Evitare il Big Inning

Photo: Jason Fochtman, Staff Photographer
Photo: Jason Fochtman, Staff Photographer

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

Esiste un presupposto nel baseball giovanile: Ogni squadra prima o poi affronterà una brutta ripresa. Una ripresa in cui la difesa va in crisi, il lanciatore non è in grado di tirare strike oppure viene colpito molto forte.  Il mondo sembra crollare. L’inning è iniziato con la vostra squadra in vantaggio e finisce indietro di parecchi punti con un gruppo di ragazzi che entrano del dugout demoralizzati e a testa bassa, confermando un vecchio detto che  recita: Spesso succede che la squadra vincente segna più punti in un solo inning di quanto la squadra perdente abbia segnato in tutta la partita.  Ma per il solo fatto di sapere che ciò può succedere, bisogna conoscere come fare per limitarne i danni. I Big inning succedono nel baseball, e non solo nella Little League. 

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Power Ranking # 2

di Frankie Russo   -

Il Ranking secondo ESPN

Appena due settimane nella nuova stagione e si sono già verificati sostanziali cambiamenti. Nonostante gli Astros abbiano avuto un più che soddisfacente inizio, hanno dovuto cedere, anche se di poco, lo scettro ai Red Sox. E non è stata l’unica grande sorpresa. I Mets hanno guadagnato 5 posizioni e sono ora nei Top 5, con Angels e Indians che hanno fatto anch’essi sensibili progressi. Al contrario escono dalla classifica delle migliori, tre grandi quali Cubs, Dodgers e più di tutti i Nationals. Da notare come anche gli Yankees perdono 4 posizioni.  Solo due settimane e siamo già nel pieno delle incertezze. Si prevede un campionato da brividi.

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Casa base, Vai! o Stai?

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

Quanto segue è uno scenario che si verifica molto spesso nel baseball e softball giovanile. Corridore in terza e il ricevitore non blocca la palla che rotola fino alla rete. Il corridore è lì che aspetta istruzioni dal coach per poi correre verso casa dove viene eliminato per una frazione di secondo. Il pubblico contesta e noi come coach ce la prendiamo con l’arbitro o con il corridore che è stato troppo lento. Ma il vero responsabile chi è? Ovviamente noi stessi perché non abbiamo insegnato ai nostri giocatori come correre sulle basi. Il tempo intercorso per aspettare il segnale e la partenza della corsa si è trasformato in un out. 

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Giocare al supermercato, che bella idea!

di Paolo Castagnini

Quando l'idea sport e azienda diventano vincenti. A volte rimango stupito da cosa un amico del nostro mondo riesca a fare. Chi non conosce Cristiano Meschini valido tecnico del Macerata Angels da sempre impegnato con i giovani, percorrendo in lungo e in largo l'Italia durante i Campionati, per partecipare ai Tornei, per una Convention o un raduno della Nazionale giovanile.  Cristiano in verità non è nuovo nel dimostrare la sua bravura con la macchina fotografica. Oggi vi faccio vedere come Cristiano e la sua famiglia con una bella idea possa fare tre cose:  pubblicità per un Centro Commerciale, pubblicità per il loro sport preferito e un'opera benefica.

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L'evoluzione dell'Home Plate Umpire

di Michele Dodde

Nel 1953 Piero Savi, che con grande maestria era riuscito a forgiare un senso comune a quella Legione Straniera che erano i primi umpire italiani, consegnò il maglietto di Presidente dell’allora Comitato Nazionale Arbitri ad Attilio Meda ex emergente arbitro di calcio divenuto in seguito un sanguigno amante del baseball tale da dedicarsi con passione, grande energia ed ampie vedute ad omogeneizzare mentalità, movimenti e postura degli umpire italiani. 

