The Blood Baseball - # 2

di Michele Dodde

Leggi la # 1

Un altro triste evento si verificò il 16 agosto del 1920. Quel giorno si stava disputando una intensa gara tra gli “Indians” di Cleveland e gli “Yankees” di New York ed il lanciatore newyorkese Carl William Mays stava perseguendo la possibilità di poter portare a termine la sua 100esima vittoria in carriera. Rigoroso personaggio e poco alieno alle amicizie per via di una rigida educazione religiosa ricevuta dal padre, ministro della fede metodista, Mayes era in possesso di uno ambiguo stile nel lanciare la pallina, imparato da un lanciatore di baseball della Negro League, tale Dizzy Dismukes e raffinato poi da Joe McGinnity, che gli valse il soprannome di “sottomarino”, oltre ad essere un perfetto esecutore della “spitball”. 

leggi di più 0 Commenti

Nella notte dei tempi.... 1^ parte

presentazione di Paolo Castagnini

Com'è nato e dove è nato il baseball? Quante volte abbiamo sentito questa domanda. Ebbene oggi vi presento Mario Moiraghi un amico che ha dedicato la sua vita allo studio oltre che essere uno di noi, uno del baseball e softball. Benvenuto in Redazione Mario!

di Mario Moiraghi

 

MOLTO, MOLTO TEMPO FA 

Nella notte dei tempi

L'idea di battere una palla con un bastone o una mazza affonda le sue origini come si usa dire, nella notte dei tempi, e forse anche prima, perché le osservazioni condotte su animali anche non americani, come le scimmie e i corvi, permettono di osservare la loro capacità di afferrare un bastoncino e di utilizzarlo, con il becco o con le zampe, per muovere un altro oggetto in una direzione da loro ritenuta utile ai loro fini. Non sono in grado di fare un fuoricampo, ma almeno un line drive riescono a farlo, con una buona media battuta. :-)

leggi di più 1 Commenti

I 10 Migliori di Sempre # 3

Tratto da riversharks.com di Adam Smith tradotto e elaborato da Frankie Russo

vedi il # 1 - Premessa

7 -  Walter Johnson

Walter Johnson, meglio conosciuto come “Barney” o “The Big Train”, giocò per i Washingtin Senators dal 1907 al 1927 principalmente come lanciatore destro. Dopo il suo ritiro divenne manager dei Senators e poi dei Cleveland Indians negli anni 30. Johnson non è l’unico lanciatore che avrebbe potuto essere inserito nella lista, ma la longevità ha fatto la differenza assicurandogli il settimo posto. Cosa ci dicono le statistiche? Nel 1919 Johnson realizzò un ERA di 1,65 seguito da un FIP di 1,86. Fino a questo punto Johnson aveva conseguito 297 vittorie facendo di lui uno degli assi dei Senators.  Quell’ERA si è poi incrinata verso la fine della carriera. arrivando a 2,21 nelle successive sette stagioni. Il suo ERA+ finale è stato di 147.  Walter Johnson vinse per due volte l’MVP, allora denominato il Chalmers Award. E’ stato uno dei pochi lanciatori a collezionare 300  o più strikeout in una stagione, è secondo in classifica con 417 vittorie e quarto per gare complete con 531. Johnson è stato il primo e unico lanciatore a concludere 100 gare senza punti ed è l’unico a vincere 20 gare e battere oltre 400 nella stessa stagione. 

leggi di più 0 Commenti

Approccio alla battuta

di Frankie Russo   tratto da alcuni siti Americani e fatto sintesi

Cosa si intende per approccio alla battuta? Detto semplicemente è quando il battitore aspetta un determinato lancio, il migliore per lui. E’ una caratteristica che hanno tutti i battitori? La risposta è si, il problema è che ce l’hanno nel loro subconscio e non lo sanno. E’ molto comune che i giovani battitori abbiano un approccio da 2 strike su ogni lancio, nel senso che girano a qualsiasi lancio vicino al piatto e in quella situazione cercano di coprire l’intera zona dello strike. Tenteranno di sventolare ogni lancio che passa tra le ginocchia e le spalle. Questo può essere un buon approccio quando si vuole insegnare a un giovane battitore a girare la mazza ed essere più aggressivo. Ma non è un buon approccio a cominciare dalla categoria U15 dove il giovane deve capire di avere una sua zona strike preferita. 

