteggio è in loro favore. 

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La Negro National League: entità a se stante

Nella foto Martin Luther King gioca con il figlio
Nella foto Martin Luther King gioca con il figlio

di Michele Dodde

Oggi 18 gennaio negli Stati Uniti si svolgeranno iniziative e partecipazioni inerenti la 35esima festività in ricordo di Martin Luther King. L’istituzione di questa particolare giornata fu sancita nel 1983 con la firma dell’allora Presidente Ronald Reagan e dal 20 gennaio del 1986 hanno avuto inizio le celebrazioni che non sono mai state fine a se stesse ma hanno voluto sempre risvegliare gli animi e tenere in vita il ricordo, l’educazione ed il tributo testamentale lasciato da Martin. 

Non si è mai sottratto a questa celebrazione anche l’apporto della Baseball Hall of Fame di Cooperstown con l’organizzazione di tour museali nel far conoscere gli Hall of Famers Roberto Clemente, Jackie Robinson ed i tanti altri che con la loro attività nel gioco del baseball hanno emulato il servizio e l’umanitarismo di Luther King. Da questi principi dunque è necessario partire per stigmatizzare come alcune correnti di pensiero, di cervelli in vacanza, stiano formulando l’idea di accorpare i fasti, le vicissitudini, le statistiche ed i personaggi che hanno reso vitale la Negro League in un tutt’uno nella infinita storia del baseball innalzando la stessa o portando la stessa sul piano della Major League patrocinata dall’American League e dalla National League. Sarebbe un colossale errore perché cancellerebbero sfumando i pregiudizi che sino al 1947 hanno indiscutibilmente delineato un mal sopito razzismo insito proprio in certi DNA di origine anglosassone e giù di li.   

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Il giusto equilibrio

Blake Snell (Foto Mike Carlson, The Associated Press)
Blake Snell (Foto Mike Carlson, The Associated Press)

di Frankie Russo   tratto da articoli di MLB e ESPN

Era appena finita Gara 6 delle World Series 2020 che ha visto i LA Dodgers conquistare il titolo dopo 32 anni. Una gara in cui il manager dei TB Rays, Kevin Cash, in vantaggio per 1-0, ha sostituito il suo asso Blake Snell nel sesto inning che fino ad allora aveva concesso solo due valide. Quella gara fece tornare in mente a AJ Hinch la decisione che egli stesso aveva preso l’anno precedente quando sostituì Zack Greinke in Gara 7 contro i Washington Nationals. Come Snell, Greinke fino ad allora stava lanciando molto bene, in vantaggio per 2-1 e avendo concesso solo due valide. Ma dopo il fuoricampo di Anthony Rendon e la base su ball concessa a Juan Soto, Hinch portò sul monte Will Harris il quale bruciò la gara concedendo un fuoricampo da due punti a Howie Kendrick. 

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Clifton Forge: una squadra di gentiluomini?

di Michele Dodde

La catena dei Monti Appalachi è situata nella parte orientale del Nord America ed attraversa ben dieci stati a partire da quello di New York per proseguire poi in Pennsylvania, Ohio, Virginia Occidentale, Maryland, Kentucky, Virginia, Tennessee, Georgia e finire sino in Alabama estendendosi per una lunghezza di 1730 km. da nordest a sudovest. Nello stato della Virginia nell’anno 1890, perché è da quell’anno che inizia questa storia, una comunità di circa 1800 persone si era riversata nella località di Clifton Forge, contea di Allenghany, attratta dalle numerose possibilità che stava offrendo in quel periodo sia il settore minerario sia soprattutto quello ferroviario. Di quasi totale etnia britannica, gli abitanti di Clifton erano per la maggioranza operai analfabeti ma rigidi nel rispetto delle tradizioni anglosassoni rimaste ancora vive nonostante ormai fossero tutti nativi americani discendendo dai primi emigranti che approdarono in quel territorio nel 1606 chiamandolo Virginia in onore alla sovrana Elisabetta I che, non essendosi mai sposata, dalla plebe era conosciuta come la Regina Vergine. 

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Gli Uomini dei Sogni

di Paolo Castagnini

Andata esaurita la prima edizione che la casa editrice “Ascesa dei Vinti” mise in atto per ricordare nel suo centenario l’evento che nel 1919 sconvolse quel mondo edulcorato che era il baseball della cosiddetta “dead ball era”, ovvero quando il gioco si evolveva su una completa strategia basata più sulla velocità e basi rubate tese a vivacizzare le azioni in diamante che sui fuori campo, ritorna con questo saggio la seconda edizione del fumoso “Scandalo dei Black Sox” arricchita da molti spunti e dalla pregevole biografia di Joe Jackson, più noto come “Shoeless”, resa possibile grazie al Comitato sui Black Sox della SABR per la visione gratuita degli archivi storici. In perfetta sintesi con la filosofia che persegue la casa editrice tesa ad una coinvolgente cultura del baseball come disciplina sportiva ma soprattutto per i suoi aspetti ontologici che rimarcano lo sviluppo della società e del pensiero, in chiusura del saggio viene riportato altresì un preciso elenco di libri editi dalla stessa e che attraverso eventi e personaggi presentano un baseball compagno di viaggio ma anche valido argomento salottiero invernale.

