Cosa ci riserva il futuro?

di Frankie Russo

Tratto da totallyrigers

Ormai è un grido che diventa sempre più insistente. Lo si sente alla radio. Lo si legge su internet. E’ un grido di dolore sempre più forte. Il baseball ha seri problemi e non sembra interessare a molti. I tifosi sono in costante diminuzione. Molte sono le cause e tutte devono essere prese in considerazione. Il baseball si è evoluto in modo molto rapido, molte cose sembrano cambiare in un batter d’occhio. Da un certo punto di vista, il Commissario sta armeggiando su tutto. La sua ossessione sembra essere quella di ridurre il tempo ad un gioco che sembra interessare sempre meno persone. E proprio questo sembra essere l’errore principale. Credete veramente che al tifoso interessi quanto tempo dura una partita? Se invece il livello fosse diciamo più esaltante? Avete mai sentito qualcuno affermare che è stata una bella partita ma è durata troppo? Quand’è che veramente l’attenzione si sposta sulla durata della gara?  Se la vostra attenzione si sposta sul tempo, allora vuol dire che vi siete annoiati. 

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Power Ranking # 6

Wendell Cruz-USA TODAY Sports
Wendell Cruz-USA TODAY Sports

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

I favoriti della preseason si fanno avanti ponendo fine alle loro crisi occupando le prime posizioni nel ranking. Testimoni ne sono i Boston Red Sox e Milwaukee Brewers che confermano la forma di fine 2018 entrando di prepotenza nelle Top 10. Ma questo non esclude altre sorprese. I Twins hanno fatto la loro prima apparizione tra le Top 5 oltre che confermando la testa della classifica nell’AL Central traendo vantaggio dalla situazione infortuni degli Indians. I Dodgers confermano la prima posizione mentre Rays e Astros si scambiano la seconda e terza. Avanzano dalla quinta alla quarta posizione i Cubs di Chicago.  Nonostante la new entrance nelle Top 10 dei Red Sox e Brewers, non sono loro ad aver fatto i maggiori passi in avanti bensì i Reds che conquistano ben sette posizioni. Il più grosso passo indietro invece lo registrano i Nationals che perdono 6 posizioni uscendo addirittura dalle Top 20. Cinque posizioni le perdono i Cardinals dopo una settimana che li ha visti registrare un record di 2-5 e a stento restano nelle Top 10.

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L'impossibile è sempre dietro l'angolo

di Michele Dodde

(da una testimonianza del giornalista Greg Presto, corrispondente da Nairobi, Kenia)

Non si è lontani da una vera immaginazione se si configura che quando il 26 aprile del 2017 il sudafricano Gift Ngoepe, con la casacca numero 61, è sceso per la prima volta sul diamante del PNC Park di Pittsburgh, il suo cuore di debuttante nel roster dei Pirati certamente batteva impazzito per l’emozione e che nello stesso momento il suo cellulare nell’armadietto degli spogliatoi incominciasse ad elencare un enorme numero di contatti. "In effetti mi sono sentito in dovere di richiamarli tutti”, dichiarerà poi Ngoepe dopo il suo debutto nella Major League Baseball “perché anche se per la maggior parte erano richieste di interviste da parte di alcune radio, riviste e quotidiani, tra quei contatti vi erano anche appassionate congratulazioni che mi hanno dato molto affetto e sostegno”.

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Agassi e Graff, il futuro nel baseball

Nella foto Jaden Gil Agassi
Nella foto Jaden Gil Agassi

di Paolo Castagnini

Quel ragazzotto nella foto, alto 190 centimetri per 93 chilogrammi di peso, si chiama Jaden Gil Agassi ed è il figlio niente meno che di Andre Agassi e Steffi Graf, due tennisti che hanno fatto la storia mondiale di questo sport. Il figlio però si è innamorato del baseball e i suoi genitori hanno pensato bene di sostenerlo nelle sue scelte. "Mio figlio è incredibilmente motivato a diventare un giocatore professionista nel baseball" ha dichiarato il padre Andre.