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Power Ranking # 1

Nella foto Shohei Ohtani (photo by CNN)
Nella foto Shohei Ohtani (photo by CNN)

di Frankie Russo

Ritorna questa settimana su Baseball On The Road la rubrica settimanale del ranking secondo ESPN. Ad inizio stagione le aspettative sono tante come saranno tante le delusioni a fine anno. L'importante è che ci si diverta nei prossimi sei mesi. Rispetto a quanto previsto nello spring training alcune squadre sono andate oltre le aspettative come i Pittsburgh Pirates, Arizona Diamondbacks e NY Mets anche se non tutte figurano nelle Top 5. Grazie alle performance di Shohei Ohtani sono salite anche le quotazioni dei LA Angels.  Sulla brace invece sembra essere Gabe Kapler  rookie Manager dei Philadelfia Phillies contestato principalmente per l’utilizzo del bullpen. (Ricordiamo ai lettori che la classifica non è di merito bensì opinioni espresse dal giornalisti sportivi, ndt)

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Joe

Nella foto Joe DiMaggio con Marilyn Monroe
Nella foto Joe DiMaggio con Marilyn Monroe

di Allegra Giuffredi

Il mondo è piccolo, non c’è che dire e sapete, perché? Pochi anni fa, mentre mi stavo presentando al mio nuovo Capo Servizio, nel parlargli di me, menzionai anche il baseball; nel lavoro che faccio, infatti, bisogna saper scrivere e scrivere dei corsivi su una determinata materia, aiuta. Ma la cosa più bella fu che il mio Capo, siciliano di Trapani e che di nome fa Giovanni, detto informalmente Gio’, mi si presentò come discendente dalla famiglia che aveva dato i natali a Joe DiMaggio (1914 -1999) per parte materna. Joe DiMaggio, infatti derivava da una famiglia di uomini e donne di mare proveniente da Isola delle Femmine (Palermo) e che una volta arrivati in California, terra natia del nostro Joe, si fecero particolarmente apprezzare come pescatori indomiti e particolarmente abili nella pesca in fondali profondi e perigliosi, tanto che dalla California, che già di suo è difficile e dalle acque freddissime, si trasferirono sino in Alaska, un posto che è tutto un programma.

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La storia nella mente, il baseball nel cuore

Molti sono tuttora i giocatori di baseball nativi americani. Nella foto Kyle Lohse, pitcher nativo americano con 15 anni di MLB
Molti sono tuttora i giocatori di baseball nativi americani. Nella foto Kyle Lohse, pitcher nativo americano con 15 anni di MLB

di Giovanni Delneri e Michele Dodde

Il 7 aprile del 1995, designato quale Opening Day della regular season, resterà negli annali anche come il giorno della condivisione e benevolenza. Nella cittadina di Tacoma era in cartello la gara tra la locale franchigia ed i Phillars di Pine Ridge ma soprattutto, ben ampliato dalla stampa, si era in attesa del debutto di Geacronk Atawar, talentuoso diciottenne valorizzato dal talent scout Dree Brown ed ora in forza ai blasonati Choppers che in quella contrada erano amati ed idolatrati. Inaspettatamente però accadde che quattro ore prima che Stanton Mason, corpulento sindaco di Tacoma, salisse sul monte di lancio per frombolare la pallina inaugurale, Geacronk in apparenza già pronto di tutto punto richiamasse l’attenzione del pitching coach Berry Woodly per comunicargli che, essendo in attesa della notizia inerente un’importante sentenza, non se la sentiva di entrare sul diamante poiché emotivamente quel pomeriggio la sua mente era altrove e molto distante dal suo impegno di lanciatore in quella che da tutti era considerata una partita di particolare interesse.