leggi di più 0 Commenti

The Blood Baseball - # 1

di Michele Dodde

Il baseball di cui si tratterà in queste note non è quello di cui si parla con enfasi per delinearne i successi, i record, le fantasiose e mirabolanti giocate tecniche, gli aneddoti spassosi tra pubblico e giocatori. Qui verrà presentato un baseball umanizzato, triste per i suoi eventi, che lascia pensierosi e sgomenti per le angosce che ha infuso senza nulla chiedere se non una partecipazione convinta alla vita normale, quella che è sempre vissuta con umiltà e tuttavia palpitante dietro l’angolo. Cioè quel baseball protagonista che nella memoria evidenzia anche il dolore, ingenuità ma mai menzogne poiché poi in sintesi alla fine è pur sempre un gioco. Ed è la storia di giocatori che hanno amato il baseball ed il loro ruolo ma che la cronaca li ha relegati in altre pagine che non sapevano di sport. Il primo evento di questo baseball dietro l’angolo, noto ma poco ricordato, ebbe luogo il 12 aprile del 1909 durante la partita inaugurale di un nuovo campo da baseball realizzato a Filadelfia, lo Shibe Park, futura casa madre degli “Athletics” ed ebbe come protagonista Michael Riley Powers.

leggi di più 1 Commenti

I 10 Migliori di Sempre # 2

Tratto da riversharks.com di Adam Smith tradotto e elaborato da Frankie Russo

vedi il # 1 - Premessa

10 - Mickey Mantle 

Mickey Mantle era soprannominato semplicemente "The Mick". Con i New York Yankees Mickey Mantle giocò come esterno centro e esterno destro e a fine carriera anche in prima base. E’ ritenuto il più grande switch hitter nella storia del baseball e vi è un valido motivo per questa affermazione. Mantle è stato introdotto nella Hall Of Fame nel 1974 e poi nella All-Century Team nel 1999, quattro anni dopo la sua morte.  

leggi di più 0 Commenti

Eventi salienti di una storia infinita # 24

di Michele Dodde

Il 1913 si evidenzierà per un anno di calma piatta che si chiuderà con una splendida World Series in cui gli Athletics di Filadelfia dell’American League andranno a conquistare il loro terzo titolo di Campioni imponendosi contro i Giants di New York, magica franchigia della National League, con quattro gare vinte ed una sola persa. Indiscussa stella di quella competizione sarà il terza base degli Athletics, John Franklin Baker, che, dopo aver vinto con la franchigia di Filadelfia le World Series del 1910 e 1911, terrà fede anche in quell’anno al suo soprannome  di “Home Run” affibbiatogli dai cronisti e dai tifosi per via dei suoi decisivi fuoricampo. A fare la differenza comunque tra le due squadre fu l’apporto di tenuta dei lanciatori. 

leggi di più 0 Commenti

I 10 Migliori di Sempre # 1

Tratto da riversharks.com di Adam Smith tradotto e elaborato da Frankie Russo

Premessa

Il baseball, più di ogni altro sport, ha connessioni sin dai suoi primi anni con la fondazione degli Stati Uniti. Da allora fino ai nostri giorni sicuramente al baseball non sono mancate e non mancano le superstar, e spesso le più famose diventano nomi familiari anche per coloro che non hanno mai assistito a una partita di baseball. Di seguito faremo un elenco dei Top 10 giocatori, non di una sola stagione o di una sola decade, ma di tutti i tempi. 

leggi di più 0 Commenti

Giancarlo Mangini, il ricordo

di Ezio Cardea

E’ già trascorso un anno  dalla scomparsa di Giancarlo Mangini e mi sembra ci abbia appena lasciato.  A volte, mentre ragiono sugli accadimenti nel baseball, mi viene l’istinto  di prendere il telefono per chiedergli, come se fosse ancora là a casa sua accanto alla Lilly davanti al televisore: “Ma Gianca, è mai possibile che per l’ennesima volta … ”   Non posso più contare sulla sua sempre lucida visione delle cose. Ci siamo conosciuti sul finire degli anni ’40  quando eravamo ragazzini, ma lui, solo sei anni più anziano di me, mi sembrava un adulto,  tale era la sua forte personalità! Siamo diventati, oltre che compagni di gioco, inseparabili anche fuori dal campo insieme alle nostre mogli. Tante vacanze trascorse insieme, tante le gite indimenticabili in Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia …

leggi di più 0 Commenti

Sanremo softball cerca un'allenatrice

di redazione

La Sanremese Baseball Softball ASD Cerca una allenatrice disposta a trasferirsi a Sanremo. Per contatti e informazioni si prega rivolgersi a Flavia Ciliberto 

