Gli Indimenticabili - 6^ parte

Nella foto l'umpire dell'American League Louis J. DiMuro
Nella foto l'umpire dell'American League Louis J. DiMuro

Storia della Italian Umpires Association - di Michele Dodde

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Nel frattempo, nel 1964 dal 3 al 7 febbraio presso la base aerea statunitense a Rhein Main, una delegazione italiana composta da giocatori e Giudici di Gara frequentò la Usafe Base Training School. Gli umpire furono Walter Zuffi, Adolfo Barbuti, Gianni Di Giusto e Carmelo Pettener e la significativa prima lezione che divulgò l’umpire dell’America League Louis J. Dimuro fu “Filosofia, Mentalità, Attitudine ed Approccio al Baseball” che ancora oggi e sempre dovrebbe evidenziare l’incipit di qualsiasi corso o stage. Durante il quadriennio del presidente Giuseppe Ghillini, succeduto al principe Borghese, il baseball ed il softball incominciarono ad assumere una propria personalità e vitalità con la presenza costante sui mass media locali e nazionali. 

 

 

Una pagina del settimanale Sport Olimpici anno 1967
Una pagina del settimanale Sport Olimpici anno 1967

Anzi nel 1967 nelle edicole fu diffuso il settimanale sportivo “Sport Olimpici” che cercò di richiamare l’attenzione degli sportivi finalmente fuori dalle regole del calcio. 

 

Su di esso il baseball ed il softball trovarono un ampio spazio (dalle sei alle otto pagine) curato nei dettagli dei primi doppi incontri ma soprattutto fondi di politica sportiva inerente la richiesta e giusta necessità che le due discipline sportive ottenessero il loro auspicabile ingresso alle Olimpiadi da un sempre appassionato e determinato Bruno Beneck, allora presidente della indimenticabile Incom Lazio. 

 

I resoconti delle gare riportavano sempre, oltre alle prestazioni degli atleti in diamante, anche i nominativi degli umpire con in evidenza qualche intemperanza come quando nel secondo incontro “Fortitudo Bologna – Nettuno” (3 – 2) il nettunese Masci “(…) reagiva violentemente ad una decisione dell’arbitro Sghedoni (…) che abbandonava il campo passando le consegne all’arbitro di base Olivieri (…)”. 

 

Erano tempi di un difficile dialogo, in verità a volte rimasto invariato nel tempo, però in molti altri casi non mancarono attestati di stima e simpatia. A leggere i godevolissimi  amarcord di Franco Ludovisi, filosofo personaggio bolognese che parla di baseball aspettando l’alba, si scoprono infatti aspetti umani di ampio spessore anche autoironico come quello dell’umpire Paolo Minardi quando, dopo aver giudicato in modo ineccepibile per l’intera gara i lanci, chiamò strike una palla esterna che mise non poco in difficoltà il Ludovisi  nel suo ultimo turno in battuta. 

Al termine dell’incontro egli andò a congratularsi con Minardi per aver bene diretto la gara ma volle togliersi il sassolino dalla scarpa dicendo: “Pensi, non ha sbagliato nulla a meno di un lancio”. “Quello della palla esterna?” fu la risposta. “Proprio quello” gli confermò. “Ah no, impossibile – sentenzio garbatamente Minardi – quello è stato l’unico lancio di cui sono stato certo!!!”

 

Ancora è da rimandare in giusta memoria il disincantato Cesarino Mingardi la cui onesta imparzialità lo hanno sempre posto assiso accanto alla moglie di Caio Giulio Cesare. L’unica sua pecca erano le continue sigarette in bocca per le quali non aveva bisogno che di un solo fiammifero: le altre venivano via via acese con le restanti cicche. Ma a Castenaso le quasi tre ore di gara lo avevano portato in una palese “crisi di astinenza da fumo” per cui nonostante le risposte affermative inerenti ad una pallina uscita di rimbalzo, ovvero l’applicazione della concessione di due soli basi ai corridori in base, confermò i quattro punti di un inesistente grande slam. 

 

Ma era Cesarino e tutto gli era dovuto come a Mario Noli, umpire sempre garbato e misurato nei modi e negli approcci. Ad un lanciatore che gli chiese se avesse mai dubbi sui lanci rispose “Certo, e chi non li ha?, anzi le dico che nel dubbio è evidente che chiamerei Ball anziché Strike. Però è opportuno che lei sappia una cosa: io non ho mai dubbi !”  o al sintetico dialogo tra Cameroni e l’umpire Neto: “ Arbitro, io penso ma quello che penso non lo dico”. “E fa bene, poiché in caso contrario era già a farsi la doccia”.