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Il declino delle basi rubate

Nella foto Jose Altuve (photo by MLB)
Nella foto Jose Altuve (photo by MLB)

di Frankie Russo

da ESPN

Cosa si nasconde dietro il declino del numero di basi rubate? Jose Altuve avrà a disposizione ancora centinaia di gare prima di raggiungere i trent’anni ed è tra i più proficui rubatori di basi della sua generazione. Ma ultimamente ha rilasciato un’intervista in cui ha dichiarato che sarà molto difficile ripetere il risultato del 2014 quando di basi ne rubò 56. E’ diventato troppo rischioso, e non si riferiva solo a se stesso, ma al totale mondo del baseball. Il numero di basi rubate è in forte diminuzione. Potrebbe essere la fine di un ciclo, o semplicemente un periodo di attesa fintanto che non si troveranno di nuovo giocatori in grado di avanzare 27 metri senza l’aiuto di una battuta? O potrebbe essere che i rubatori di basi siano divenuti mosche bianche in uno sport che ora vede la valutazione proiettata verso forti battitori o allo sviluppo di giovani lanciatori?

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Tenere i corridori

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

Oggi affronteremo un argomento che raramente viene discusso, ma prima di farlo, dobbiamo entrare nell’ordine d'idea che spesso vi saranno corridori sulle basi. Dovremmo forse per questo preoccuparci eccessivamente e perdere la concentrazione? Staremo lì a tirare in continuazione in prima? Dovrà la nostra concentrazione essere indirizzata a eliminare il corridore con un pick-off o dobbiamo concentrarci a eliminare il battitore? Dobbiamo capire che avere corridori sulle basi fa parte del gioco e che non esistono molte gare perfette. Pertanto, corridori in base non è una sciagura, fa parte di quegli aspetti del gioco che un lanciatore non può controllare.  Conseguentemente, il lanciatore deve avere la capacità di non farsi distrarre eccessivamente da tale situazione.  Egli deve tenere il corridore sotto controllo, ma non per questo se ne deve fare un tormento.

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Ed ora ecco l'outfield shift

Nella foto Tommy Joseph nel per lui inusuale ruolo di outfield (by USATODAY)
Nella foto Tommy Joseph nel per lui inusuale ruolo di outfield (by USATODAY)

di Frankie Russo

da ESPN

Il baseball continua la sua evoluzione e questa volta non è l’ufficio a decidere bensì il campo.  In una gara di spring training del 27 febbraio scorso, i Phillies schierarono il loro prima base Tommy Joseph all’esterno sinistro.  Al pubblico sembrò subito strano, ma le stranezze dovevano ancora venire. Nel corso della seconda ripresa, durante una sostituzione sul monte,  per affrontare lo switch hitter Victor Reyes dei Tigers, i Phillies fecero un’altra strana mossa. Mentre Reyes si posizionava nel box da mancino, Joseph da sinistra si spostò a destra scambiando la posizione con Collin Cowill. Dopo che Reyes finì il turno con uno strike out, i due esterni di nuovo si scambiarono posizione. Sembra strano ma per gli analisti dei Phillies in effetti non lo era. Lo shift era stato già deciso prima della gara poiché i chart dimostravano come Reyes tendeva a battere le volate in campo opposto e quindi i Phillies pensarono bene di spostare il migliore difensore a sinistra. 

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Cosa si pensa dietro la maschera

Nella foto l'Umpire Ted Barrett
Nella foto l'Umpire Ted Barrett

di Michele Dodde

Si dice che se una lingua parlata aggiunge al proprio lessico nuove parole, allora la lingua è sempre viva ed al passo dei tempi nel suo rinnovamento…di conseguenza, per atti paralleli, anche il regolamento tecnico del gioco del baseball, quando già a partire dal 1895 fu configurata la regola dell’infield fly, aggiungendo al proprio codice nuove definizioni inerenti atti leciti ed atti illeciti allora si può dire senza errori che il regolamento tecnico del baseball è sempre vivo ed al passo dei tempi nel suo rinnovamento. Certamente molti sono stati i principi discussi ed approvati da quel lontano 1916 quando gli organi di stampa salottieri o divulgatori di notizie pubblicavano dagherrotipi di alcune partite di baseball licenziandoli con il commento “On sundays the baseball park is a pleasant place to spend the afternoon”, e molti sono ancora quelli in via di applicazione per far si che il baseball da spensierato passatempo divenga sempre più una continua piacevole visione che però non si debba più dilungare nel tempo ma anzi acquisisca interessanti soluzioni di continuità.

