Battere in campo opposto

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

Spesso sentiamo parlare di battere in campo opposto e questo è perché si tratta di una tecnica molto importante. Per essere completo, un battitore  deve essere in grado eseguire  questa tecnica. Sin dal primo giorno ai lanciatori s’insegna a lanciare una fastball bassa, all’altezza delle ginocchia e sul filo esterno. Questo perché è la zona dello strike più lontana dagli occhi del battitore. E’ il lancio più difficile da battere in linea e con potenza e quindi è un lancio che si usa spesso per andare in vantaggio nel conteggio e per eliminare i battitori.    

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Manager, indietro tutta!

Nella foto Dusty Baker (AP Photo/Alex Brandon)
Nella foto Dusty Baker (AP Photo/Alex Brandon)

di Frankie Russo

da totallytigers

In un nostro articolo del 25 gennaio scorso, abbiamo parlato di come i manager si stanno adattando al nuovo metodo delle sabermetriche. Oggi riprenderemo il discorso evidenziando che l’adattamento alle statistiche non è il solo motivo che influisce sulla scelta del manager, ma subentrano altri  fattori quali il denaro, il rapporto con i giocatori e la comunicazione.

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La presa ad una mano

Nella foto Manny Machado (foto da USA Today)
Nella foto Manny Machado (foto da USA Today)

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

Esistono due metodi per raccogliere la palla con una mano, uno è con il guanto, l’altro è a mano nuda. In entrambi i casi sono giocate che possono fare la differenza sia per il giocatore, che per la sua squadra ed entrambe sono considerate azioni “eseguire o morire” e questo significa che solo raccogliendo la palla con una mano si ha la possibilità di eliminare il corridore. Bisogna essere aggressivi nell’avvicinarsi alla palla  e tirarla mentre si è ancora in corsa. Entrambe le tecniche possono essere insegnate anche ai più giovani.

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L'intrigante passione per il baseball

di Michele Dodde

Dopo la prima gara ufficialmente riconosciuta e giocata il 19 giugno del 1846 sull’Elysian Field ad Hoboken (New Jersey) tra i New York City’s Knickerbockers Club e i New York Nine, terminata dopo appena quattro inning sul punteggio di 23 ad 1, il baseball, perlopiù giocato inizialmente presso aristocratici club, ha avuto una lunga gestazione prima di diventare il suggestivo collante della società statunitense. Ma l’intrinseca filosofia del gioco, al fine di una sua concreta affermazione, non aveva ampie vie di comunicazione poiché era necessario che essa scuotesse ed animasse le diverse etnie che componevano il popolo americano cambiando di fatto culture, usi ed anche il linguaggio. Ed anzi è sempre opportuno delineare come, pur in modo anomalo, anche la sanguinosa Guerra Civile dal 12 aprile del 1861 al 9 aprile del 1865 ebbe il suo ruolo primario in questa sua penetrante conferma di gioco popolare con la divulgazione di una maggior conoscenza ed attuando una pianificazione condivisibile di pace tra confederati ed unionisti.

 

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Cosa fa di te un vero sportivo

Nella foto Derek Jeter
Nella foto Derek Jeter

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

E’ sapere che non sempre vince la squadra migliore, ma quella che gioca meglio quel giorno.

E’ sapere che si può perdere, che si può prendere uno strike out, commettere un errore o essere colpiti, importante è imparare da questI episodi.

E’ consolare un compagno che non ha giocato bene o che non ha giocato affatto.

E’ essere un leader sul campo.

E’ non mettersi sempre in mostra assumendo tutti i meriti; sono gli altri che devono parlare di te.

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Quando una pallina e un regolamento....

Nella foto in basso a sinistra Gloria Di Lauro con la squadra di Kansas City
Nella foto in basso a sinistra Gloria Di Lauro con la squadra di Kansas City

di Giovanni Delneri e Michele Dodde

Ci vuole un po’ di coraggio a saccheggiare nella bisaccia dei ricordi dell’umpire Giovanni Delneri, ma superato il primo impatto si viene a conoscenza di storie senza fine e piene di profonda umanità. Infatti quella della catcher che, plasmata dalle regole del softball e dalla sua intrinseca filosofia che induce ad osare per non fallire, accetta in sè la vocazione di divenire Suora Missionaria della Carità di Madre Teresa di Calcutta per servire in un lebbrosario e nel piccolo divenire protagonista della carità, è una di quelle perle incastonate nel suo voluminoso palmares. Ancora poi, correva l’anno 1983, nell’essere assunto come revisore di gare d’appalto da una importante società di costruzioni sita alla periferia di Milano fu notato da un nuovo collega mentre Delneri posizionava sulla scrivania di sua competenza una pallina da baseball logorata e sdrucita ed accanto un consunto libretto. “No, non sono cimeli – sentenziò il Giovanni in risposta agli occhi meravigliati del collega – sono semplicemente una parte esterna di me stesso. 