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Eventi salienti di una storia infinita # 11

Nella foto la All American durante l'Around the World Baseball Tour nella tappa di Roma Villa Borghese
Nella foto la All American durante l'Around the World Baseball Tour nella tappa di Roma Villa Borghese

di Michele Dodde

Il rientro negli Stati Uniti dei Chicago White Stocking e degli All American, le due franchigie che Albert Spalding nel 1889  veicolò nelle Hawai , in Australia, a Ceylon, in Arabia, in Egitto ed in Europa nel suo promozionale “Around the World Baseball Tour” per far visionare ed apprezzare il gioco (ma anche i suoi personalizzati prodotti sportivi Spalding) si rivelò dunque molto traumatico per i giocatori quando constatarono che i proprietari delle diverse squadre erano decisi ad applicare la ferrea “Brush Compilation Plan” e la successiva “Brush Rule”. 

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Power Ranking # 5

(AP Photo/Nam Y. Huh)
(AP Photo/Nam Y. Huh)

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Le sorprese di inizio stagione come i Mets e Mariners stanno pian piano uscendo di scena mentre si entra nel vivo del campionato e prende sempre più piede la qualità delle squadre. I Dodgers confermano la prima posizione seguiti dai Rays che sostituiscono gli Astros. Al quarto posto si confermano i Cardinals mentre al quinto gli Yankees si vedono scavalcati dai Cubs che registrano il più lungo passo in avanti guadagnando 5 posizioni. Non tra le prime dieci, ma avanzano di quattro posizioni i Rangers mentre i Dbacks, grazie ad un record di 9-3 si affacciano tra le Top 10.  Come accennato, i Mariners sono tornati nella normalità e hanno registrato una caduta di ben quattro posizioni mentre di tre posizioni scendono gli Athletics.

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La sfiga ci vede benissimo

di Marcello Perich

Ero nel bel mezzo del mio secondo campionato di Serie C, vale a dire che avevo giocato 6 partite l’anno  prima e tre il secondo, quando l’indimenticabile Carruba mi disse che mi voleva in Serie A, con le Calze Verdi. Probabilmente aveva notato che correvo come un “leprotto spaventato” e un paio di buone gambe facevano comodo. Naturalmente, un mese prima dell’inizio del campionato, dopo aver fatto tutto l’allenamento in palestra, mi lussai la rotula sinistra, con strappo del tendine alare. Capitò facendo uno stupido gioco con mio fratello (che non riuscì mai a perdonarselo). Scarpa di gomma, parquet di legno.

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Vincere la paura

Nella foto un ragazzo indossa il caschetto con la protezione (Foto Corky Trewin)
Nella foto un ragazzo indossa il caschetto con la protezione (Foto Corky Trewin)

di Frankie Russo

Tratto da devzone.positivecoach.com

Steve Young è un ex giocatore di football americano, ha vinto tre titoli del Super Bowl, è stato eletto due volte MVP e nel 2005 è entrato nella football Hall Of Fame. Attualmente è analista per ESPN. In questo articolo Steve Young ci spiega come suo figlio aveva deciso di abbandonare il baseball LL perché aveva paura di entrare nel box di battuta.  Young si rivolse al coach di suo figlio per cercare una soluzione in modo di vincere la paura. Fortunatamente il coach trovò il modo di tenerlo in squadra e riuscì a risolvere il problema.

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Il Baseball come una strada verso Dio

di Michele Dodde

 “Credo che sia il potere delle storie quello di cambiare il mondo”. Questa è stata la testimonianza in un suo dire semplice quanto arguto che lo scrittore Chris Jones ha dettato in merito al coinvolgimento emotivo che particolari situazioni riescono ad esprimere. E l’esempio che a voluto evidenziare è stato quello inerente il modo di ricordare le magistrali lezioni che ebbe modo di ascoltare durante un particolare corso che l’accademico e presidente della New York University, John Edward Sexton, svolgeva ogni anno e che di fatto assemblava due grandi passioni gemelle e durature. La tematica riguardava il “Baseball come una strada verso Dio”.  

Sexton con semplicità e candore confermava sempre che quelle due grandi passioni si erano radicate in lui vivendo a Brooklyn dove era intuitivo che “…dopo la Chiesa non c’era un altare più seguito che quello dell’Ebbets Field, casa dei suoi amati Dodgers. Ed anche perché si viveva e si respirava come un membro dei Dodgers e durante i giochi nelle strade era facile auto immedesimarsi in un giocatore. Per lui, il suo eroe era Jackie Robinson”. 