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Gli articoli tecnici di Baseball On The Road

di Paolo Castagnini

Abbiamo superato quota 300, per l'esattezza 309 sono gli articoli pubblicati su Baseball On The Road che trattano esclusivamente il tema tecnico. Se li trasformiamo in minuti di lavoro e gli diamo una quota 100 minuti per comodità anche se probabilmente tra ricerca, stesura o traduzione, controllo del testo e pubblicazione saranno ben di piu', potremmo calcolare approssimativamente 500 ore di lavoro, Un impegno enorme da parte di tutti coloro che hanno contribuito durante questi sei anni di pubblicazioni dalla primavera cioè del 2012. Voglio ringraziare veramente tutti i miei collaboratori ad iniziare da Frankie Russo, instancabile writer journalist che di gran lunga detiene il record degli articoli tecnici pubblicati.

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Quando corri guarda la palla

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

E’ una tecnica che pochi coach insegnano, anzi, molti giovani coach insegnano proprio il contrario.  Le frasi che più si sentono sui campi delle giovanili, in particolare U12 e U15, sono:

Non guardare la palla quando corri”

Lascia che sia il coach a guidarti”

Non correre fino a quando non te lo dice il coach”

Questi sono consigli sbagliati e sono frasi che non vengono proferite dai bravi coach.  Il motivo per cui vengono pronunciate è perché i giovani giocatori lasciati liberi di correre a loro piacimento, spesso commettono errori e possono porre fine a un big inning. E’ ovvio che i ragazzi delle giovanili non hanno la consapevolezza e la disciplina mentale di prendere le giuste decisioni. La domanda da porci però è: Allora, quando è il momento giusto per imparare? I genitori (spesso sono anche coach) pensano nella categoria U18. I coach dell’U18 invece sostengono nelle giovanili.

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Il decimo inning

di Giovanni Delneri e Michele Dodde

L’enciclopedico Frankie W. Russo ebbe a dire una volta che negli USA circola un detto a mo’ di celia, ma poi non tanto, che recita testualmente: “ il baseball è un gioco semplice ma poi ci sono i coach a renderlo difficile “. Ed è una verità assioma che la dice lunga sui diversi atteggiamenti che si sviluppano in diamante durante una gara dove tutti i ruoli di volta in volta ricevono gli onori da attribuire alle primedonne sulla ribalta di un immaginario palcoscenico. Così come i lanciatori sono pronti ad immolarsi spolverando sguardi e gesti contrari alle chiamate dei suoi lanci al fine di nascondere i propri limiti così i giocatori sono vigili ad attribuire sempre a fattori esterni o alla causalità del terreno di gioco le varie sequenze negative del proprio errore. 

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Diventare un buon battitore

Nella foto Cal Ripken Junior. Nella sua carriera in MLB è stato il battitore leader di tutti i tempi in punti battuti a casa  - 1.695 RBI  ( Photo Vince Bucci/AFP/Getty Images)
Nella foto Cal Ripken Junior. Nella sua carriera in MLB è stato il battitore leader di tutti i tempi in punti battuti a casa - 1.695 RBI ( Photo Vince Bucci/AFP/Getty Images)

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

Una squadra intelligente che sa come battere in situazioni critiche sarà una squadra vincente.  Essa sa come far avanzare i corridori e come farli segnare (“Get ‘em on, Get ‘em over, Get ‘em in” era il motto di Joe Torre, ndt). Per divenire una squadra con buoni battitori il coach deve saper insegnare la giusta mentalità ai suoi giocatori. C’è poco spazio per l’egoismo. Un battitore si deve spesso sacrificare per far segnare alla sua squadra. La media battuta? Uffa, mettetela da parte! Vi sono molti altri elementi più importanti nel baseball e queste statistiche spesso mettono troppa pressione sui ragazzi. La media battuta non deve essere il metro di valutazione per l’efficacia o per il valore di un giovane. Non è questo l’elemento che fa vincere le gare. Osservate invece come si comportano i vostri battitori in determinate situazioni con corridori in base. Riescono a far avanzare i corridori costantemente? Riescono a eseguire le giocate impartite dal coach? Riescono ad ottenere dei buoni turni in battuta? Colpiscono la palla con potenza?

