
Con la vittoria di ieri sera contro il Porto Rico, l’Italia del baseball ha dato una chiara indicazione di che pasta è fatta. Imbattuta nelle cinque gare finora disputate con risultati che non lasciano spazio a dubbi: 8-0 contro il Brasile, 7-4 contro la Gran Bretagna, il capolavoro dell’8-6 contro il dream team USA, 9-1 contro il Messico e con 8-6 contro il Porto Rico, la squadra ha raggiunto il punto più alto della sua storia. E come non dare merito allo skipper Francisco Cervelli e al suo staff che ha saputo trasformare una squadra con un roster meno blasonato rispetto a tante altre, in una squadra che oggi merita il massimo rispetto. Quattro tra i position player e quattro tra i lanciatori giocano regolarmente nel campionato di major league, e ad eccezione di Aaron Nola nessuno di costoro ha un salario che raggiunge i 30/40 milioni di dollari. Cervelli ha saputo trasformare questo gruppo in una macchina “espresso” e ieri sera è stato perfetto nel gestire una gara che sembrava vinta già nelle prime riprese ma che ha poi dovuto difenderla con saggezza dalla veemente reazione degli avversari.
La gara per i sudamericani è iniziata subito con il botto quando Willy Castro ha spedito il 4° lancio di Aldegheri oltre la recinzione per l’1-0. La risposta degli Azzurri non si fa attendere. Cinque dei primi sei battitori arrivano in base con 3 valide e 2 basi su ball che portano a casa 4 punti ponendo fine alla gara del lanciatore partente Seth Lugo.
Nel secondo Aldegheri inizia con una eliminazione al volo per poi perdere completamente il controllo della zona. Dieci dei suoi successivi 14 lanci sono ball che riempiono le basi con 2 basi su ball e un colpito. Anche Cervelli è costretto ad un anticipato cambio sul monte con Alex Jacob il quale, con la sua meccanica side arm in aggiunta a una frustra dell’avambraccio, non rende facile la lettura dei lanci agli avversari. Il primo lancio però colpisce Maldonado ed è 4-2 Italia. Saremmo stati forse in molti a questo punto a chiederci se la scelta di Jacob fosse stata quella giusta, ma con l’eliminazione dei due successivi battitori possiamo dire certamente che Cervelli ha avuto ragione.
All’Italia si presenta subito l’occasione di prendere di nuovo il largo quando Saggese e Marsee battono valide. Molina corre ai ripari mandando sul monte il mancino E. Rivera per affrontare i mancini Pasquantino, Canzone e Caglianone.
Sapendo che il Porto Rico ha un solo rilievo mancino rimasto nel bullpen, lo skipper italiano non cade nella trappola di sostituire i suoi mancini che però non riescono a portare a casa punti.
Nel 4° inning Rivera sembra in grado di controllare la gara quando elimina i primi due battitori per strike out. Rivera deve affrontare ancora il trio Pasquantino, Canzone e Caglianone e cominciando forse ad accusare la stanchezza, concede due basi su ball forzando Molina ancora ad un cambio sul monte con il destro Luis Quinones che inizia riempiendo le basi con un’altra base su ball, ma è solo l’inizio. Seguono due doppi di Fisher e D’Orazio che portano il punteggio su’8-2.
Intanto per l’Italia, dopo la chiusura del secondo inning da parte di Jacob, Cervelli ha affidato il compito di proseguire la gara a De Lucia che domina l’attacco avversario per quattro riprese concedendo solo due valide con 3 strike out. Ottimo anche il 7° di Altavilla che concede una base su ball con 2 strike out.
L’8° inning è da incubo. Altavilla viene sostituito da Festa che dopo aver concesso una valida e 2 basi su ball viene sostituito dal mancino La Sorsa il quale elimina il primo battitore Eddie Rosario per poi andare in panne con un colpito, un lancio pazzo e una valida che porta il Porto Rico in rimonta sul 6-8.
Cervelli non ha altra scelta se non chiedere al suo closer Greg Weissert lavoro straordinario per ottenere le ultime cinque eliminazioni. Weissert esegue egregiamente il suo lavoro chiudendo la gara che spalanca le porte agli Azzurri che volano in semifinale dove incontreranno il Venezuela reduce dalla vittoria per 8-5 sul Giappone di Shohei Othani.
Mai così in alto la squadra dell’Italia in una competizione mondiale ma è un risultato del tutto meritato. Il compito che l'aspetta lunedì contro il Venezuela che presenta un lineup da major league, potrebbe sembrare una “mission impossible”, ma questa Nazionale guidata da Francisco Cervelli con il suo motto “attacca, attacca, attacca” ha dimostrato di poter affrontare qualsiasi avversario alla pari.
Un arrivederci a lunedì notte in quel di Miami.
Frankie Russo

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Michele (domenica, 15 marzo 2026 16:19)
Grazie Frankie. Ci mancavano i tuoi appunti chiari e precisi tali da farci rivedere la gara nelle sfumatura.
Aspettiamo allora i prossimi di questo meraviglioso cammino degli azzurri.