Gli Indimenticabili - 14^ parte

Nella foto Marco Screti (Duck foto press)
Nella foto Marco Screti (Duck foto press)

Storia della Italian Umpires Association

di Michele Dodde 

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La prospettiva olimpica diede una ulteriore spinta emotiva alla preparazione mentale e addestrativa dei Giudici di Gara e su questi aspetti le due Commissioni, ben coadiuvate da Riva, attuarono un ciclo di stage di particolare intensità unitamente all’attuazione delle prime norme di disciplina sanitaria a totale interesse per gli umpire impegnati nella direzione delle gare e vararono le norme del “Premio Enrico Spocci”, in onore del compianto collega parmense, da assegnare al miglior umpire esordiente nella massima serie. Il primo ad essere menzionato fu il palermitano Francesco Vassallo, estroso e verboso avvocato che la sorte in seguito rapì giovanissimo, poi il toscano Sergio Felsini, quindi il determinato nettunese Marco Screti a cui il futuro riserverà, oltre alle proprie iniziative in merito alle direzioni di gare, una carriera strepitosa ed affascinante sino in campo internazionale. In definitiva si era del tutto esaurito il periodo cosiddetto scolastico ed era iniziato in modo capillare quello competitivo.

Le due Commissioni incominciarono ad operare in modo autonomo: gli umpire del gioco del baseball a seguire direttive ed insegnamenti della scuola cubana con l’istruttore Paz che con singolare metodo incideva sulla idonea posizione che il plate umpire doveva assumere dietro al ricevitore, quelli del softball invece incominciarono a conoscere i principi della scuola statunitense dell’ASA (Amateur Softball Association) assimilando ed applicando la più rispondente ed opportuna meccanica ed in seguito corroborati dalle lezioni tematiche (vedere, pensare, chiamare) tenute da Bill Thomas, umpire in chief dell’Ohio, in quel di Prosecco a Trieste nel 1982.

 

Nel 1983, a chiusura del lungo ciclo addestrativo teorico attuato con la scuola cubana si passò a quello pratico imitativo e pertanto le cosiddette “quaterne” scesero sui diamanti unitamente alla presenza di un umpire cubano. Ed Alvarez, Aquila, Cossio, Miranda, Orbel e il generoso quanto compassato Montesino furono gli ultimi comprimari di una lunga compagnia.

 

La presenza di Alfredo Riva al vertice del CNA durò sino al 1985 quando le vicende dei vertici federali subirono un forte scossone. Non avvezzo e situazioni bizantine e coerente con i suoi principi di grande appassionato sia del baseball sia del softball cedette il mandato a Riccardo Fraccari.  Riva restò però sempre vicino alle tematiche ed alle vicissitudini delle due discipline con profondo interesse partecipativo. E’ scomparso nel 2008: era diventato mio amico per affetto, intelletto e spiritualità.

La foto apparsa su Eurosoftball
La foto apparsa su Eurosoftball

Sui diamanti incominciarono a farsi apprezzare nel baseball, oltre ai già citati umpire, altri di elevata caratura tecnica, ovvero Marchi, Mazzei, Parentini, Parodi, Fissasegola, Rotelli, Pier Paolo ed Ennio Monaco, Cazzoli, Boschieri, Quaranta, Targhetta, Gentilozzi, Petrucci, Izanec, Cristin, Tieghi e tutti contribuirono quali istruttori, e poi alcuni anche a rivestire il ruolo di Presidenti del CNA, a riversare sugli allievi a divenire la loro esperienza acquisita ed il loro modo di sentirsi umpire.  

 

Nel softball invece la nuova linea delineò in Franco Borgia, Alfonso Olivieri, Giuseppe Laudani, Antonella Garofalo, Carlo Canonico, Alberto Bertoldo, Pino Tempesta, Costante Kowalczuk ed in particolare Mario Noli e Michele Dodde una decisa svolta all’intero settore tanto da meritare sulla stampa italiana, olandese, belga e soprattutto su “EuroSoftball”, periodico della European Softball Federation, lusinghieri apprezzamenti.

Nella foto Aldo Notari (dx) con Richard W. Case (sx) rispettivamente Presidente e Segretario Generale dell'IBA (Getty Images)
Nella foto Aldo Notari (dx) con Richard W. Case (sx) rispettivamente Presidente e Segretario Generale dell'IBA (Getty Images)

La presenza alle Olimpiadi di Los Angeles fu onorata dall’eccellente prestazione dell’umpire Riccardo Fraccari, ed in seguito anche a quelle di Seul nel 1988, ma la negativa performance della Nazionale Italiana, cui i posteri addebitarono l’idea di una composizione posticcia, ed alcune manovre politiche di corridoio, di fatto una vera massacrante “macchinazione” come confessò in seguito Renato Corsini, giornalista a completa conoscenza dei fatti,  in data 7 agosto 1992  (il documento è in mio possesso), fecero tramontare la stella di Bruno Beneck ed il testimone passò il 10 febbraio del 1985 ad Aldo Notari, fattivo e consapevole personaggio proveniente dai diamanti e dunque a conoscenza delle possibilità e delle problematiche. 

 

Riccardo Fraccari nella sua nuova veste di presidente del CNA  proseguì l’ormai affermata filosofia della meritocrazia competitiva impostata da Alfredo Riva ma imprimendo una ulteriore necessità partecipativa con iniziative ad ampio respiro.

 

La prima fu quella di cambiare la divisa proponendo la più sobria ma elegante camicia celeste su pantaloni neri.

 

La seconda, per copia conforme all’idea statunitense, fu quella di dotare l’umpire con un proprio numero indicativo da apporre sul lato sinistro della manica della camicia. Il mio era l’amato 124 che ben figurava anche sulla borsa porta divisa ed accessori.

 

La terza fu la realizzazione del periodico “CNA notizie” che, pur se ebbe breve vita, evidenziò la volontà di plasmare il settore in forma professionale.

 

La quarta fu quella di assegnare l’onorificenza del “Contastrike” agli umpire con 10 anni di attività (Bronzo), con 15 anni di attività (Argento), con 20 anni di attività (Oro). Queste quattro idee seppero amalgamare sempre più il settore degli UdG evidenziando in loro l’intimo senso di appartenenza.

Intanto alle due Commissioni si era formalizzata anche la Commissione Umpire Regionali che di concerto lavorarono per comporre una serie di manuali in modo che in ogni Delegazione si potessero condurre tecnicamente i corsi in modo omogeneo azzerando del tutto alcune evidenti disparità di preparazione.

Nella foto la "formazione" degli Umpire alle Olimpiadi di Sidney 2000 Softball - Antonella Garofalo è la seconda in basso da destra (Foto da ISF)
Nella foto la "formazione" degli Umpire alle Olimpiadi di Sidney 2000 Softball - Antonella Garofalo è la seconda in basso da destra (Foto da ISF)

Ormai gli umpire italiani avevano acquisito una loro personale formazione di tutto rispetto migliorando di fatto anche la cura della loro divisa con l’avvento di nuove pettorine interne e parastinchi meno invasivi. Ancor più positivi si rivelarono i reclutamenti annuali degli UdG che si impreziosirono sempre più anche con un’adeguata presenza femminile che, sulla giusta linea di emulazione di Pam Pastema, donò al baseball l’esordio nella massima serie della bravissima Cinzia Baricci mentre al Softball fu l’esempio di quell’indimenticabile performance di Antonella Garofalo alle Olimpiadi di Sidney nel 2000. Nel 1990 il loro numero era salito a 41 unità con dimostrazione di un impegno eccellente e sempre comparativo.

 

Michele Dodde

 

Segue

 

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