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Profumo di guanto

Nella foto le vincitrici del sorteggio del guanto Dominate a Riccione tra Alessandro e la moglie Gema, durante la Convention al cubo
Nella foto le vincitrici del sorteggio del guanto Dominate a Riccione tra Alessandro e la moglie Gema, durante la Convention al cubo

di Paolo Castagnini

Il gesto è sempre quello - Per chi ha giocato una vita - Lo prendi in mano lentamente lo infili e lo annusi - "Profumo di guanto" - Sensazione bellissima e purtroppo quasi scomparsa. La lavorazione del cuoio e dei pellami essendo diventata industriale, ma soprattutto per esigenze di mercato, ha portato ad un radicale cambiamento dell'odore tipico del cuoio. Anche il nostro sport ha risentito del cambiamento e pertanto non è detto che un buon guanto, un guanto professionale, debba avere l'inconfondibile "Profumo di guanto". Ebbene in questi giorni, alla Convention ho visitato lo stand di Ale Maestri e la sua famiglia. Ed ecco riapparire il "Profumo di guanto"

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Manager, esperienza, leadership o statistiche?

Nell foto Joe Girardi
Nell foto Joe Girardi

di Frankie Russo

liberamente tratto da detfreep    

Nella Major League, ad oggi, il numero di manager di lungo corso senza squadra è impressionante, in particolare:

John Farrell: ha vinto le World Series nel 2013 con i Boston Red Sox, quest’anno ha vinto il titolo dell’American East per poi essere eliminato nell’ALDS. Licenziato!

Dusty Baker: ha vinto almeno 95 gare nelle due stagioni in cui è stato con i Washington Nationals i quali hanno ritenuto opportuno dargli il ben servito dopo essere stati anch’essi eliminati al primo turno dei playoff.

Poi c’è Joe Girardi il cui contratto non è stato rinnovato dopo 10 anni di successi con i New York Yankees. Girardi quest’anno ha guidato una squadra molto giovane a un passo dalla partecipazione alle World Series, ma l’organizzazione ha deciso di muoversi in un’altra direzione.Tutti e tre sono stati rimpiazzati da manager al loro debutto nel ruolo.

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Massimiliano Pavone, un grande passo verso il futuro

di Paolo Castagnini

La storia di Massimiliano Pavone è  simile a quella di ormai tanti tra ragazzi e ragazze convinti che un anno all'estero non possa fare che bene. Da parte nostra di Baseball On The Road non facciamo altro che informare e dare consigli a chi ha deciso di intraprendere questa difficile strada. Massimiliano appartiene a quella fucina di talenti che  è  l'Accademy Nettuno inserito in quella Under 18 che ha vinto uno dei più prestigiosi Titoli Italiani 2017 in una finale storica vinta agli extra inning per 4-3 a Modena contro il Junior Rimini. Ovviamente Massimiliano non c'era partito nel mese di Agosto 2017 per questa grande esperienza. Ecco qui un'intervista a Massimiliano pronto ad iniziare il Campionato con la Clackamah High School di Happy Valley, una città vicinissima a Portland nell'Oregon.

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BASE APP BALL

da Redazione

Riceviamo e con piacere pubblichiamo il lavoro di Roberto Cabalisti e Jonathan Peri

La app del baseball e softball italiano ideata da Roberto Cabalisti e Jonathan Peri.
Sei una società sportiva? Qualunque categoria puo' partecipare al progetto permettendo cosi' la pubblicaizone di una propria APP. Non vi sono costi da sostenere.

baseAPPball, l'app dedicata allo sport del Baseball e Softball Italiano, ti consente di seguire tutte le novità della tua squadra preferita in tempo reale, conoscere i risultati delle sue partite, acquistarne il merchandise e i prodotti dei loro sponsor.

 

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L'interbase trequartista

nella foto John "Scotty" Hurst
nella foto John "Scotty" Hurst

 di Giovanni Delneri e Michele Dodde

Quel signore distinto, che indossava costantemente una sciarpa di seta al collo, si sedeva sempre al solito tavolo lì nell’angolo destro del salone perché, disse, da lì poteva ben vedere chi entrava o usciva dalla trattoria “La Speranza” dove si mangiava bene e si beveva meglio. Di questo sono sicurissimo perché la cucina era gestita da mia nonna materna Albina mentre il nonno Cesare sceglieva di suo gusto le derrate ed in particolare il vino. Non mi sono mai chiesto perché i nonni avessero scelto di aprire la loro attività durante gli anni cinquanta proprio lì ai confini di Lambrate in località Casoretto dove la nebbia, ovvero l’amica “scighera”, la faceva sempre da padrona e gli assidui clienti erano solo dei manovali edili comunemente chiamati “cavalant” perché usi a trasportare sabbia per costruzioni ma questo era stato il loro modo di stare sempre vicini e capire il mondo..

 

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Come organizzare un try out

Una fase del Try-out organizzato da Progetto Team Italia 2017
Una fase del Try-out organizzato da Progetto Team Italia 2017

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

Il baseball giovanile diventa sempre più impegnativo specie durante l’estate quando si organizzano i tornei interregionali. Le squadre  non sono formate da giocatori che hanno giocato insieme durante il campionato, ma si va alla ricerca di talenti di altre squadre delle zone limitrofe, e in sostanza non è un male. Il modo di giocare e di insegnare non cambia, ma è indubbio che più alto è il livello, meglio si gioca. E affinché queste squadre possano competere al meglio è necessario, come sempre, avere dei buoni istruttori che in poco tempo devono assemblare una squadra formata da giocatori probabilmente mai visti prima. In questo articolo racconteremo l’esperienza di un tecnico che lavora per Baseball Excellence (che chiameremo Ray) il quale fu  investito del compito di organizzare il try out per formare la squadra, ma non avrebbe interferito per quanto concerne le selezioni.   

