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Il magico cerchio femminile delle prime donne - 6^ parte

di Michele Dodde

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Durante le fasi della seconda guerra mondiale, nel 1943 il proprietario dei Chicago Cubs Philip K. Wrigley, con il supporto organizzativo di Branch Rickey e Paul V. Harper, valutando in modo negativo come la mancanza di un baseball competitivo giocato potesse nuocere alla popolarità del gioco stesso con relativa diminuzione di interesse e di spettatori si inventa superando deroghe e mentalità salottiere, che prima avevano relegato il baseball al solo mondo maschilista, una lega tutta al femminile, la “All-American Girls Professional Baseball League” (AAGPBL). 

I talent scout girarono in lungo ed in largo tra i campionati amatoriali di Softball reclutando circa 280 giocatrici che però al termine dello stage attuato a Chicago si ridussero a solo 60 che andarono a formare i roster di quattro squadre: i “Rockford Peaches”, i “South Bend Blue Sox”, i “Kenosha Comets” e i “Racine Belles”.

 

La prima gara di campionato fu disputata il 30 maggio del 1943 dinnanzi ad un foltissimo pubblico più incuriosito dall’evento che dal gioco.

 

Nel corso degli anni successivi però, grazie all’affluenza di molti spettatori ed in virtù di un gioco di insieme da primo piano, e qui è opportuno ricordare il film storico e commovente Ragazze vincenti (A League of Their Own) diretto da Penny Marchall, il campionato raddoppia la sua dimensione con più di 600 donne che si alterneranno ed andranno a competere durante le 11 stagioni di vita dell'AAGPBL (1943 – 1954). 

 

Alle giocatrici, che scendevano in campo indossando una civettuola divisa composta da una tunica svasata con gonna corta e con il logo della squadra al centro del petto, disegnata dal direttore artistico della Wrigley Company, Otis Schepard, su consigli della moglie Helen e della giocatrice Ann Harnet, era consigliato in modo fermo di presentarsi sempre con un trucco non appariscente e di porgersi secondo i dettami dello charme al fine di mantenere sempre e comunque un’immagine “ladylike”, ovvero piacevolmente femminile. 

 

Tuttavia nonostante i buoni propositi e malgrado ci fosse stata una iniziale incrinatura nel baseball dei “tutti bianchi” con il debutto del 15 aprile del 1947 sul diamante Ebbets Field a Brooklyn dell’afroamericano Jackie Robinson, nel circuito della AAGPBL le donne di colore non furono mai accettate.

 

Così agli inizi degli anni cinquanta quell’innato talento di eccezionali giocatrici nere, tra cui la celebre Marcenia Lyle “Toni” Stone, la famosa terribile lanciatrice Mamie “Peanut” Johnson e la grintosa Constance Enola Morgan, si trasferirà per loro passione e bravura a giocare con ottime prestazioni solo ed esclusivamente in squadre maschili della Negro League.

 

La mentalità inerente l’abbattimento della barriere razziali doveva ancora del tutto germogliare anche nel campo femminile…

 

 

Michele Dodde

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    Claudio (giovedì, 02 giugno 2022 15:59)

    This is America!!Fatti di cronaca recenti consentono di affermare che … di strada da percorrere per essere imitabili o invidiabili , ne hanno ancora tanta !