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L’insostenibile leggerezza dei cinque centimetri

di Michele Dodde

E’ lapalissiano che il luogo designato per la seguente dissertazione dovrebbe essere il piacevole ritrovo degli appassionati cui piacciono i distinguo. Tuttavia sorvoliamo ed andiamo in una gara ad osservare come in un filmato la seguente situazione:

ottavo inning (con momenti di fibrillazione in entrambi i dugout), due out, un corridore in base ed il battitore sotto il conteggio di tre ball e due strike. Il lanciatore lancia la pallina su una traiettoria curva che si abbassa verso l’esterno all’altezza delle ginocchia del battitore. La nuova tecnologia televisiva mette in evidenza la facciata frontale della zona dello strike con la pallina che passa a cinque centimetri all’esterno della suddetta zona dello strike. L’umpire, non molto reattivo in quel giudizio, giudica però il lancio uno strike con la conseguente eliminazione del battitore con la chiusura dell’inning. 

Considerazioni: quei cinque centimetri ben evidenziati nel filmato diventano l’anello stregato che va a condizionare negativamente tutto un castello di buone intenzioni. Infatti se la pallina fosse stata giudicata un lancio ball, come in realtà doveva essere giudicata, il battitore avrebbe avuto il diritto di acquisire la prima base portando a due i corridori in base e donando all’incognita del futuro gioco al battitore successivo. Essendo invece stata la pallina giudicata un lancio strike il giudizio dell’umpire ecco che va a tarpare qualsiasi velleità di portare avanti un attacco positivo.

 

Cosa ha indotto l’umpire a giudicare la pallina un lancio strike? Semplice, egli ha sfuocato il concetto nominalistico della zona dello strike privilegiando il concetto ontologico della zona dello strike quale zona delle palline battibili…

L’errore da evidenziare dunque sta che l’umpire non ha applicato questo suo deontologico comportamento sempre durante la gara quando poteva dare così un suo personale, chiaro e costante giudizio sulla sua Zona dello strike. Ma qui fibrilla l’insostenibile leggerezza dei cinque centimetri…e la gara era Italia Portorico del WBC 2026, ottavo inning, durante il quale il line up italiano cercava di sfangare il momentaneo black out dei lanciatori azzurri.

 

Michele Dodde

 

 

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