Lui è diverso

Duane Burleson/Getty Images
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di Frankie Russo

tratto da theathtletic.com

Molti tifosi di Detroit si lamentano del contratto di Miguel Cabrera che è di circa 32 milioni di dollari l’anno, ma la colpa non è sua. Non si può negare che fu una estensione insensata, ma gli fu offerto dall’allora proprietario Mike Ilitch che aveva visto lungo e voleva finalmente vedere il suo giocatore, considerato il più forte della sua generazione, entrare nella Hall Of Fame indossando il cappello dei Detroit Tigers. Non accade ormai da 42 anni. Ma a parte il contratto, cerchiamo di analizzare brevemente cosa fa di Cabrera uno dei più grandi di questo sport. Cabrera è il 33° giocatore a realizzare 3.000 valide, è uno dei sette giocatori a realizzare 500 HR e 3.000 valide aggiungendosi a Hank Aaron, Willie Mays, Eddie Murray, Albert Pujols, Rafael Palmero e Alex Rodriquez (gli ultimi due con un po’ di aiuti esterni!). Con la sua prossima battuta da due basi, Cabrera entrerà a far parte dell’élite di giocatori con 500HR/3000valide/600doppi). Gli altri? Hank Aaron e Albert Pujols. E si aggiungerà ancora a Aaron e Mays con 3.000 valide, 500 HR e una MB in carriera di oltre 300. 

Volendo prevedere oltre, alcuni sistemi di ricerca prevedono che Cabrera possa terminare la carriera con:

  • 3.185 valide superando Cal Ripken Jr al 16° posto;
  • 1.912 RBI posizionandosi al 12° posto;
  • 529 HR posizionandosi al 20° posto.

E ancora:

  • Cabrera è anche considerato uno dei migliori prima base offensivi dietro soltanto a Rod Carew e Todd Helton.
  • Per 12 anni è risultato sempre tra i primi 15 per la nomina di MVP risultando due volte vincitore:
  • Ha conquistato 4 titoli come migliore battitore;
  • E’ considerato dagli esperti l’unico giocatore che batte sia per potenza che per contatto essendo ormai la maggior parte dei giocatori focalizzati sulla potenza e basi su ball mentre Cabrera batte a tutto campo;
  • Probabilmente sarà l’ultimo battitore a raggiungere le 3.000 valide per i prossimi decenni considerato che nessuno attualmente è nemmeno vicino a tale traguardo;
  • E per concludere, dopo la prossima valida, dopo il prossimo doppio, Miguel Cabrera sarà l’unico giocatore della storia con 500HR/3.000H/600doppi/300 MB in carriera ed aver vinto la Tripla Corona.

Di Cabrera in questi giorni si è detto tutto di più e si continuerà a parlarne. Anche noi di BOTR ci siamo occupati di Cabrera in tempi non sospetti riferendo alla sua grandezza e semplicità (BOTR 21/2/14, 24/8/21 e 29/12/21) oggi, più che raccontare le sue gesta in campo, vogliamo soffermarci sul suo aspetto umano con testimonianze raccolte da chi ha avuto la fortuna di giocare al suo fianco e i cui prodigi in battuta sono ormai parte della storia del baseball. 

 

Che Cabrera fosse un destinato lo si capì già da quando a 20 anni fece il suo debutto nelle majors battendo un walk-off HR nella sua prima gara, e in quello stesso anno 2003, conquistò il suo primo e unico anello delle World Series con i Florida Marlins.

 

Adesso Cabrera ha da poco compiuto 39 anni e ne ha speso circa la metà nelle majors guadagnandosi, come indicano i numeri sopra riportati, la reputazione di essere uno dei più grandi battitori di tutti i tempi. L’approccio di battere in campo opposto lo ha acquisito sin da quando aveva 7 anni nella sua Maracay in Venezuela. Lo zio gli lanciava le palle obbligandolo a battere a destra altrimenti avrebbe smesso di lanciare. Da allora è diventata una sua caratteristica.

Miggy è anche un burlone, a lui piace scherzare perché il baseball lo diverte. Una volta, mentre era in volo sull’aereo della squadra, Cabrera allungò le gambe e mise le mani in un borsone che aveva con sé. Gli altri giocatori discutevano tra loro, alcuni giocavano a carte, altri commentavano le partite appena giocate. Vicino a Cabrera sedeva Jamier Candelario, giovane terza base dei Tigers che aveva sempre visto Cabrera come il suo idolo sin da quando 20enne fece il suo debutto nelle majors. Quando Cabrera aprì il borsone, Candelario scoppiò in una sonora risata che attrasse l’attenzione di tutti. A un tratto ci fu solo silenzio fino a quando anche i compagni videro il contenuto del borsone e scoppiarono anche loro in una grande risata. Il borsone conteneva una grande quantità di banconote, una cifra irreale anche per chi come lui ha guadagnato oltre 400 milioni di dollari giocando a baseball. Prima di chiudere il borsone, riempì le mani di banconote buttandole in aria esclamò:

“Questo è quello che ti può succedere se impari a battere la palla in campo opposto”.

 

Nick Castellanos è uno dei molti giocatori che hanno giocato al fianco di Cabrera e sostiene che è uno dei più grandi battitori destri di tutti i tempi e che i suoi numeri potevano essere ancora più importanti se non avesse giocato tutta la carriera in stadi come quelli di Miami e Detroit costruiti con dimensioni che favoriscono i lanciatori. 

Javier Baez, il fantasioso interbase e più importante acquisto dei Tigers della scorsa offseason, sostiene che Cabrera è stato il vero motivo per cui ha deciso di firmare con la squadra di Detroit, perché da Cabrera c’è sempre da imparare.