Nella foto a sinistra Cazzador
Nella foto a sinistra Cazzador

O quanto avvenne nel 1977 al Kennedy, durante un incontro molto interessante. Una battuta di Osvaldo D’Odorico si prestò per un doppio gioco eseguito in verità con eleganza ed avvincente gesto atletico da parte della difesa e che si chiuse con una esibizione altrettanto efficace nella gestualità dall’umpire  Cazzador che con enfasi giudico l’out.

 

Di parere opposto, pur se visibilmente di poco, il giudizio del manager Cardea che provò nei dovuti modi a far cambiare opinione a Cazzador. Il giudizio restò “out” ma al termine della gara, quando ormai al risultato subentra il senso dei commenti garbati, Cardea volle ritornare con Cazzador sulla convinzione del suo giudizio e la risposta, senza ombra di alcuna ammissione fu “Non c’è niente di più esaltante per il pubblico di un bel doppio gioco e di sentirlo chiamare energicamente dall’umpire!”.

 

A dispetto di quella tendenza mai scritta ma soffiata sottovoce che vuole, in caso di un dubbio, favorire il gioco d’attacco, Cazzador personaggio esuberante e molto bravo, oltre che ironico, aveva così invertito la tendenza privilegiando in modo opportuno lo spettacolo.

 

Comunque nonostante i buoni propositi e le svariate locali iniziative, il settore dei Giudici di Gara non riusciva ad avere una striscia continua di intenti. Così dopo la normale amministrazione dell’irrequieto Alfio D’Aprile, che amava più il campo che le pratiche burocratiche, ci fu il ritorno di Attilio Meda giusto il tempo di affidare la presidenza del C.N.A. ad Aldo Chichi, grande organizzatore ed inflessibile comunicatore che opportunamente cambiò il logo in C.N.U.G. (Comitato Nazionale Ufficiali di Gara) così come dovrebbe ritornare ad essere. 

Bruno Beneck da' istruzioni per la ripresa video (Foto dal sito  FIBS)
Bruno Beneck da' istruzioni per la ripresa video (Foto dal sito FIBS)

Con l’avvento di Bruno Beneck poi al vertice della Federazione la ormai compassata calma piatta ebbe termine in quanto iniziarono frenetici cambiamenti mentali e di conduzione.

 

La caratterizzazione che il nuovo Presidente Federale riversò sul baseball e sul softball è da antologia. Sicuramente furono un po’ gonfiati i numeri ma molto fu l’entusiasmo che si riuscì a suscitare negli appassionati e capillare ebbe inizio una propaganda ad effetto.

 

Da citare allora la nota redatta da M. Marino e G. Gervasio riportata sulla rivista trimestrale aziendale della Phillips S.p.A. nel presentare il lavoro inerente l’illuminazione notturna eseguita presso il campo di baseball di Via Passo Buole in occasione delle Universiadi del 1970 a Torino: “Sulla stampa torinese è circolata, durante le Universiadi, la notizia che lo spostamento dell’incontro di baseball di domenica 30 agosto dalle 21 indicate in programma alle 17 (ora alla quale l’incontro si è poi effettivamente svolto) abbia avuto origine da una protesta degli esponenti degli sport serali (pallacanestro, pallavolo, pallanuoto) originata dal fatto che per l’incontro USA – Cuba il pubblico avrebbe disertato tutte le altre manifestazioni. La notizia non ha ricevuto alcuna smentita (…) di vero, incontestabile, (…) una folla di alcune migliaia di persone ha trovato a stento posto sulle tribune mentre altri – si parla di migliaia – hanno tumultuato a lungo per la notevole – ed assolutamente imprevista – mancanza di posti. (…) Motivo di grande soddisfazione per i sostenitori di questo sport che in Italia sta uscendo solo ora dalla fase pionieristica”.

 

Le foto sotto illustrano bene il contenuto della nota con il chief umpire in tenuta giacca nera e pantaloni neri mentre il base umpire con camicia bianca a maniche corte, pantaloni neri e cravatta nera con tribune stracolme e spettatori ai bordi del diamante. (clicca sulle foto per allargare)

 

Michele Dodde

 

Segue

 

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