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Come non pregiudicare la carriera di un lanciatore

Pitch Smart e' il programma della MLB per la salvaguardia dei giovani lanciatori che si appoggia all-ASMI
Pitch Smart e' il programma della MLB per la salvaguardia dei giovani lanciatori che si appoggia all-ASMI

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

All’ASMI (American Sports Medicine Insitute), ortopedici, terapisti e biomeccanici lavorano insieme per studiare come prevenire infortuni ai lanciatori. L’ASMI è una delle poche istituzioni che eseguono ricerche sui giovani giocatori e lanciatori. Oltre a riparare molti infortuni alla spalla e al gomito, l’associazione dedica altresì  molto tempo alla ricerca per evitare tali infortuni.  E questo vuol dire molto circa l’uomo a capo dell’istituto, Dr. James Andrews. Egli potrebbe semplicemente limitarsi agli interventi chirurgici, ma a lui interessa altro. In molti anni di esperienza, e con tanta amarezza, troppo spesso Andrews ha dovuto guardare negli occhi molti giovani e comunicare loro che la carriera da lanciatore era finita. Ed è anche convinto che molti di quegli interventi potevano essere evitati.

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It's raining again

Frank Francis Frisch discute con l'Umpire (1951)
Frank Francis Frisch discute con l'Umpire (1951)

di Allegra Giuffredi

Qualche anno fa e anche più di qualche, il Gruppo musicale dei Supertramp, originari della California, cantava una canzoncina molto orecchiabile dal titolo che fa da titolo a questo mio pezzo sul nemico estivo più temuto che il baseball conosca, vale a dire, la pioggia. Ed anche sulla pioggia di aneddoti ce ne sono parecchi, come, per esempio, l’epica partita giocata da Fortitudo Bologna e Rimini nel 2016, in Gara 7 per l’assegnazione dello scudetto, poi vinto dai bolognesi, con tanto di Stella per il decimo sigillo e successivamente vituperato, per mesi, dalle polemiche.Nel 2016, poi anche l’epica Gara 7 tra i Cubs e gli Indians di Cleveland fu interrotta dalla pioggia, prima di essere vinta dai Cubs.

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Un ... "guanto per due"

di Giovanni Delneri e Michele Dodde

 

A Milano, anni del dopoguerra, zona nord-est. A dirla tutta quei tempi, quei tempi del dopoguerra, sono stati tempi belli. Vuoi perché ormai il tempo buio caratterizzato da soldati in divisa era diventato uno sbiadito ricordo, vuoi perché la mamma ti lasciava molto tempo libero, vuoi perché ci si incontrava con gli altri coetanei e si andava a giocare su quei vasti prati di periferia dove c’era sempre l’erba, l’insalata matta, cioè il cosiddetto “Tarassaco”, e quei tanti piccoli cumuli di terra che ci indicavano la presenza certa delle talpe. In quei luoghi, quasi fossimo in un’attrezzata palestra all’aria aperta, incominciavamo a formarci i muscoli su quelle nostre malnutrite gambe e braccia che i tempi grami della passata guerra non avevano certo aiutato a crescere. 

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JD Martinez, dalla stalla alle stelle

di Frankie Russo

da ESPN

Dopo tre strikeout  subiti nell’ultima gara della stagione 2013, JD Martinez tornò mestamente negli spogliatori, testa bassa, mazza in una mano, cappello nell’altra. Non incontrò Craig Wallenbrock e Robert Van Scoyoc, ma li conosceva di fama, e se JD voleva risolvere i suoi problemi di battuta, sapeva che era con loro che si doveva mettere in contatto. Era una situazione disperata e Martinez era disposto a tutto. A 26 anni, con tre anni nelle majors JD era a un bivio. Una MB in carriera di 251, 24 fuoricampo in 252 gare, non era poi così male se non fosse che aveva anche una percentuale del 25% di strikeout in 899 turni in battuta. Gli Houston Astros non avevano intenzione di inserirlo tra gli esterni titolari, e dopo essere stato mandato giù in AAA e rimosso dal roster dei 40, Martinez poteva solo aspettarsi di essere scambiato se non addirittura rilasciato.    

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Indietro tutta!

La foto della Fortitudo del 1956 - Franco Ludovisi è il secondo accucciato da destra.
La foto della Fortitudo del 1956 - Franco Ludovisi è il secondo accucciato da destra.

da Redazione: Abbiamo chiuso il 2017 con Michele Dodde e apriamo il 2018 sempre con Michele Dodde con un suo pezzo che cita la storia scritta da Franco Ludovisi. Buona lettura e un felice 2018.

di Michele Dodde

Nel mese di dicembre dello scorso anno, l’orrendo piattume che stava caratterizzando i programmi della televisione di stato aveva indotto alcuni illuminati a rinverdire il palinsesto di Rai Due andando a spolverare e lucidare nelle sue peculiarità il programma “Indietro Tutta”, allora intrattenimento avveniristico per il periodo 1987 – 1988, ed a richiamare la giusta testimonianza di quel Pigmalione a 30 carati e lode che è Renzo Arbore in unione a Nino Frassica, robusta spalla autore di se stesso. Così improvvisamente i trenta anni che dividevano l’allora trasmissione con la nuova ed attuale testimonianza sono evaporati delineando come la qualità di una valida ed innovativa produzione resti sempre moderna ed affascinante.

