La storia del conteggio dei lanci - 3^ parte

Illustrazione di Marco Cibola
Illustrazione di Marco Cibola

di Frankie Russo

libera traduzione dal New York Times

Leggi la 1^ parte - Leggi la 2^ parte

A partire da quella primavera, Little League fu la prima lega ad introdurre ufficialmente il conteggio dei lanci, e seguendo i consigli di Andrews e Fleisig, per i ragazzi di 11 e 12 anni il limite dei lanci fu fissato a 75 per gara. In aggiunta furono stabiliti 4 giorni di recupero per chi avesse effettuato più di 61 lanci. Ben presto, però, le varie organizzazioni determinarono di apportare delle variazioni aumentando a 85 il numero di lanci, decisione presa  senza consultare Andrews, seppure veniva riconosciuto unanimemente la più grande autorità in materia. A parere di queste leghe, il limite di 75 lanci andava a discapito dello spettacolo poiché insufficiente per portare a termine una gara completa da parte di un lanciatore.

 L’anno successivo lo staff di Kleener, allo scopo di offrire la possibilità ai lanciatori di giocare due gare la settimana, introdusse ancora un cambiamento che consisteva nel ridurre a tre i giorni di recupero per coloro che avessero effettuato 61 o più lanci. Anche in quell’occasione si ritenne di non avvalersi  della consulta di Andrews. 

 

Nelle LL World Series del 2008 svoltasi  sempre a Williamsport davanti a 28.500 spettatori, per i Waipahu di Haiti, salì sul monte il 12enne Caleb Duhay sul quale la squadra aveva posto tutte le sue speranze. Duhay non era nervoso, da tempo aveva studiato mentalmente come affrontare la gara. Grazie al suo vasto repertorio di lanci, 4 cuciture, 2 cuciture, slider, split-finger, cutter e cambio, tutti insegnati dal padre, Duhay dominò gli avversari di turno, i Matamoros di Messico, limitandoli a tre punti nei 5,1 inning lanciati.

 

Con due eliminati dalla vittoria, il manager dovette procedere alla sostituzione in ottemperanza alla regola che prevedeva un massimo di 85 lanci, limite dopo il quale non consentiva di affrontare un nuovo battitore, e Dunhay ne aveva effettuati 89. Waipahu vinse per 12-3 e alla conferenza stampa Duhay era gasato, e come poteva non esserlo. Nei 10 giorni precedenti aveva giocato quattro gare per un totale di 288 lanci, tutte in ottemperanza alle regole vigenti. In prospettiva, per rendere l’idea, nello stesso periodo Josh Beckett dei Red Sox aveva lanciato due volte per un totale di 201 lanci e CC Sabathia ne aveva lanciati 214 in due gare per gli Yankees

Nella foto Caleb Duhay (Foto di Chuck Solomon/Sport Illustrated )
Nella foto Caleb Duhay (Foto di Chuck Solomon/Sport Illustrated )

Duhay non fu l’unico ad essere sottoposto ad eccessivo utilizzo durante le LL World Series. In otto giorni Takumi Ozeki di Tokio ne aveva effettuati 261, in 4 giorni Andrew Yacyk di Hagerston 178, Ellis Drew di Jefferson 170 e Chris Beyers dell’Arabia Saudita 161. Interpellato se fosse stato impiegato oltre misura, Kleener fu inflessibile sostenendo che Duhay avrebbe lanciato di più se fossero state in vigore le precedenti regole basate sul numero di riprese lanciate; quindi in definitiva la sua risposta fu NO. Dello stesso parere era Bill Duhay, il quale lavorando nel ramo della nutrizione, era convinto di fare il meglio per il figlio. D’altronde, Caleb non aveva mai sofferto infortuni o dolori e non aveva mai avuto bisogno di usare il ghiaccio. L’aspirazione di Bill era che il figlio riuscisse bene al liceo, poi al college per poi aspirare al suo sogno di giocare nelle majors. (N.d.r. Attualmente Caleb ha 22 anni ed è un lanciatore del Coppin State University)

 

Perplessità nel merito invece le espresse Stan Conte dei Dodgers dopo essere stato messo a conoscenza dei 288 lanci dal 15 al 24 agosto. Conte dichiarò che un coach a livello professionistico sarebbe stato licenziato immediatamente se avesse sottoposto un proprio atleta a quel carico di lavoro. Nelle majors il programma è di far lanciare ogni cinque giorni a giocatori più maturi, con una buona meccanica e a una media di 100/110 lanci la settimana. Tutto questo dopo anni di allenamento. Dello stesso parere fu Jamie Reed, responsabile medico per i Texas Rangers, sostenendo che sarebbe stato solo una questione di tempo prima che Caleb si sarebbe dovuto sottoporre a intervento chirurgico. 

 

In seguito ad Andrews fu chiesto il suo giudizio inerente la variazione delle  regole. Esitante, Andrews espresse le sue perplessità, ma allo stesso tempo riconobbe che almeno si era iniziato a muovere i primi passi verso la  salvaguardia della salute dei giovani e senza nulla togliere allo spettacolo del gioco.  Il rammarico di Andrews è che le informazioni pur essendo disponibili su molti siti specializzati quali il suo "American Sports Medicine Insitute", "Little Little Web site", "USA Baseball" ed altri ancora, non vengono consultate.

 

Andrews però non si diede per vinto e continuò la sua battaglia cercando di coinvolgere quante più istituzioni possibili.

