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Division Series #4

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di Frankie Russo

NLDS G 4 

BRAVES - PHILLIES

I PHILLIES ELIMINANO I BRAVES E AVANZANO ALL NLCS 

I Phillies sono finiti terzi nella NL East con un record 87-75, ben 14 gare dietro i Braves, ma hanno giocato alla grande da quando Rob Thompson ha preso il posto di Joe Girardi. Il loro iniziale obiettivo era di arrivare ai playoff e da lì vedere cosa sarebbe successo, ed è successo che hanno sconfitto i Cardinals nella Wild Card, hanno eliminato in 4 gare i Braves e sono ora i primi finalisti per la NLCS. Una sola cosa è certa per il momento, dovranno volare in California per affrontare i Padres. I Phillies hanno inflitto un’altra sonora sconfitta ai Braves vincendo per 8-3 con gli avversari mai entrati in partita. Syndergaard ha navigato tranquillamente per le prime due riprese eliminando i 6 battitori affrontati. Al contrario Morton ha incontrato qualche difficoltà mettendo i primi due corridori in base per ball e una valida ma con 21 lanci è riuscito a chiudere senza null’altro concedere. 

Il secondo inning ancora peggio quando Morton è colpito al gomito destro da un line drive di Alec Bohm e dopo i necessari accertamenti sembra in grado di continuare. Dopo lo SO a Stott, una valida di Seguera posiziona corridori agli angoli per il nono in battuta Brandon Marsh che spedisce uno slider rimasto troppo in mezzo al piatto in tribuna per il 3-0.

 

Orlando Arcia accorcia le distanze con un solo HR nel 3° ed è 3-1. Durante i tiri di riscaldamento lo staff dei Braves vede in Morton qualcosa che non va e lo tirano fuori sostituito con Collin McHugh il quale inizio comincia subito in salita affrontando JT Realmuto che colpisce duro e lungo contro il muro al centro dove Harris ll non riesce ad effettuare la presa. La palla rimbalza contro il muro senza che Acuna da destra andasse a coprire Harris ll che rincorre disperatamente la palla. Quando la raccoglie è troppo tardi, Realmuto, uno dei ricevitori più veloci delle majors, completa il giro delle basi con un inside the park HR ed è 4-1 Phillies con la folla che impazzisce.

 

Come nel terzo, anche il 4° vede un altro solo HR, questa volta di Matt Olson riaccendendo le speranze dei Braves. Nella parte bassa i Phillies riempiono le basi ma McHugh questa volta ottiene le ultime due eliminazioni. Nel 5° AJ Mintor sostituisce McHugh mentre per i Phillies Bellatti e Hand lanciano una ripresa ciascuno prima di consegnare la palla ad Alvaredo per il 6°. Mintor elimina due dei primi battitori con SO concedendo una valida a Seguera per poi colpire con lancio Kyle Schwaber.

 

Un altro cambio sul monte per i Braves,  è il turno di Iglesias che però non riesce a frenare le furie rosse che con tre valide consecutive si portano sul 7-1. Aprendo il 7° Travis d’Arnaud cerca di caricare i suoi con un altro solo HR ma i Braves sono ormai alle corde e non mettono più corridori in base. Bryce Harper vuole anch’egli far parte della saga dei fuoricampo e nell’8° fissa il risultato sul definitivo 8-3. Adesso i tifosi di Philadelphia non devono più guardare indietro agli eroi del 2009, i vari Burrell, Victorino ed altri, oggi le speranze sono poste in Harper, Hoskins e Realmuto. Non sono nemmeno da sottovalutare le due acquisizioni a metà stagione di Brandon Marsh e Noah Syndergaard che hanno dato un valido contributo.

 

I Phillies hanno dimostrato come nel baseball non vince il più forte, ma chi è in forma al momento giusto. Resta ancora uno scoglio da superare prima delle World Series e si trova in California a casa dei Padres, da dove, dopo le prime due gare del 19 e 20, i Phillies torneranno tra le mura amiche il 22 ottobre. 