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La regola dell'Infield Fly

di Michele Dodde

Indiscutibilmente la ripresa televisiva postata su Facebook da parte di Broncos Diaz e visionata da ben 26500 utenti appassionati di baseball la dice lunga sulle diverse sfumature interpretative del Regolamento Tecnico del Gioco. La ripresa, com’è noto, riguarda un episodio del campionato MLB e visualizza una battuta che viene giudicata dall’home plate umpire una “Infield Fly if Fair”. La pallina però, pur essendo di facile presa, non viene presa al volo né dal terza base, né dal lanciatore né dal ricevitore e cade a terra al centro di questo enigmatico triangolo. Poi, per una sua animata forza di inerzia cinetica la pallina rimbalza verso il territorio foul. Durante questa traiettoria il ricevitore agguanta la pallina: la presa avviene in territorio buono o faul ?

 

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Le nuove regole in Minor League per il 2018

di Frankie Russo da MILB

Minor League Baseball ha annunciato l’introduzione di nuove regole atte a ridurre la durata delle gare, specialmente quelle da extra inning che inizieranno con corridore in base e saranno introdotte limitazioni per le visite sul monte. In Triplo-A e Doppio-A  si utilizzerà l’orologio per limitare i tempi di lancio a 15 secondi se non vi sono corridori in base. Le procedure introdotte in accordo la Major League Baseball, mirano a ridurre il numero di lanciatori utilizzati in gare da extra inning e tutte le altre problematiche che ne conseguono, come la carenza di giorni di riposo per le gare che seguono, l’utilizzo dei giocatori di posizione in qualità di lanciatori e il trasferimento continuo di giocatori tra l’organizzazione delle majors e le loro affiliate sempre a causa della lungaggine delle gare

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La presa degli esterni

Nella foto Billy Hamilton
Nella foto Billy Hamilton

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

Una squadra vincente deve avere dei buoni esterni e deve inculcare la mentalità che ogni palla battuta in aria deve essere presa. Nel baseball giovanile, e anche a livello di Under 18, le buone giocate all’esterno sono sporadiche proprio a causa della carenza di insegnamento, di ripetizioni e motivazioni. Una delle più importanti abilità di un esterno deve essere di saper “leggere”  una volata. 

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Ancora limitazioni sul monte

Nella foto Joe Maddon contesta e viene espulso (MLB.com)
Nella foto Joe Maddon contesta e viene espulso (MLB.com)

di Frankie Russo

E chi se non Joe Maddon poteva essere il primo a fare la voce grossa. Rob Manfred sta facendo di tutto per ridurre i tempi delle gare, ma non tutte le soluzioni incontrano i favori degli addetti ai lavori. Eliminare i lanci in caso di base intenzionale ha cambiato le strategie di gioco, e non poco. A parte i tanti casi che un lanciatore ha sbagliato il lancio permettendo al corridore sulle basi di avanzare, il più delle volte il lanciatore veniva sostituito poiché pare che perda il ritmo semplicemente nel dover tirare la palla lentamente a parabola al ricevitore. Ed è qui che Manfred ha individuato il risparmio di tempo, non tanto nell’eliminare i lanci, bensì nell’evitare la visita e conseguente cambio di lanciatore. Quest’anno si è tanto parlato di orologio per cronometrare il tempo tra un lancio e l’altro (20 secondi), e limitare le visite sul monte. Il primo caso è già stato testato lo scorso anno in AAA, e confrontato i tempi anche con quelli nelle majors, raramente si è superato tale limite pur senza orologio. Dove ha avuto invece successo il Commissario, è stato nel limitare le visite a un massimo di sei nei primi nove inning con qualche eccezione (eventualmente una per ogni extra inning). 

