________________________________ Lezione di un coach Americano

Nella foto Stan Luketich
Nella foto Stan Luketich

di Paolo Castagnini

Siamo nel momento clou della stagione agonistica 2014 e anch'io, come voi amici coach, sono nella fase importante del campionato. Il giro di boa è già alle spalle e tra poche domeniche tutto sarà concluso. 24 partite con la mia nuova squadra  di Bolzano, sono tutta la stagione di un Campionato di Serie B. Il mio impegno è stato quello di fornire il più possibile nuovi stimoli ai miei atleti a volte con successo, altre volte meno, ma sempre con la massima volontà possibile. In questa ottica si inserisce MLB Envoy Program, un progetto della MLB che divulga il gioco del baseball al di fuori dagli Stati Uniti.

Il progetto per me ha un nome preciso che è quello del Coach (con la C maiuscola) che per due anni a Verona e ora quest'anno a Bolzano ho la fortuna di poter assistere durante le sedute di allenamento. Il suo nome è Stan Luketich e proviene da Phoenix, Arizona.

 

Stan è Head Coaches alla Desert Vista high school in Arizona. E' former dei Detroit Tigers Minor League ed è stato insignito alla Baseball Coaches Hall of Fame Arizona che significa la più alta onorificenza che viene data alla carriera di un allenatore di uno stato. Inoltre da non sottovalutare è stato uno degli allenatori della Nazionale Spagnola agli Europei 2007 che tra l'altro ha sconfitto l'Italia per 6-4. Stiamo parlando di Nazionali senior naturalmente. 

 

Ebbene Stan dal 22 Giugno al 22 Agosto si affianca alle squadre di ogni categoria di Bolzano aiutando i giovani e meno giovani nel comprendere i segreti di questo sport. Quando dico segreti non intendo una parola vuota, ma anzi ricca di significato.

 

Ogni volta che mi reco presso squadre degli Stati Uniti o che sono a contatto con qualche bravo coach Americano mi rendo conto di quanto distante è la filosofia di questo sport rispetto a noi. Non mi riferisco ai fondamentali, alla battuta, al lancio o alla difesa, ma proprio l'interpretazione dello sport.

 

Il problema è che ogni volta io cerchi di trasferire le conoscenze acquisite in territorio italico, mi rendo conto della grande difficoltà di comprensione o forse della mia ridotta capacità di trasferire questi concetti.

 

Oltre che allenare le singole squadre, Stan Luketich ogni Giovedì tiene un clinic rivolto ai coach di Bolzano e dintorni trattando un argomento o un ruolo alla volta. Ricevitori, seconda base e interbase, esterni, ecc. sempre con la presenza di coach e giocatori in sessione comune.

 

Giovedì scorso Stan ci ha donato due perle di saggezza che voglio condividere con voi:

 

1^ Perla - Siate sempre positivi nei confronti dei giocatori, mai negativi altrimenti si stancheranno e andranno a giocare a calcio. Frase di per se scontata, ma vedere Stan mettere in pratica questo concetto è qualche cosa di straordinario. Ogni fine allenamento, ma anche in ogni pausa, dopo ogni esercizio, Stan si rivolge ad ogni giocatore "good job! nice play!" e corre uno ad uno a battere il cinque o il pugno contro pugno. I giocatori inizialmente sono sorpresi, ma poi gradiscono molto l'approccio e l'impegno aumenta. Stan però è tutt'altro che buonista, anzi è severissimo! Non accetta chiacchiere, risate o rilassamento.

 

2^ Perla - Notando che i giocatori si muovevano lentamente sul campo giovedì scorso si rivolse a noi coach dicendo: Sapete perché in Europa i giocatori non corrono in campo? Perché gli allenatori per primi non corrono! e da quel momento ad ogni suo spostamento tutti gli allenatori si mossero velocemente e i giocatori fecero altrattanto.

 

Pensate o no che questi due concetti siano importanti? Per me sono fondamentali.

 

Vi lascio con l'invito a tutti i coach a partecipare alle sessioni di Stan Luketich presso il campo di Bolzano.

 

Buon proseguimanto di campionato!

 

Se concordi con quanto scritto in questo articolo Condividi!

Scrivi commento

Commenti: 2
  • #1

    Ale 96 (lunedì, 07 luglio 2014 20:49)

    E bravo il mio Coach Paolo! Sono d'accordo!

  • #2

    Michele Dodde (venerdì, 11 luglio 2014 09:19)

    La realtà , caro Paolo, e' che nel nostro baseball i coach si credono già arrivati al top dimenticando invece, come tutti d'altra parte, che si è appena arrivati al primo gradino di un lungo periodo di studio. E lo studio a molti non piace e per questo si danno al calcio, gioco stupido per eccellenza.
    Ottimo intervento dunque poiché i suggerimenti delineati sono le prime cose elementari che renderanno il coach grande. Basta meditarci su.