________________________________ Lanciatori, quanti lanci?

Emerson Gibbs Lanciatore della "Jesuit High School" di New Orleans. Foto tratta da: Big Easy Sportsplex
Emerson Gibbs Lanciatore della "Jesuit High School" di New Orleans. Foto tratta da: Big Easy Sportsplex

Il problema del numero di lanci che un giovane lanciatore può fare per la salvaguardia del braccio, è stato fortemente dibattuto in questi ultimi 10 anni.

La Federazione ha messo dei limiti molto severi limitando il massimo di inning lanciati per ogni giorno (seguiti dai rispettivi riposi). Tre per i Ragazzi, quattro per gli Allievi, cinque per i Cadetti e sette per gli Juniores.

Si potrebbe obiettare che pochi inning non significa pochi lanci. Infatti in particolari occasioni, quando è stato fattibile, fu inserito il conteggio dei lanci limitandoli secondo le indicazioni che provenivano dalla Little League.

Non sempre questo è stato possibile perché la suddetta forma richiede una persona che si incarica al conteggio dei lanci e non sempre era disponibile.

La domanda a questo punto è: vista la sensibilizzazione a questo argomento, i coach italiani sarebbero in grado di autoregolamentarsi limitando il numero di lanci senza necessariamente essere obbligati per regola?

A questa domanda ci vengono in aiuto le puntuali statistiche del Torneo Paolo Bruni di Collecchio che da qualche anno ha deciso di togliere i limiti e lasciare a discrezione dei tecnici quanti inning far lanciare ai propri lanciatori. Questa piccola statistica del 2011, rivela che i nostri coach sono tutto sommato molto attenti al problema. Se ipoteticamente stabiliamo che 8 inning in 4 giorni sono l'ottimale, 10 è mediamente buono e che 12 si potrebbe considerare il massimo la tabella qui sotto è confortante.

Abbiamo scelto il lanciatore categoria Ragazzi che per ogni squadra ha lanciato il maggior numero di inning.

Ecco i risultati e la classifica dei più meritevoli (sottolineiamo che sarebbe più corretto sapere il numero di lanci, ma questa statistica purtroppo non l'abbiamo)

Sala Baganza: 6 inning - Oltretorrente: 6.1 - San Marino: 7 - Dynos Verona: 7 

Bollate: 7.1 - Collecchio: 7.1 - Fano: 7.2 - Crocetta A: 8 - Crocetta B: 8.1 

 Junior Parma: 8.1 - Rimini Riviera: 10 - Rovigo: 11.2 - Montefiascone: 14

Statistiche tratte dal sito del Collecchio

 

Ma negli Stati Uniti la patria del baseball cosa succede?

Davide Vidoz è un ex giocatore/allenatore/dirigente del San Lorenzo Isontino e da qualche anno è riuscito nella sua aspirazione più grande: Lavorare in America. Davide ha l'ufficio a New York in un grattacielo a pochi metri dall'Empire State Building. Ha letto un articolo di giornale e lo ha tradotto per noi. Gli Stati Uniti sono un grande paese e succede di tutto. Leggete attentamente l'articolo e sarete sorpresi.

 

Buona lettura.

Paolo Castagnini

 

15 Aprile 2012

Due lanciatori mettono insieme un totale di 347 lanci in una partita

Dopo 501 lanci, la partita e’ finalmente finita.

 

La scuola Jesuit di New Orleans (Louisiana) ha superato la Archibishop Rummel di Metaire (Louisiana) dopo 18 riprese e un duello tra i lanciatori, per 2-1. Il risultato stretto è ciò che tutti avevano pronosticato quando era stato annunciato che entrambe le squadre avrebbero schierato i loro migliori lanciatori partenti.

Mitch Sewald ha lanciato per Rummel High School
Mitch Sewald ha lanciato per Rummel High School

Mitch Sewald (appena firmato da LSU, Louisiana State University, vedi foto qui a fianco)) ha lanciato per Rummel mentre Emerson Gibbs (firmato da Tulane University, vedi foto ad inizio pagina) per Jesuit.

Di quei 501 lanci necessari a decidere la vittoria, 347 sono stati effettuati dalle 2 giovani braccia.

Sewald ha lanciato per 10 riprese concedendo 1 punto e 2 valide. Ha messo a segno 10K e 154 lanci.

Gibbs ha lanciato 15 riprese concedendo solo 1 punto e 6 vallide. Ha messo a segno 13K e 193 lanci.

Il punto segnato da Matthieu Robert su singolo a sinistra di Spencer Miller ha messo fine alla partita e spinto i Jesuit in prima posizione nel Distretto 9 - 5A. Ma la domanda è: quando troppo è davvero troppo?

Steve Frey, ex lanciatore di MLB attualmente pitching coach alla Accademia IMG di Bradenton (Florida), ha detto che tutti quei lanci sono troppo rischiosi per essere giustificati.

“E’ oltraggioso. E’ fuori da ogni logica”, ha detto. “Davvero non so come rispondere a quei numeri”.

Frey ha detto che da una parte non è del tutto contrario a superare i 100 lanci (sebbene non abbia avuto nessuno dei suoi lanciatori che abbia superato questa cifra durante questa stagione) dall’altra non vede nessun lato positivo a spingere il conto dei lanci così in alto.