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Power Ranking # 4

Nella foto Alex Verdugo (AP Photo/David Banks)
Nella foto Alex Verdugo (AP Photo/David Banks)

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Grandi novità questa settimana nel power ranking a cominciare dalla posizione # 1 dove gli Astros vengono scavalcati dai Dodgers. Nelle Top 5 fanno il loro ingresso anche Yankees e Cardinals.  Con le tante squadre che stazionano intorno a 500, ci vuole poco per salire o scendere di posizione. Dopo aver resistito per tre settimane nelle Top 10, i Pirates perdono ben 10 posizioni e i Brewers, con otto posizioni perse, escono anch’essi dalle Top 10. Al loro posto rientrano i Cubs grazie alle prestazioni del monte di lancio e i Twins che lasciano intendere che la conquista titolo dell’AL Central non è affatto scontato per gli Indians. La conquista dei Twins di nove posizioni è risultata seconda solo alle undici registrate dai Dbacks.

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La Bandiera salvata

di Allegra Giuffredi

In questi giorni vi sono molte ricorrenze sia religiose che civili e più prosaicamente, vi sono tanti bei ponti da sfruttare per ricaricare le pile. Durante una di queste soste lavorative, mentre stavo guardando una partita delle Majors statunitensi, mi sono imbattuta in un flashback storico molto interessante che ha a che fare con la bandiera a stelle e strisce USA. Quando si vedono le partite di baseball americano in streaming, tra un inning e l’altro vengono mandati in onda diversi filmati con citazioni che riguardano particolari giocatori o episodi altrettanto particolari del passato e di recente uno di questi mi ha davvero interessata. Nel 1976, infatti durante una partita tra i Dodgers di Los Angeles e i Cubs di Chicago, giocata a Los Angeles, Rick Monday (1945), “salvò” la bandiera americana dall’essere bruciata.

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Power Ranking # 3

Shutterstock image
Shutterstock image

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Chiediamo scusa ai lettori per la rubrica Power Ranking in forma ridotta a causa delle vacanze pasquali.

Ogni settimana che trascorre ci offre nuove indicazioni di come si stanno comportando le squadre. Viene da chiedersi se partire forte all’inizio sia una grande opportunità o se un inizio lento possa compromettere la stagione. Ciò che però  è cosa certa è la conferma questa settimana degli Astros in vetta alla classifica. Di pari passo i Rays confermano la posizione # 2 e mostrano di voler aggiudicarsi il titolo divisionale sostituendo i Red Sox che devono trovare la migliore forma specialmente dalla rotazione dei partenti dove Chris Sale è ancora in cerca della sua prima vittoria registrando 4 sconfitte. Il passo più lungo in avanti lo hanno fatto i Pirates di Pittsburgh che entrano nei Top 10 insieme agli Indians. Ma se qualcuno sale, al contrario qualcuno scende come i Braves che perdono ben sette posizioni uscendo dalle Top 10. Anche i Mets, colpiti dal virus degli infortuni perdono sei posizioni ed escono dalle prime 10. 

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Veronica Alvarez

Nella foto Veronica Alvarez al centro del gruppo dei catcher degli Athletics (Foto tratta dal profilo Twitter di Veronica Alvarez)
Nella foto Veronica Alvarez al centro del gruppo dei catcher degli Athletics (Foto tratta dal profilo Twitter di Veronica Alvarez)

di Allegra Giuffredi

Non tutti saranno d’accordo con me, ma il baseball è uno sport molto maschile. Il baseball al femminile, solitamente viene associato al softball, che come dice la parola, dovrebbe essere più soft e quindi più morbido, anche se le giocatrici sono donne decise e tutt’altro che morbide, almeno sul campo. 

È di qualche tempo fa una polemica rognosissima sulla capacità delle donne di commentare tecnicamente una partita di calcio, sulla quale non entrerò, ma che personalmente mi porta ad ammettere che non saprei proprio cosa dire a tal proposito in una partita di baseball. La tecnica la lascio commentare a chi allena o ha allenato: ascolto e basta così,  perché non è il mio stagno e non mi ci addentro, ma questo non vuol dire che un’altra donna non possa avere delle competenze tecniche tali da poter sostenere una conversazione di quel tipo e non solo! 

