Quando le cose non funzionano

di Frankie Russo

tratto da  

totallytigers.wordpress.com

Erano in molti a pensare che con l’arrivo del nuovo proprietario dei NY Mets le cose sarebbero cambiate in meglio. Invece è stata la semplice conferma che non si può cambiare fin quando non ci sarà un cambio nella cultura aziendale. Il proprietario Steve Cohen ha licenziato il GM coinvolto in scandali sessuali che risalivano al 2016 ma che solo oggi sono stati portati alla luce. Insieme a lui altri coach e dirigenti hanno rassegnato le dimissioni per reati simili. In quale altra organizzazione si riscontrano tanti scandali? Per questo è stato richiamato l’ex Sandy Alderson per cercare di riordinare l’assetto societario, ma va anche tenuto conto che molte delle persone coinvolte negli scandali sono stati assunti proprio da Alderson. Per avere una conferma di quanto sia stata disastrosa la gestione dell’organizzazione negli ultimi anni, basti pensare che prima dell’accettazione dell’incarico di GM da parte di Mike Eppler, ben 13 altri candidati hanno rifiutato l’offerta dei Mets. 

Le ultime World Series sono state le seconde meno seguite della storia. Gli spettatori sono stati in costante diminuzione sin dal 2017. Qual è il motivo? Tutte le ultime 30 gare sono terminate dopo la mezzanotte. La durata media delle gare quest’anno è stata di 3 ore e 41 minuti che risulta essere la più lunga degli ultimi anni.

 

Come si può attirare spettatori se la gente deve recarsi al lavoro e i ragazzi devono andare a scuola il giorno dopo? Quindi, prima di cominciare a parlare di ridurre i tempi tra un lancio e l’altro, o limitare il numero di cambi dei lanciatori e le volte che un battitore esce dal box di battuta, cerchiamo di andare alla ricerca del vero motivo che causa il prolungamento delle partite.

 

E quanto su riportato non è il vero problema. Il vero problema sta nell’esagerazione delle pubblicità televisive che prolunga il tempo per ogni partita. Pubblicità televisiva che dà alle emittenti e alla MLB una grande quantità di denaro. E’ qualcosa su cui riflettere. Mentre gli spettatori diminuiscono, la MLB aumenta le entrate! Hummmmmmm

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Questa che segue fa male, specialmente ai tifosi di Detroit.

 

Ora che anche Drew Smyly ha vinto il suo anello delle World Series con gli Atlanta Braves, l’intera rotazione dei Detroit Tigers del 2014 ne possiede uno. 

 

Quell’anno, inoltre, a metà stagione, anche David Price si unì alla rotazione e anche lui adesso ha il suo anello. Il problema è che nessuno l’ha vinto quando giocava per i Tigers. 

 

Ovviamente la responsabilità va ricercata nell’organizzazione di quegli anni ruggenti. E’ sotto gli occhi di tutti che qualcuno, o più di qualcuno o qualcosa, ha fallito miseramente. E tutto questo non può cadere nel dimenticatoio.

 

Ma veramente c’è ancora chi crede agli esperti quando blaterano in TV e alla radio che per vincere i campionati basta avere i migliori lanciatori? I Dodgers di quest’anno, con sette top partenti, ne sono la conferma.

 

E la foto sotto andrebbe appesa nell’ufficio di ogni proprietario di società, in quello di ogni GM, e perché no, anche nell’ufficio di ogni persona coinvolta nelle principali decisioni dell’organizzazione per ricordare che la vera chiave del successo sta nella cultura aziendale.  

 

Frankie Russo

 

Da sinistra a destra: Anibal Sanchez, Max Scherzer, Justin Verlander, Rick Porcello, Drew Smyly.

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