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Tutto può succedere

Il murales all'interno del Great American Ball Park (casa dei Cincinnati Reds)

di Paolo Castagnini

Ventiquattro anni fa, fece una scommessa con la sua  squadra di baseball del liceo che gli cambiò la vita per sempre. Aveva 35 anni e lavorava come insegnante di scienze in una scuola del Texas e in più gli avevano assegnato la squadra del liceo. La squadra di baseball della scuola aveva vinto solo tre partite negli ultimi tre anni, ma aveva promesso ai ragazzi che, se fossero riusciti a vincere il campionato distrettuale quell'anno, si sarebbe presentato ad una selezione in una squadra della Major League Baseball. Incredibilmente la sua squadra ce la fece e dovette quindi mantenere la promessa e recarsi ad un tryout per un'organizzazione di Major League.

A 18 anni era stato scelto dai New York Yankees al primo turno del draft appena finito il liceo, ma rifiutò per prendersi cura del suo amato nonno in Texas. Due anni dopo firmò per i Milwaukee Brewers , ma si ritirò all'età di 24 anni dopo una serie di infortuni. Soffriva continuamente di male alla spalla. Un mattino dopo una partita si svegliò con il braccio bloccato e di colore viola.

 

Subì numerosi interventi chirurgici e non si riprese più del tutto. Sapeva che era giunto il momento per lui di fare una scelta e abbandonare il baseball. Nell'ultima operazione gli avevano tagliato una parte del deltoide della spalla e gli dissero che non avrebbe mai più potuto lanciare. Però gli piaceva l'idea in futuro di aiutare i ragazzi a giocare. Tornò a casa, rientrò al college che aveva abbandonato e si laureò.

 

Non pensò mai di tornare indietro. La delusione di non essere entrato nella Major League Baseball fu superata dall'amore per la sua nuova carriera. Insegnò chimica, biologia ed educazione fisica, creando un forte legame con i suoi alunni insegnando loro il gioco che più amava. 

 

Mentre i suoi sogni di Major League Baseball si allontanavano si concentrò sull'ispirare un gruppo di adolescenti a perseguire le proprie passioni, sia nell'istruzione che nello sport.

 

Si divertì molto a insegnare e allenare. Arrivò alla Reagan County High School e gli assegnarono una squadra che aveva vinto una partita all'anno per i tre anni prima del suo arrivo. Otto giocatori si presentarono per la prima sessione di prove e dovette persuaderne altri due per formare la squadra. 

 

Quando facevano batting practice a  lui piaceva lanciare dal monte così poteva vedere come giravano la mazza dalla sua prospettiva di ex lanciatore. Un giorno il ricevitore Joel gli disse: "Mi fai male alla mano, coach". Non pensava affatto di lanciare forte. Anche quando era nelle minors lanciava al massimo 88 mph.

 

Persero le prime due partite e quindi li radunò e parlò con loro di speranze, sogni e obiettivi. Gli disse:  'Come e più del baseball, avete tutti bisogno di uscire la fuori e vivere la vita.' I ragazzi sorridevano ma  Joel gli disse: 'E il tuo sogno, coach?' e lui rispose: "Il mio sogno è vederti avere successo a scuola e sul campo". Ma Joel replicò: "Noi pensiamo che tu voglia ancora giocare", e lui rispose: "Non ho l'85% di muscoli nella spalla e peso 120 chili perché le vostre mamme continuano a darmi da mangiare tortillas".

 

Ma loro avevano visto la sua gioia quando lanciava dal monte. E quindi Joel gli chiese: 'Perché ci stai dicendo di inseguire i nostri sogni quando non stai nemmeno inseguendo i tuoi? Facciamo un accordo: se noi vinciamo il campionato del distretto, tu vai al tryout per la MLB. "ok" rispose.

 

La sua squadra mantenne la promessa, vincendo un incredibile campionato distrettuale. Mentre festeggiavano nello spogliatoio, i ragazzi gli dissero che ora doveva mantenere la sua parte della promessa. Lui si sentiva vecchio, grasso e non aveva più muscoli nel braccio. Sapeva che sarebbe stato umiliato, ma sentiva di poter gestire qualche minuto sul monte.