Il presente annuncio è stato inviato alla Redazione di Baseball On The Road dalla suddetta Società. Il nostro sito è a disposizione di società e tecnici per aiutare a mettere in contatto persone e associazioni. Sarebbe un peccato che ci fossero tecnici disponibili  ad allenare e società alla ricerca di allenatori senza esserne a conoscenza.

leggi di più 0 Commenti

Attenta analisi della statistica

Foto dal sito FIBS
Foto dal sito FIBS

di  Paolo Castagnini

Lo scorso sabato 7 novembre, come è noto, si è svolta, durante la 36esima Assemblea Elettiva tenutasi alla Tuscany Hall di Firenze, la rielezione di Andrea Marcon a Presidente della Fibs.  In questa Assemblea ha votato il 92% delle Società aventi diritto e le preferenze sono andate al 58,51% ad Andrea Marcon ed il 41,49% all’altro candidato Massimo De Luca. Questo in sintesi il risultato finale che, dopo ombre e proclami spesi durante la campagna elettorale, ora non ha più bisogno di commenti ma solo di una osservazione nata da un’attenta analisi della statistica poiché, indipendentemente dai Programmi portati avanti dai due candidati, questa richiama quasi per copia conforme l’andamento di precedenti elezioni che hanno interessato la presidenza della Fibs. E che la statistica già indicasse in Andrea Marcon la rielezione è cosa certa.  

leggi di più 1 Commenti

Baseball curioso e variegato

di Allegra Giuffredi

Lo sapevate, per esempio, che David Ross (1977), il famoso catcher dei Chicago Cubs che nella vittoriosa Finale delle WS del 2016, contribuì all'epica vittoria degli Orsetti dell'Illinois, dopo 108 anni,  segnando addirittura un homerun in gara 7 contro gli avversari, ossia i Cleveland Indians guidati da Terry Francona (1959), è arrivato secondo al "Ballando con le stelle" statunitense, che poi credo sia quello originale? Il buon Ross, che poi è anche diventato l'attuale Manager dei Cubs, nell'edizione 2017 ha ballato con Lindsay Arnold e pian, piano, scalando la classifica è arrivato in finale, battuto solo da un altro sportivo, ossia da Rashad Andre Jennings (1985) giocatore di football americano.

leggi di più 0 Commenti

Bill Holmberg se n'è andato

di Paolo Castagnini

Ti ricorderò per sempre Bill, per i tuoi insegnamenti, per la tua professionalità e soprattutto per la tua gioviale umiltà. Quando ti ho conosciuto eri due spanne sopra tutti i tecnici di mia conoscenza. Hai portato tutte le novità d'oltre oceano quando qui in Italia, eccetto poche piazze, si praticava un baseball di tradizione. E questo forse è stato il tuo più grande merito. Tu rispetto ad altri "non tenevi le conoscenze tutte per te" anzi, le volevi divulgare. Ho avuto la fortuna della tua preziosa amicizia. Ti ricordi sicuramente quel giorno che organizzammo una giornata per lanciatori a Verona. Forse era il 2000? Dopo le tre ore di lezione andammo, assieme alle nostre mogli, a pranzo presso la Locanda Castelvecchio. Ti feci assaggiare il "lesso con la pearà", te lo ricordi di certo perché non c'era volta ad ogni incontro che non me lo rammentassi.

