La Formula delle formule

Foto da FIBS
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di Allegra Giuffredi

È un po’ che ci penso e in un tempo in cui tutto è dominato dagli “algoritmi”, vorrei proporre qualche considerazione sull’attuale formula del massimo Campionato di baseball italiano. L’attuale formulazione del Campionato, riprende la filosofia dell’anno scorso, volendo integrare quante più squadre possibile ed in estrema sintesi prevede due fasi, semifinali e una finalissima; nella prima si incontrano, su nove inning, squadre di diversa caratura sfruttando un criterio geografico che permetta a tutte le società di poter giocare, senza costi aggiuntivi legati alle trasferte. In questo modo, nella prima fase, vi sono molti double-header e dovunque si porta un po’ di baseball. Nella seconda fase invece si incontrano, in due gironi, le squadre meglio qualificate nella prima fase e si gioca sui sette inning, in modo che tutte le compagini si incontrino con un monte di lancio corto ed abbordabile per chiunque. Al termine poi c’è la Finalissima. E allora rivediamo, passo, passo quanto sopra riassunto nel bene e nel male.  

L’idea di aprire il movimento del baseball italiano a più squadre non è cattiva, anzi, ma forse così si è un po’ esagerato, perché anche se è bello portare le poche grandi squadre italiane su campi dove magari possono attrarre pubblico, incuriosito dall’arrivo dei Campioni d’Italia in carica, si rischia pur sempre di trasformare la prima fase in un enorme “Spring training” che di agonistico non ha nulla e dove le manifeste si sprecano, con grande frustrazione di chi le subisce e nessuna reale resa tecnica per chi le fa.

Foto FIBS
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I due gironi della seconda fase poi si giocano sui sette inning per le ragioni che ci siamo detti, ma questo non è baseball!

 

Il baseball prevede nove inning e se il problema è il costo del monte di lancio, così come quello delle trasferte, credo che il livellamento verso il basso non sia una soluzione.

 

In fondo, se il problema è solo il contenimento dei costi, siamo di fronte soltanto ad una questione di soldi e a come questi facciano la differenza. In Italia ci sono poche squadre, tra cui la mia a Bologna che da anni contano su sponsor adeguati, che investono sulla squadra e questo non è un disvalore, bensì uno stimolo per tutti a trovare modi e mezzi per migliorare. 

 

Aprire il campionato a più squadre è una grande idea, ma bisogna saperla realizzare. Negli Stati Uniti, terra madre del nostro sport si arriva alle Finali delle World Series, dopo che tutte le squadre dei rispettivi gironi si incontrano ripetutamente fra di loro nelle singole Divisioni e quindi durante la stagione capita spesso che, per esempio, i Chicago Cubs, mia squadra del cuore americana, incontrino i Milwaukee Brewers, più e più volte, quindi perché non possiamo continuare a farlo anche da noi? 

 

I Campionati a sette squadre piacevano poco anche a me, ma almeno si vedevano e rivedevano partitone fin dall’inizio e ci si divertiva! Sui campi italiani, si sa che il pubblico partecipa alla gara molto più che nelle Major Leagues e quindi è chiaro che in Italia si è più interessati al gioco che al contorno e che non si possa gradire una partita dove il dislivello è troppo marcato e dove si deve “pregare”, perché il povero lanciatore avversario faccia tre out alla tua squadra per chiudere l’inning in tempi ragionevoli.

Foto da Corriere di Romagna
Foto da Corriere di Romagna

Si potrebbe rispolverare il discorso legato alle franchigie e renderlo dignitoso, per evitare qualsiasi presunta sudditanza e creare invece un bel giro di squadre ben collegate dove far maturare o riposare i giocatori, proprio come avviene negli States, anche, perché il baseball è nato lì e non possiamo discostarcene più di tanto. Andando di questo passo diventa sempre più plausibile la creazione di una Lega europea con la fuoriuscita delle migliori squadre italiane dall’IBL per aderire ad un Campionato che sia davvero “di livello”.

 

Recuperare le piazze storiche, come Milano, stupefacente eterna non pervenuta, Grosseto, Avigliana, Rimini e perché no anche Foggia, Caserta, o Paternò è ciò a cui si deve puntare, non secondo una logica al ribasso, ma puntando in alto, alla qualità più che alla quantità e secondo le regole che non possono ridurre, proprio sul più bello a sette inning le partite; questo discorso lo abbiamo dovuto fare durante il picco della pandemia, per ragioni economico - sanitarie, ma adesso non è più giustificabile e se l’unica spiegazione è che così facendo si permette di mantenere un monte di lancio corto, per tutti, pur comprendendo la bontà dell’intento, si snatura completamente il gioco e ancora una volta si fa una scelta al ribasso.

 

Non è possibile che il baseball italiano sia così poco attraente da non catturare l’attenzione di sponsor validi oltre la direttrice della Via Emilia e poco altro: non è credibile e se comunque così è, chi riesce a trovare risorse importanti per fare sport di livello, mantenendo le regole del baseball, non può e non deve essere demonizzato e chi non può, perché proprio non può, deve sapersi reinventare, deve vivere camminando col suo passo e non costringere gli altri a rallentare.

 

L’attuale Campionato è di una noia mortale, con pochissimi spettatori e quando si ravviverà sarà visto dai soliti noti: l’età media degli spettatori si sta alzando e anch’io con i miei 52 anni non contribuisco certo ad un ringiovanimento del pubblico e poi tanto alla fine arrivano sempre o quasi le solite note, ossia le squadre che investono e che non guardano al meglio che è nemico del bene, bensì al proprio bene, cosa che dovrebbero fare tutti, avendo l’umiltà di guardare alle proprie reali possibilità, facendo il passo lungo come la gamba, la propria, non quella degli altri.

 

Buon Campionato a Tutti. 

 

Allegra Giuffredi

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    Frankie (martedì, 07 giugno 2022 08:29)

    Molto accurata la sua esposizione sig.ra Giuffredi, ma va detto pure che uno degli obiettivi dell'allargamento del campionato aveva lo scopo di recuperare alcune piazze storiche, e quest'anno vediamo tra le 8 finaliste Torino e Grosseto oltre a Collecchio.. Aggiungendo tranquillamente Macerata, resterebbe da trovare un'altra squadra per formare un campionato a 10 squadre con format di 2 divisioni, 3 gare settimanali da 9 inning, A/R e 1 gara interdivisionale per eliminare la giornata di riposo anch'essa A/R. Se sono esatti i miei calcoli, si arriverebbe a un totale di 54 gare di Regular Season e da qui programmare semifinali e finali. Se poi ci assiste la fortuna e anziché ripescare 2 squadre se ne ripescassero 4 tra MC/RN/MO/PD/MI/CA/Ronchi, ecc, allora si potrebbero formare 2 gironi da 6 con lo stesso format di quest'anno (A/R stessa divisione - solo Andata Interdivisione) per un totale di 48 gare, SE&O. E' vero, sono 6 gare in meno ma si compensa con l'incremento del numero delle squadre.