 

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Terremoto a San Francisco

di Allegra Giuffredi

La California, come noto è una terra ballerina, per così dire ed è anche terra di baseball e nel 1989, questi due aspetti si sono incrociati in quello che è ricordato come uno dei terremoti più disastrosi che abbiano colpito gli USA, vale a dire il sisma del 17 ottobre 1989. L'epicentro del terremoto fu localizzato a Loma Prieta una località a sud di San Francisco che si trova esattamente sulla faglia di Sant'Andrea, una frattura sotterranea della crosta terrestre, lungo la quale la California aspetta da tempo il Big One, ossia il grande terremoto che minaccia di distruggere soprattutto San Francisco e Los Angeles. La prima scossa ebbe una potenza simile a quella che investì il Friuli nel '76, quando morirono quasi mille persone. E anche questa poteva essere un’ecatombe, perché quando il terremoto è arrivato, circa 80.000 persone riempivano il Candlestick Park di San Francisco, soprannominato “The Stick”, dove si stava per giocare la terza partita delle finali del campionato di baseball professionistico americano, tra i Giants di San Francisco e gli A's di Oakland: praticamente un derby.

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Il coach bambino

di Paolo Castagnini

Uno dei più recenti ed interessanti dibattiti è "Qual'è il momento in cui un bambino diventa ragazzo sportivamente parlando. Quand'è che si passa dal gioco divertente  all'apprendimento dei fondamentali?" Si certo qualcuno giustamente dirà che attraverso i giochi opportuni si insegnano quegli schemi motori che a sua volta favoriranno l'apprendimento dei fondamentali. Ad un certo punto però si arriverà a dire al ragazzo che per effettuare una presa a terra si deve fare così. così e così ed inizieranno una serie di esercizi per i fondamentali. Nei vari filmati che girano su internet avrete notato di bambini prodigio che girano la mazza o muovono le mani come gli adulti. Ebbene tra i vari commenti la maggior parte sono di approvazione e meraviglia, ma altri molto più critici. Io credo non esista un'età specifica per cui un bambino/ragazzino finisce di giocare ed inizia ad allenarsi. Dipende da tante sollecitazioni esterne e interne e dai suoi tempi di maturazione.

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L'approccio mentale vincente

Nella foto Kevin O'Sullivan ha portato i suoi Florida Gators alla conquista delle College World Series 2017
Nella foto Kevin O'Sullivan ha portato i suoi Florida Gators alla conquista delle College World Series 2017

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

A tutti i livelli di baseball/softball, sia l’attitudine di squadra che quella individuale hanno un ruolo importante nel raggiungere il successo; contegno, temperamento e attitudine sono elementi fondamentali. La prima cosa a cui presta attenzione uno scout professionista è il comportamento del giocatore. Che tipo è? Che ha talento già lo sa, vuole sapere se val la pena investire in quel giocatore, se ha un buon carattere, come reagisce in situazioni di stress, se ha voglia di imparare, se è intelligente, e soprattutto, se è allenabile. Quando osserviamo giocatori di major league che giocano costantemente bene anno dopo anno, bisogna capire che non dipende solo dal loro talento. Con tutte le organizzazioni per cui hanno giocato, ciò che viene maggiormente osservato sono le loro migliori attitudini, a 360 gradi. I giocatori pongono la massima fiducia nei loro istruttori fino ad arrivare ai massimi livelli. Se un giocatore non si adegua alla loro filosofia non avrà vita lunga, presto dovrà cambiare casacca. Il talento da solo non è sufficiente per una lunga stagione come quella del baseball.