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Il regalo di Natale

di Michele Dodde

Non ricordo né dove né quando ma ho sentito un qualcuno che diceva come ci sono momenti, situazioni ed affinità che la mente umana non riuscirà mai a spiegare se non con la passione. Deve essere vero perché quando per la prima volta ebbi l’occasione di indossare un guanto da baseball, che poi diventò il “mio” guanto da baseball, fu come se la mia mano sinistra avesse sempre anelato averlo come prolungamento delle proprie capacità. Ma è anche vero che in seguito quel mio guantone divenne quell’insostituibile compagno di viaggio che tutti si augurano di incontrare ed averlo affianco. Ed in verità poi fu lo stesso guantone a farmi entrare nel gioco dapprima praticato per istinto e solo dopo compreso nella sua globale schematicità.

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La battuta secondo Tony Gwynn

di Frankie Russo

Dopo aver osservato la clip di Pete Rose che mostrava la sua tecnica di battuta, ho voluto approfondire l’argomento consultando un video di un altro mito della battuta che ha giocato in un’epoca più recente: Tony Gwynn. Gwynn ha giocato 20 anni nelle majors dal 1982 al 2001, è considerato uno dei migliori battitori di contatto nella storia del baseball. Ha vinto il titolo di miglior battitore della NL per otto volte, è stato convocato 15 volte per l’All Star Game. 

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Cosa insegna il baseball

La squadra Seattle Asahi baseball team posa davanti alla Mizuno Bros  Sporting Goods Store
La squadra Seattle Asahi baseball team posa davanti alla Mizuno Bros Sporting Goods Store

di Michele Dodde

Nel 1870, dopo aver assorbito le tristi esperienze della guerra civile statunitense, il reduce Horace Wilson, insegnante di lingua inglese, accettò di buon grado la cattedra che gli offrì una scuola giapponese e si recò con entusiasmo nella terra del Sol Levante a scoprire nuove mentalità e tradizioni. La sua attività di insegnante però, per meglio introdurre la difficile qualità parlata della lingua, andò oltre e per meglio evidenziarne lo slang incominciò a parlare del gioco del baseball delineandone i primi principi. Con sua piacevole sorpresa trovò tra la gioventù nipponica un fertile terreno per insegnare la lingua inglese ma ancor più quando si accorse che i principi etici e la pregnante filosofia del baseball, nonostante fosse un gioco occidentale e quindi barbaro per i nipponici, riuscivano però ad ammaliarli perchè così vicini alle sfumature delle loro tradizioni. 

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Take me out to the ball game

Nella foto Micheal Keller Ditka canta Take me out to the ball game nella partita Pirates Vs Cubs del 5 giugno 1998
Nella foto Micheal Keller Ditka canta Take me out to the ball game nella partita Pirates Vs Cubs del 5 giugno 1998

di Allegra Giuffredi

Micheal Keller Ditka (1939) è stato un giocatore ed un allenatore di football americano che negli anni Sessanta prima e tra gli anni Ottanta e Novanta poi ha giocato ed allenato i Chicago Bears ed ha vinto il Super Bowl per ben tre volte: una da giocatore e due da Aiuto Allenatore e da Allenatore. Ma allora vi starete chiedendo : che c’entra con il baseball? C’entra, c’entra. Come molti sanno, a metà del settimo inning di ogni partita di baseball che si rispetti si canta il Seventh Inning Stretch e spesso e volentieri, negli USA a cantarlo è un personaggio famoso: un politico, un ex giocatore, una star della TV e ciò accadde anche il 5 giugno 1998.

 

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Le partite si vincono in allenamento

I Miami Marlins durante lo spring training del 2014 (Foto tratta da Palm Beach Post)
I Miami Marlins durante lo spring training del 2014 (Foto tratta da Palm Beach Post)

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence 

Saper preparare  la squadra adeguatamente durante l’allenamento  aiuterà a vincere una buona dose di partite. Esiste ben poco di magico che un coach può fare durante la gara: nessuna giocata speciale, nessun trucco, nessun discorso pre-game potrà influire sul risultato della partita.  

I giocatori devono sapere come giocare nel modo giusto. Ad ognuno di essi sarà battuta una palla da giocare e ad ognuno toccherà entrare nel box di battuta, non è concesso perdere tempo o cercare di evitare l’inevitabile. Bisogna entrare in campo pronti a giocare. Questa è la bellezza del gioco del baseball e nello stesso tempo la sua difficoltà. Tutti e nove i giocatori devono saper giocare sia in attacco che in difesa, essi devono avere la capacità di affrontare tutte le fasi di gioco.

