Insegnare prima di vincere

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com

A Bob Watson, ex GM dei New York Yankees, una volta fu chiesto quali erano i maggiori difetti che aveva riscontrato nel baseball giovanile. Watson si soffermò su due aspetti in particolare: Si enfatizzava troppo sulla necessità di vincere a tutti i costi anziché sviluppare buoni giocatori, e la mancanza di conoscenza per insegnare nel modo corretto.

Vincere ad ogni costo

Molti coach della Little League, per fortuna non tutti, sono talmente concentrati sulla filosofia di vincere a tutti i costi che trascurano lo sviluppo e la salute dei ragazzi. Quante volte si è visto un giovane dominante sul monte solo perché tirava più forte degli altri? Poi, quando è salito di categoria non se ne saputo più nulla. Perché? Potrebbe essere perché non gli è stato insegnata la corretta meccanica di lancio e quando ha iniziato a lanciare dai 18 mt si è perso. Quel ragazzo ha avuto sicuramente una crescita precoce dominando nella Little League con l’unico risultato di riempire il suo coach di soddisfazioni.

 

Al termine di un clinic riservato a lanciatori di 12 anni partecipanti allo stesso campionato, uno dei coach presenti, dopo aver ringraziato gli istruttori, si chiedeva perché essi insegnavano a giocatori avversari i quali, un giorno, avrebbero potuto sconfiggere la sua squadra in campionato. E’ una mentalità di vincere, vincere e sempre vincere che può stazionare solo in una testa da guscio di noce.

 

Insegnare

Moli altri coach la pensano in modo diverso ma spesso hanno problemi nell’insegnamento. Non è facendo partecipare i ragazzi a un clinic di una/due settimane una volta l’anno che si risolve il problema. La realtà è che il baseball è troppo impegnativo da imparare in una paio di settimane. Il corpo deve sviluppare la corretta memoria muscolare che è conseguenza di molte ripetizioni e molti esercizi.

 

Un giovane lanciatore di 12 anni a un certo punto del campionato, accusò un dolore al polso per imprimere una maggiore rotazione alla palla nel lanciare la curva, un errore molto comune nel baseball giovanile. Tirava forte ma, forse per aver posto troppo stress sul braccio, se ne procurò un infortunio mentre lanciava in una gara di fine stagione.

 

L’organizzazione è ben conscia che questo rappresenta il tallone d’Achille per molti coach inesperti, ma sarebbe anche doveroso da parte loro che partecipassero a corsi di aggiornamento e che per cominciare si avvalessero del supporto di un pitching coach più esperto.

 

Sarebbe un gran bene per i giovani e un ancora maggiore bene per il baseball in genere.

 

Frankie Russo

 

 

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