 

Sotto il box della partita e più sotto il condensed Game (clicca sulla foto)


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ALDS G 3

YANKEES - GUARDIANS

OSCAR GONZALEZ, UN ALTRO EROE IN CLEVELAND

Per chi ha giocato a baseball, si sa che arrivando all’ultimo turno in battuta e punteggio stretto, nel dugout circola la voce “Se mettiamo subito un corridore in base, vinciamo”. Ed è ciò che si dicevano Amed Rosario e Oscar Gonzalez mentre Luke Maile metteva i piedi nel box di battuta nel 9° inning con gli Yankees in vantaggio 5-3. Ma Maile è stato eliminato al volo.

 

La rimonta invece inizia con una valida di Straw seguita da un’altra di Kwuan, la sua terza della giornata. A questo punto Aaron Boone ha ritenuto fosse il momento di sostituire Wandy Peralta che era entrato per chiudere il 7° e aveva eliminato i tre battitori affrontati nell’8°. Entra Clarke Schmidt ma si sa, i Guardians sono una squadra che non si arrende mai e aggredisce il nuovo entrato con due valide. La prima di Rosario porta a casa Straw per il 5-4 avanzando Kwuan in seconda.  Jose Ramirez non si smentisce e batte valida sull’interbase Kiner-Falefa che non raccoglie e le basi sono cariche con un eliminato. 

 

Schmidt ottiene il secondo eliminato lasciando Naylor al piatto. E’ il turno di Oscar Gonzalez che solo 7 giorni prima ha battuto un walk-off HR nel 15° inning sconfiggendo i Rays  permettendo ai Guardians di avanzare alle DS. Sul conteggio di 1-2 Gonzalez batte valida al centro con Kwuan e Rosario che sprintano a casa per il 6-5 e i Guardians che ora si portano sul 2-1 nella serie.

 

Cleveland è partita aggressiva sin dall’inizio con tre valide nel 1° portandosi subito in vantaggio 1-0. Raddoppiano nel 2° con altre due valide. Nel 3° si sveglia il gigante buono e Aaron Judge pareggia i conti con un HR da 2 punti dopo che Oswaldo Cabrera aveva battuto doppio. Sono state le prime due valide concesse da McKenzie. Il 4° vede due inning perfetti dei due lanciatori ma nel 5° gli Yankees si rifanno vivi. Harrison apre con una valida e dopo due battitori il promettente rookie Cabrera colpisce ancora con un HR da due punti ed è 4-2 New York.

 

I Guardians non avranno nel lineup la potenza degli Yankees ma sanno mettere la palla in gioco. Con due eliminati nel 6°, i tre giovani prospetti prendono in mano le redini della gara e con tre valide accorciano lo svantaggio. Gli Yankees non ci stanno ed è Harrison Bader a realizzare il terzo HR della giornata per New York e il vantaggio torna di due punti.

 

Si arriva così al nono quando al Progressive Field succede l’apoteosi.  Molto produttivi in attacco i Guardians che possono  contare 15 valide al loro attivo ma lasciano troppi corridori in base, a fine gara saranno ben 9. A McKenzie va riconosciuto il merito di aver limitato l’attacco degli Yankees a 4 valide nelle 5 riprese lanciate seppure aver concesso due HR. Hetges, De Los Santos e Morgan hanno tenuto al palo i Bombers se non per l’HR a Bader. Luis Severino era reduce da una lunga assenza e per questo Cleveland sapeva che doveva attaccarlo presto prima che trovasse il giusto ritmo e lo hanno fatto realizzando 8 valide nelle 5,2 riprese lanciate prima di essere sostituito a metà 6°.

 

Durante la RS i Guardians hanno realizzato il maggior numero di vittorie in rimonta con 29 basato principalmente dalla strategia di mettere la palla in gioco. Non è un approccio molto più in uso nel gioco moderno dove generalmente sono gli HR che determinano il risultato nei playoff. Ciononostante Cleveland preferisce mettere a tavola il loro stile di gioco, e visto i risultati, come non dargli ragione. Ad inizio campionato i Guardians non erano nemmeno favoriti a vincere la divisione. Bisogna solo togliersi il cappello di fronte a Terry Francona che ha saputo tirar fuori il meglio dalla più giovane squadra nelle majors e tra quelle con il più basso tetto salariale.