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Il catcher blasfemo

di Giovanni Delneri

Tratto da una storia realmente accaduta all'Umpire TERZABASE

Fui designato nel lontano 1970 a dirigere un gara di softball nella categoria juniores in un Torneo Regionale  che si svolgeva su un campo da softball di Milano. Durante la gara la pitcher di una delle due squadre lanciava orribili lanci alla propria ricevitrice che a volte, per intercettarli, doveva  fare contorsioni funamboliche. Anche la pazienza ha i suoi limiti e la ricevitrice dopo l’ennesima  acrobazia sbottò: 'Giorgia, PORCO………………..vuoi lanciare con decenza! " e le si avvicinò traccheggiando da “ ok corral".

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La battuta secondo Pete Rose

di Frankie Russo

Alcuni giorni fa un video postato su FB ha catturato la mia attenzione. Si trattava di un video in cui Pete Rose mostrava i suoi ‘segreti’ di battuta a Frank Thomas (HOF) e Alex Rodriguez. D’altra parte uno che detiene il record di battute valide nelle majors qualcosa di certo avrà avuto da insegnare. Un altro elemento che mi ha colpito, oltre all’interesse mostrata da Thomas, era la concentrazione e lo stupore di Rodriguez nell’ascoltare e osservare la dimostrazione. (Per i più giovani che non conoscono Pete Rose, è possibile consultare l’archivio del mese di dicembre 2014 di BOTR dove possono leggere la sua storia).      

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Una ballata o una preghiera?

di Michele Dodde

Quando il 12 marzo del 1860 il Congresso Americano approvò all’unanimità la legge Pre-Emption Bill, che di fatto assegnava le terre libere ai coloni che si trasferivano negli avventurosi territori del mitico Far West, si dette inizio a quella sanguinosa e lunga guerra mai dichiarata tra gli Stati Uniti ed i nativi pellerossa considerati sempre non cittadini americani ma solo presunti fuorilegge. E l’attacco a Fort Defiance il 30 aprile da parte dei Navaho guidati da Manuelito segnò la data di inizio. Tuttavia quello fu anche l’anno di epocali avvenimenti tra cui la nascita del Pony-Express che per la prima volta (3 aprile) consegnò in dieci giorni la corrispondenza inviata da St. Joseph nel Missouri a Sacramento in California, la scissione sulla questione dello schiavismo durante la Convenzione Nazionale Democratica a Charleston, Carolina del Sud (23 aprile) ed a luglio l’invenzione del fucile a ripetizione Spencer cui seguì nell’anno successivo il brevetto del fucile Gatling.

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Diventare coach di successo

Nella foto il manager degli Indians Terry Francona (Foto da Chicagotribune)
Nella foto il manager degli Indians Terry Francona (Foto da Chicagotribune)

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence 

Vi siete mai chiesti perché esistono squadre che riescono a superare le difficoltà nei momenti difficili dove altre falliscono? Esiste un fattore che fa veramente la differenza? In effetti, oltre allo sviluppo e all’insegnamento, vi sono altre importanti informazioni che un coach di successo deve trasmettere. Iniziamo con il dire che i giocatori devono concentrasi solo su ciò che possono controllare. Se un giocatore si dedica eccessivamente a fattori che sono fuori dal proprio controllo, più facilmente è destinato a sbagliare. Di seguito elenchiamo una lista di fattori che riteniamo sono fuori il controllo del giocatore a cui, pertanto, non dovrebbe prestare particolare attenzione.

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Let's play two

di Paolo Castagnini

Ieri Mario Salvini sul suo "Che palle" segnalava che il 30 Novembre (la sera stessa) sarebbe stato proiettato nelle sale italiane "Let's Play Two" una sorta di dedica ai CUBS e alla loro vittoria alle World Series del 2016 dopo ben 108 anni di digiuno. Dico la verità' dei Pearl Jam - questa e' la band del concerto - conosco poco o nulla. Negli anni 90 il mio amico e baseball player Paolino era un loro fan sfegatato. 

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Le frasi da evitare

Nell  foto uno degli errori più' comuni "Alza il gomito!"
Nell foto uno degli errori più' comuni "Alza il gomito!"

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence 

Spesso sui campi da gioco, sia di Little League che di liceo, si sentono frasi sicuramente pronunciate a fin di bene, ma che invece risultano essere istruzioni incomplete e/o consigli inesatti e possono limitare, forse ostacolare la carriera se non addirittura causare danni al braccio di un giovane giocatore. Nell’era dell’alta tecnologia in cui tutto viene messo sotto i raggi X, è importante che un coach sappia come comunicare e istruire i propri ragazzi. Esiste un modo giusto di giocare e Baseball Excellence si dedica a fornire consigli per l’insegnamento dei fondamentali con l’intento di essere da supporto per i coach delle giovanili. Il baseball è uno sport supportato dalla continuità, le tante capacità sia difensive che offensive sono richieste a tutti i livelli, non importa se agli inizi, se nei campionati giovanili o senior. Con riferimento a quanto sopra riportato, di seguito elenchiamo delle frasi che riteniamo dovrebbero essere assolutamente bandite quando si tratta d’insegnare baseball.

