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Lucrezia, un anno unico e speciale

 

di Paolo Castagnini

Oggi è la volta di Lucrezia Landoni, nata a Legnano nel 2004 ha giocato lo scorso anno con le Bulls Rescaldina come Lanciatrice o Utility. Lucrezia è la terza delle otto ragazze e i ragazzi,  (abbiamo già raccontato di Matilda Bianco Dolino e Eugenia Ruffo), che con l'aiuto di Baseball On The Road hanno trascorso un anno di studio e sport negli Stati Uniti e in Canada, Lucrezia ci racconta com'è andato il suo anno scolastico/sportivo negli Stati Uniti. Eccovi l'intervista di Lucrezia. (nella foto la famiglia ospitante. Lucrezia è la prima a sx)

Ciao Lucrezia sei appena rientrata dal tuo anno scolastico negli Stati Uniti. Raccontaci com’è andata la tua esperienza partendo da dove sei stata.

Ciao ho trascorso il mio anno all'estero a Spokane, una città medio grande nello stato di Washington, più precisamente vivevo a Colbert che era un piccolo paesino. Era una zona prettamente rurale, infatti c'erano molti campi e foreste, molti ragazzi del posto si vestivano e si comportavano come i classici cowboy dei film americani.

Com’era la famiglia e la casa in cui eri ospitata?

La mia famiglia ospitante era composta da entrambi i genitori e da due bambine di cinque e sette anni. Ho legato molto facilmente e velocemente con tutti. Con tutta la famiglia durante il corso dell'esperienza ho sviluppato un'amicizia speciale e genuina, erano diventati amici e allo stesso tempo famiglia. Infatti ritengo che nel mio caso l'associazione tra famiglia e studente sia stata perfetta. 

 

Hai frequentato una High School come si chiamava, quanto era grande?

La mia scuola, Mt. Spokane High School, era medio grande, la struttura era molto moderna e in generale era ben organizzata. A scuola c'erano cinque studenti che stavano facendo l'anno all’esterno.

 

Ti sei trovata bene a scuola con il sistema diverso e con la lingua inglese?

In generale mi sono trovata molto bene, infatti i professori erano tutti molto gentili e all'inizio erano aperti a venirmi incontro o darmi una mano quando capitava di avere difficoltà in inglese. Soprattutto nelle prime settimane ho fatto un po‘ di fatica poiché i professori parlavano molto velocemente, ma poco dopo ho iniziato ad abituarmi e sono riuscita a superare le difficoltà di comunicazione dovute dalla lingua.

Lucrezia è la prima in ginocchio da destra
Lucrezia è la prima in ginocchio da destra

Come sei stata accolta dai compagni di classe e da tutta la comunità?

Io avevo iniziato ad allenarmi nella squadra di slowpitch una settimana prima che iniziasse la scuola, sono stata quindi agevolata a crearmi le prime amicizie. Durante la primavera ho anche giocato con la squadra di softball e devo dire che entrambe le esperienze dello sport a scuola sono state fantastiche, i coach erano super gentili e simpatici e le ragazze erano amichevoli e mi aiutavano in caso ne avessi bisogno.

 

Il livello tecnico che hai trovato nella tua squadra e nelle squadre avversarie era più alto di come eri a abituata in Italia o più basso?

Il livello delle squadre era decisamente maggiore di quelle italiane e per molte ragazze lo sport era priorità su tutto. Una delle cose che mi è piaciuta di più delle scuole americane è stato il sostegno da parte degli studenti, professori e genitori. Infatti a tutte le partite di tutti gli sport erano sempre presenti molte persone per tifare con le maglie delle squadre o della scuola.

 

Cosa ti è piaciuto maggiormente nel vivere negli Stati Uniti?

Sicuramente dell'America mi mancherà la mia famiglia ospitante con cui anche una volta tornata in Italia ho continuato a tenermi in contatto.

 

Cosa invece hai rimpianto dell’Italia?

Dell'Italia mi è mancata la mia famiglia e anche il cibo, poiché noi abbiamo un modo di mangiare completamente diverso; ma alla fine il cambiamento fa un po' parte dell'esperienza e penso che in generale mi abbia in qualche modo fatto crescere e insegnato molto.

Hai avuto una buona esperienza nell’organizzazione partendo dai primi contatti con Baseball On The Road e poi con MB Scambi Culturali per finire con l’Agenzia americana?

Personalmente mi sono trovata molto bene con tutte le tre agenzie a cui ho fatto riferimento, sono sempre stati molto disponibili in caso di domande o di dubbi e anche una volta in America ci sono state molte persone che hanno controllato che tutto vada bene o alle quali è stato possibile riferirsi in caso di problemi. 

 

Devi dire qualcosa ai tuoi genitori che hanno reso possibile questa tua esperienza?

Ringraziato molto la mia famiglia e i miei genitori poiché hanno reso possibile per me vivere questa esperienza, come ho detto indimenticabile, che mi ha fatto crescere come persona, mi ha fatto vivere esperienze uniche e non sarebbe stato possibile senza il loro appoggio e il loro sostegno. 

 

Consiglieresti questa esperienza ad altre ragazze e ragazzi italiani?

Questa esperienza la consiglio vivamente anche se si è magari incerti o se ci sono delle paure. Quando sono partita il mio inglese non era sicuramente perfetto e le prime settimane facevo un po' fatica a comunicare, ma ne è valsa la pena poiché quello che ricevi da dieci mesi in un altro paese è sicuramente unico e speciale. 

 

Ora cosa farai?

Quest'anno mi è piaciuto talmente tanto che mi sto già interessando per poter fare degli anni di università in America, anche se in ogni caso so già di volerci tornare per rivedere amici e famiglia.

 

Grazie Lucrezia per questa intervista e in bocca al lupo per il tuo futuro

Grazie a te Paolo e a tutto Baseball On The Road

 

Paolo Castagnini

 

 

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