Gli Indimenticabili - 13^ parte

Storia della Italian Umpires Association

di Michele Dodde 

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La vicenda degli Ufficiali di Gara si chiuse con la Derbigum Rimini a vincere il campionato 1979 senza alcune polemica di rilievo e con la Nazionale Azzurra a Trieste a riappropriarsi del titolo europeo contro l’eterna Olanda. Ma la fine di quell’anno è ancor più da ricordare per via di una notizia  che  pose il baseball ad una considerevole attenzione dei mass media, ovvero l’imminente ingresso del baseball tra i giochi olimpici. Sia Giorgio Gandolfi in una pregevole lenzuolata su “La Gazzetta dello Sport” del 14 agosto sia Mario Bruno su “Tuttosport” del 18 agosto, nel commentare le vicissitudini del campionato europeo a Trieste, entrambi evidenziarono premesse e precise volontà da parte sia di Raoul Dedeaux, ovvero la più popolare figura del baseball dilettantistico della California sia del presidente dei Dodgers Piter O’Malley. 

Scriveva Gandolfi “(…) La Commissione presieduta da Dedeaux punta  non sul baseball gioco dimostrativo ma sul baseball nel programma tanto è vero che è in corso un’azione ferma e decisa nei confronti del Comitato Olimpico Internazionale e negli Stati Uniti è di moda il seguente slogan baseball SI ai giochi oppure Los Angeles NO all’organizzazione.(…) Quella del baseball alle olimpiadi è una battaglia iniziata dalla federbaseball a cuba nel 1971(…)” mentre Bruno chiosava: “(…) Il baseball entrerà con ogni probabilità nel giro olimpico come sport dimostrativo nei giochi di Los Angeles ‘84. Contro questa possibilità c’è lo statuto olimpico che impone di accettare una disciplina olimpica nuova con otto anni di anticipo. Ma è pur vero che tra le sette personalità che hanno personalmente garantito il sostegno economico dell’impresa olimpica c’è O’Malley, presidente dei Dodgers (…) una battaglia politica-economica nella quale si inserirà anche il presidente della Fibs Bruno Beneck, rappresentante italiano per i giochi di Los Angeles”. 

Tuttavia, per correttezza cronologica, è stato poi nel 1980 che il Presidente Bruno Beneck, nel visitare le Società di baseball nate nel Salento ed a seguito di una magistrale conferenza inerente il Gioco del Baseball tenuta ad una conviviale dei soci del Panathlon Club di Lecce, durante l’intervista concessa il 9 aprile al “Quotidiano di Lecce” ufficialmente comunicò che il 29 giugno del 1984 la nazionale italiana alle ore 19 sarebbe scesa sul diamante dei Dodgers di Los Angeles andando ad incontrare la nazionale coreana e dare inizio al primo torneo olimpico di baseball.

 

Un quotidiano di provincia dunque ebbe l’onore di lanciare per primo la tanto attesa notizia ripresa poi da “La Repubblica” con il pallino:” BASEBALL. Italia-Corea del Sud sul diamante dei Dodgers di Los Angeles inaugurerà il 29 giugno 1984 il primo torneo olimpico di questo sport che conta nel mondo 110 milioni di praticanti dilettanti (…)”.

 

In sintesi, alla data del 9 aprile del 1980 finalmente si andava a chiudere quella intensa attività diplomatica tessuta presso i diversi Comitati Olimpici componenti il CIO realizzando quell’auspicato desiderio e grande visione politica sportiva che Bruno Beneck, già a suo tempo, evidenziò per primo dalle colonne del settimanale “Sport Olimpici”  nel lontano 1967, ovvero il Baseball ed il Softball riconosciuti quali sport olimpici.

Nella foto il cartellino di Ufficiale di Gara di Alfredo Riva
Nella foto il cartellino di Ufficiale di Gara di Alfredo Riva

Anno di particolare svolta dunque quel 1980. Nel settore degli UdG, l’avvento di Alfredo Riva quale Commissario Straordinario del Cnug fece riportare al settore degli umpire la vecchia sigla di C.N.A.

 

Docente universitario della facoltà di Chimica industriale dell’Università di Bologna ma soprattutto, oltre ad essere un uomo di multiforme ingegno ed interesse, grande appassionato di baseball e softball, pur non essendo mai stato un umpire e quindi ben lontano da una virgolettata mentalità, riuscì a ricompattare i puri di cuore che non avevano accettato per etica e principi lo scontro frontale con la Federazione.

