Eventi salienti di una storia infinita # 5

Il libro di Thomas Lawson: “The Krank: His Language and What It Means”
Il libro di Thomas Lawson: “The Krank: His Language and What It Means”

di Michele Dodde

L’alba del 1882 segna l’inizio comparativo di un baseball che poi via via si perfezionerà per divenire definitivamente la disciplina sportiva per eccellenza tale da richiamare il totale coinvolgimento dell’intera nazione. Ormai le notizie che giungono dal lontano West interessano solo i salotti poiché della sanguinosa guerra contro i nativi pellerossa non restano che alcune sacche di resistenza ed un triste canto: “ I vecchi dicono / che solo la terra dura. / Dicevano la verità. / Avevano ragione.”. Inoltre il divenuto eroe dalle mille fantasie, il fascinoso bandito Jesse James, il 3 aprile viene colpito da una pallottola e ucciso a St. Joseph nel Missouri. In questa atmosfera un particolare personaggio quale è stato l’irrequieto Horace Phillips, già mediocre giocatore tuttavia in nuce scaltro uomo d’affari pieno di iniziative manageriali, insieme al giornalista sportivo del “Cincinnati Tribune” Opie Caylor, vara i lineamenti di una nuova lega di baseball, l’American Association in forte competizione con la National League.

Infatti la nuova associazione nel cercare una propria visibilità e dare ascolto ad esigenze popolari promuove franchigie nelle città dove non erano presenti squadre della National riuscendo così a spalmarsi nei tanti centri lasciati miseramente ai margini.

 

Poi opera efficacemente in modo politico anche sul prezzo dei biglietti di ingresso agli stadi portandolo a 25 centesimi invece dei 50 dell’altra lega ed infine, con arguzia ed ai limiti del lecito, concede il benestare a giocare anche di domenica in tutti quei luoghi dove leggi severe comunque tolleravano in quel giorno la vendita di liquori. Da ultimo, come distinzione di immagine e dare vita ad un multicolore spettacolo, l’American Association equipaggia poi le franchigie aderenti con sgargianti divise di seta.

 

Infine Horace Phillips, soprannominato giustamente “hustling”, si pone anche oltre poiché per quanto riguarda i giocatori non va molto per il sottile: apre il reclutamento anche a quei giocatori finemente chiacchierati e/o implicati in azioni non specchiate senza tener conto minimamente di quelli già iscritti nella lista nera della National ed anzi convince al passaggio di Lega i molti della stessa ancora non vincolati dalla clausola di ingaggio.

 

Una completa rivoluzione di intenti e stupì molto il comportamento della National League poiché decise di ignorare senza dare importanza alcuna a tutto questo movimento che stava portando il baseball nella vetrina dello spettacolo. Ed anche il regolamento di gioco ebbe la sua parte in quanto furono portati da otto a sette i ball necessari per autorizzare il battitore ad acquisire la prima base.  

Nella foto Fred Clifford Clarke (da infinitecardset.blogspot.com)
Nella foto Fred Clifford Clarke (da infinitecardset.blogspot.com)

In quell’anno poi la cronaca minuta delinea come il primo giocatore ad entrare in diamante  indossando occhiali da sole, e quindi a lanciare l’uso di un utile additivo ai lunghi pomeriggi assolati, sia stato l’esterno centro Paul Aloysius Hines dei Providence Grays. Tale additivo in seguito fu perfezionato dal celebre giocatore allenatore dei Pittsburgh, il mancino esterno sinistro Fred Clifford Clarke, che studiò il sistema di tenere gli occhiali attaccati al cappello così da abbassarli o alzarli alla bisogna. 

 

Ed intanto il 4 settembre l’inventore industriale Thomas Edison dopo molti convincimenti illumina la Central Station a New York con la prima energia elettrica commerciale, destinata ad aprire la via ai molti impieghi anche in campo sportivo, e lo scrittore Mark Twain licenzia alle stampe il suo capolavoro “ Huckleberry Finn”. 

 

In questa frenetica evoluzione nel 1883 viene coniato casualmente il termine “Fan” quale individuo appassionato di baseball. Il primo ad usarlo fu il manager dei St. Louis Browns Ted Sullivan. Egli era in colloquio con Chris Von Der, proprietario della sua squadra, quando questi apostrofò i seguaci del proprio club con l’appellativo di fanatici (fanatics in inglese). Prima di allora l’appellativo popolare per indicare un appassionato di baseball era “Krank”, e i Kranks in seguito saranno profondamente analizzati da Thomas Lawson nel suo libro: “The Krank: His Language and What It Means”. (vedi foto in home) Di questo libro, stampato dalla Rand Avery Company – Boston – nel 1888, si parlerà in seguito poiché questo è il libro sul baseball più raro del raro.

Nella foto Arthur Dixwell
Nella foto Arthur Dixwell

Dunque, il più noto appassionato di baseball in quel del 1883 era tale Arthur Dixwell e Ted Sullivan, rivolgendosi a lui, pensò di usare per lui l’appellativo enunciato dal suo presidente Von Der ma il più corto possibile. Nacque così il “Fan” che ancora oggi dura e si usa.

 

Questo Arthur Dixwell, che aveva ricevuto dal padre John, presidente della Massachusetts Bank, una considerevole fortuna era diventato molto noto tra i tifosi del Boston Beaneater poiché era solito premiare di propria iniziativa tutti quei giocatori che durante le partite avevano eseguito prestazioni eccezionali oltre a sponsorizzare molte squadre delle minor leagues del New England con il Trofeo Dixwell.

 

Arthur era solito viaggiare con la sua squadra del cuore e per la stessa negoziava anche alcune trattative sull’acquisto o meno di giocatori ma soprattutto manteneva certosinamente le statistiche e i record di gioco a tal punto che non poche pubblicazioni sportive, tra cui il prestigioso “The Sporting News”, si sono servite di esse. Uomo di bassa statura ma sempre elegante con il suo cappello a cilindro, sugli spalti dello stadio ad incitare la squadra si era solito udirlo stentoreamente: “Hi! Hi! Hi!” con cui poi è passato alla storia.  

E la storia continua…

 

Michele Dodde

 

 

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