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L'allenatore licenziato

Nella foto Mike Jeffcoat (Photo by washington Times -  Joyce Marshall)
Nella foto Mike Jeffcoat (Photo by washington Times - Joyce Marshall)

di Paolo Castagnini

Lui è Mike Jeffcoat, 10 anni di Major League come lanciatore quasi tutti nei Texas Rangers. Attualmente, anzi fino al 28 febbraio di quest'anno, era allenatore capo (skipper come viene chiamato in USA) della Texas Wesleyan University. Alla conferenza stampa di giovedì scorso, il Presidente dell'università Fred Slabach ha annunciato che l'allenatore Mike Jeffcoat è stato licenziato per aver violato le regole della National Association of Intercollegiate Athletics.  Slabach ha detto che la scuola ha indagato Mike Jeffcoat sulle violazioni delle regole durante la settimana e le ha segnalate alla NAIA giovedì. Perdere un lavoro di questo livello non è cosa da poco. Ma in realtà che cosa è successo?

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Wild Thing - Major League e le cose serie

di Francesco Zagaglia

Un’attività che scuote nervi, che fa bene al corpo e alla mente. Che educa. Che aiuta a ritrovare se stessi. E di conseguenza porta a rispettare anche gli altri. Cos’è questa cosa miracolosa di cui parlo? Semplice: lo sport! Che passa da attività semiseria e snobbata, solo perché realizza tutte queste cose positive col divertimento, e lo sa bene chi segue lo sport con le palline dalle cuciture rosse, così entusiasmante e mai scontato. Lo sport: importante quanto la scuola, importante quanto quelle attività definite importanti veramente: quelle economiche, politiche, filosofiche, quelle in cui l’uomo magari si scontra. In cui è anche giusto che si scontri, così come è giusto che, invece, si incontri nei luoghi delle attività sportive, ludiche e artistiche. Ci ho scritto anche un libro su questo, uscito a ottobre del 2017; s’intitola Strade (Ed. Youcanprint).

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La difesa sulla trappola

di Frankie Russo

da baseball excellence 

La trappola (in inglese rundowns) è una tecnica di difesa che non capiterà in ogni gara, ma quando succede, ogni squadra dovrebbe essere in grado di applicarla correttamente. E’ prima di tutto un approccio mentale. La difesa deve acquisire la mentalità che ogni volta che se ne presenta l’occasione, essa dovrà eliminare il corridore. L’attacco ha commesso un errore, la difesa deve sapere trarre beneficio, senza se e senza ma.

 

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La prima scintilla

Il campo da baseball all'interno della base americana Passalacqua del 1965 (Foto per gentile concessione di Peter Mutascio di Boston)
Il campo da baseball all'interno della base americana Passalacqua del 1965 (Foto per gentile concessione di Peter Mutascio di Boston)

di Paolo Castagnini

In questo campo cinquantacinque anni fa scoccò quella scintilla che mi fece innamorare per sempre di questo sport. Nacqui nel 1954 in quell'area che nella mia città tutti conoscono come Veronetta e che si pone al di là del fiume Adige rispetto il centro storico, la zona forse più religiosa della città in quanto vi era la sede oltre che di molte chiese, anche di numerosi conventi di suore e preti. Sotto il campanile della chiesa di Santa Maria in Organo, la mia parrocchia, c'era la vecchia scuola elementare Bartolomeo Rubele dove frequentai le classi dalla prima alla terza elementare e dove insegnava mio malgrado il maestro Primo Siena.

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E' responsabilità del coach

di Frankie Russo

da baseball excellence 

Devi insegnare con dedizione. Devi insegnare ad ascoltare. Devi conoscere come insegnare ai bambini di sei, di sette e di otto anni. Devi saper insegnare anno dopo anno. Devi insegnare con molta accuratezza. Sono concetti che devono echeggiare nelle tue orecchie, prima che sia troppo tardi. Quante volte assistiamo ai ragazzi lasciati al loro destino in campo, senza una guida, gironzolando distrattamente e poi si ode sempre la stessa frase: Sono solo ragazzini, lasciali divertire!

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