________________________________ Ma i fondamentali.........

di Paolo Castagnini

Qualche anno addietro stavo gustando da spettatore una partita di categoria Ragazzi della mia società contro una squadra ospite di cui non ricordo il nome. A quel tempo la mia squadra era veramente una bella squadra ed era un piacere vederla giocare. Ad un certo punto si avvicinò un mio vecchio compagno di squadra della fine anni sessanta e che non vedevo più da tanto tempo. Ci salutammo parlando del più e del meno e ad un certo punto mi disse: "Questi ragazzi non sanno i fondamentali" Lo guardai e devo ammettere che mi salì una schiuma di rabbia. "Ma come!" gli risposi, "di che fondamentali stiamo parlando? di quelli che avevamo noi negli anni sessanta quando non esisteva l'allenatore e lo faceva uno di noi?

I fondamentali, questa parola che tutti fanno sua e tutti sono convinti di conoscerne il significato. Siamo veramente convinti che i fondamentali li conosciamo solo noi? Siamo così presuntuosi da pensare che gli altri non li sanno insegnare? poi siamo veramente convinti che questo sia l'unico problema del nostro baseball? 

 

Lo spunto di questa riflessione mi viene da una lettera che mi ha inviato Franco Ludovisi e che trascrivo interamente qui sotto, dove racconta un altro pezzettino della sua storia.

 

 

In allegato alla sua mail c'era uno scritto del Prof. Umberto Calzolari, che per chi non lo conosce corrisponde alla storia della Fortitudo Baseball, che fa molto, ma molto riflettere. Lo scritto risale a molti anni fa (si parla ancora di Serie Nazionale, ex IBL1), ma sembra sia di oggi.

VECCHIO O ANZIANO?

di Franco Ludovisi

Mi chiedo: sono un VECCHIO, cioè un individuo che rivela almeno alcuni segni di declino o sono un ANZIANO termine che individua persona attempata, ma che ha lunga pratica ed esperienza?

 

Parlando di me come uomo sono senz’altro un VECCHIO (78 anni).

Ma ricordo bene quanto affetto e considerazione ricevessero, una volta, i vecchi, quelle persone che portavano agli altri conoscenze e contributi di esperienza.

 

Essere un ANZIANO invece comporta una lungimirante saggezza che il termine ha assunto quando, soprattutto nel Medio Evo (praticamente la mia storia nel baseball), gli anziani erano persone deputate a guidare ed indirizzare gli altri.

Ma definirmi anche semplicemente un VECCHIO DEL BASEBALL potrebbe essere sufficiente per testimoniare appunto quanto si è fatto in passato che non differisce molto, se non in contenuti diversi, da quello che si fa oggi.

 

E’ impressionante vedere come i moderni istruttori siano attenti ai particolari - anche minimi - per rendere massima l’efficienza dell’atleta:

anche su questo sito è sapientemente illustrata, su opportuna concessione del CNT, la serie di procedure e comportamenti che devono essere seguiti per il raggiungimento dello scopo.

 

Adesso tutto ci è reso più facile.

Ai miei tempi, al massimo, si studiavano i libri di qualche fantasioso innovatore che, in altri campi, aveva escogitato un metodo di rafforzamento degli arti superiori attraverso la tensione e il rilascio, prima di camere d’aria di biciclette, poi a seguire di elastici ed atro; un libro intero che mi sono letto e studiato tutto anch’io; un libro trafugatomi da un allievo desideroso di apprendere direttamente; un libro di consigli che il non dimenticato Michele Toriaco, lanciatore di successo in quel di Modena e Parma (1997-2007), praticava quasi esclusivamente per la sua preparazione al lancio.

 

Ai miei tempi, al massimo, si analizzavano le tecniche di lancio comparando i diversi stili utilizzati in epoche diverse per capire la metamorfosi del lancio sempre più veloce ed efficace (Aggiornamento Tecnici Toscani 1982) fino a scoprire novità impensate come lo spostamento del fulcro del “raggio di lancio” dal centro del torace alla spalla opposta al braccio che eseguiva il rilascio. Ma come potete constatare anche allora, nel nostro medioevo baseballistico, c’erano i Galileo e i Leonardo.

