Le partite si vincono in allenamento

I Miami Marlins durante lo spring training del 2014 (Foto tratta da Palm Beach Post)
I Miami Marlins durante lo spring training del 2014 (Foto tratta da Palm Beach Post)

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence 

Saper preparare  la squadra adeguatamente durante l’allenamento  aiuterà a vincere una buona dose di partite. Esiste ben poco di magico che un coach può fare durante la gara: nessuna giocata speciale, nessun trucco, nessun discorso pre-game potrà influire sul risultato della partita.  

I giocatori devono sapere come giocare nel modo giusto. Ad ognuno di essi sarà battuta una palla da giocare e ad ognuno toccherà entrare nel box di battuta, non è concesso perdere tempo o cercare di evitare l’inevitabile. Bisogna entrare in campo pronti a giocare. Questa è la bellezza del gioco del baseball e nello stesso tempo la sua difficoltà. Tutti e nove i giocatori devono saper giocare sia in attacco che in difesa, essi devono avere la capacità di affrontare tutte le fasi di gioco.

Il modo migliore per vincere le gare è di saper eseguire le giocate di routine. Questa  è la mentalità che il coach deve insegnare ai suoi giocatori e su questo deve lavorare costantemente. E’ come viene utilizzato il tempo in allenamento e come s’insegna che può fare la vera differenza.

 

Cosa s’intende per giocate di routine e come s’insegnano in allenamento?

  • Prendere e tirare. Ogni giocatore deve sapere ‘catturare’ la palla e tirarla accuratamente con sufficiente forza di braccio. Purtroppo è un settore molto importante a cui non si dedica mai abbastanza tempo. E’ poco probabile che un giocatore venga selezionato perché il suo ruolo è limitato a battitore designato.
  • Gli interni devono saper raccogliere i quattro diversi tipi di rotolanti: le battute indirizzate direttamente a loro, alla loro sinistra, le prese backhand e le rotolanti corte. Queste giocate vanno praticate quotidianamente fin quando non diventano automatiche e vengono eseguite senza pensarci.
  • Gli esterni devono sapere catturare tutte le volate di routine, senza nessuna eccezione.  Non è un esercizio difficile ma troppo spesso si vedono volate cadere perché l’esterno non ha effettuato correttamente i primi passi.
  • Gli esterni devono sapere raccogliere rimbalzanti indirizzate direttamente a loro, alla loro sinistra e alla loro destra.
  • Gli esterni devono sapere correre su volate corte e palle oltre le spalle. Devono esercitarsi a “leggere” le volate.
  • Il coach deve responsabilizzare il ricevitore ed è per questo che egli necessita di esercizi specifici      (questi sono solo alcuni articoli da noi pubblicati nel merito: 17/7/14;  7/2/15; 16/8/16; 23/1/17).
  • Il lanciatore deve essere in grado di lanciare la palla sul piatto nell’area desiderata. Non è indispensabile essere un lancia fiamme o avere un arsenale di vari lanci, ma deve saper lanciare dove il battitore dimostra di essere più debole.

Sembra tutto molto semplice, ma a volte siamo noi coach a rendere le cose complicate. Se s’insegna a lanciare solo off-speed e che sono sempre indirizzati sul bordo piatto, la squadra giocherà poco e non sarà in grado di eseguire le giocate di routine. Significa che i giocatori non sono stati allenati nel modo giusto e il tempo in allenamento non è stato utilizzato nel modo migliore. L’obiettivo nelle giovanili non deve essere che il lanciatore lascia al piatto 21 avversari; 3 strike out e 18 eliminazioni di squadra è il migliore modo di far crescere i propri giocatori.

  • In attacco tutti devono essere in grado di eseguire una smorzata, far avanzare i corridori e saper battere nelle diverse situazioni di gioco. Ciò si ottiene solo con un costante allenamento.
  • Tutti i giocatori devono saper correre correttamente sulle basi, sia da quando si scatta da casa base che quando si sta sulle basi. Non bisogna necessariamente essere molto veloci, i giocatori devono imparare e praticare la corretta tecnica. 
Allenamento al The Master College
Allenamento al The Master College

Purtroppo non si vede molto spesso, ma quasi tutti questi elementi possono essere praticati durante il batting practice, in particolare durante la pre-season, altrimenti si perde tempo prezioso. Troppo spesso si trascura d’insegnare la corsa sulle basi in modo approfondito usando come scusa la mancanza di tempo, ma le squadre vincenti lo fanno durante il BP così come lo fanno, e come lo hanno fatto da sempre  le squadre professioniste. Non c’è molto da inventare, ne possono trarre vantaggio sia le squadre giovanili sia le squadre senior.  Con il passare del tempo diventerà un esercizio di routine unendo l’utile al dilettevole.

 

Ogni coach ha il proprio piano di allenamento, d’altronde ce ne sono talmente tanti. Di seguito, Baseball Excellence ci mostra il suo.

 

Corsa di riscaldamento, stretching, leggera corsa e programma di tiro (con supervisione dei coach); il tutto in 15/20 minuti. I successivi 15 minuti sono dedicati alla difesa (nella preseason forse qui sarebbe il caso di dedicare qualche minuto in più).

Almeno un’ora e mezza va dedicata al Batting Practice cominciando dal lavoro con il Tee, poi dal soft toss per passare alla battuta in campo opposto, e occasionalmente, esercizi sulla battuta nelle varie situazioni di gioco con corridore in base il quale, a sua volta, si allena sulla corsa. Il coach che tira può variare la posizione dal caricamento alla fissa e anche effettuare lo step off per tenere alta la concentrazione del corridore (è possibile eseguire l’esercizio anche se si usufruisce della macchina lancia palle).

 

Nel contempo si può lavorare sulla difesa.

  • Lanciatori e ricevitori battono per primi in modo che possono essere liberi di lavorare nel bullpen.
  • Un coach funga agli interni subito dopo la battuta di colui che fa BP, la cui battuta non deve essere raccolta dagli interni ma lasciata agli esterni. Gli interni si devono concentrare solo sulle fungate del coach. Uno schermo può essere posizionato davanti la seconda base in modo che gli interni possono lavorare sulla tecnica del doppio gioco.
  • Gli interni restituiscono la palla al fungatore avendo cura di farla pervenire con un rimbalzo, un esercizio dedito alla precisione di tiro.
  • Gli esterni devono scattare su ogni palla battuta, sono sufficienti anche 2/3 passi per esercitarsi a leggere la traiettoria. Inoltre aiuta a concentrarsi sul battitore oltre ad imparare a leggere la battuta.
  • Il tempo dedicato alla corsa sulle basi si approfondisce nella prima fase del BP in occasione della battuta nelle varie situazioni. E’ consigliabile l’utilizzo dei coach nei rispettivi box.

 

Si conclude con 10/15 minuti di corsa di condizionamento che va eseguito in modo allegro e divertente, anche creando un gioco con competizione. Nei giorni di pioggia il tempo è riservato alla teoria.

 

Probabilmente non c’è molto di nuovo o di diverso da come molti coach già lo fanno, è semplice e generalmente porta a ottimi risultati. Il trucco sta nel farlo nel modo corretto.

 

Frankie Russo

 

 

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