leggi di più 1 Commenti

Eventi salienti di una storia infinita # 23

di Michele Dodde

Il 1912 verrà licenziato alla storia del baseball per due particolari eventi che coinvolsero due personaggi che hanno scritto con il loro carisma  intere pagine di questa infinita storia. Il primo riguarda il lanciatore mancino Richard William “Rube” Marquard.  Come noto la somma di ben undicimila dollari, considerata in quel del 1908 semplicemente astronomica, spesa dai Giants di New York per acquistarlo, allora appena sconosciuto diciottenne, da una franchigia della Minor League, suscitò non poche polemiche e critiche anche per puntualizzare una inattesa lievitazione dei costi soprattutto in relazione agli stipendi elargiti ai giocatori professionisti. Se poi si constata che le sue iniziali prestazioni non furono eclatanti sino al 1911, quando chiuse la stagione con un palmares di 24 gare vinte su 31 giocate, le dure parole di reprimenda furono più che giustificate. Invece ecco che nel 1912 l’intero investimento attuato sul suo talento improvvisamente viene ampiamente ripagato da una eccezionale annata agonistica che lo vide fautore di una striscia record di 19 vittorie consecutive a partire dalla sconfitta che procurò ai Brooklyn Dodgers per 18-3 sino all’8 luglio quando i Cubs di Chicago vinsero per 7-2 contro i Giants concedendo in tutte le gare solo la realizzazione di 42 punti agli avversari. Finì poi quella sua prestigiosa stagione agonistica con 26 vittorie a fronte di sole 12 sconfitte con un ERA pari a 2.57 nei suoi complessivi 294 innings in cui aveva lanciato.

leggi di più 2 Commenti

Lascia ogni goccia di sudore sul campo.....

Photo: Camden Minacci (Tampa Jesuit Athletics)  - 2020 High School
Photo: Camden Minacci (Tampa Jesuit Athletics) - 2020 High School

di Robbie Allen

traduzione di  Frankie Russo 

Ho speso 15 anni giocando lo sport che amo. Ho giocato ogni fine settimana, ogni festa e ogni estate fino all’età di 20 anni. Ho tanti ricordi, trofei e cicatrici. Poi presi una delle decisioni più difficili della mia vita, smisi di giocare. Ero convinto che fosse la cosa migliore per me e ancora oggi credo di aver fatto la scelta giusta.

leggi di più 1 Commenti

Billy Jurges tra letteratura, leggenda e realtà

Photo by chicagomag.com
Photo by chicagomag.com

di Michele Dodde

Hanno avuto buon gioco gli scrittori Bernard Malamud e John Grisham nell’individuare nell’interbase William Frederick Jurges la loro fonte di ispirazione formale  nello scrivere il primo l’ascesa di Roy Hobbs nel suo celebre “The Natural” ed il secondo nel trattare l’angosciante prosieguo di vita di “Calico Joe” nel suo omonimo libro. Infatti questo interbase, poi terza base ed infine allenatore e scout nella Major League ha avuto nel personale armadio inerente la sua vita privata alcuni episodi che hanno delineano in primo luogo una sua ferma determinazione di onorabilità, in secondo luogo come l’appassionato intervento dell’uomo buono del baseball, Lou Gehrig, gli abbia salvato la vita ed il prosieguo della sua carriera. 

leggi di più 0 Commenti

AJ Hinch is back!

DJ Hinch (Foto da Detroit Free Press)
DJ Hinch (Foto da Detroit Free Press)

di Frankie Russo 

Nelle ultime 48 ore, due squadre della stessa divisione hanno scelto un manager di primissima qualità, due manager che hanno vinto le World Series seppure seguendo percorsi diversi. Il colpo grosso però lo hanno fatto i Detroit Tigers quando hanno annunciato di aver messo sotto contratto AJ Hinch mentre i Chicago White Sox si sono voluti affidare al 76enne Tony LaRussa.  Per i Tigers e i loro tifosi questa è una favola troppo bella per essere vera, ma lo stesso si può dire per Hinch, e se c’era qualcuno che aspettava con ansia che finissero le World Series, questo qualcuno era proprio AJ. Nell’attesa di scontare il periodo di sospensione, AJ Hinch sapeva che voleva tornare nel mondo del baseball, il problema però era se ci fosse ancora qualche società disposta ad assumerlo, ma non ha dovuto aspettare molto per la risposta. Erano trascorsi appena 30 minuti dall’ultima eliminazione, spruzzava ancora champagne negli spogliatoi dei Dodgers quando è squillato il telefono. 