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Ho visto cose che .....

di Michele Dodde

Una piacevole full immersion di 18 giorni in quel di St. Maarten, ex Antille Olandesi ed ora splendida ed affascinante isola di quel lungo arcipelago di 185 isole che compongono una ideale corona al Mar dei Caraibi, mi permette di dire che “ Ho visto cose che voi non appassionati potreste mai immaginare: funamboliche prese al volo da parte degli esterni su battute che aspiravano al fuoricampo e doppi giochi sul binario 643 di indimenticabile sequenza; ho visto battute realizzate al limite dell’impossibile e smorzate balenate nel buio dell’incredibile. E tutti questi momenti sarebbero andati perduti nel tempo come lacrime nella pioggia se non fossero raccontati.

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Power Ranking # 2

Stephen Brashear/Getty Images
Stephen Brashear/Getty Images

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Un’altra settimana nella RS e abbiamo visto alcune delle squadre favorite mettersi in evidenza. Con nove vittorie consecutive la nuova regina sono gli Houston Astros che prendono il posto dei LA Dodgers. Ma questo è solo l’inizio. Non dovrebbe destare sorpresa se gli Indians sono usciti dalle Top 10 o che i Cardinals sono entrati. La più grande sorpresa viene dall’esclusione dalle Top 5 dei Dodgers e Phillies dove invece si sono inseriti prepotentemente i Rays e Mariners. Con l’incremento di cinque posizioni però non sono gli Astros ad avere fatto il maggiore passo in avanti, record che spetta invece ai Cardinals e Reds che sono saliti di 7 posizioni. Continua la discesa dei Red Sox che escono dalle Top 10 mentre gli Yankees, nonostante i molti infortuni riesce a rimanere tra le prime 10. Grande delusione dei Rockies che perdono ben 9 posizioni.

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Distinguere le buone dalle cattive istruzioni

di Frankie Russo 

Distinguere il bene dal male

(dalle esperienze personali di Doug Breiner, ex MLB)

Non è facile poter distinguere il bene dal male specie quando si tratta dell’istruzione nel baseball, ma è un dilemma che prima o poi tutti devono affrontare. Di seguito elencheremo dei suggerimenti che speriamo possano aiutare a fare tale distinzione. 

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Power Ranking # 1

Sguardo desolato di Chris Sale
Sguardo desolato di Chris Sale

di Frankie Russo 

Ranking secondo ESPN

Con qualche giorno di ritardo riprendiamo la nostra rubrica del Power Rankings by ESPN.

E’ stato un inizio di stagione pieno di sorprese. Squadre e giocatori hanno già lasciato un segno indelebile e lo mostrano le varie classifiche divisionali.  Nella NL Dodgers, Brewers e Mets hanno impressionato ma non sono da sottovalutare i Phillies e Padres. Nell’AL più di tutti si sono messi in luce i Marines con un attacco semplicemente devastante. D’altro canto drammatico è stato l’inizio di stagione per i campioni uscenti Red Sox e Cubs. Con questi rapidi capovolgimenti di fronte sarà interessante vedere cosa vedremo la prossima settimana.

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Swing and miss - Sventolare a vuoto

Nella foto Donald Lutz
Nella foto Donald Lutz

di Frankie Russo

Tratto da International-baseball.com

Esperienze personali di Donald Lutz  ( MLB player)

Oggi affronteremo l’argomento della sventolata a vuoto e dell’approccio con 2 strike. Prima di tutto è bene sapere che non sempre è sbagliato effettuare una sventolata a vuoto e due sono i fattori da tener presente. Non bisogna aver paura di sventolare a vuoto, specialmente presto nel conteggio. Nei miei 10 anni da professionista non riesco nemmeno a ricordare le volte che ho buttato al vento un turno alla battuta per il solo fatto di aver timore di girare la mazza a vuoto.  Avevo deciso di non sventolare ancor prima di mettere i piedi nel box di battuta e vorrei tanto poter tornare indietro  per cambiare quell’approccio. Mi lanciavano un cambio o uno slider e sventolando mi trovavo spesso fuori equilibrio oppure cercavo di fare solo contatto su un lancio basso invece di girare con decisione. La conseguenza era una facile battuta in diamante o un facile pop up. 

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Il DH nella National League

Nella foto David Ortiz (USATODAY)
Nella foto David Ortiz (USATODAY)

di Frankie Russo

Tratto da "free press Carlos Monarrez"

E’ una voce che ormai circola costantemente nelle majors e alla fine è anche la decisione giusta da prendere. Riferendosi all’AL è come sparare sulla Croce Rossa. Da quando fu introdotto nel 1973, il DH è stato una benedizione per molti giocatori che hanno visto prolungare la carriera come Willie Horton, Edgar Martinez, David Ortiz, Alex Rodriguez e Victor Martinez per nominare i più noti.  Ma essere tifosi di una squadra della NL deve essere semplicemente penoso vedere il lanciatore entrare nel box e sentirsi sconfitto ancora prima di arrivarci.