 

Consapevoli di essere solo ed esclusivamente dei Giudici di Gara necessari affinché il baseball fosse giocato e non chiacchierato, i tanti rimasti nelle varie Delegazioni Regionali si trovarono dinnanzi un coordinatore dalle idee organizzative di primo piano e memorabili restano le sue direttive ed interventi nel settore degli UdG dal sapore fortemente letterario pur nella semplicità.

 

Recitano i documenti che per l’inizio dei campionati del 1979 erano impiegabili 338 umpire incrementati poi per l’attività del 1980 a ben 436. La ipotizzata frattura  auspicata dai radicali e dagli attriti derivanti dunque si sfumarono così senza traumi, decisamente noiosi, e l’intera faccenda fu cancellata e riposta nei cassetti dei ricordi.

 

 

Immagini tratte da ESF General Progress Report 2016 - Probabile Riferimento al 1° Europeo di Rovereto 1979
Immagini tratte da ESF General Progress Report 2016 - Probabile Riferimento al 1° Europeo di Rovereto 1979

 

Anzi, dopo aver stemperato con calibrate decisioni ogni ulteriore malcontento e volendo dare un concreto impulso alla meritocrazia, Alfredo Riva, dopo aver esaminato con la giusta attenzione le problematiche scaturite durante le gare del primo campionato europeo di Softball svoltosi a Rovereto nel 1979 su esplicito input della Fibs, valutò e concretizzò l’idea di realizzare, in simbiosi con la scuola per gli umpire di baseball, cui gli istruttori cubani Paz e Montesino, a Tirrenia, stavano dando le ultime direttive, anche una scuola per gli umpire di softball che ebbe i natali in quello stesso anno in  quel di Vicenza presso la nota base statunitense. 

 

La decisione di attuare incisive e particolari tecniche di insegnamento da realizzare e condurre da parte di due configurate e ben distinte Commissioni Tecniche, quella di Baseball e quella di Softball, fu motivata dalla oggettiva specificità della diversa interpretazione che i Giudici di Gara erano tenuti a giudicare in merito alle fasi di gioco sviluppate sia sui diamanti per il baseball sia su quelli per il softball. E’ notorio infatti che le due discipline, licenziate sempre  come simili, o peggio ancora che il softball sia il baseball praticato dalle donne, in realtà siano intrinsecamente diverse. Dunque, apparentemente simili ma fondamentalmente non eguali.

 

Infatti la diversa stesura dei regolamenti dell’attività, apparentemente stilati per copia conforme ma filosoficamente diversi in molte sfaccettature, tra cui l’emblematica porta del gioco che è la Zona dello Strike, la valutazione dei lanci, non più provenienti dall’alto ma dal basso, e che configurano dunque una diversità ben precisa, il motivato ed attento controllo della velocità del gioco sulle basi fortemente strategico nel softball rispetto agli episodi tattici del baseball, e la necessità di far acquisire un particolare ed idoneo approccio mentale al gioco da parte degli umpire furono  determinanti ed anche fortemente caldeggiati dalle Società interessate. 

Nella foto gli istruttori di softball : Bertoldo, Dodde, Tempesta, Borgia
Nella foto gli istruttori di softball : Bertoldo, Dodde, Tempesta, Borgia

 

Tale scelta tecnica inerente la specializzazione di Ufficiali di Gara idonei a giudicare solo ed esclusivamente il softball, organizzata in modo autonomo nell’ambito del CNA, fu oltremodo apprezzata ed evidenziata anche dal Presidente Federale Beneck durante l’assemblea nazionale del CNA tenuta a Bologna il 5 ottobre 1980.

 

Al programma di lavoro della Commissione Tecnica del Baseball, che si avvaleva di Faraone, De Franceschi, Fraccari, Franceschetti e Parodi con un Giulio Cesare Cavallini in futuro anche egregio estensore di un manuale per il delicato e difficile impiego dei Commissari Speciali, si affiancò allora quello della prima Commissione Tecnica di Softball composta dal torinese Bertoldo, il nettunese Borgia, il leccese Dodde, l’aretino Noli ed il milanese Tempesta

 

Michele Dodde

 

Segue

 

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