leggi di più 0 Commenti

Erika Piancastelli a 360° su Baseball On The Road

di Paolo Castagnini

Occhi neri e profondi, uno sguardo risoluto eppure pieno di cordiale disponibilità. Erika Piancastelli sa trasmettere una forza incredibile e ti accorgi che per lei non ci sono mezze misure, pochi grigi, o è bianco o è nero. "Ciao sono Paolo" - "ciao dimmi!" - i suoi occhi ti bruciano e sono in attesa, ma capisci immediatamente che c'è la massima disponibilità ad ascoltarti e nello stesso tempo ti comunicano che non c'è tempo per le sciocchezze. " em bè, (mi impappino) niente, mi piacerebbe tanto farti un'intervista" - "Ok!"   E così mi preparo ad una delle mie più importanti interviste da quando ho aperto questo Blog. Erika non ha bisogno di presentazioni, è diventata l'Italiana più famosa al mondo nel nostro sport. Lei rappresenta il meglio della nostra italianità nel softball e nel baseball. Io spero che la Federazione la sappia valorizzare non solo come giocatrice della Nazionale alle prossime Olimpiadi, ma anche per comunicare quanto è bello il nostro sport. 

leggi di più 2 Commenti

Dietro le quinte delle World Series 2020

di Frankie Russo 

Hanno vinto i Los Angeles Dodgers, hanno vinto meritatamente surclassando gli avversari sul loro stesso terreno: tre ottime prestazioni sul monte di lancio di Kershaw e Buehler, aggressività sulle basi con Betts in testa, ottime giocate difensive (a parte il pasticciaccio nel nono inning di Gara 4) oltre a un attacco che già si sapeva esplosivo ma con un Seager una spanna su tutti.  I Rays hanno potuto contare quasi esclusivamente sul sorprendente Randy Arozarena in attacco e Blake Snell sul monte.  

leggi di più 0 Commenti

World Series: gli aspetti determinanti di Gara 6

di Frankie Russo   tratto da MLB.com

E’ stata una stagione completamente diversa da tutte le precedenti e comunque vada a finire sarà un finale esplosivo. O termina martedì in Gara 6 incoronando i LA Dodgers campioni dopo 32 anni di lunga attesa, o si andrà avanti per disputare Gara 7. E’ una vittoria per i tifosi comunque. A seguire elenchiamo una serie di domande relative agli aspetti che potrebbero essere determinanti in Gara 6.

leggi di più 0 Commenti

World Series 2020 una delle migliori di sempre?

di Frankie Russo  

Questa frase pare diventare quella che ripetiamo ogni anno. Fu detta nel 2016, Cubs vs. Indians che vide i Cubs interrompere la maledizione dopo 108 anni. Fu detta nel 2017, Astros vs Dodgers quando Houston conquistò il primo trofeo seppure macchiato dallo scandalo del sign stealing. Fu detta nel 2018, Red Sox vs. Dodgers quando Boston dominò in lungo e largo la serie. E’ stata ripetuta nel 2019 Astros vs. Nationals quando Washington vinse sorprendendo il mondo del baseball. E la stiamo ripetendo quest’anno con i Rays vs. Dodgers, due squadre costruite in due modi completamente diversi, ma entrambe con lo stesso sogno.  In questo disastroso anno del Covid 19 ci è mancato molto baseball ma dobbiamo prendere per buono comunque quello che ci ha offerto.  

leggi di più 0 Commenti

Tampa Bay Rays, un esempio da seguire

Photo by CNN
Photo by CNN

di Frankie Russo  

tratto da ESPN

Quando nel 2008 i Tampa Bay Rays raggiunsero i primi successi disputando le Word Series dopo solo 10 anni dalla loro esistenza, il manager di allora Joe Maddon spesso sosteneva che la squadra era ancora nella fase dell’infanzia, che quelli erano i primi capitoli di un libro che stava per scrivere la storia.  Quell’anno i Rays persero la finale contro i Philadephia Phillies e da allora non vinsero mai il titolo mondiale, ma, con un occhio al passato, si può dire che è arrivato il momento di cambiare la storia per sempre. Sia in caso di sconfitta che di vittoria, si può affermare che i Rays da tempo stanno cambiando il baseball con un approccio innovativo di come costruire una squadra. La dirigenza è stata guidata da un gruppo di persone ora facenti parte di altre società, compresa quella appena eliminata nell’ALCS Houston Astros e l’altra contro la quale si stanno giocando le finali, Los Angeles Dodgers.

