I nuovi Guardians

di Allegra Giuffredi

Da quest’anno gli Indians di Cleveland si chiamano Guardians, perché hanno deciso di liberarsi di qualsiasi retaggio razzista o presunto tale, riferito agli Indiani d’America. Il riferimento così smaccato agli Indiani d’America, infatti, da tempo era inviso a questi ultimi che, tra l’altro, mal digerivano tutti i gadgets, indossati dai tifosi, come i copricapi indiani con le piume o lo sventolamento dei tomahawk, ossia la famosa ascia impugnata in ogni western che si rispetti dai pellerossa contro i bianchi, espressioni anche queste assolutamente politicamente scorrette e che non andrebbero usate (chiedo venia, perché le ho usate e le userò). Il tomahawk compariva anche sulle magliette della squadra e quindi della tifoseria degli Indians, con grande scorno dei nativi Americani che alla fine però l’hanno avuta vinta e sono riusciti nell’intento di far cambiare la ragion sociale della squadra di Cleveland, nota peraltro, per aver dato il proprio brand a due fra i film più buffi eppur godibili sul baseball statunitense, ossia “Major League – la squadra più scassata d’America” e “Majors League – la rivincita”.

In questi due film con Charlie Sheen, che interpreta un lanciatore miope che quando mette gli occhiali diventa un fenomeno, tanto da essere introdotto sul campo dalla canzone “Wild thing”, si vedono i tifosi degli Indians galvanizzarsi per la sorprendente rimonta della squadra “da strapazzo” che nel primo film arriverà addirittura alla vittoria del Pennant e nel farlo indossano i copricapi indiani e sventolano il tomahawk!

Gli Indians di allora, attuali Guardians, hanno dimostrato una grande ironia e a margine mi piace ricordare anche la comparsata del telecronista Bob Uecker che interpreta se stesso e che è davvero autoironico e spassoso nel fare il verso a se stesso.

 

Mi chiedo se fosse davvero il caso di cambiare nome alla squadra di Cleveland, città che si è saputa prendere in giro anche con una canzoncina dove evidenzia tutte le sue presunte “eccellenze” paragonandosi ad altre megalopoli statunitensi, ma con un unico limite, ovviamente scherzoso, ossia Detroit, perché peggio di così non si può …

 

Insomma, io non credo che fosse davvero il caso di mutare tutta la filosofia societaria, ma l’indiano col nasone, ossia Chief Wahoo, che spiccava sulle maglie della squadra di Cleveland e che magari poteva essere sdoganato per una semplice caricatura, proprio non poteva durare negli Usa attuali. 

Immagine da Sports Illustrated

 

I riferimenti agli Indiani d’America, peraltro non si sono certo esauriti con la trasformazione degli Indians nei Guardians, perché i Braves di Atlanta, reggono (non scrivo resistono, perché adesso non è proprio il caso …) ed eccome se reggono!

 

L’anno scorso hanno vinto le World Series e letteralmente, a suon di tomahawk, contro gli Astros di Houston, sperando che gli Ufo non si offendano pure loro e ci invadano definitivamente o che l’asteroide della Motta non si concretizzi furiosamente contro di noi poveri Terrestri, perché ormai non ci manca che quello!

 

Non credo che ad Atlanta cambieranno linea societaria così come non penso che lo faranno nemmeno i Reds di Cincinnati, che per la verità non sono i pellerossa e francamente, faranno proprio bene! 

 

Bisogna guardare alla sostanza delle cose, però se anche la forma alla fine è sostanza, dobbiamo solo plaudere alla sensibilità di Cleveland che una volta di più si è dimostrata una città intelligente: mi sa proprio che andrò a visitarla! E andrò a vedere gli Indians, eh pardon: i Guardians! Go Cleveland!

 

Allegra Giuffredi

 

Sotto "Atlanta Braves Tomahawk Chop" 30 ottobre 2021 / Astros vs Braves

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Commenti: 1
  • #1

    minimamoralia (mercoledì, 11 maggio 2022 10:37)

    ciao, credo che il problema negli USA sia molto avvertito, e che nel 2022 non possano più reggere nè essere giustificate rappresentazioni dei nativi americani di quel tipo, non contando il fatto che si tratta di una appropriazione culturale da parte degli eredi di quel popolo (bianco) che ha sterminato la popolazione nativa, violando ogni trattato possibile e confinandola infine nelle terre di scarto rimaste fuori dalla grande conquista dell'Ovest. Che quegli stessi eredi agitino un tomahawk o indossino un copricapo per divertimento, è francamente inaccettabile. Quella dei nativi americani è una tragedia ingiusta e immane, non una nota di folklore. La scelta di Atlanta di continuare con quel gesto è sbagliata e non ha alcuna giustificazione ormai.