Imparare dagli errori

Nella foto Jose Iglesias shortstop dei Tigers
Nella foto Jose Iglesias shortstop dei Tigers

di Frankie Russo

Libera traduzione dall'articolo su Det freep.com

Guardarsi allo specchio e imparare dagli errori

Durante la offseason, l’interbase dei Detroit Tigers Jose Iglesias si è guardato allo specchio e non gli è piaciuto ciò che ha visto. Ha visto un giocatore che è stato nominato per l’All Star Game ma non è stato sempre un buon compagno di squadra, uno che non sempre si è sacrificato per la squadra. Ha visto un giocatore che ha battuto 300, ma troppo spesso era concentrato più sulle proprie statistiche anziché aiutare la squadra a vincere. Ha promesso a sé stesso di voler cambiare. 

"Un anno è un lungo periodo per riguardarsi allo specchio, riflettere e rendersi conto che ho pensato troppo a me stesso e che avrei dovuto fare di più per la squadra,” racconta Iglesias. “Il baseball non è uno sport individuale, è uno sport di squadra.”

Il battibecco in panchina tra Iglesias e James McCann
Il battibecco in panchina tra Iglesias e James McCann

E’ stata una stagione deludente per tutta la squadra e il maggior momento di tensione si è verificato in agosto quando nel dugout il ricevitore James McCann ha rimproverato Iglesias accusandolo di scarso  impegno. Sono arrivati quasi alle mani, e nel rivedersi, Iglesias riconosce di aver sbagliato. E lo ha detto apertamente, di sua iniziativa, al coach Omar Vizquel:

 

 

“Mi si avvicinò di sua iniziativa,” racconta Vizquel, “ e in tutta sincerità mi disse ”Devo veramente  diventare un migliore compagno di squadra. C’è voluto del tempo, ma ho capito che per vincere e per essere apprezzato dai compagni, devo imparare a giocare per la squadra, mi devo sacrificare di più per loro in campo. Molti sono veterani e devo imparare ad ascoltare ciò che mi dicono.”

Nella foto a dx Jose Iglesias a sx Omar Vizquel (Getty Images)
Nella foto a dx Jose Iglesias a sx Omar Vizquel (Getty Images)

Prima che inizi la stagione è facile fare promesse, ma Vizquel conosce pure le difficoltà che s’incontrano provenendo da un diverso Paese con una diversa cultura. Riconoscere i propri errori è già segno di maturità, e di conseguenza farà in modo che non si ripetano, e dalla sua stessa  maturazione  mentale ne trarrà benefici non solo lui, ma tutta la squadra.

 

Chiesto di analizzare il suo 2015 e come migliorare il suo rapporto con i compagni, Iglesias non ha esitato ad affrontare l’argomento:

 

“Bisogna imparare dagli errori e migliorarsi, giocare meglio, migliorare come giocatore, migliorare il rapporto con i compagni, e crescere come uomo. E’ stata dura per tutti lo scorso anno. Con il tempo, conoscendoci meglio e riconoscendo il proprio ruolo nella squadra, sono elementi di cui tutti noi potremmo beneficiare. Io non devo battere fuoricampo  come Cabrera, io devo fare le piccole cose nel box di battuta e fare tutto ciò che mi porterà ad essere un migliore compagno di squadra.”

 

 

Il fatto di volere strafare lo ha portato ad un eccessivo egoismo. Spesso pensava più alle sue statistiche quando magari era sufficiente battere dietro al corridore per farlo avanzare. Anche per questo Iglesias ha riconosciuto i suoi errori e dice:

Nella foto McCann si congratula con Iglesias (Getty Images)
Nella foto McCann si congratula con Iglesias (Getty Images)

“Tutti voglio battere 300 e nei primi due anni nelle majors quello era il mio obiettivo. Ma spesso la strategia suggerisce che è meglio far avanzare il corridore che realizzare una valida, a volte ti devi sacrificare. Sono tutte cose che impari con l’esperienza. Se vuoi vincere devi migliorare a fare bene le piccole cose, in campo e fuori.

 

Non tutti passeranno dei buoni momenti nel corso dell’anno, e noi come compagni, dobbiamo supportarci a vicenda. Non siamo dei robot, siamo esseri umani e come tali dobbiamo aiutarci l’un l’altro. Sono queste le cose che sì imparano con l’esperienza. McCann è un bravo ragazzo, ci rispettiamo, quello che è successo l’anno scorso è passato, è stato un malinteso. Da giovani si commettono errori, ma è necessario imparare da questi. Adesso mi sento meglio sia fisicamente che mentalmente, ho acquisito un approccio mentale completamente diverso.”

 

Non ci sono dubbi che Iglesias fa delle giocate spettacolari, ma spesso è criticato per sbagliare quelle più semplici. I suoi discorsi fanno intendere che sta andando nella direzione giusta, ed è già un grosso passo in avanti. Adesso si tratta di tramutare le parole in fatti.

 

(Liberamente tratto da un articolo di Jeff Seidel del Det Freep)

 

Frankie Russo

 

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Commenti: 2
  • #1

    Alex (mercoledì, 02 marzo 2016 09:42)

    Grazie per l'articolo.

    Spero che Josè ce la faccia anche se, come l'esperienza suggerisce:
    "di buone intenzioni è lastricata la strada per l'inferno...".

  • #2

    Frankie (mercoledì, 02 marzo 2016 10:31)

    Ciao Alex, cmq sono ottimista in quanto nell'organizzazione ci sono degli ottimi mentori quali lo stesso Visquel, Cabrera e V.Martinez, per menzionare i più. Ma ciò che più ci interessa è trasmettere il messaggio che non bisogna stafare, che trattasi di un gioco di squadra in cui ognuno ha il proprio ruolo che, se praticato nel modo giusto, porta vantaggio a tutto il gruppo. Grazie a te per l'interessamento