_________________________________ La Battuta (Seconda parte)

di Paolo Castagnini

Dopo l'articolo sulla posizione della testa che guida lo sguardo sulla palla fino al momento dell'impatto, e dopo aver analizzato la posizione di attesa che deve essere rilassata, mai bloccata e sempre in leggero movimento, oggi vi voglio illustrare una fase importantissima della battuta. Lo faccio sempre con umiltà nella speranza di un contributo anche non concorde da parte degli amici e colleghi tecnici. Per fami aiutare uso le immagini del nostro Campione Alex Liddi.

Molto spesso l'attenzione degli addetti ai lavori è sul tragitto che compie la mazza. Sicuramente è corretto parlare di mazza parallela al terreno o da parte di qualcuno leggermente ad inclinazione verso il basso o altri che sostengono leggermente verso l'alto.

 

A mio parere questa attenzione sul tragitto che compie la mazza ci porta fuori strada rispetto al problema. La mazza si trova innizialmente in alto, poi schende in basso nella zona di strike per poi risalire verso l'alto a fine battuta. Di conseguenza il tragitto non potrà essere per forza di cose, parallelo al terreno. Qualcuno obietterà che si sottintende "parallelo" quel pezzo che attraversa la zona sopra il piatto, un po' prima e un po' dopo. Proviamo però a concentrarci sulle mani. Che tragitto compiono le mani? Abbiamo visto che dalla posizione di attesa si portano in quella posizione definita di "caricamento". Da qui in poi le mani scendono verso il basso. I coach americani dicono "down" - down-down-down. Giù, giù, giù.

 

Le mani quindi sono un altro fondamentale e si muovono dalla posizione di "caricamento" alla posizione di "power" con una linea verso il basso. Il punto di impatto o potenza "power" sulla palla, ci troverà con la mano inferiore con palmo perfettamente rivolto verso terra e la mano superiore perfettamente rivolta verso il cielo. Da qui proseguono per quanto è possibile per poi concludere nella loro naturale prosecuzione verso l'alto.

Se eseguiamo perfettamente questo fondamentale, la mazza si troverà nella perfetta posizione, guidata naturalmente dal cervello attraverso gli occhi.

 

Ora analizziamo assieme il filmato qui sotto del Grand Slam di ALex Liddi del 23 Maggio scorso. La palla battuta era un sinker da 93 miglia a rientrare sulle mani. Una delle palle più difficili da battere, anzi a mio parere, forse la più difficile in assoluto. Nella sequenza dei fotogrammi osservate il tragitto delle mani escludendo ogni altra cosa dalla vostra vista. Per aiutarvi ci sarà un punto rosso al centro delle mani. Osservate il tragitto dei punti rossi.

Dopo questo filmato parleremo del gomito attraverso il secondo filmato più in basso, ma non anticipiamo i tempi. Il fimato è tratto da MLB.com

Altro fondamentale sono i gomiti. Nel punto di "power" il gomito anteriore è allineato con le spalle e la mazza, mentre il gomito posteriore si trova vicinissimo al corpo e in posizione a "L" ecco perché questa posizione importantissima si chiama "power L". Altrettanto importante è che l'altro gomito si trovi nella posizione descritta. Troppe volte nei giovani questo gomito sale verso l'alto provocando l'abbassamento della testa della mazza.

In conclusione, prima di vedere il secondo filmato sulla posizione dei gomiti, possiamo affermare che per quanto riguarda la parte alta del corpo, mani e gomiti devono avere la nostra attenzione e per conseguenza di questi "fondamentali", la mazza si troverà nella posizione corretta per fare una buona battuta. Il filmato è tratto da MLB.com

 

Paolo Castagnini

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