Il vero rendimento offensivo

Nella foto Alex Avila (Foto da Motor City Bengals)
Nella foto Alex Avila (Foto da Motor City Bengals)

di Frankie Russo

libera traduzione da: FanGraphs.com

Con i campionati seniores che volgono ormai al termine, per ogni società che si rispetti è tempo di fare un’analisi del rendimento del proprio roster. L’appassionato più superficiale si fermerà a leggere l’ERA (PGL= punti guadagnati)  per quanto concerne il lanciatore, e l’AVG (MB = Media battuta) per quanto concerne il rendimento in attacco.  Noi oggi vogliamo trattare una formula che più dettagliatamente ci indica il vero rendimento del giocatore nella fase offensiva, ovvero che tenga in considerazione tutti gli altri eventi offensivi. 

Come accennato, la media battuta e le altre medie prese singolarmente, non sono più sufficienti per valutare un giocatore. La MB fu la prima delle medie introdotte a metà dell'800 proprio allo scopo di conoscere la differenza di rendimento dei giocatori. E fino a qualche anno fa, essa veniva trattata come la singola statistica per vedere le qualità offensive di un giocatore data semplicemente dal rapporto tra le battute valide (h) e i turni alla battuta (AB) quindi AVG = H/AB (MB=V/AB).

 

La media battuta da sola però non può descrivere l’abilità offensiva di un singolo giocatore, dato che non distingue la qualità delle valide, non tiene conto degli arrivi in base per ball, per battitore colpito e degli arrivi a seguito di errori difensivi.

 

Nemmeno le altre medie possono misurare correttamente il rendimento in quanto la MAB (OBP) non fa alcuna differenza per i modi in cui si arriva in base e Media Bombardiere (SLG) non comprende le basi su ball, ecc. Inoltre, la scarsa rilevanza dell’AVG nel descrivere la produzione offensiva di un giocatore o di una squadra, può anche essere rimarcata dalla scarsa correlazione che c’è fra AVG e punti segnati, dove se l’ AVG descrivesse l’abilità e la qualità offensiva di una squadra, dovrebbe avere una buona correlazione coi punti realizzati. Ma questo non accade. 

Già Billy Beane, General Manager degli Oakland A’s, all’inizio degli anni 2000 aveva iniziato a utilizzare una diversa metrica per formare il suo roster sviluppando le statistiche e dando maggior peso all’OBP. Nel 2003 uscì il libro “Money Ball” di Michael Lewis, e successivamente il film con Brad Pitt, in cui veniva raccontata la nuova strategia del rivoluzionario Beane.

 

Questo nuovo concetto portò anche a una parziale innovazione nel modo di compilare il lineup.  A cosa serve il vecchio concetto di avere corridori veloci tra i primi battitori se non arrivano in base? È per questo motivo che oggi vediamo un battitore potente da 40 HR l’anno come Jose Bautista dei Blue Jays battere leadoff (OBP 357) e il ricevitore Russell Martin secondo (AVG 233, OBP 363), oppure il ricevitore degli Yankees Gary Sanchez (357) battere secondo. Un amico mi chiese con una punta di polemica perché i Tigers avessero Alex Avila, ricevitore e uno dei più lenti corridori della lega, secondo in battuta davanti a Miguel Cabrera. Risposta secca: Vai a controllare il suo OBP (420).

E questi sono solo alcuni esempi.

 

Oggi le sabermetriche sono così sofisticate che ogni società dell’MLB ha creato un settore di analisti che si dedica esclusivamente allo studio dei numeri.

 

Per la valutazione del rendimento di un giocatore in attacco, gli analisti fanno riferimento alla wOBA (weighted On Base Average) che è la più importante di tutte e tiene conto di ogni forma di arrivo in base attribuendo ad ognuna di esse un diverso rapporto.

(Letteralmente la traduzione è Media arrivo in base bilanciata, ma l’interpretazione può trarre in inganno poiché non fa altro che aggiungere ‘bilanciata’ alla definizione italiana di OBP. La wOBA invece, vuole indicare il rendimento offensivo che però è messo sulla scala dell’OBP). 

 

Sabermetrics 101 utilizza la formula:

wOBA = (0,72xNIBB)+(0,75xHBP)+(0,90x1B)+(0,92xRBOE)+(1,24x2B)+(1,56x3B)+(1,95xFC)/PA  

dove NIBB=BB senza intenzionale; RBOE=arrivo in base per errore; PA=presenza in battuta

 

mentre per Fangraphs la formula è

wOBA= (0.690×uBB+0.722×HBP+0.888×1B+1.271×2B+1.616×3B+2.101×HR) / (AB + BB – IBB + SF + HBP)

(che però subisce degli aggiornamenti ogni anno)

 

Qualsiasi formula si voglia prendere in considerazione, la wOBA è basata su un concetto molto semplice: Non tutte le valide hanno lo stesso valore mentre l’obsoleta AVG non ne fa alcuna differenza.

 

Così come l’OBP esclude alcuni elementi fondamentali, la SLG offre una diversa valutazione per ogni tipo di valida, ma non accuratamente. Infatti una battuta da due basi non può essere considerata semplicemente due volte un singolo, un triplo tre volte un singolo, un HR 4 volte un singolo.  L’OPS (OBP+SLG) è stato un valido aggiornamento ma ancora diversi fattori non sono presi in considerazione.  Un’altra sostanziale differenza è che la wOBA considera le presenze in battuta e non i turni alla battuta.

 

Qualcuno potrebbe obiettare che sono sufficienti le medie prese singolarmente (AVG, OBP, SLG) che conducono a un accettabile OPS. Infatti quest’ultima porta a dei risultati molto simili alla wOBA, ma se si vuole conoscere anche quanto un determinato giocatore abbia contribuito dettagliatamente nel segnare punti, quest’ultima è più precisa in quanto OPS sottovaluta i diversi modi di arrivare in base e anche il calcolo delle battute da extra basi è approssimativo. Altre sabermetriche possono essere associate alla wOBA ma per il nostro livello non credo siano da prendere in considerazione.

 

Di seguito è riportata una tabella che classifica la wOBA secondo gli standard MLB e che ovviamente sono rapportate a un minimo di 600 turni alla battuta, cifra che certamente non raggiungiamo in Italia. 

In conclusione vi sono altri fattori di cui tener presente:

 

Questa statistica considera basi non intenzionali, colpito da lancio, singoli, doppi, tripli e fuoricampo. Basi rubate e colto rubando sono state escluse dalla formula originaria in quanto questi aspetti sono stati inclusi in altre statistiche quali UBR e wSB. Quindi, wOBA tiene conto solo di ciò che avviene nel box di battuta.

 

Questa statistica inoltre non prende in considerazione fattori esterni come corridori in base o altre situazioni di gioco ed è indipendente dall’inning in cui si gioca.

 

La wOBA infine non tiene conto delle dimensioni del campo significando che giocare in stadi più piccoli potrebbe inflazionare i valori.

 

Come è facile intuire, tutti siamo in grado di avere le stesse informazioni, la differenza consiste in come si interpretano. Diverso invece è il parere dei giocatori (MLB) che spesso dichiarano di non prestare attenzione ai numeri fino alla fine del campionato. Motivo? Uno per tutti: I numeri non aiutano a battere meglio.

 

(ringrazio Renè Saggiadi per la consulenza)

 

Frankie Russo

 

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