I novaresi e il baseball… 2^ parte

di Paolo Bossi

tratto da Lippa News

....dopo 55 anni, lo amano ancora

Leggi la 1^ parte

Francesco “Cecco” Chiaretti, il secondo a siglare l’Atto costitutivo novarese, nato a Grosseto nel 1931, è tra i pionieri del baseball in campo nazionale. Per la verità inizia con il softball, importato dagli americani. Gioca fino al 1949 con i Canarini, che poi passano al baseball con questo stesso nome (dal colore giallo della maglia) e nel 1952 si trasformano in BBC Grosseto. In una alternanza fra serie C e B, ecco Cecco vincere la C con il Grosseto dall’inedita denominazione di Edera, con la foglia sulla casacca (il colore verde lo si può solo immaginate). L’istantanea della squadra con il titolo del giornale locale che la pubblica (Francesco è il terzo da destra in piedi) è stata inviata al “Club della Lippa” dal socio Paolo Verrecchia, coach di softball di livello nazionale, per anni a Novara e poi a Grosseto. 

Chiaretti è un bravo ragioniere e il destino vuole che a metà anni ’60 egli giunga a Novara alle dipendenze del noto tennista Sergio Tacchini, che ha aperto un’azienda di abbigliamento sportivo non lontano dalla città. Cecco è anche un buon giocatore di tennis, si iscrive a un club ma fa proselitismo per il baseball, portandosi dietro il guantone insieme alla racchetta. Manca la pallina e gliela procura Oscar Calcaterra, anche lui pratica il tennis ma preferirebbe il baseball: vi giocò da ragazzino in Venezuela! Suo padre sovrintendeva alla manutenzione di raffinerie a Maracaibo. Ora, per studiare alle scuole superiori, Oscar preferisce stare in Italia e si stabilisce a Novara dove abitano parenti. Calcaterra è il terzo firmatario di quella preziosa carta che ci riguarda. E si porta dietro, nello studio Genocchio, qualche amico. 

 

Ancora carte - Facendo un piccolo passo indietro, appare la lettera di risposta (30 settembre 1967) del segretario Fipab al 36enne Chiaretti e c’è il documento firmato dal dirigente Antonelli con cui il G.S. Pirelli concede a Guilizzoni, allora 29enne, di accasarsi in altra società. Quale… ancora non si sa. 

 

Già, ma come si muoveranno i due, subito in sintonia, per coronare il progetto? Ovviamente incontrandosi. 

 

Piccolo mondo - Attraverso amici comuni del circolo tennistico, si viene a sapere che da tempo, in un angolo della città, ci sono ragazzi che si cimentano con mazza e palla. E con un solo guantone, quello di Guido Liverziani detto “Liver”, che ha giocato a livello junior a Parma e spera anche lui di calcare un campo regolare. Altro che quello spiazzo ricavato in una corte delle case riservate ai militari di Esercito e Aeronautica, con le loro famiglie, nella via San Bernardino.

 

Naturalmente le regole sono particolari dato il contesto. E poi, a volte, è meglio usare una pallina da tennis vista la mancanza di protezioni e il costo di quella autentica acquistata dal Liver, che studia ingegneria a Milano (e futuro genitore di Claudio). Già, se si prova ad andare nei prati antistanti si rischia anche di perderla o trovarla danneggiata dalla falce del contadino. Liverziani, seguito alla riunione da Paolo “Mac” e altri, completa alla firma dell’Atto il quartetto di chi già sapeva “da prima”, poco o tanto, di baseball. Siamo in un lembo periferico di Novara, dalla parte opposta rispetto al club di tennis. Ma il legame reciproco si realizza. Ci saranno anche altri che potrebbero essere interessati a formare una squadra? 

Foglio di giornale - A inizio ottobre, Beppe e Cecco partoriscono un’idea, ricorrendo ancora alla “carta”. Non lettere adesso, né bolli, ma un avviso da pubblicare sulle pagine locali del quotidiano La Gazzetta del Popolo. Sfogliando, non è facilissimo individuare il trafiletto uscito il 6 ottobre 1967, collocato tra notizie quali “la madre di 5 figli nei guai per una banconota da 5000 lire” o “il Gran Circo di Madrid fa tappa a Novara” o ancora la “denuncia per chi ha catturato di frodo, con i fari, due lepri”! 

 

Nel nostro caso, invece, è l’ex “leprotto” Giuseppe Guilizzoni il faro che spera di catturare l’attenzione dei lettori sulla nascitura squadra e dunque inserisce nell’annuncio persino il proprio indirizzo e il numero di telefono.

 

Già in giornata, qualcuno chiama per pronunciare semplicemente “Buongiorno, io avrei intenzione di giocare a baseball”. Sarà quello che firmerà, buon ultimo, l’Atto costitutivo del 28 ottobre 1967. Nel giro di un solo mese, dalla lettera della Fipab in risposta a Chiaretti (30 settembre), ogni tassello trova il suo posto.

 

Don Aldo Mercoli incontra Beppe Guilizzoni con Gianfranco Manzini e concede in affitto il campo del Centro Sociale. Il 4 novembre, festa nazionale delle Forze Armate, i figli dei militari di via San Bernardino da Siena possono esultare anche in nome del baseball! Sempre il 4 novembre si svolge un sopralluogo al campo, dove accorrono in molti degli interessati. Visto da vicino, quel terreno non è proprio il massimo con un anello di cemento che lo cinge, il ferro massiccio delle porte per il calcio che spaventano un po’, il sottofondo di argilla, i sassi e sassolini che si insinuano malignamente tra ciuffi d’erba. Ma che importa? Il “campo dei preti” è destinato a vivere episodi favolosi. Con pochi guanti disponibili, un paio di palline e una mazza, comincia l’avventura.

 

 

Paolo Bossi

 

Segue

 

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Commenti: 1
  • #1

    Emilio Russo (domenica, 20 novembre 2022 19:52)

    È una bellissima storia già vista:
    squadre nate dall'amore per questo bellissimo sport e aiutate dal caso.