
Imperfect Practice Makes Perfect
Tratto da Baseball Training Secret
L’allenamento perfetto non è perfetto a meno che non sia imperfetto. Non è uno scherzo. Allenarsi in una situazione perfetta nello sport non è ottimale per il semplice motivo che situazioni perfette non esistono. Competizione è SEMPRE uno stato reattivo, nulla è possibile prevedere. Un atleta che costruisce il suo condizionamento in un ambiente incontaminato sta sbagliando tutto. I “marines” si allenano forse in ambienti ottimali? E i piloti da combattimento? Mandereste un insegnante inesperto, alle prime armi, in una classe di 20 ragazzi scatenati? Sembrano domande senza senso, ma servono per rendere l’idea.
Un atleta deve essere in grado di prendere decisioni in frazioni di secondo. Il possesso di self-control è fondamentale per un atleta ad un certo livello. I più bravi sono in grado di anticipare l’azione e reagire di conseguenza. Ci sono atleti che posseggono questa naturale abilità, ma potrebbero migliorare allenandosi in questo tipo di situazioni. Allenarsi in condizioni imperfette ha un maggiore impatto sugli atleti meno dotati. Il vecchio detto recita che “L’esperienza è il migliore dei maestri”, quindi, più l’atleta si abitua a queste situazioni, più bravo diventerà.
Ci si potrà porre la domanda: Come si fa ad inserire le imperfezioni nel modo in cui uno si sta già allenando? Esistono tanti modi. Non conoscere il tipo di esercizio che si farà dopo, cambiare più spesso gli esercizi, chiudere gli occhi per migliorare la reazione, cambiare le solite abitudini.
Questi sono solo alcuni dei tanti modi per creare un allenamento imperfetto da inserire nella solita routine. Bisogna essere atleti, non sollevatori di pesi o uno di quelli che vuole battere solo i “suoi” lanci come spesso si fa nel BP.
Frankie Russo

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ROLANDO CRETIS (mercoledì, 27 maggio 2026 07:29)
Buongiorno,
gran bell'articolo di Frankie che saluto con affetto!!!!
Questo articolo racchiude il senso di quello che attualmente prende il nome di "DIFFERENTIAL LEARNING".
L'apprendimento differenziale, ideato da Wolfgang Schöllhorn, è una metodologia di allenamento innovativa che enfatizza variabilità e casualità per migliorare l'adattabilità e le prestazioni degli atleti. Questo approccio sfida i tradizionali metodi di allenamento ripetitivi introducendo fluttuazioni che incoraggiano lo sviluppo di set di abilità versatili. Mentre l'apprendimento differenziale è stato ampiamente applicato in sport come il football, i suoi principi sono altamente applicabili a tutti gli sport.
Perché L'apprendimento differenziale è la soluzione
L'apprendimento differenziale contrasta direttamente le limitazioni tradizionali enfatizzando la variabilità, l'auto-organizzazione e l'apprendimento esplorativo. Invece di forzare una singola tecnica, consente ai giocatori di sviluppare set di abilità adattabili e robusti allenandosi in ambienti non lineari e imprevedibili.
Principi dell'apprendimento differenziale
L'apprendimento differenziale opera sulla filosofia di "non praticare mai la cosa giusta in modo da poter giocare bene". Questo approccio enfatizza la variabilità rispetto alla ripetizione, incoraggiando gli atleti ad adattarsi a condizioni in continuo cambiamento piuttosto che perfezionare un singolo movimento. L'idea di base è quella di introdurre leggere differenze negli esercizi di allenamento per stimolare l'auto-organizzazione e l'adattamento all'interno del sistema di controllo motorio dell'atleta. Abbracciando la variabilità, gli atleti sono incoraggiati a esplorare un'ampia gamma di soluzioni di movimento, portando allo sviluppo di abilità robuste e adattabili.
Adottare questo approccio innovativo può trasformare i metodi di allenamento tradizionali, portando gli atleti ad un livello maggiore di versatilità e capacità nello sport.
Frankie (mercoledì, 27 maggio 2026 09:50)
Ciao Rolando, grazie tante e un abbraccio