 

Gara 4 è per stasera e determinerà se Cleveland dovrà tornare a New York o se gli Yankees dovranno tornare da soli. Per gara 4 sul monte se la vedranno Gerritt Cole per gli Yankees, 13-8, 3,50 PGL, 257 SO, e Cal Quantrill, 15-5, 3,38 PGL, 128 SO. 

 

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ALDS G 3

ASTROS - MARINERS

UNA MARATONA DI 18 RIPRESE VEDE GLI ASTOS AVANZARE ALLE LCS

Una maratona di 18 riprese, durata 6 ore e 22 minuti, che ha visto per gli Astros 8 lanciatori alternarsi sul monte e 10 per i Mariners, 162 lanci per gli Astros, 226 per i Mariners, 11 valide Astros, 7 i Mariners, 14 LOB per gli Astros, 10 per i Mariners.

 

Dopo tutto questo la gara si conclude con il risultato di 1-0 sul solo HR di uno dei protagonisti della gara, il giovane promettente interbase Jeremy Pena che ha avuto l’arduo compito di sostituire nel ruolo Carlos Correa.

 

Pena è stato determinante per gli Astros in questi playoff precedendo Yordan Alvarez nel lineup. In Gara 1 è stato lui a battere valida per permettere ad Alvarez di battere il walk-off HR. In Gara 2, nel 7°, è stato lui ad essere colpito per permettere ad Alvarez di realizzare l’HR che ha dato la vittoria agli Astros. Questa volta non ha voluto aspettare lo slugger, ci ha pensato lui dopo 6 ore di gioco, con conteggio pieno, a spedire la palla oltre la recinzione per l’1-0. Ma non era ancora finita, mancavano ancora tre eliminazioni. Luis Garcia, un partente, non lanciava dal 2 ottobre ma ha completato le sue 5 riprese eliminando i tre battitori affrontati.

 

Per quanto sia stato dominante il monte di lancio di Houston, i Mariners hanno retto il confronto. I Mariners hanno forzato gli Astros a lasciare 11 corridori in posizione punto, con le basi cariche e tre volte in seconda e terza. Dal 9° al 15° gli Astros sono arrivati in base solo due volte, una valida e un BB. In sostanza, su circa 130 complessive presenze in battuta da entrambe le parti, solo 22 sono arrivati in base, un gran bell’esempio dell’arte di lanciare.

 

I Mariners però escono a testa alta, dopo 21 anni sono tornati a giocare nei playoff, il T-Mobile Park era pieno fino all’inverosimile e lo show, nonostante il risultato finale, ne è valso il prezzo. La migliore occasione per portarsi in vantaggio i Mariners l’hanno avuto nell’8° quando Julio Rodriguez ha battuto un doppio sul muro al centro mancando un HR per pochi centimetri.

 

Nel 13° e 17° Seattle mette ancora corridori in posizione punto ma il superbo bullpen di Houston evita segnature.  A proposito di Rodriguez, di questo giovane sentiremo parlare a lungo. A 21 anni ha già firmato un lucroso contratto per 8 anni, è il maggior candidato per il Rookie Of the Year ed è stato il catalizzatore dei Mariners per tutta la stagione, compreso nei playofff.

 

Merito deve essere riconosciuto anche al partente dei Mariners, George Kirby, un giovane debuttante che ha limitato l’attacco di Houston a 6 valide in 7 inning lanciati.

 

Resta quasi impossibile raccontare quanto successo in campo nei 18 inning per cui consigliamo di non tralasciare il Condensed se non addirittura vedere tutta la gara. Nonostante la sua durata, a fine gara negli spogliatoi, esausti ed eccitati, gli Astros non erano poi così stanchi per non festeggiare la loro sesta consecutiva presenza alle LCS. Adesso si godranno qualche giorno di riposo in attesa di conoscere l’avversario tra gli Yankees e i Guardians nelle Champion Series che inizieranno mercoledì 19 ottobre. 


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NLDS G 4

DODGERS - PADRES

PADRES TRAMORTISCONO I DODGERS E AVANZANO ALLE LCS 

E’ stata una lunga, lunghissima attesa per i Padres, tornare a giocare nei playoff, e proprio contro i Dodgers. Non si poteva aspettare altro che un tutto esaurito al Petco Park. I Padres parteciperanno alle NLCS per la prima volta dopo 24 anni quando dovranno affrontare i Phillies in San Diego.