 

Per quanto concerne Alden Manning, trascorse circa un anno prima che potesse tornare sui campi da gioco lanciando in una gara di allenamento per sei riprese, concedendo solo un fuoricampo ed eliminando il resto degli avversari. La sua diritta aveva acquistato velocità e per questo almeno Alden può considerarsi uno dei fortunati 80% che hanno recuperato dal TJS inventato da Andrews, a condizione però che non torni ad esagerare. 

 

Fine

 

Frankie Russo

 

N.d.dr. Nei prossimi giorni pubblicheremo un articolo tratto dal sito MLB.com nella nuova sezione pubblicata a titolo Pitch Smart appositamente sull'argomento

 

Qui sotto la tabella pubblicata nel sito ASMI con il limite dei lanci di USA Baseball e di Little League

 

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Commenti: 7
  • #1

    Elio Dal Pozzo (mercoledì, 18 gennaio 2017 10:18)

    Se dovessi portare queste teorie ai campionati giovanili in Italia, porrei come limite per gli UNDER 12 a 56 lanci (85 mi sembrano troppi). 56 è il numero di lanci che effettuerebbe un lanciatore in 2 riprese effettuando tutte basi su ball con la regola dei 4 punti a ripresa. Quindi semplificando si potrebbe considerare di far lanciare 2 riprese massime il lanciatore. Su una partita di 6 inning si avrebbe la rotazione di 3 lanciatori. Non credo che in Italia si lavori con una preparazione adeguata per affrontare 85 lanci. Ed anche con una preparazione adeguata 85 lanci mi sembrano troppi.
    Di conseguenza anche per gli UNDER 15 vedrei una limitazione a 75 lanci per gli UNDER 18 a 85 lanci.
    In seguito analizzerei la possibilità che il lanciatore possa ricoprire il ruolo di ricevitore nella stessa partita. Qui potremmo aprire un lungo confronto....

  • #2

    Luca P. (mercoledì, 18 gennaio 2017 11:37)

    under 12: 3 riprese per il lanciatore, under 15: 4 riprese x il lanciatore....divieto assoluto di poter ricevere.

  • #3

    franco ludovisi (mercoledì, 18 gennaio 2017 14:00)

    Questo episodio l'ho già raccontato e quindi mi ripeto.
    Categorie giovanili: Fortitudo fortissima, Modena alla prima esperienza. Nessuna limitazione neppure di segnature per inning. La partita si conclude dopo due ore senza che i battitori del Modena, squadra di casa,abbiano potuto andare in battuta.
    Come membro del Cnt di allora consiglio e ottengo che venga imposto un massimo di quattro punti subiti per inning al posto dei tre eliminati.
    Partita successiva Imola - Parma: l'allenatore del Parma dopo tre segnature, non fa avanzare i corridori sulle basi sulle battute di chi segue nell'ordine di battuta fino ad avere le basi piene e sgomberarle con l'ultimo battitore. Sette punti anzichè quattro.
    Il Cnt dovette precisare che erano solo quattro i punti validi per ripresa.
    L'allenatore di Parma non si accontentava di vincere segnando 24 punti, ma ne voleva 36.
    Detto questo voi pensate che una qualche limitazione dei lanci possa indurre un allenatore sconsiderato a tener conto delle condizioni dei suoi lanciatori?

  • #4

    PAOLO CASTAGNINI (mercoledì, 18 gennaio 2017 14:51)

    Mi fa molto piacere che l'argomento susciti tanto interesse.
    Grazie a tutti per gli interventi.
    Continuate a scrivere. Senza timori. Solo così si cresce.

  • #5

    Elio Dal Pozzo (mercoledì, 18 gennaio 2017 15:15)

    Sono d'accordo che il lanciatore non possa ricevere e viceversa (ci sono altri 7 ruoli in campo da poter scegliere).
    Per esperienza nei campionati che ho vissuto io, 3 inning UNDER 12 a volte sono troppi, poichè, matematica alla mano, un lanciatore lanciando tutti ball (con limite di 4 punti), può effettuare 84 lanci in 3 riprese. Se aggiungiamo qualche foul diventano di più.
    Due inning, cosi gli allenatori e le squadre lavorano per aver almeno 3 lanciatori e 3 ricevitori.

  • #6

    Leo Marchi (mercoledì, 18 gennaio 2017 16:25)

    Vi state, giustamente, preoccupando del numero di lanci per inning o per partita.
    Negli ultimi anni ho visto in più occasioni lanciare al sabato in una categoria e la domenica in un'altra categoria.
    Spero non serva, ma sarei pronto anche a fare i nomi di questi "ottimi" allenatori!

  • #7

    Boss (mercoledì, 25 gennaio 2017 12:27)

    A parer mio è molto importante la preparazione fisica. A spanne mi sembra che in tutta Italia non si dedichi molto tempo all'aspetto atletico.
    Se in USA giocano con campi regolari e un certo numero di lanci, lo possono fare tutti, l'importante è portare i ragazzi a capire la necessità di un adeguato lavoro sul proprio fisico. Spesso, magari durante dei tornei, ci capita di stare li a contare i lanci di questo o quel ragazzo e poi vederlo fino a sera continuare a tirare nei momenti di tempo libero!. Diciamo che molto importante è la struttura fisica del ragazzo, chi è "fortunato" buon per lui, chi lo è meno deve lavorare di più in palestra. MENO PLAY STATION E PIU' GINNASTICA.

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