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L'orologio nel baseball

di Frankie Russo

Tratto dal sito bleacherreport.com

Continuano i tentativi da parte della MLB di velocizzare il gioco e probabilmente dal prossimo anno vedremo l’introduzione del limite di 20 secondi tra un lancio e l’altro. Questa soluzione è stata introdotta nelle minors per le ultime tre stagioni anche se  applicata solo senza corridori in base. Inoltre, per la MLB sarà possibile introdurre la nuova regola senza l’approvazione da parte dell’Associazione Giocatori anche se farà di tutto per avere anche  il loro consenso.

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Domenica e' sempre domenica 2

di Allegra Giuffredi 

Come qualcuno ricorderà, qualche tempo fa ho scritto sul fatto che per molti anni, negli USA,  non si poté giocare a baseball nel giorno di Domenica.

Il settimo giorno, infatti, andava santificato e non si poteva sostanzialmente né lavorare, né fare alcuna attività, tanto meno sportiva.

Per onorare tutto ciò vi erano le Blue Laws e guai a chi sgarrava.

Come già sapete prima che i Cubs, tra gli altri, potessero giocare una partita domenicale, si dovette aspettare il 1893 e a far da volano fu la World’s Columbian Exposition, vale a dire una fiera commerciale che portò a Chicago molta gente e quindi molti appassionati di baseball.

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E se anche noi imitassimo Jeff Bernstein? - 2^ parte

Riceviamo da Ezio Cardea e con piacere pubblichiamo. 2^ Parte  -

Leggi la 1^ parte

Così quella mia avventura è terminata ma non dimenticata e, anzi, posso dire di aver anticipato l'intuizione di Jeff Bernstein quando, diversi anni dopo, mi sono trovato a dare un simile suggerimento ai dirigenti della società di baseball di Reggio Calabria.  Era il 2002 e il baseball reggino viveva un momento felice per l'intraprendenza dei dirigenti locali tra cui su tutti emergeva un carissimo amico, l'avvocato Maurizio Condipodero, personaggio di spicco del baseball calabrese come Presidente della locale società di baseball e componente del team del settore legale della Fibs.  Non più nel baseball da quando l'effervescenza di quegli anni è stata lasciata sfumare dalla dirigenza federale subentrata a Notari, Condipodero è comunque rimasto nell'ambiente sportivo sempre come attore primario e con grandi capacità, dato che recentemente è stato nominato Presidente del Comitato Regionale Calabrese del Coni! Mi ha confidato di essere molto occupato ma ... il cuore batte sempre per il baseball! Una bella pedina d'appoggio se solo la Federazione provasse a riaccendere la miccia in meridione!

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Impugnare la mazza, nocche allineate si o no?

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence e efastball.com

Sempre caro mi fu quest’erme colle… recitava Leopardi nel suo canto L’infinito.  Con tutto il rispetto verso il sommo poeta e con il suo implicito permesso, ho voluto usare le sue parole per introdurre l’argomento di oggi che mi sta molto a cuore, l’impugnatura della mazza da baseball. Per quanto osservato sui vari campi in molti anni, ho avuto l’impressione che questo è un aspetto di cui non si dedica la giusta importanza. Una corretta impugnatura è essenziale in quanto ha lo scopo di mantenere in equilibrio il busto, aiuta a generare la massima velocità dello swing con il minimo sforzo, permette di avere il pieno controllo dello swing stesso e facilita l’estensione delle braccia dopo il contatto.  Tenuto conto che l’impugnatura è semplicemente tecnica e ha nulla a che fare con la forza, essa deve essere insegnata sin dall’inizio, anche in principio quando si utilizza il tee. E qui mi fermo poiché non voglio anticipare oltre quanto riportato nell’articolo originale.

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Uno strano caso di doping

Nella foto Carlo Tagliaboschi (Tratto dall'Archivio FIBS che fu curato da Roberto Bugane')
Nella foto Carlo Tagliaboschi (Tratto dall'Archivio FIBS che fu curato da Roberto Bugane')

Tratto da "Cronaca di una vita nel Baseball" di Franco Ludovisi

Proprio in Nazionale negli anni 60 si verificò uno strano caso di doping:

CARLO TAGLIABOSCHI chiese di poter consumare vino ai pasti.  La risposta venne dal Principe Steno Borghese Presidente della Federazione che disse che gli risultava che alle Olimpiadi di Roma “tutti gli atleti fossero usi consumare Coca Cola ed Aranciata oltre all’acqua minerale” e basta. Carletto nel suo dolce e colorato modo di dire le cose fece presente che lui era abituato a bere mezzo fiasco di vino a pasto e che se adesso non ne aveva neppure un bicchiere sarebbe entrato di certo in”ASTINENZA”!!  Non ricordo se venne accontentato.

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Il potere della routine

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com 

Spesso si sente parlare di quanto sia importante la routine per gli atleti e in particolare questo vale per il baseball. La natura del gioco stesso non si presta ad emozioni estreme, quindi è richiesta una maggiore concentrazione e adeguato approccio mentale, e l’approccio è sempre lo stesso, giorno dopo giorno, gara dopo gara.  Una routine stabile aiuta a preparare i giocatori per una lunga stagione in una calda estate. Il compito del coach è di infondere nei suoi giocatori la complessa articolazione del gioco e prepararli come se dovessero sempre salire di livello.

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E se anche noi imitassimo Jeff Bernstein?

