Il magico cerchio femminile delle prime donne - 4^ parte

di Michele Dodde

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Il 29 marzo del 2007 sarà la volta di Ria Cortesio ad essere prescelta a dirigere gare durante lo spring training tra i “Chicago Cubs” e gli “Arizona Diamondbacks” divenendo così di fatto la seconda donna umpire ad entrare nel mondo della Major League. Dopo aver svolto un tirocinio nelle leghe minori tra la Pioneer League e la Southern League nel 2006 viene designata sia nell’”All Star Future Game” e sia nell’”Home Run Derby” ed il suo stile e l’impeccabile visione del gioco le permetteranno il salto di qualità che in verità durerà appena come un fuoco di paglia perché già nello stesso anno 2007 al termine della stagione agonistica il suo contratto verrà annullato. Da una parte fu detto che il suo punteggio finale non soddisfece la giusta aspettativa, dall’altra che ancora una volta le problematiche sessiste avanzate dai colleghi maschi ebbero la meglio e la testimonianza di un’altra donna umpire, tale Kate Sargent, che pure avrebbe avuto la tempra e la decisionalità per emergere, sta ad avvalorare questa seconda versione. 

Ritornando al gioco giocato la cronaca registrò nel 1907 un evento che divenne epocale per i partecipanti e per lo spettacolo fine a sé stesso: la diciassettenne Alta Weiss Hisrich sarà la prima donna ad essere ingaggiata da una squadra semi professionista maschile nel ruolo di lanciatore. Per il suo debutto nel roster della “Vermilion Indipendents”, squadra affiliata alla Minor League dell’Ohio e del Kentucky, confluiranno sulle tribune dello stadio oltre 1200 spettatori.

 

Nell’anno seguente e sino al 1922 giocherà con i “Weiss All Stars” di Cleveland. Il suo stile nei lanci e la sua bravura nel gestire il gioco durante la sua carriera durata 15 anni diventeranno proverbiali e molti saranno i fan che inizieranno ad organizzare viaggi per assistere alle sue partite in trasferta. Con i soldi guadagnati poi frequenterà lo Starling Medical College diventando un apprezzato e ricercato medico.  La sua particolare “uniforme”, vestito a gonna lunga sino alle caviglie, è stata inviata alla National Baseball Hall of Fame and Museum di Cooperstown per l’esposizione in una mostra del baseball femminile inaugurata nel 2005.

 

 

Il 28 marzo del 1911 sarà ancora il nome di una donna ad infittire a sorpresa la cronaca sportiva del mondo del baseball: l’ereditiera Helene Hathaway Britton, grazie al lascito dello zio Stanley Robison, diventa la prima donna a rivestire il ruolo di proprietaria a pieno titolo di una squadra della Major League, i prestigiosi “Cardinals” di St. Louis.  

 

La Britton così si trovò ad incominciare a frequentare le riunioni dei proprietari delle squadre affiliate alla National League ma anziché trovare una corretta collaborazione fu invece sempre osteggiata e caldeggiata a vendere la squadra perché era una donna.

 

Tuttavia per principio tenne fede all’eredità, cambiò il nome dello stadio da "League Park" a "Robison Field" in onore dello zio e dette inizio ad una favorevole promozione verso le donne consentendo loro l’ingresso gratuito allo stadio nel giorno del lunedì se accompagnate da un uomo.

 

Nel prosieguo degli anni negative vicende familiari ed un forte debito accumulato dalla squadra la indussero nel 1918 a venderla ad un sindacato appositamente concordato passando la mano prima a Branch Rickey e successivamente al milionario self made Samuel Wilson Breadon che da par suo farà emergere i valori sportivi della franchigia di St. Louis.

 

 

Dopo la data del 18 agosto del 1920 quando il Congresso degli Stati Uniti ratificò il 19esimo emendamento, conosciuto anche come la “Giornata dell’uguaglianza delle Donne” in tutti gli Stati si evidenzieranno a getto continuo diversi periodi di cambiamenti politici e sociali che investiranno positivamente la personalità ed il comportamento per cui le donne incominceranno ad indossare abiti più rivelatori ed a tagliarsi i capelli corti. Questo inciso si rende necessario per configurare al meglio le future vicende delle donne appassionate del gioco anche se è bene ricordare che, nonostante il citato emendamento, le donne afroamericane spesso non sono state beneficiate da questo a causa delle politiche razziste portate avanti in alcuni Stati.

 

Michele Dodde

 

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Commenti: 4
  • #1

    Maria Luisa Vighi (martedì, 10 maggio 2022 10:13)

    Sempre interessante e molto documentato. A proposito viene da chiedersi come sia raggiungibile una documentazione fotografica così specifica e affascinante!

  • #2

    PAOLO CASTAGNINI (martedì, 10 maggio 2022 16:03)

    Gentile Maria Luisa, la ricerca delle foto e "l'impaginazione" dell'articolo è il mio compito e gli articoli di Michele esigono la migliore attenzione possibile. Tutte le foto si trovano in rete con una ricerca su Google. Certo che il baseball essendo fuso nella storia americana ci lascia una incredibile documentazione dalla fine dell'800 in poi. Grazie per essere una fedele lettrice di Baseball On The Road. :-)

  • #3

    Judith (venerdì, 13 maggio 2022 14:47)

    Fascinating, as always. I learn new things each time I read one of these articles.

  • #4

    Claudio Claudani (sabato, 14 maggio 2022 07:30)

    Gli articoli di Michele, per il tramite della narrazione dello sport “baseball” offrono un percorso spaccato culturale , sociale, economico della nazione , che affonda le radici in un passato ormai secolare e quindi offre di seguirne anche lo sviluppo sino ai giorni nostri . Percorso arduo per chi non aveva la minima conoscenza del baseball che … è ora sempre più attratto dalle vicende e tante storie che viene a scoprire. . Grazie e complimenti a tutta la redazione di baseball on the road.