________________________________ Franco Ludovisi e un ricordo straordinario di Volfango Valbonesi per tutti il Nonno

Intervenendo ancora sul Batting Tee, Franco Ludovisi ci ricorda la figura straordinaria di Volfango Valbonesi, il Nonno di tutto il Baseball e Softball Italiano.

 

Per sgombrare il campo dal fatto che qualche mio intervento - come quello sul tee - sia finalizzato a far vedere che sono più bravo dell'autore dell'articolo iniziale, vi dico che prima di scrivere il pezzo sul diverso utilizzo del tee avevo privatamente contattato Dodo Furiassi, amico da sempre e preparatissimo allenatore, e gli avevo raccontato del doppio tee.

Ebbene Dodo mi aveva risposto che conosceva questa tecnica addirittura da prima dell'86 quando ne venni a conoscenza io e me lo documentava persino con delle foto dell'epoca!

 

Se facciamo nostro il concetto di Furiassi che mattone dopo mattone si costruisce la conoscenza allora mi permetto di raccontarvi di un altro tipo di tee che ho utilizzato negli anni 80 in seno alla Nuova Era di Bologna.

 

Allenatore di quella formazione era Volfango Valbonesi detto il Nonno che mi fece trovare in palestra uno speciale tee:

una base, una alzata, ma niente appoggio per una palla, bensì due corti tondini conficcati nell'alzata distanziati di una decina di centimetri e, all'estremità di questi, due piccole eliche perpendicolari ai tondini posizionate in modo da lasciare fra loro poco più del diametro di una palla.

 

Il battitore doveva sventolare la mazza come se battesse in partita e passare col "barile " di questa fra le due eliche senza toccarle e senza metterle in moto se no per l'eventuale spostamento d'aria.

 

Provai subito di persona la difficoltà del gesto e, dopo diversi tentativi e per una sola volta, riuscii a far passare la mazza fra le eliche senza colpirle.

Dichiarai pubblicamente che, nonostante la mia notevole abilità, era troppo difficile eseguire bene il movimento per passare fra le eliche e che quindi lo trovavo un attrezzo quasi inutile.

 

Ma il diciottenne Roberto Bianchi, che giocava con noi allora, si impossessò del tee e cominciò a passare in mezzo alle eliche con sorprendente facilità. Ma fù l'unico a riuscirci spesso e il tee venne obliato dagli altri che non avevano mai successo con questo attrezzo.

 

Ludovius

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Dodo Furiassi (lunedì, 16 aprile 2012 12:42)

    Confermo quanto scritto da Ludovius, amico da sempre. Un pensiero va anche al nostro indimenticabile "Nonno" Volfongo Valbonesi