Nella foto Ilaria Casarotto primatista italiana di specialità U18 proveniente da baseball prima e softball poi e attualmente in California con la UCLA University chiamata con una borsa di studio come giavellottista
Nella foto Ilaria Casarotto primatista italiana di specialità U18 proveniente da baseball prima e softball poi e attualmente in California con la UCLA University chiamata con una borsa di studio come giavellottista

Riceviamo da Ezio Cardea e con piacere pubblichiamo.

1^ Parte

Carissimo Michele Dodde, 

le tue escursioni nel mondo U.S.A. della celluloide sono sempre mirabilmente raccontate dalla tua penna che, sciolta e scorrevole, ci offre non solo piacevoli curiosità ma, come nel caso dell'articolo "Million dollar arm", spunti per interessanti riflessioni. Infatti, l'idea di Jeff Bernstein di poter trovare nel mondo  del cricket e dei lanciatori di giavellotto atleti con caratteristiche idonee a ricoprire il ruolo di lanciatore nel baseball non è per nulla peregrina e tantomeno da sottovalutare, soprattutto se ci riferiamo al nostro baseball il cui livello è decisamente alla portata di Rinku Singh e  Dinesh Patel che, lasciata l'India assieme al  giavellotto e al cricket, sono riusciti ad affermarsi nel baseball  U.S.A., seppure senza raggiungere la Major League. 

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Preparazione alla resistenza nella preadolescenza

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com 

N.d.r Il presente articolo non e' esaustivo, ma vuole semplicemente dare una linea guida su un argomento purtroppo poco trattato. Sono graditi i commenti.

L’offseason è il periodo dell’anno in cui i coach si possono aggiornare e nello stesso tempo possono meglio formare e sviluppare i loro giocatori. E' anche molto positivo che ragazzi e ragazze alternino in questo periodo altri sport. E' possibile trarre beneficio da tutto ciò che può rendere un giocatore  più atletico. Crescendo, ognuno di loro poi sceglierà lo sport che preferisce, ma il condizionamento fisico per i giovani è indispensabile e accrescerà le capacità atletiche.

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Million dollar arm

di Michele Dodde

Inspiegabilmente subito scomparso sul grande schermo, e dunque sfuggito alla mia personale ricerca, il film “Million Dollar Arm”, licenziato nel 2014 dalla Walt Disney Pictures, è stato finalmente ritrovato e visionato su un canale televisivo ed ha avuto tutto il diritto di appropriarsi del logo 313° del fantasioso elenco di tutti quei particolari movie che interessano o investono il gioco del baseball. La trama del film apparentemente sembra una cervellotica favola moderna, di fatto invece è una storia vera accaduta nel 2007 quando il procuratore sportivo Jeff Bernstein, decisamente in declino circa la sua clientela, si inventa una funambolica trovata che gli possa garantire uno spettacolare scoop idoneo a farlo rientrare trionfalmente nel giro della Major League con un nuovo smalto.

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Il baseball e il Vietnam

Nella foto Ken Holtzman
Nella foto Ken Holtzman

di Allegra Giuffredi 

Negli anni Sessanta è capitato ad alcuni tra i nostri giocatori più rappresentativi di andare negli USA per giocare nell’organizzazione di grandi squadre, ma senza riuscire a restarvi, perché all’epoca o in Italia o negli Stati Uniti, c’era comunque la leva militare da attendere e quindi da una parte o dall’altra bisognava servire la Patria.

A parte ogni considerazione su un periodo della vita di molti ragazzi che, comunque fosse, avevano l’occasione per fare una bella visita medica completa, fare alcune vaccinazioni e di imparare qualcosa di utile, anche come obiettore di coscienza, negli USA, gli anni Sessanta erano anni in cui se si partiva, si andava al fronte e il fronte, spesso era il Vietnam.

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L'approccio mentale - 2^ parte

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com Leggi la 1^ parte

Una squadra e ogni singolo giocatore deve avere un buon approccio mentale se vuole competere ad alti livelli. Ma cos’è l’approccio mentale? E’ la capacità di affrontare situazioni avverse ed essere ancora in grado di competere.  E’ la capacità di un giocatore e della squadra di concentrarsi su ogni lancio, una qualità che richiede self control, pazienza e una certa dose di forza interiore. E’ un’autosufficienza emotiva che deve essere insegnata anche ai più giovani.

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Un giovane coach americano? Potrebbe essere un'idea

di Paolo Castagnini

Penso sia abbastanza risaputa la nostra predilezione per la scuola di baseball USA ed in particolare per quella universitaria. Una recente richiesta che ci è stata fatta ci ha spinto a ricercare la via di un giovane coach americano e la sorpresa è stata notevole nell'imbatterci in una realtà molto interessante. Innanzitutto una premessa che anche se risaputa è bene sottolineare. Dalle varie università e college escono giocatori di altissimo livello che per vari motivi non hanno l'accesso al mondo professionale. Questi ragazzi, giovanissimi, ma che hanno fatto grandi esperienze di vita vissuta sui diamanti, hanno due strade da percorrere: 1-il lavoro 2-se vogliono rimanere nel mondo del baseball, diventare coach. Non ci sono alternative in quanto al di là del professionismo in USA non esiste nient'altro. Campionati di buon livello che si giochino il sabato e la domenica come in Europa praticamente non esistono. Quindi chi decide di proseguire nel baseball inizia la lunga carriera del coach, inizialmente come volunteer  per diventare poi professionista in una high school o in un college.