 

Quell'estate i Tampa Bay Devil Rays stavano tenendo una prova, quindi si presentò, per dovere non per aspettative. Andò al tryout con i suoi figli, che avevano otto, quattro e un anno. Si presentò al tavolo delle iscrizioni dove gli chiesero: 'Quanti giocatori hai da far provare?' Lui rispose: 'Io solo. Ho fatto una promessa a un gruppo di ragazzi. Se prometto una cosa io poi la devo mantenere. Sarà imbarazzante – ti farai una bella risata.' Il coach gli disse: "Ok ti lascio lanciare, ma andrai per ultimo".

 

Era poco fiducioso mentre lanciava il suo primo lancio. Lanciò sopra la testa del ricevitore,  e lo scout agitò il radar e lui pensò: 'Non riesco nemmeno a lanciare abbastanza forte perché la velocità si registri.' Gli fecero lanciare 60 lanci e lui pensò: 'Stanno prendendo in giro il vecchio ciccione'. 

 

Alla fine lo scout uscì e gli disse: "Hai tirato il primo lancio a 94 miglia e gli ultimi a 98 miglia all'ora". 

 

Fu inviato nelle minors per tre mesi, e fece il suo debutto in Major League per i Tampa Bay Devil Rays ad Arlington, in Texas. Tutti i ragazzi della sua squadra di baseball del liceo erano sugli spalti a tifare. Lui non si aspettava di lanciare in partita. Era semplicemente felice di far parte della squadra e di guardare la partita dalla panchina.

 

Per otto inning, chiacchieravo e osservavo il gioco. Ero sicuro che non mi avrebbero inserito'. Ma quando iniziò a rilassarsi all'ottavo inning gli dissero: 'Vai a scaldarti". Prima che se ne rendesse conto si trovò in partita davanti a 40.000 persone. Sentì tutti gli odori del baseball: pelle, birra, popcorn .Tutti i colori. Sentiva il rumore della folla. In quel momento elaborò ogni fase della sua vita e pensò: 'Sono qui a causa di un gruppo di ragazzi che tutti avevano deriso'. Salì sul monte senza sentire nessuno sugli spalti. Mise i suoi spikes sulla terra di Arlington pensando: 'Non cambierei nessuna parte della mia vita. Ho dovuto lavorare, combattere, rinunciare e sono stato riportato indietro in MLB da un gruppo di ragazzi".

 

Trascorse due stagioni nella Major League Baseball e in quel periodo nessuno poteva spiegare come un insegnante di scienze di 35 anni in sovrappeso potesse lanciare la palla a 10 miglia all'ora più velocemente di quanto facesse da giovane quando era in forma. 

 

Questa è la storia vera di Jim Morris

 

L'attore Dennis Quaid lo interpretò nel film di successo "The Rookie".

Nel suo nuovo libro Dream Makers,  Morris racconta quanto ama ancora insegnare e incoraggiare le persone a seguire i propri sogni. Non lo fa più in classe, ma condivide la sua storia nei consigli di amministrazione di aziende e associazioni di beneficenza in tutti gli Stati Uniti.

 

Morris spera che la sua storia da sfavorito dia qualche ispirazione. “Spero che le persone trovino speranza nella mia storia e sappiano di non arrendersi mai. Le persone sono più forti di quanto pensino di essere. Devono credere che tutto sia possibile in questa vita e che le cose andranno meglio. Io ne sono la prova vivente".

 

Paolo Castagnini

 

Sotto a sinistra il vero Jim Morris in Major League - A destra alcune scene tratte dal film "Un sogno una vittoria" (traduzione dall'inglese The Rookie) con Dennis Quaid

 


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Commenti: 2
  • #1

    Valter (martedì, 22 agosto 2023 07:41)

    Ciao Paolo
    Quanto tempo dal viaggio con baseball on the road!
    Dopo aver letto il tuo racconto mi sono ritrovato con le lacrime agli occhi. Grazie!
    Rubando una celebre frase, ti saluto con un “come si fa a non essere romantici con il baseball?”

  • #2

    Paolo (domenica, 27 agosto 2023 21:13)

    Ciao Valter! Felice che ti ricordi di quel viaggio �