leggi di più 0 Commenti

Due squadre in perfetto equilibrio

di Frankie Russo  

tratto da ESPN

Cosa abbiamo notato nelle prime due gare delle World Series 2020? Sarà una serie interessante, piena di tensione con il risultato in forse fino all’ultimo lancio magari anche in Gara 6 o7, insomma un thriller alla Hitchcock. Ciò che abbiamo visto in campo in queste due gare sono due squadre in perfetto equilibrio, ciò che molti avevano previsto ancora prima che cominciasse la serie: fuoricampo mozzafiato, lanci a 100mph e due squadre che sembrano godersi ogni singolo momento sul più grande palcoscenico della Major League. Più guardiamo queste due squadre, più realizziamo come sono diverse eppure quanto sono simili rendendo il tutto così affascinante. Entrambe le squadre sono molto brave, davvero molto brave, ma lo sono per ragioni completamente diverse. Vediamo perché:

leggi di più 0 Commenti

Le World Series saranno vinte da.......

di Frankie Russo  

tratto da ESPN

Dopo una prolungata estensione dei playoff a causa dell’anomalo campionato, alla fine sono giunte alla fase finale le due squadre che hanno conseguito il migliore record in entrambe le leghe. I Los Angeles Dodgers, che hanno ottenuto il migliore record nelle majors e non vincono le finali da 32 anni, affronteranno i Tampa Bay Rays la cui ultima presenza risale al 2008 quando furono sconfitti in finale dai Philadelphia Phillies.  Il vantaggio sembrerebbe a favore dei Dodgers con il 69,8% ma come si sa, nel baseball non vince la squadra migliore, ma chi gioca meglio ed in questo i Rays non sono secondi a nessuno.

leggi di più 0 Commenti

L’anatroccolo che non divenne cigno

di Michele Dodde

Il suo nome quasi si è perso nell’anonimato di quella lunga schiera di giocatori che hanno vivacizzato comunque e consapevolmente lo spettacolo sul grande palcoscenico del gioco del baseball e di lui non resta oggi che il laconico commento redatto da un giornalista del “Washington Post” nel 1920, un anno dopo il suo definitivo abbandono dalle scene: “Dave Davenport aveva un atteggiamento ed un temperamento attagliato perfettamente ad una grande star purtroppo si è trovato ad essere privo della qualità stellare insita in un artista”. Nato il 20 febbraio del 1890 ad Alexandria, nello Stato della Louisiana, Dave ha incominciato a ritagliare il suo palmares di talentuoso lanciatore in una squadra semiprofessionista di Runge, contea di Karnes nello Stato del Texas, nel 1912 facendosi qui notare dagli scout dei “Bronchos” di Sant’Antonio avendo realizzato durante la stagione agonistica una striscia di cinque gare no-hitters. Fu un eccellente affare per i Bronchos perché nell’anno successivo, dopo aver portato a termine da vincitore ben 15 gare, il suo contratto passò di mano ai “Reds” di Cincinnati che lo onorarono pagando la cifra di 4.000 dollari. 

leggi di più 0 Commenti

La crisi di Jose Altuve

di Frankie Russo  

I Tampa Bay Rays sono in vantaggio nell’ALCS per 3-0 al meglio delle sette gare. In effetti un tale vantaggio sembrava improponibile ad inizio serie, ma allo stato attuale è abbastanza sorprendente considerato quanto di buono hanno messo in campo queste due squadre negli ultimi anni.  I Rays si sono classificati primi nell’AL East Division e il manager Kevin Cash continua a muovere le pedine indovinando ogni mossa. Seppure non dotato di un lineup poderoso come quello degli Yankees, dei Dodgers, dei Twins o dei White Sox, i continui cambi sul monte risultano essere sempre vincenti. Inoltre il monte può contare su una difesa impeccabile al punto che nel mondo del baseball circola un aneddoto: “Il 71% del pianeta è coperto dall’acqua, il restante 29% dalla difesa dei Rays”. 

leggi di più 0 Commenti

Giù il sipario

di Maria Cristina Minghelli

Si sono spente le luci al campo sulle ultime partite della stagione 2020. Le serie maggiori hanno decretato i loro Campioni d’Italia, le minori e le giovanili sono in dirittura d’arrivo. Ieri abbiamo ospitato con orgoglio uno dei concentramenti delle semifinali Under 15, volontari sempre in pista, alcuni dalle 8.00 di mattina alle 22.00, sempre col sorriso sulle labbra pronti a cercare di accontentare il pubblico, come sempre facciamo. In campo giovani protagonisti che inseguono un sogno, con il loro carico di insicurezze, speranze, timori, giubilo, tanta educazione e sana competizione a braccetto. Noi delle maestranze ci siamo lasciati con un filo di malinconia e tante raccomandazioni “ facciamo che ci vediamo qualche volta prima di marzo… si,si, almeno ci faremo gli auguri di Natale”,  “troviamoci per pensare a qualcosa di geniale per la prossima stagione”. Su tutti pesano i punti interrogativi che l’eccezionale situazione Covid impone, ma in tutti c’è la speranza, il senso di squadra e lo sguardo fiducioso nel futuro.