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La traiettoria della mazza

Nella foto Chris Colabello
Nella foto Chris Colabello

LA TRAIETTORIA DELLA MAZZA - Ciò di cui si parla troppo poco

Dalle esperienze dirette di Doug Breiner ex MLB.

di Frankie Russo

Tratto da probaseballinsider

Il baseball è uno sport che ha da insegnare qualcosa ogni giorno se veramente uno ha voglia di imparare. Io ho avuto modo di imparare molto di recente e voglio condividere le mie esperienze. E’ iniziato tutto con il mio amico Chris Colabello. In 7 anni Chris è passato dalla Indipendent League alle majors. Vederlo girare la mazza è una delizia e parlando con lui ha cambiato il  mio modo di analizzare lo swing. Forse non sarà una novità per tutti, ma per me è stato molto utile.

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Ho fatto tredici!

di Marcello Perich

Era l’anno di grazia 1961 e, mentre in America Roger Maris stava cercando di battere il record nei fuoricampo stagionali di Babe Ruth, io cercavo, in un prolungato attacco di sado-masochismo di farmi frantumare quante più ossa potevo. Il fatto è che avevo preso l’abitudine di stare molto vicino al piatto, cosa che infastidiva non poco i lanciatori che, in un attacco di “cattiveria” lanciatoria non trovavano niente di più originale che tirarmi addosso. Ora, se non avete mai giocato a baseball potrà anche sembrare una cosa da nulla, ma potete credermi quando dico che quando il lanciatore vi tira addosso e vi prende fa molto, ma molto male. Per intendersi: fa malissimo! E non importa DOVE vi colpisce, fa un "male bestia" ogni volta.

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Giovani lanciatori attenti al braccio

di Paolo Castagnini

I campionati giovanili sono al via e da quest'anno c'è una nuova regola per la salvaguardia dei lanciatori. Fino a qualche anno fa la limitazione era solo per gli inning lanciati. Successivamente dopo anni di dibattiti e intenzioni la Federazione ha introdotto il conteggio, limitando non solo gli inning, ma anche il numero di lanci. In realtà il vero controllo e la vera limitazione per salvaguardare il braccio è il conteggio dei lanci. La limitazione degli inning porta ad un altro obiettivo che è quello di incentivare i tecnici a costruire più lanciatori. Da quest'anno anche in questo caso dopo anni di dibattiti e di annunci, è stato inserito il divieto per un lanciatore sostituito di passare nella stessa partita al ruolo di ricevitore e viceversa. Ma vediamo da dove nasce questa nuova limitazione che tanto fa discutere e che a molti non piace.

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Il mio nome è Jackie Robinson

di Michele Dodde

Basta un nome o un numero per indicare il superamento di una dead line che già a partire dal 1876, anno in cui dopo un nuovo compromesso i reparti dell’esercito nordista furono ritirati dagli stati del Sud occupati per smacchiare quello spirito di violenza razziale fomentata dal generale Nathan Bedford Forrest, eroe sudista della guerra civile, sembrava potesse essere cancellata: Jackie Robinson o il numero 42. Molti i libri scritti su questo personaggio divenuto una indicativa icona spartiacque suo malgrado, molti i film che hanno interessato gli aspetti emotivi ed interpretativi di un personaggio capace di affrontare momenti e situazioni più terrificanti del previsto, molti i dubbi ed i pensieri suscitati su schemi organizzativi propri di una società ancora tutta in via di comprendersi.

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Analizziamo sempre la gara

di Frankie Russo

Tratto da baseballexcellence.com

La partita è finita, e siccome vogliamo che la nostra squadra migliori sempre,  adesso parleremo di cosa è andato bene e cosa non è andato bene. Non importa se abbiamo perso o abbiamo vinto, abbiamo il dovere di analizzare ogni gara, e non come tifosi, ma come coach. Di cosa parliamo? Dell’errore di Tizio? Dello strike out di Caio? Ma no, questi sono argomenti futili. Parliamo di cose serie. Non vi è nessun ordine preciso, è la gara stessa nelle sue tante diversità che ci detta di cosa parlare, nulla può essere predeterminato. 