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La classificazione dei lanci nella MLB

di Frankie Russo   tratto da technology.mlblog.com

Quando guardiamo una partita seduti in tribuna o in streaming seduti davanti alla TV, è difficile valutare se un lancio viaggia a 88mph con una rotazione di 2400 giri al minuto o conoscere di quanto sia stato il movimento della palla in verticale. Molto approssimativamente diremmo che era uno slider, e quello che vedono gli occhi viene trasmesso al cervello stabilendo una classificazione dei lanci. La MLB sviluppa una simile funzione per i circa 750.000 lanci utilizzati nel corso della stagione relativamente ad ogni lanciatore. I risultati si possono vedere in tempo reale con le funzioni Gameday, At Bat, MLB.TV o sullo score board per coloro che hanno la fortuna di trovarsi in uno qualsiasi dei 30 stadi delle majors. 

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Ciao, paisà Tommy

di Michele Dodde

Tommy Lasorda non è più tra noi. A causa di un improvviso arresto cardiocircolatorio ha lasciato venerdì 8 questo mondo terreno per recarsi nei munifici Elysian Field dove avrà modo di assecondare il suo grande amore verso il baseball. L’Enciclopedia del Baseball curata nel 1981 da Giorgio Gandolfi ed Enzo di Gesù così lo riportava:

“Lasorda Thomas Charles, nato a Norristown, Pa, il 22. 09. 1927. Figlio di immigrati abruzzesi dal paese di Tollo, ha giocato per tre anni in Major League come pitcher nei Dodgers negli anni 1954 e 1955, poi negli A’s nel 1956. Quindi è entrato nell’organizzazione dei Dodgers come tecnico e nel 1976 è stato promosso alla guida della prima squadra. Ha vinto le World Series nel 1981 dopo due sconfitte (sempre contro gli Yankees) nel 1977 e nel 1978. Personaggio pirotecnico, è uno dei cardini delle public relations della squadra. Amico di molti attori di Hollywood, è uno dei personaggi più coloriti del mondo professionistico. Profondamente legato all’Italia, ha tenuto un corso per tecnici a Roma ritornando poi più volte successivamente anche per visitare il paese dei suoi genitori”.

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Hit Run - 5

di Giuseppe Bataloni

Lo scopo di questa nuova attività sportiva è di creare un approccio molto semplice ed attrattivo di uno sport più complesso quale è il baseball o softball. Questo gioco è praticabile dagli 8 anni in poi componendo squadre maschili, femminili o miste. Il nome di questo nuovo gioco è HitRun-5. Perché questo nome?. Il nome Baseball, ormai abbastanza conosciuto da molte persone, è a mio avviso, per coloro che ancora non lo conoscono, fuorviante, infatti volendo tradurre in Italiano il termine Baseball ci da: Pallabase. Oggettivamente è difficile risalire, da questo nome all’aspetto più fondamentale e rappresentativo di questo sport: la Battuta. Da qui la scelta dell’acronimo HR-5=Hit Run-5 vale a dire Batti e corri con 5 giocatori.

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di Allegra Giufferdi

Il numero quarantadue non è solo un semplice numero, multiplo di sette, bensì qualcosa che per chiunque mastichi un po’ di baseball è particolarmente evocativo, in quanto ricorda il grande Jackie Robinson (1919 – 1972) che fu il primo nero a giocare nelle Majors League di baseball americane in una squadra di bianchi. È sì, perché negli Usa fin dopo la seconda guerra mondiale i neri giocavano solo nella Negro League e la separazione tra bianchi e neri era ancora molto marcata. Poi però fu gioco forza eliminare tante differenziazioni, perché già nell’esercito non ve ne erano e se un nero andava bene col moschetto poteva benissimo andare anche alla battuta. Poi verranno Rosa Parks, e la fine di tante altre sciocche discriminanti, che però in qualche parte degli States sono ancora assai radicate nella mentalità delle persone e dure a morire anche nel 2021.

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Frammenti di Baseball

di Michele Dodde

Lo struggente “Haiku”: 

Sul verde campo la palla si srotola,

s’abbatte sul piatto. Ride e geme il partente.

Infranta è l’attesa del trionfo la morte.

scritto da Stefano Duranti Poccetti delinea apertamente la vitalità di poeta samurai di questo autore che si pregia altresì di spolverare e ritrovare la vera poesia intima. E spazia la sua ricerca, che mensilmente riporta su un mensile di politica e cultura, soffermandosi con incisività pulsante sia sui 2.279 sonetti che Giuseppe Gioacchino Belli dedicò a Roma, sua amata città eterna, sia sulla triste voce semidimenticata della poesia russa rinverdendo l’eccezionale personalità sconosciuta della poetessa Marina Ivanova Cvetaeva. E si sublima il suo dire affondando nell’ermetica poesia dell’Haiku, componimento poetico nato in Giappone nel XVI secolo composto da tre versi secondo lo schema 5/7/5 che lo ha affascinato, riproponendo la raccolta poetica di Maura Del Serra fermandosi poi a meditare su quella tristezza velata da profondo misticismo intimamente sentito da i Nuovi Poeti.

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