leggi di più 2 Commenti

I Superpoteri

di Paolo Castagnini

Diciamo la verità, di video che pubblicizzano il baseball e il softball ne abbiamo visti veramente tanti. Alcuni sono carini, altri noiosi, altri ancora un po' scontati, ma in ogni caso sono video nostri della nostra società della nostra squadra o del nostro gruppo. A volte qualcuno azzarda anche dei video professionali, investendo non poco, Federazione compresa. Manca però sempre qualcosa. E' molto semplice divulgare un video della MLB con decine di fuoricampo o prese e tiri favolosi. Però, però, per fare divulgazione, per reclutare nuovi ragazzi e nuove ragazze manca sempre un qualcosa, qualche nuova idea. Ebbene, guardate che cosa ha fatto la Società Crazy San Bonifacio. Una società emergente della Provincia di Verona. Secondo me è fantastico! 

leggi di più 0 Commenti

Fu vera gloria? - 3^ e ultima parte

John Joseph McGraw
John Joseph McGraw

di Michele Dodde

Fu vera gloria quella di Jackie Robinson?

Segue dalla 2^ parte

A chiudere le pagine del 19esimo secolo con i tanti eventi conclusi quando il baseball era ancora considerato quello giocato dai “Bare Handed”, ovvero dai ricercati giocatori che giocavano con le mani nude nonostante il veloce incremento a ideare una più che soddisfacente produzione di attrezzature protettive, ed a sorvolare sui miasmi delle Leggi Jim Crow, ecco constatare come ad inizio del nuovo secolo già nel 1908 nel nord est degli Stati Uniti si erano costituite diverse franchigie composte da giocatori afroamericani e cubani tra cui i “Norfolk Red Stocking”, i “NewYork Cuban Giants”, i “Philadelphia Giants” ed i “Brooklyn Royal Giants”.  Ma il vero precursore di Branch Rickey, il futuro proprietario dei  Brooklyn Dodgers che riuscirà nell’intento di affrancare nel 1947 Jackie Robinson, fu John Joseph McGraw, buon terza base ma soprattutto eccellente manager con all’attivo ben 2763 vittorie e definito “ vero modello del classico allenatore statunitense, versione maschile della prostituta dal cuore d’oro, uomo inflessibile amato dai propri giocatori” dal giornalista Frank Deford nel suo libro “The Old Ball Game”.

leggi di più 0 Commenti

Un'emozione lunga tutta una vita....

di Michele Dodde

Renato Germonio, raffinato ed illuminato ambasciatore del baseball e del softball, quando voleva sintetizzare il suo dire inerente a questi due giochi, simili per filosofia ma non eguali per conduzione, piaceva configurarli come un benefico ed incurabile bacillo che si introduceva nel sangue dell’ignaro spettatore andando poi a coinvolgere irreversibilmente sia il suo cuore, in modo affettivo, sia la sua mente, in modo culturale. E forse questa era una semplificazione quanto mai vera poiché rispecchia episodi e vicissitudini di molti appassionati. Da buon ultimo emerge e si impone con garbata autorevolezza Francesco Maestri che, dopo essere stato “Sulle ali del Canguro” , suo originale ed intenso primo libro edito nel 2010 dove affronta “la lotta di un giovane che scopre il potere dei sogni e trova dentro di se la forza per raggiungerli” (cfr. Alberto Biondi) , si lascia permeare da ricordi personali ed altrui su eventi di una fiaba cha ha avuto l’ardire di travalicare i limiti della fantasia per divenire una concreta e cristallina realtà. Su questa scia prende l’avvio “il miracolo del Torre Pedrera Baseball” che diventa categoricamente “Un’emozione lunga una vita”  suo secondo riuscitissimo libro, edito da Panozzo Editore, pronta a delineare ciò che è stato per essere consegnato alla storia.

leggi di più 0 Commenti

Fu vera gloria? - 2^ parte

di Michele Dodde

Fu vera gloria quella di Jackie Robinson?

