Baseball Books Day - Gli autori: Giovanni Tommasini

di Giovanni Tommasini

Tratto dall'intervento di Giovanni Tommasini durante il Baseball Book Day

Il mio intervento è incentrato sul racconto di come “per caso” è nato il primo racconto “Piccoli inconsapevoli eroi del baseball” che poi ha dato vita ad altre quindici brevi storie che hanno creato i presupposti per il libro ora da me autoprodotto e pubblicato su Amazon dal titolo “Il sogno americano del TOMATO BASEBALL CLUB”- Il tema di fondo è la passione e la fortuna di incontrare sul proprio percorso di crescita, in un momento così delicato della vita che dall’infanzia porta all’adolescenza per poter aspirare alla “adultità”, dei “mentori”, in queto caso due, che introducano al “vieggio dell’eroe”, e propongano un’esperienza umana molto “adulta” prima che la vita richieda di mettersi in gioco in prima persona.

Una esperienza unica e irripetibile che ho avuto la fortuna di vivere e mi è tornata alla mente in un periodo della vita in cui pareva che qualsiasi scelta fosse destinata a fallire.

 

La mia mente mi ha riportato a rivivere e restituire ciò che mi ha permesso di iniziare a credere che la vita fosse “giocabile”, con un insegnamento fondamentale. Per avere qualche possibilità di “farcela”, di vincere le sfide quotidiane che la vita ci avrebbe messo di fronte, era necessario grande impegno, l’accettazione della fatica necessaria per poter sognare e, soprattutto, tentare di realizzare i propri sogni.

 

Questo il messaggio che ho voluto rappresentare nei racconti presenti ne “Il sogno americano del TOMATO BASEBALL CLUB” che poi ho riproposto in forme diverse nei successivi dieci libri, e in particolare nell’ultimo “TERRA BATTUTA”.

 

Essere vivi e scendere a rete. Questa la felicità, che riprende le tematiche che lo sport può proporre per trasformare una passione in un insegnamento prezioso che può salvare una vita e indicare il percorso più sano da intraprendere per vivere nell’idea che la vita possa essere un’esperienza da affrontare cercando di essere gli autori del proprio destino.

 

Fondamentalmente nei miei libri ho voluto riproporre alle nuove generazioni un mondo a loro sconosciuto e ormai dimenticato, in cui le uniche piattaforme sociali erano l’Altro e la Realtà.

 

Chi ha giocato a baseball, a mio giudizio, è una persona per certi aspetti speciale. Il baseball non è uno sport qualunque, il baseball non forma solo atleti veri. Il baseball forma uomini particolari. Come chi vi parla che è stato giocatore di baseball e oggi scrittore.

 

Sono  passato per quel campo di forma particolare che si chiama diamante. Il verde dell’erba, la terra rossa, metti il caschetto, impugni la mazza e ti appresti a entrare nel box di battuta. Tu contro tutti: su quella collinetta c’è un lanciatore pronto a sfidarti e ad eliminarti. Se poi non ci riesce, intorno a lui ci sono i suoi compagni di squadra che cercheranno di farlo e di certo renderti il cammino arduo e difficile. Io l’ho vissuto sulla mia pelle, ho provato cosa significa scivolare su quella terra rossa per arrivare in base prima che i difensori avversari riescano ad eliminarti.

 

Tutto il bello, tutta la magia di questo sport si ritrovano nei miei scritti, prendendo spunto dalla nascita della prima squadra di baseball nella città di Sanremo fino alla favolosa storia di Alex Liddi. Il primo vero professionista da Major League italiano. Di Sanremo. I miei non vogliono essere semplici racconti poichè con le citazioni di grandi scrittori, di grandi compositori e di grandi poeti, spero di essere riuscito a fare del baseball un insegnamento di vita. Il baseball non solo come sport di squadra ma come vera e propria palestra di vita.

 

In ogni suo ruolo, dal lanciatore al ricevitore, dall’interbase all’esterno, questo sport ha qualcosa da dare. E termino citando quando delineo il lanciatore nel racconto “Nove Le Punte Di Diamante”: “La traiettoria richiesta dal ricevitore, una possibilità di attracco per il battitore; l’incontro della mazza con la pallina lanciata, lo sbarco sognato sul nuovo mondo. Eroi”.

 

Ecco, nel baseball possiamo essere eroi, per un solo giorno e per sempre”.

 

Giovanni Tommasini

 

 

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