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Le riviste del baseball e del softball

Una copertina del mensile "Il BASEBALL e il Softball" di cui si parla nell'articolo
Una copertina del mensile "Il BASEBALL e il Softball" di cui si parla nell'articolo

di Michele Dodde

Sento il dovere di ringraziare Loriano Pietro Martinoli per l’attenzione riservata  il 12 marzo 2019 ad un mio articolo del 1° maggio 2017   inerente il mensile “Baseball e Softball: una rivista d’annata in cui delineai la figura di Adelchi Chico Grossi quale vero baseball writer. Loriano amabilmente scrive: Caro Michele e caro Franco, la Storia del mensile Baseball e Softball inizia in un modo un po' diverso da come la ricorda Michele nel suo racconto. La testata venne inventata da un grande appassionato di baseball che si chiamava Everardo Dalla Noce (giornalista emerito che fu promotore del Baseball in RAI), da Massimo Patrignani e con il sottoscritto che ne fu il primo e per lungo tempo il direttore responsabile. Il tutto nato sotto lo stimolo, non del tutto disinteressato e sconosciuto, della federazione e soprattutto di alcune, importanti aziende sponsor delle squadre di maggior livello. Basterebbe qui ricordare Cercosti senza necessità di fare altri nomi. 

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Ricevitore: Tirare in terza base

di Frankie Russo

Tratto da baseballexcellence.com

Eccetto quando vi è un battitore destro, il tiro in terza è il più semplice da eseguire per un ricevitore. Il ricevitore si trova in una posizione in cui il suo lato sinistro è direttamente rivolto verso la terza evitando di dover girare il corpo per effettuare il tiro. Questa tecnica è anche una delle meno insegnate seppure trattasi di una situazione che capita spesso durante il gioco. Tuttavia, se il ricevitore non conosce, o non gli è stato insegnato la giusta meccanica, una buona percentuale di tiri finiranno spesso troppo alti. Di per se il tiro non è complicato, il difficile è come posizionarsi correttamente.  Nei primi anni del baseball giovanile la possibilità di eliminare il corridore in 3B è molto bassa. Con un ricevitore privo di buon braccio e un lanciatore privo della giusta tecnica, generalmente l’attacco riesce a trarne vantaggio.

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Perché amo questo sport

di Allegra Giuffredi

Mi capita spesso di chiedermi perché il baseball sia lo sport più bello del mondo, bellissimo da guardare, incredibilmente affascinante da giocare.  Alla fine mi vengono in mente tutti i piccoli particolari che nessuno osserva. Se vedete, prima della partita, un uomo che si mette lo smalto bianco sulle unghie della mano destra, non vuol dire che si sta preparando ad un “drag queen show”, è solo il ricevitore che vuole aiutare il suo lanciatore a leggere i segnali durante la partita. Se, poi, dopo la partita, entrate negli spogliatoi vedrete, fra una quindicina di giocatori in varie “fasi di nudità”, uno non più giovanissimo, con un principio di pancetta con una birra in mano e una crosticina di Maalox intorno alla bocca: quello è il closer che al nono inning ha difeso il ponte, senza far passare il nemico. Se, poi ancora, passando  vicino alle gabbie, vedete un giocatore non in divisa che sta lavorando all’elastico, quello è un lanciatore che sta costruendo il braccio perché spera di avere altri due o tre anni da lanciare. Poi c’è un lanciatore che si inzuppa il pantalone destro (sinistro se è mancino) con acqua molto zuccherata. Molto zucchero, molta rotazione, curve diaboliche. Che cosa volesse dire Yogi Berra, quando apriva bocca soltanto lui lo sa, ma alcune “perle” sono passate alla storia. “It ain’t over until it’s over.”, ossia “non è finita, finché non è finita. 