Segue dalla 1^ parte

Ma dal debutto di Fowler, nei successivi due decenni a seguire molti altri giocatori di colore riusciranno a giocare in squadre professioniste di bianchi affiliate alla Minor League. Tra essi due furono notati ed esaltati dalla cronaca : il seconda base Ulysses Franklin “Frank” Grant soprannominato “The Black Dunlap” ed il lanciatore George Washington Stovey. Il primo debuttò con i “Cuban Giants” nel 1889 e si impose nel ruolo di seconda base come particolare stella nel firmamento della “International League” ed il suo soprannome gli fu affibbiato in paragone alla sua ricercata qualità di gioco difensivo in similitudine al coevo Frederick “Sure Shot” Dunlap, in verità l’allora giocatore più pagato nella Major League Baseball dal 1884 al 1889. Purtroppo o tuttavia, dopo che anche i proprietari delle diverse formazioni professionistiche si assoggettarono ai dettami di mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici con il principio di “uguali ma separati” emanati nel 1877 dalle inspiegabili ed innominabili “leggi Jim Crow” ed osservate di fatto dai membri dei Comuni locali e dai singoli Stati del Sud sino al 1964 quando furono drasticamente abrogate dal “Civil Rights Act” nonostante la Corte Suprema le avesse già dichiarate incostituzionali nel 1954 con la celebre sentenza “Brown v. Board of Education”, Franck Grant dopo aver giocato con sette squadre diverse chiuse la sua carriera nel 1903 con i “Philadhelphia Giants” divenendo poi un pioniere delle prime Negro League le cui squadre affiliate più volte sfidarono franchigie di squadre composte da soli giocatori bianchi riportando sonore vittorie. A riconoscimento la sua figura è stata inserita nella Hall of Fame nel 2006. 

leggi di più 2 Commenti

Macerata Softball cerca un bravo Pitching Coach

di Redazione

La Società A.S.D. Softball Macerata è alla ricerca di un pitching coach, donna o uomo, preferibilmente di nazionalità italiana, valutando però volentieri anche tecnici  di altre nazionalità. La persona di cui indicato deve essere dinamica e malleabile nei ruoli; in grado di perseguire gli obiettivi fissati dalla società, predisposta ad integrarsi in un consolidato team di allenatori già esistente e con una buona esperienza nella formazione tecnica delle lanciatrici.

 

leggi di più 0 Commenti

Fu vera gloria? - 1^ parte

di Michele Dodde

Fu vera gloria quella di Jackie Robinson?

Quando in ambito della Major League Baseball ogni anno all’inizio delle gare indette per il 15 aprile i roster  al completo si presentano sui diamanti indossando casacche tutte caratterizzate con il numero 42 in ricordo del lontano 15 aprile del 1947, giorno che segnò il debutto in Major League, sul suggestivo diamante dell’Ebbets Field dinnanzi ad oltre 23 mila spettatori, del giocatore afroamericano Jackie Robinson e che aprì la strada e le menti ad un’autentica rivoluzione culturale circa l’abbattimento della segregazione razziale sembra a tutti che l’allora celebre iniziativa sia stato frutto solo di una ferrea volontà da parte del proprietario dei Dodgers di Brooklyn, Branch Rickey.

leggi di più 0 Commenti

Bill Holmberg ha bisogno di aiuto

di Paolo Castagnini

E' una notizia di quelle che fanno male, ma che danno anche la speranza. Bill è ammalato di cancro al pancreas. Avrà bisogno di cure, dovrà affrontare la chemioterapia e poi l'operazione per asportare il tumore. Bill è stato licenziato dalla MLB a seguito del Coronavirus e con la sua malattia non può in questo momento lavorare. La sua famiglia, in particolare suo figlio Giuseppe che molti hanno conosciuto per aver giocato anche in Italia ha organizzato una raccolta fondi. Bill ha fatto molto per il baseball italiano. L'appello è di aiutarlo in questo momento difficile. Il primo obiettivo è raccogliere 10.000 dollari. 

leggi di più 4 Commenti

 

Articoli precedenti

 

Oppure Seleziona sul menu' "Archivio Blog" per vedere gli articoli selezionando il mese o cerca con la parola chiave nella casella di ricerca posta in alto alla home page