“Nessuno nella nostra squadra quest’anno ha lanciato oltre tali limiti. Abbiamo avuto un JV (Junior Varsity - la seconda squadra di una High School) che ha lanciato appena sopra i 100. Non è che non glielo faccio fare, specie a fine stagione quando hanno il braccio forte ed allenato, è proprio che non c’è nessun beneficio per il giocatore nel lungo periodo per farglielo fare.”

Frey quindi disapprova, tenendo in considerazione gli effetti di lungo periodo e l’affaticamento all’arto di ogni giocatore.

“Quei ragazzi stanno andando a LSU e Tulane e comunque, devi considerare cosa potrebbe succedere loro in futuro. Non e’ giusto!”

Entrambi i lanciatori hanno ampiamente superato i 105, soglia massima raccomandata per atleti di 17 e 18 anni, come deciso dal Dottor James Andrews, il piu’ grande tra i chirurghi ortopedici della nazione.

Andrews, che ha aperto l’”Andrews Institute” a Gulf Breeze in Florida nel 2007, ha visto un sensibile incremento degli infortuni sulle braccia di giovani lanciatori.

“Curo giovani atleti di questa regione ogni settimana.”

Andrews e’ famoso (purtroppo per chi lo va a trovare) per prendersi cura delle stelle in quanto ogni giocatore che si infortuna al gomito o alla spalla viene invitato a farsi visitare da questo chirurgo.

Come ad esempio conseguenza ad uno sforzo di 181 lanci ( 2 partite in 1 giorno) da parte della futura prima scelta MLB Dylan Bundy.

Andrews ha stimato di avere effettuato circa 500 ricostruzione (gomito o spalla) all’anno. “Io da solo, tra gomiti e spalle, forse 400 o 500 all’anno. In 3 settimane, tra la fine di aprile ed inizio maggio, ho effettuato 36 interventi Tommy John (che prende il nome dal primo giocatore ad essersi sottoposto a tale procedura). La maggior parte di esse, erano su ragazzi delle scuole superiori. Questo e’ incredibile. Questa è una operazione importante.”

“Stiamo vedendo sempre piu’ di frequente questo tipo di infortunio su giocatori di scuola superiore, che non di Major League o Universita’.”

La causa principale è la crescente pressione di dover vincere a tutti costi!

“Il probelma è che gli allenatori vengono licenziati a livello dalle scuole superiori come succede a livello universitario o professionistico. Gli allenatori delle scuole superiori non hanno un sufficiente numero di lanciatori, così sentono la pressione ed utilizzano i lanciatori per troppi innings. Un ragazzo che effettua 160 lanci il venerdi sera e il sabato l’allenatore gli chiede di fare altre 2 riprese.”

Frey infine dice che la pressione di dover vincere e’ la causa ma non e’ una giustificazione accettabile.

“E’ importante vincere, capisco, ma non si puo’ mettere la salute di questi giocatori in secondo piano.”

Come ex giocatore professionista, Frey ha inoltre detto che gli effetti di questa prestazione sul monte di lancio potrebbe non essere evidente immediatamente, specie perché i giocatori giovani sono riluttanti all’ammettere un infortunio.

“Potrebbe essre tra 1 settimana, forse più e l’affaticamento di adesso non fermerà questi giovani e loro continueranno a lanciare anche con qualche piccolo dolore. Tuttavia, quanto i piccoli dolori inizieranno a diventari grandi, a questo punto si guarderà a quella partita”

Il coach Joey Latino di Jesuit HS
Il coach Joey Latino di Jesuit HS

“C’è ancora tanto baseball da giocare. Da un punto di vista professionale, se questi ragazzi hanno del talento, perché rischiarlo così?”

La miglior cosa sarebbe per un allenatore comportarsi da adulto in queste situazioni, pensando agli interessi dei ragazzi.

“Si arrabbieranno con te se li sostituisci, sicuro, ma ti ringrazieranno piu’ tardi e questo è quello che conta!”.

Abbiamo fatto molti tentativi di parlare con gli allenatori Joey Latino di Jesuit e Nick Monica di Rummel, ma nessuno è andato a buon fine.

 

Traduzione di Davide Vidoz

 

L'articolo originale è visibile qui: Rivals High School

 

 

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Commenti: 3
  • #1

    Gus (martedì, 01 maggio 2012 13:55)

    Ma personalmente, ritengo che il n. di lanci in un giovane sia importante, quindi ogni coach dovrebbe tenere la pitching chart, dei sui lanciatori e sostituirlo quando di avviciniamo ai 60 lanci di cat. ragazzi, e 90/100 max per la cat. senior, importante poi non insegnare lanci ad effetto ai giovani fino a 17 anni per salvaguardare il loro braccio, un buon cambio, e lavoro sulla location sono sufficienti a questa età.

  • #2

    marco la rosa (martedì, 01 maggio 2012 21:43)

    studiando le partite e la pitching chart insieme ai miei pitcher u21 abbiamo deciso di non forzare il braccio oltre gli 80 lanci... superata questa soglia la velocità del movimento e la qualità del lancio inizia a scemare...

  • #3

    franco ludovisi (mercoledì, 02 maggio 2012 09:56)

    Personalmente ho sempre insegnato a lanciare le curve anche ai bimbi in giovane età, se me lo chiedevano.
    Ho poi raccomandato loro di non lanciare curvo fino alla loro maturazione.
    Perchè questo comportamento?
    Perche i bimbi provano COMUNQUE a lanciare le curve, semmai nel cortile di casa, ed allora è meglio che la lancino correttamente.