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Eventi salienti di una storia infinita # 10

di Michele Dodde

Nel 1889 due personaggi hanno impresso la loro indiscutibile ed indelebile personalità in questa storia infinita del gioco del baseball: il lanciatore John Gibson Clarkson e John Tomlinson “Tooth” Brush illuminato proprietario degli Indianapolis con l’appendice di John Montgomery Ward ricercato giocatore ed organizzatore sindacale. John Gibson Clarkson, che debuttò in Major League il 2 maggio 1882 con i Worcester Ruby Legs  per poi passare nel 1884 con i Chicago White Stokings fu ceduto da questi il 3 aprile 1888 ai Boston Beaneaters per l’iperbolica cifra di allora di ben 10.000 dollari  raggiungendo così il suo ex compagno di squadra King Kelly, anch’egli comprato dai White l’anno precedente per la stessa cifra. Con questa operazione non solo di facciata ma tecnicamente pregevole i Beaneaters si poterono permettere di sfoggiare una batteria di rara qualità ma che fu subito soprannominata dai media come la “batteria da 20.000 dollari”.

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La foto più bella

Foto di Charles Conlon
Foto di Charles Conlon

Quando il tutto diventa un momento magico

di Michele Dodde

Accadde durante la stagione agonistica del 1909 durante la gara Detroit Tigers contro gli Highlanders di New York.  Era il 23 luglio ed il tabellone segnapunti riportava al quinto inning un out e un corridore in seconda. Quel corridore era Ty Cobb, scorbutico e violento giocatore ma astuto e deciso nelle scelte del gioco. Molto si è scritto su questo personaggio, nel bene e nel male, ma sempre, nello spolverare le pieghe della sua vita, si è dovuto rimarcare la sua versatilità nel gioco del baseball. 

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Le strategie dal monte al piatto

di Frankie Russo

Tratto da baseball-pitching-tips

Come vi preparate per affrontare un battitore? Qual è la sequenza di lanci che usate per eliminare presto e con efficacia i battitori? Come mescolate la selezione dei lanci, la locazione e velocità per confondere il battitore? In questo articolo illustreremo alcune strategie per tenere fuori equilibrio i battitori, cambiare il loro piano al piatto e ridurre il numero di corridori in base.  Vi mostreremo alcune strategie, sequenza di lanci, selezione  di lanci da utilizzare in gara. Ma prima di tutto bisogna capire che: Non si può usare sempre la stessa strategia per ogni battitore. Il lanciatore della majors Darren O’Day è un buon esempio. Durante la stagione 2015, O’Day era un pezzo molto importante nel bullpen degli Orioles perché era efficace e teneva i battitori fuori equilibrio.

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Cosa ha fatto vincere le World Series ai Boston Red Sox

di Tony Abbatine, tratto da Baseballamerica e tradotto da Frankie Russo

Vi sono diversi ragioni per cui i Red Sox hanno vinto le World Series: un grande gruppo di lanciatori, versatilità dei ruoli, buona difesa e un gruppo di giocatori che andava molto d’accordo. Ma c’è un altro fattore molto importante. Si è avuto l’impressione che i battitori dei Red Sox vedevano meglio la palla e avevano un migliore controllo della zona dello strike rispetto ai Dodgers, specialmente nelle situazioni cruciali e quando indietro nel conteggio.  Sarà stato l’approccio con due strike, sarà stato l’approccio con due eliminati, ma i Red Sox avevano il pieno controllo del Runway (la linea sui cui viaggia la palla) e della lunghezza del Go Zone (il punto in cui i battitori devono decidere quando girare e che tipo di lancio è in arrivo). 

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Campi bolognesi che ci sono e non ci sono più

Nella foto Giulio Glorioso durante un allenamento della Nazionale presso il Campo delle Calze Verdi (Casalecchio) (Foto tratta da Cineteca Bologna - Autore Aldo Ferrari)
Nella foto Giulio Glorioso durante un allenamento della Nazionale presso il Campo delle Calze Verdi (Casalecchio) (Foto tratta da Cineteca Bologna - Autore Aldo Ferrari)

di Marcello Perich

Qualche tempo fa, su un’altra testata on line, ho proposto di fare un censimento delle strutture sportive dedicate al baseball e quale miglior posto virtuale di questo per fare una mia personalissima rilevazione nel bolognese? Il mio viaggio tra i campi di baseball si è svolto, un po’ andando in giro a vedere partitelle amatoriali e giovanili, un po’ con l’aiuto di GOOGLE Earth e leggendo ed ascoltando i racconti di chi ha fatto il baseball feslsineo. E allora partiamo dal Campo dell’Oca, fuori Porta Lame che non esiste più, perché è diventato una rimessa per automezzi della Polizia, ma che ha visto sbocciare le gesta di alcuni tra i talenti più amati e conosciuti del baseball bolognese.

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