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MLB, quale futuro?

Nella foto il PGE Park in Portland nell'Oregon
Nella foto il PGE Park in Portland nell'Oregon

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseballamerica.com

In attesa di conoscere la squadra vincitrice delle World Series 2017 ecco un interessante articolo sulle future.

Da quando gli Expos si sono trasferiti a Washington nel 2005, vi sono sempre state speculazioni per far ritornare il baseball a Montreal. Si è anche parlato della costruzione del nuovo stadio nel downtown che fu uno dei motivi che causò il trasferimento della franchigia. E da settembre, a Portland nell’Oregon, si è tornato a parlare di aumentare le squadre nel West, un progetto ben visto dal Commissario Rob Manfred. Si è già fatto avanti un gruppo di finanziatori disposti a supportare il progetto per lo stadio con un investimento di circa 150 milioni di dollari. Lo Stato dell’Oregon si era già dichiarato disponibile ad intervenire per portare gli Expos a Portland che invece all’epoca preferirono Washington. 

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The Base Ball Fever

di Michele Dodde

Il connubio tra il baseball e le ballate a lui inerenti è ormai acclarato che ha un’origine antica. Anzi si racconta che già a partire dall’organizzazione dei primi campionati, quando le squadre si recavano verso i campi di gioco a bordo di omnibus trainati da cavalli, passando per i centri cittadini si era solito cantare, da parte dei giocatori, una ballata affinchè si richiamasse tra la gente sia l’attenzione al futuro evento della gara sia per stimolare l’interesse al gioco da parte di probabili spettatori. Molte di queste ballate, per amore ed affinità di un aristocratico nascente fandom, ebbero l’onore di essere trascritte su spartiti già intorno al 1840 e tutte evidenziavano i locali baseballclubs in tutte le città dove il baseball incominciava ad avere voce in capitolo. 

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Sulla strada per le major

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com

E’ facile immaginare che chiunque abbia mai indossato una casacca da baseball abbia sognato di giocare un giorno nelle majors. E’ il sogno di tutti e non si può proibire a nessuno di sognare.  Ciò di cui vogliamo parlare in questo articolo non è un sogno, ma la realtà, l’esperienza di vivere quotidianamente per il baseball.  E’ un strada obbligatoria, lunga e tortuosa. Di seguito vedremo come si svolge un giorno ordinario sul un campo delle minors in occasione di una gara casalinga. Molti non possono nemmeno immaginare  quanti sacrifici devono affrontare questi sognatori. Prenderemo in esame un programma di Singolo A.

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Il mestiere del coach delle giovanili

di Frankie Russo

 

Tratto dal sito baseball excellence.com

 

Su queste pagine spesso trattiamo l’argomento del coach poiché rappresenta una figura fondamentale per il baseball giovanile. Oltre ad essere una passione, è una missione per lo sviluppo dei giovani che si avvicinano al nostro sport. Di seguito riportiamo una serie di suggerimenti che possono tornare utili.

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L'approccio mentale

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com

Per avere successo nel baseball i giocatori devono dimostrare di avere un adeguato approccio mentale. Ma che cos’è l’approccio mentale? E’ l’immagine del giocatore che lavora duro, che stringe i denti, che sventola la mazza cercando di vincere in ogni occasione. Tutti gli sport richiedono un approccio mentale, ma il baseball lo richiede quotidianamente. Ma prima di rapportare questo aspetto al baseball dobbiamo porci una domanda: Va chiesto ai giovani giocatori di avere un approccio mentale? L’evoluzione del gioco e la velocità dello stesso aumenterà con la l’innalzamento del livello, quindi l’approccio non avrà la stessa importanza a 10 anni di quanto ne avrà a 18. Forse mentalmente non sarà lo stesso, ma il gioco sarà sempre uguale anche se con delle varianti. Quindi, i giovani dovranno adeguarsi  e dovranno sviluppare questo aspetto. Un coach intelligente e preparato può essere di grande aiuto.

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Insegnare prima di vincere

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com

A Bob Watson, ex GM dei New York Yankees, una volta fu chiesto quali erano i maggiori difetti che aveva riscontrato nel baseball giovanile. Watson si soffermò su due aspetti in particolare: Si enfatizzava troppo sulla necessità di vincere a tutti i costi anziché sviluppare buoni giocatori, e la mancanza di conoscenza per insegnare nel modo corretto.

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Domenica e' sempre domenica

di Allegra Giuffredi 

Quest’anno l’ultima giornata della regular season americana si è giocata di domenica e non c’è niente di più bello e comodo per un tifoso, a meno che non debba lavorare e che non sia proprio di turno proprio in questo giorno festivo, ma non è sempre stato così. Nei primi anni di vita delle Major leagues, infatti, la domenica non si giocava, perché in alcuni Stati americani vigevano le Blue laws, vale a dire delle leggi particolari che proibivano di commerciare determinate merci, viaggiare e talvolta anche di lavorare, la domenica, poiché il Signore lassù, dopo aver fatto il Creato, la domenica si era alfine riposato e quindi anche gli uomini avrebbero dovuto onorarla.

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