ven

14

apr

2017

Insegnando la battuta 2^ parte

di Frankie Russo

Tratto da drivelinebaseball.com 

Leggi la 1^ parte

Applicazione

Durante l’allenamento, procedere con cautela. Prima di chiedere a un battitore di fare una correzione, provate a fargli eseguire degli esercizi che richiedono quella attitudine e verificare se riesce a correggersi. Il corpo umano è una macchina miracolosa, e la capacità di organizzarsi da sola e adattarsi ai movimenti non deve essere sottovalutata, specialmente quando trattasi di atleti particolari (come vedremo successivamente). Troppo spesso si vedono sui campi battitori che sono stati imbottiti di nozioni e la loro meccanica non è atletica, mancando di fluidità e di ritmo. Spesso i coach indicano agli atleti che atterrano troppo presto con il piede anteriore, che tengono le braccia troppo basse, e altre scuse. Il battitore presta così tanta attenzione alla meccanica che non è più un atleta.

 

Durante l’allenamento cercate di creare situazioni di partita. Sembra una cosa ovvia,  ma rimarrete sorpresi nel vedere le cose assurde che si fanno per istruire i battitori. Eseguite esercizi che non involvano la velocità dello swing: contatto costante, adattamenti, insomma qualsiasi cosa che possa mettere i giocatori in competizione.

 

Esempio: Un battitore che ha il giro largo, generalmente avrà difficoltà sulla velocità e su lanci interni. Prima di iniziare qualsiasi discorso sul movimento del corpo, provate a metterlo in una situazione di gioco con tempi reali. Sembrerà facile, ma molti battitori si chiedono perché non riescono a trovare il tempo su lanci veloci quando il 95% del loro allenamento sono sventolate su palle a 40mph durante il BP, 15mph sul front toss, o dal tee. Quindi, come facciamo a simulare una situazione basata sulla velocità di partita? Vi forniamo un tabella che potrebbe essere di aiuto

 

Se si tira a 59mph da 10,5 mt, stiamo simulando il tempo di reazione di una veloce a 95mph da 16,76 mt.  Il più delle volte, il battitore tende ad apportare delle correzioni fisiche per battere questo tipo di lancio.  Probabilmente è più efficace eseguire un esercizio adeguato per correggere il movimento anziché stare lì a parlare con l’atleta. 

 

Accettare diversi stili

Se guardate una partita di major league, noterete che esiste una grande varietà di stili. Costringere i vostri atleti a battere tutti allo stesso modo si trasformerà in una catastrofe, ed è anche una strana forma di narcisismo. È preferibile far eseguire esercizi che richiedono rapidità e regolarità, permettendo loro di competere con naturalezza. In molti casi saranno loro stessi ad apportare le necessarie correzioni. Non è consigliabile dire che un tipo di passo è sbagliato rispetto ad un altro (troppo alto, troppo corto o troppo presto). È personale per ogni individuo e il loro corpo sa come meglio muoversi rispetto a quanto potremmo consigliare noi. A volte potrebbe anche capitare di trovarsi di fronte a dei casi dove dovremmo correggere dei movimenti innaturali che sono stati acquisiti in precedenza.

 

Conclusione

In definitiva, dobbiamo veramente insegnare la meccanica di battuta? Naturalmente si, ma non nel modo tradizionale. Guardare video e rilevare i difetti nella meccanica è la parte più facile nell’allenare un battitore. Aiutare il battitore a correggere i suoi difetti è la parte più difficile. Cosa dobbiamo fare? Cerchiamo di sviluppare uno schema ideale con i battitori creando un adattamento ambientale tale da costringerli a effettuare degli aggiustamenti.

 

Li mettiamo in competizione tra di loro per aumentare il livello di concentrazione.  Essi ricevono un immediato feedback e li mettiamo in condizione di essere naturali, muoversi liberamente e cercare da soli il loro swing naturale.

Sono utili mazze più pesanti e/o più leggere e così dicasi per palle più e meno pesanti. Però dobbiamo capire che il baseball è in continua evoluzione e le tecniche cambiano, il segreto sta nell’essere sempre  aggiornati e migliorarsi. Per fare tutto ciò ci vuole del tempo se lo si vuole fare in modo corretto, ma ci dobbiamo sempre chiedere:

 

  • Stiamo mettendo sempre i nostri battitori in una situazione di simulazione di gara?
  • Stiamo insistendo troppo sugli stimoli interni?
  • Stiamo formando degli atleti? Insegniamo loro a sventolare con l’intenzione?

 

 

Si dice che battere una palla da baseball è la cosa più difficile in tutti gli sport. Allenare non è molto più facile. La tecnologia ha un impatto fondamentale sul modo di battere, assicuriamoci di utilizzarla nel modo corretto. Magari fino ad ora abbiamo insistito troppo sugli stimoli interni, importante ora è sapere che dobbiamo muoverci in una diversa direzione. Se vogliamo che i nostri atleti diventino migliori, dobbiamo cominciare a migliorare noi stessi.

 

Segue

 

Frankie Russo

 

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