Insegniamo ai nostri giovani a non aspettare la base su ball

di Frankie Russo   tratto da Coach Baseball Right

Mentre per il livello più alto una base su ball può essere paragonata a una valida, la stessa cosa non si può dire quando si allena il baseball giovanile.  Incitando e incoraggiando i ragazzi ad aspettare per una base su ball non aiuterà certamente a sviluppare giovani giocatori in buoni battitori, ed è anche uno dei motivi per cui molti ragazzi lasciano il baseball.  La squadra sicuramente beneficerà avendo corridori in base a seguito di una base su ball, ma in questo modo non stiamo insegnando ai ragazzi a battere. 

Quando si insegna nel baseball giovanile, i ragazzi devono essere incoraggiati a girare la mazza. E' preferibile che essi sventolino a vuoto al terzo strike anziché stare lì imbambolati sperando in una base su ball. Quando si allenano i giovani che hanno appena iniziato a battere con lanci dal vivo, provate solo ad immaginare le conseguenze negative che può avere un ragazzo stando nel box con l’unico scopo di aspettare che il lanciatore gli regali la base. Incoraggiate i ragazzi a rischiare, incoraggiateli a girare la mazza. Sviluppate una mentalità più aggressiva per i giocatori più giovani e osservateli crescere come dei bravi battitori.

 

Di seguito sottoponiamo alla vostra attenzione uno schema di allenamento che potrebbe aiutare allo scopo. Sottolineiamo "durante l'allenamento" perché in partita vale quanto scritto sopra.

 

Nella prima fase quando si lavora con i ragazzi alle prime armi (minibaseball)  è importante insegnare loro a girare la mazza. Quindi, durante il batting practice, ivi compreso il toss laterale o frontale che sia, i ragazzi devono essere incoraggiati a sventolare ad ogni palla che ritengano di fare contatto. Non devono lasciar passare lanci che pensano di poter battere.

Nella seconda fase (U12), si comincia a far capire ai ragazzi la distinzione tra lanci che sono sul piatto e lanci che non sono sul piatto, troppo bassi e/o troppi alti. A questo punto va insegnato a sventolare quando il lancio è strike e lasciar passare quando non è strike. 

 

Nella terza fase (U15) i ragazzi devono cominciare a capire qual è il loro lancio preferito. Quindi i lanci vanno suddivisi in due tipi, interni ed esterni. In effetti, tutti i lanci devono essere considerati interni eccetto quelli che sono a circa 10 cm sulla parte esterna del piatto, e tutti questi ultimi devono essere considerati ball.

 

Di conseguenza i ragazzi devono girare solo ai lanci interni.

Su cinque lanci, 3/4 dovranno essere interni e il resto esterni e i ragazzi dovranno riconoscere a quali lanci girare e a quali non. 

 

Poi si ripete l’esercizio sui lanci esterni, ovviamente dopo aver spiegato la tecnica per battere lanci esterni. 

 

Nella quarta fase (U18) si comincia a lavorare sull’approccio con due strike e qui la zona deve essere allargata, sia interna che esterna, sia alta che bassa. Va raccomandato di non girare a ball molto evidenti.

 

E’ importante far capire ai ragazzi che evitando di girare a un lancio ball sul conteggio di 1-2, il conteggio si capovolgerà a loro favore sul 2-2. La spiegazione è molto semplice, il lanciatore non vorrà portarsi sul 3-2. 

 

Successivamente  si prosegue con i seguenti esercizi: 

 

Esercizio 1

  • 4/5 lanci interni
  • 4/5 lanci esterni

 

Esercizio 2

  • 4/5 lanci con approccio due strike 
  • 2/3 batti&corri

 

Esercizio 3

  • far avanzare il corridore in seconda battendo la palla a destra (3/4 lanci)
  • corridore in terza, ultimo inning, cerca di battere una linea o una volata all’esterno (3/4 lanci).

 

Seguendo questo schema si può notare come varie situazioni di gioco inserite nell’allenamento sono rapportate alle situazioni di gara e i ragazzi imparano a fare delle scelte oltre a lavorare sull’approccio mentale. Eseguito con impegno e concentrazione, diventa un metodo semplice di allenamento che prepara i ragazzi alla partita. 

 

Frankie Russo

 

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