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Con i soldi si vince?

David Cone e Joe Torre

di Frankie Russo

Tratto da https://eu.freep.com

Spendere o non spendere, questo è il dilemma. Non molti sono stati contenti per come sono finite le WS con la seconda vittoria consecutiva dei LA Dodgers e a tutti è sembrato che qualcosa non quadrasse. Semplicemente i Dodgers è come se avessero comprato il titolo con una media salariale di 8 milioni per giocatore e con uno solo, Will Smith, cresciuto nel sistema. I Blue Jays hanno tentato di reggere il confronto ma sono finiti al 7° posto nella graduatoria con un tetto salariale di 95M inferiori ai Dodgers. 

Nessuna meraviglia quindi se la squadra bianco/celeste ha vinto 3 delle ultime 6 edizioni delle WS, se ha partecipato a 5 delle ultime 9 edizioni e vinto 12 degli ultimi 13 titoli divisionali. Loro non sono costruttori, loro sono compratori. 

 

Tutto questo grazie alla mancanza di un tetto salariale e con i Dodgers situati in una area tra le più ricche degli Stati Uniti, favoriti da grosse sponsorizzazioni sia commerciali che individuali oltre a poter contare su una presenza di oltre 4 milioni di spettatori allo stadio, mezzo milione in più rispetto alla seconda classificata. Definire le WS del 2025 come Davide contro Golia non è sufficiente per rendere del tutto l’idea. 

 

Questo status quo avrà certamente delle ripercussioni quando a fine 2026 si dovrà trattare per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro che vedrà i proprietari fortemente decisi a fissare un tetto salariale in contrapposizione al sindacato dei giocatori impegnato affinché ciò non avvenga. Altri contraccolpi si potranno verificare già nel corso di questo mercato d’inverno prevedendo uno sciopero per la stagione 2027 che potrebbe ritardare o addirittura annullare il campionato come successe nel 1995. 

 

I Milwaukee Brewers che quest’anno hanno registrato il migliore record nelle majors hanno un tetto salariale di 137M, 18° nella lega seguiti al 17° posto dai Tigers con 157M. Entrambe queste squadre hanno il più giovane roster di position player nelle majors ed entrambe hanno come obiettivo la costruzione di una squadra di giovani con bassi costi salari seguendo la tattica del Moneyball.

 

Questo non deve meravigliare in quanto le due società sono guidate da dirigenti che vengono dalla scuola di Andrew Friedman, che applicò la tattica con gli As all’inizio degli anni 2000, e dall’intelligentissimo manager Joe Maddon che costruì una buona squadra con i TB Rays, ma non grande abbastanza per raggiungere la meta finale.

 

Entrambi i dirigenti di Milwaukee, Matt Arnold, e dei Tigers Scott Harris, hanno lavorato per Friedman il quale però, da quando è entrato nell’organizzazione dei Dodgers, ha messo da parte la tattica del Moneyball trasformandola più similmente al gioco del “Monopoly”.

 

Il costo per le 93 vittorie dei Dodgers è stato calcolato in 3,7M, in 1,4 per i Brewers e in 1,8 per i Tigers. A questo punto, possono queste due società e/o altre competere con i Dodgers? Sembra poco probabile e non esiste alcun segreto recondito per sconfiggerli. 

 

Dal 2011 solo due squadre con tetto salariale non compreso tra i top 10 hanno vinto le WS: gli Astros nel 2017 con lo scandalo degli imbrogli, e i KC Royals nel 2015. Nelle ultime 15 World Series, sette hanno visto la presenza di almeno una squadra fuori dalle top 10 in termini di tetto salariale.

 

In poche parole questi risultati ci indicano che se non spendi sarà anche possibile arrivare alle WS, ma è molto probabile che misticamente sarai sempre l’eterno secondo.  

 

Frankie Russo

 

 Ho voluto riportare l’articolo in quanto interessante, ma personalmente sono totalmente dalla parte dei proprietari per il tetto salariale. 

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