 

E c’erano personaggi come il “Professore” Umberto Calzolari che si sperimentava nella “Sperimentale”: leggete di seguito quanto da lui scritto in prefazione al corposo opuscolo che diede alle stampe dopo un lavoro di ben quattro anni svolto sui giovani.

 

Temi attualissimi, temi sui giovani e per i giovani, per il nostro futuro che noi, vecchi od anziani che sia, cerchiamo di portare a conoscenza, come da ruolo e copione, a chi opera oggi sui nostri campi.

 

 

 

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo

 

 

Scrivi commento

Commenti: 6
  • #1

    domenico micheli (giovedì, 21 novembre 2013 22:29)

    il libro di Umberto Calzolari è stato uno dei libri più interessanti che ho letto e che ha ispirato il mio lavoro.
    Complimenti a Ludovisi e a Paolo che ogni volta ci forniscono eccellenti spunti di riflessione.
    L'argomento trattato è sicuramente al centro dei progetti che il CNT ha messo in campo contestualmente con l'affinamento della "conoscenza".

  • #2

    FRANCO LDOVISI (giovedì, 21 novembre 2013 23:57)

    Ringrazio Micheli per i complimenti e li accetto.
    Anche come riparazione di quanto lo stesso Micheli mi volle attribuire qualche tempo fa dicendo:
    "Ma quello che mi fa adirare è che lei mette in dubbio il senso stesso della vita. Lei crede che quello che era certo ieri è certo anche oggi e lo sarà domani e domani l’altro ancora".
    Si parlava di tecnica ovviamente.
    Ribadii che per me il senso della vita "è un buon ricordo del passato (e nel baseball l'ho avuto grande e bello), un presente vissuto al meglio ( articoli, scuola, interventi mirati) e una concreta prospettiva di futuro (continuare ad amare come mi sarà possibile il nostro piccolo grande gioco).

  • #3

    FRANCO LUDOVISI (venerdì, 22 novembre 2013 08:38)

    MICHAEL COLLINS dopo la vittoria dei CAVALRY australiani alle ASIAN SERIES:

    "Non ci preoccupa troppo la possibilità di commettere un errore, se si ha la potenza per rimediare. Oggi abbiamo concesso qualcosa sugli errori e vinto di potenza, ma penso che quello che ci ha portato fino qui sia stato giocare BASEBALL DI QUALITA'. Basato sulla BUONA ESECUZIONE DEI FONDAMENTALI".

  • #4

    paolo (venerdì, 22 novembre 2013 10:27)

    Prossimamente un articolo sul mio punto di vista rispetto i fondamentali

  • #5

    Ennio Sari (domenica, 24 novembre 2013 17:17)

    Purtroppo per eseguire i buoni fondamentali bisogna avere già assimilati gli schemi motori di base : correre, saltare, balzare, strisciare, arrampicarsi ecc.. Quindi se non ci troviamo di fronte a ragazzi già "pronti" e' difficile che, per quanto bravi possiamo essere come tecnici, possano eseguire dei buoni fondamentali. I ragazzi di una volta non erano stressati da Tg, pc e play station ma giocavano in cortile. I ragazzi di ora sopperiscono a questa necessità grazie alla maggiore preparazione dei tecnici la cui metodologia si è evoluta nel tempo.

  • #6

    gus (domenica, 24 novembre 2013 21:00)

    andate nelle scuole e prendete i migliori, meglio se giocano a calcio, basket o tennis, capacità motorie gia sviluppate, coninvolgeteli, appassionateli, non lasceranno piu' questo sport, Succi e Gambuti, hanno giocato a calcio contemporaneamente al baseball fino a 18 anni poi hanno scelto il baseball e sono arrivati alla nazionale, alle olimpiadi, Succi ha il record italiano di tripli difficilmente battibile, Gambuti uno dei piu grandi catcher italiani....mi perdoneranno gli altri ma mi son venuti in mente questi 2, Succi perchè è stato il mio ricevitore nei bulldogs e Gambuti un avversario temibile nella vicina rimini....