________________________________ Parliamo di tecnica?

Il 4 Marzo 2014 durante lo spring training i National affrontarono i Braves a basi piene con cinque infield anziché quattro
Il 4 Marzo 2014 durante lo spring training i National affrontarono i Braves a basi piene con cinque infield anziché quattro

di Paolo Castagnini

Ricevo questa mail da Franco Ludovisi che pubblico integralmente. Più volte io stesso ho sollecitato gli allenatori Italiani ad esprimersi su ogni argomento tecnico, ma purtroppo con scarsi risultati. Mi unisco quindi all'invito dell'amico Franco perchè si possa sviluppare una discussione sana e profiqua sul nostro sport. Come sempre Baseball On The Road è a disposizione per ogni tema tecnico da affrontare.

di Franco Ludovisi

 

Il commento di Stefano Servidei al mio articolo sui lead off, oltre ad avermi fatto molto piacere, mi induce ad una riflessione:

 

se un argomento trattato già sei anni fa su un sito specializzato, anche se con una diffusione limitata, viene letto ed apprezzato per la novità ai giorni nostri allora quanti argomenti, sempre di carattere tecnico, potrebbero essere di interessante apporto a chi sia interessato alla conduzione tecnica di una squadra o semplicemente all’interpretazione più precisa di una gara vista sul campo?

 

Non è una considerazione campata in aria:

 

di recente in una gara fra i Campioni d’Europa e i Campioni d’Italia, il meglio quindi dell’IBL, in una situazione di basi piene e punteggio stretto, gli interni si posizionano dentro per un eventuale gioco a casa.

 

Il corridore in seconda che “vede” interbase e seconda base ampiamente sull’erba, non solo non incrementa il suo distacco dalla base sui lanci a casa, ma ritorna molto rapidamente sulla base, dopo il lancio, forse temendo un’assistenza del ricevitore. Ma a chi dovrebbe andare l’assistenza se la coppia centrale è evidentemente dentro e più lontana dalla base del corridore stesso e l’esterno centro è ad almeno 70 metri dietro?

 

Qui oltre all’irrazionale comportamento del corridore, a mio personalissimo parere, c’è una carenza del suggeritore di terza che, a voce, come si è fatto a volte in passato, non aiuta correttamente il corridore incerto.

 

Ecco, da questo episodio si potrebbe trattare della corsa in base in generale, in allenamento ed in partita, se l’argomento venisse richiesto al sito, con risposte di tecnici che si prestano ad illustrare le loro tecniche a cui si potrebbe anche controbattere, civilmente, se del caso.

 

Ma tanti altri argomenti che hanno originato anche tanti luoghi comuni, come appunto quelli considerati nella scelta di chi sia più adatto a fare il lead off o altri ancora come la certezza che una base su ball sia sempre un fatto positivo o di lasciare passare il primo lancio su di te “altrimenti in una gara vedi solo cinque lanci” o dare per scontato che un lanciatore sia alla frutta dopo una novantina di lanci e che vada protetto da un uso scorretto, mentre in allenamento si fungano venti palle ad un terza base con i relativi venti lanci da 36 metri senza alcuna precauzione e simulando situazioni irripetibili in gara dove se ti va bene ricevi due/tre battute a partita e diradate in otto/nove riprese e via discorrendo questi argomenti, dicevo, sarebbero l’occasione per approfondimenti tecnici utili anche nella impostazione degli allenamenti.

 

Ci facciamo un pensierino? Al limite parliamo di baseball e basta, che non fa mai male.

 

Ps. A questi argomenti, una volta trattati, si potrebbe trovare riscontro su testi, video, corrispondenze tratte da esperienze americane e non.

 

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Commenti: 3
  • #1

    Stefano Servidei (domenica, 27 aprile 2014 18:05)

    Ma,Franco, quel corridore dove poteva mai andare anche prendendo più vantaggio dalla seconda?Se fanno valida arriva di sicuro a casa. Se battono a terra di sicuro arriva in terza.Su lancio pazzo si ferma in terza.Che altro?

  • #2

    franco ludovisi (domenica, 27 aprile 2014 21:10)


    Considerazioni apprezzabili e logiche.

    Nella condotta del corridore trovavo irrazionale soprattutto il ritorno affrettato sulla base di partenza.

    Stefano, tu dai per scontato che si debba segnare su una valida partendo dalla seconda:
    dipende da che valida è
    e dall’ esterno che va sulla palla;
    poi non è mai male evitare un arrivo stretto grazie ad un distacco iniziale più consistente.

    Se battono a terra e il gioco è obbligato a casa
    molto probabilmente il gioco successivo non avverrà sul corridore diretto in terza. Vero.

    E vera pure la terza ipotesi.

    Vedi, abbiamo fatto bene a parlarne.
    Continuiamo!

  • #3

    Paolo (lunedì, 28 aprile 2014 08:18)

    Non è assolutamente scontato che dalla seconda con una valida si arrivi a casa. Specialmente con meno di due out quando il corridore deve partire una frazione di secondo dopo la battuta (accertarsi che non sia una palla al volo). Il secondo vantaggio è importantissimo e spesso è la differenza tra un salvo ed un out. C'è anche da considerare che nella descrizione di Franco, spesso anche gli esterni si portano avanti di qualche passo proprio per essere pronti al tiro a casa. Il problema segnalato da Franco è molto comune da noi ed è dovuto alla pigrizia, anche se indubbiamente non farsi eliminare in quella posizione è di primaria importanza.