 

E’ la terza settimana consecutiva che i Padres inondano gli spogliatoi di champagne e birra. Lo hanno fatto quando si sono assicurati un posto nei playoff, lo hanno fatto quando hanno eliminato i NY Mets nella Wild Card. Ma quei festeggiamenti sono una nullità paragonata a questa. Le vittime questa volta sono i Los Angeles Dodgers. Per 12 anni i Padres sono arrivati dietro i Dodgers in classifica, nel 2022 hanno perso tutte e 6 le serie finendo con 22 gare dietro. Dalla loro esistenza, per oltre 50 anni sono vissuti all’ombra dei Dodgers. Prima o dopo doveva arrivare il momento di sconfiggere “Quel mostro che si trova a nord sull’autostrada”.

 

I Dodgers sono considerati la migliore e più talentuosa squadra nelle majors che ha reso tutto più difficile ma che ha dato una soddisfazione immensa, e non è stato facile. I Padres avevano perso Gara 1, poi si sono trovati subito in svantaggio di due punti in Gara 2 prima che un’oca si soffermasse sul campo come spettatrice. E’ stata forse quell’oca la loro fortuna? In Gara 3, in occasione della prima partita di postseason al Petco Field dopo 16 anni, i Padres riescono a vincere con un punteggio strettissimo di 2-1.

 

Poi ieri si sono trovati in una situazione molto critica essendo in svantaggio 0-3 entrando nella parte bassa del 7° inning con nell’aria l’ombra di Gara 5 da disputare al Dodger Stadium. Già la parte alta del 7° aveva visto i padroni di casa uscire da una situazione quasi impossibile. Dopo 6 riprese di ottima fattura, Joe Musgrove lascia il posto a Steven Wilson il cui inizio ha del tragico per i Padres. Base su ball, lancio pazzo, valida, colpito e una volata di sacrificio portano il risultato sul 3-0 e alla fine gara di Wilson al quale subentra Tim Hill che chiude l’inning senza ulteriori danni.

 

Anche per i Dodgers arriva il momento di effettuare un cambio sul monte dopo che Tyler Anderson aveva lanciato 5 riprese con 2 H, e che Chris Martin aveva lanciato il 6°. Dave Roberts chiama sul monte Tommy Kahnle ma la sua prestazione sembra essere una copia di quella di Wilson. Una BB e due valide portano a casa il primo punto e Roberts corre subito ai ripari chiamando sul monte Yency Almonte. Ma si sa, battere nel baseball è contagioso e una valida di Kim e un doppio di Juan Soto portano il punteggio in parità 3-3.

 

Almonte riesce ad eliminare i successivi due battitori ma Roberts effettua ancora un cambio mandando sul monte Alex Vesia. Soto ruba la seconda e i Padres hanno ora due corridori in posiziona punto che puntualmente Jake Cronenworth porta a casa con una valida per il 5-3. Le mura del Petco Field tremano sotto l’entusiasmo della folla. L’inning si chiude con Profar che resta al piatto. Il resto della gara è pura formalità con i Dodgers incapaci di reagire. Prima Suarez nell’8° e Hader nel 9° eliminano gli ultimi 6 battitori. In particolare Hader ha lasciato al piatto Betts, T. Turner e Freeman spegnendo così ogni velleità dei Dodgers di conquistare il secondo titolo consecutivo. Purtroppo per loro, i Dodgers non hanno saputo proteggere un vantaggio di tre punti di cui i primi due sono venuti già nel terzo per un presto vantaggio. Una base su ball a Mookie Betts e due doppi di Turner e Freeman avevano portato Los Angeles in vantaggio di 2-0. Poi arrivò quel fatale settimo inning.

 

Gara 1 della NLCS in programma per martedì 18 ottobre vedrà i Padres opposti agli altrettanto sorprendenti  Philadelphia Phillies . 

 

Frankie Russo

 

Sotto il box della partita e più sotto il condensed Game (clicca sulla foto)

 

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