I Mondiali di football e il baseball

di Allegra Giuffredi

Come sappiamo, in questi giorni si stanno giocando i Mondiali di calcio in Canada, Messico e Stati Uniti e quindi nella terra del baseball. Inizialmente i locali, specie statunitensi, avevano la testa altrove, un po’ perché il calcio o il soccer che dir si voglia lì è uno sport prevalentemente femminile, giocato peraltro ad altissimi livelli, devo dire, dalle ragazzine e dalle ragazze come Mia Hamm o la nostra Sara Gama ed un po’ perché, come per esempio a New York, gli sportivi erano molto più interessati a seguire la vittoria del titolo NBA da parte dei NY Knicks di basket contro i San Antonio Spurs dopo 53 anni. Dopo un po’ però anche negli Stati Uniti hanno cominciato a partecipare ed a rendersi conto di quanto stava accadendo ed anche attraverso il baseball c’è stato un simpatico avvicinamento tra il giuoco del calcio e il gioco del baseball, perché, guarda caso, lo sono comunque entrambi.

Le due squadre nazionali che stanno facendo da pontiere tra baseball e football sono la Scozia e la Norvegia.

 

La Scozia si è qualificata alla fase finale dei Mondiali 2026 dopo 28 anni, è guidata dal capitano Andy Robertson e dal commissario tecnico Steve Clarke ed è stata inserita nel Gruppo C insieme a Brasile, Marocco e Haiti.

 

A Foxborough vicino a Boston si stanno svolgendo alcune delle partite di questo girone e quale miglior viatico di Fenway Park poteva esserci per inserire e chissà, magari anche fidelizzare, la tifoseria scozzese al grande mondo del baseball?

 

La Scozia non è mai riuscita a passare il primo turno ai Mondiali, ma i tifosi scozzesi con le loro caratteristiche ed affascinanti maglie blu notte, sono da sempre tra i più iconici e anche in questo caso si sono espressi da par loro andando tutti insieme, circa ventimila persone, a piedi, al ritmo di “Flower of Scotland” con cornamuse al seguito, a Fenway Park, dopo la partita vinta 1-0, contro Haiti, per assistere ad un’altra partita, ossia a quella tra i Boston Red Sox e i Texas Rangers; diciamo che i bostoniani pur essendo naturalmente di origine irlandese hanno comunque accolto la simpatica “Tartan Army” tanto che tutti insieme hanno dato fondo alle riserve di birra dei pubs, che appunto è addirittura finita …

L’altra squadra che sta associando il “batti e corri” al calcio è la Norvegia che in quel di New York è stata ospite dei NY Mets quando hanno giocato contro i miei amati Cubs al Citi Field.

 

Anche la Norvegia, come la Scozia, non si qualificava al Mondiale da 28 anni e lo ha fatto a discapito nostro, sfruttando una generazione aurea di giocatori dalla quale si aspetta un risultato importante.

 

Per ora la Norvegia ha battuto il Senegal e l’Iraq, prendendole di santa ragione dalla Francia, pur se mancante della sua star Erling Haaland, un ragazzone che ama particolarmente le borse di Hermes modello Birkin, come la sottoscritta anche se io non ne detengo alcuna e vedremo come andrà.

 

La tifoseria norvegese, peraltro, come quella scozzese il suo mondiale l’ha già vinto anche andando al Citi Field dove durante una delle quattro vittorie dei Chicago Cubs contro i Mets, si è esibita nella “Viking Row”.

 

In pratica, i tifosi norvegesi, vestiti di un bel punto di rosso, che riprende quello della bandiera nazionale, durante le partite calcistiche sostengono la propria squadra al ritmo di una vogata vichinga che a partita finita, dal campo viene scandito anche da un “timoniere”, d’eccezione, ossia dal capitano Martin Ødegaard dotato di tamburo.

 

Con la “Viking Row” i tifosi norvegesi si siedono spalla a spalla, disposti come su un Drakkar vichingo e mimando all’unisono la vogata al ritmo di un tamburo, aumentano gradualmente il ritmo.

Questo rito collettivo, chiaramente molto unificante è stato perpetuato anche al Citi Field e sugli spalti insieme ai tifosi rematori norvegesi c’era anche T. - Mac che non è un’automobile, bensì Taylor McGregor, ossia l’inviata sul campo dei Chicago Cubs per Marquee Sports Network che dopo aver intervistato il rappresentante dei tifosi norvegesi ed avergli chiesto se avrebbe tifato per i Cubs, si è sentita rispondere un chiaro “No”, poiché invitato dai Mets. Che dire? Beata sincerità e beati loro …

 

Allegra Giuffredi

 

Sotto la “Viking Row” dei tifosi norvegesi con Taylor McGregor al Citi Field (necessario facebook)

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