 

La battuta secondo Miguel Cabrera (clicca sulla foto)

Quando JD Martinez era al punto più basso della sua carriera e a stento riusciva a mantenere il posto nel roster di Houston, iniziò a studiare lo swing dei grandi battitori e principalmente quello di Cabrera, la traiettoria della mazza e la sua meccanica efficace e impeccabile. Martinez si reinventò ma nel marzo 2014 fu comunque tagliato dagli Astros e firmò per i Tigers. Guardando indietro nel tempo, con più di 240 HR e un contratto da 130 milioni di dollari, Martinez racconta che giocare a fianco di Cabrera sia stata la cosa migliore che mai gli potesse capitare nella sua carriera. Un’altra lezione che Martinez imparò da Cabrera fu il valore della durabilità. Tenuto conto della sua stazza fisica, Cabrera è rimasto abbastanza integro fisicamente per gran parte della sua carriera giocando con una media di 153 gare a stagione e 656 presenze in battuta dal 2004 al 2017. Nel 2014 Cabrera giocò nonostante una micro frattura al piede e un dolore alla caviglia. Martinez non si prese un solo giorno di riposo. “Ma come si fa” disse.” Questo signore sta giocando con una frattura al piede e io devo preoccuparmi di qualche dolorino qui e là? Non esiste, io sto in campo”. 

 

Crescendo nell’organizzazione dei Tigers, Castellanos fu una prima scelta ma non conosceva ancora l’importanza dell’ascolto. Pensava di essere già arrivato e troppo presuntuoso per ascoltare i consigli. Quando faceva il batting practice con Cabrera, per Castellanos era un'opportunità per cercare di fare meglio di Cabrera e non di imparare.  Durante un altro volo in aereo, Cabrera notò che Castellanos stava leggendo un giornale, Cabrera si tolse le cuffie e rivolgendosi a Castellanos disse: “Hey giovanotto, quando tu hai cominciato a camminare, io già correvo” e si rimise le cuffie, ma il messaggio fu perfetto. Da allora Castellanos divenne la sua ombra, ogni minuto speso insieme era una lezione di saggezza, una lezione di vita, un insegnamento della battuta. Racconta ancora Castellanos: ”Non è sempre facile capire al momento il messaggio che Miggy ti sta mandando perché per lui battere una palla da baseball è una delle cose più semplici al mondo, c’è molto dietro la sua abilità che è difficile da spiegare. Lui riesce a fare semplicemente cose che gli altri non sanno fare. Il suo principale suggerimento è di tenere tutto nella semplicità come mostra il suo swing. A lui piace giocare, non si fa un problema della meccanica, non si preoccupa del lancio che gli arriverà, per lui è semplicemente un gioco”. 

 

Il suo ex compagno Jose Iglesias si diverte nel raccontare la sua esperienza quando chiedeva consigli. La risposta era disarmante: "Guarda la palla, colpisci la palla. Guarda la palla, colpisci la palla”. “Ma Miggy", disse Jose "la cosa è un po’ più complicato da come la dici tu!”. 

AP Photo/Carlos Osorio
AP Photo/Carlos Osorio

James McCann, attuale ricevitore dei NY Mets, era stato appena convocato dai Tigers nel 2014 quando ricevette la prima lezione di battuta da Cabrera. Al suo primo turno in battuta della gara, Cabrera era stato appena eliminato dopo aver battuto una rotolante in diamante, e rientrando nel dugout, invitò McCann a revisionare la battuta. McCann pensava che stesse scherzando ma un compagno gli consigliò si seguire il suggerimento, e così il giovane ricevitore revisionò diverse volte non solo la battuta in questione, ma anche un altro turno in battuta in cui Cabrera aveva battuto un HR. Poi salì di corsa nel dugout e riferì a Cabrera che non era stato rilassato, era troppo teso. “Hai ragione”, rispose Cabrera, “cercherò di correggermi”. Al successivo turno Cabrera era nel cerchio del prossimo battitore e fissava McCann che era alquanto imbarazzato da quello sguardo. “Guardami”, disse Cabrera mentre sventolava a vuoto mostrando il corretto movimento. Questa volta Cabrera era pronto e con due strike a carico, spedì la palla nelle tribune a sinistra per un HR. Allora McCann capì due cose, che Cabrera era veramente di una diversa dimensione e che lui sapeva cosa aveva fatto di sbagliato, ma voleva dare una lezione di battuta al giovanotto. 

 

La capacità di correggersi durante la gara è ormai una sua dote conosciuta in tutta la lega. Nel 2015, al suo debutto nelle majors, Francisco Lindor ricorda come voleva studiare Cabrera nel box di battuta. Il primo turno finì con uno strike out, e i successivi due furono due HR.

 

Avisail Garcia ricorda una conversazione con Cabrera nel dugout durante una gara dell’ALCS del 2012. CC Sabathia sembrava potesse dominare Cabrera mescolando lanci veloci interni sulle mani e curve lente nella zona bassa della zona. Nei primi due turni Cabrera fu eliminato su deboli volate. Prima del terzo turno si rivolse a Garcia dicendo che se Sabathia gli avesse tirato un altro lancio interno, l’avrebbe buttato fuori. Garcia annuì poco convinto. Il lancio interno di Sabathia era a 91mph ma Cabrera spedì la palla oltre la decima fila all’esterno sinistro. 

 

Ma non sono solo i battitori che ricevono suggerimenti da Cabrera, i lanciatori non sono da meno. Quando il giovane compagno di squadra Casey Mize non sta lanciando, Cabrera gli spiega come lui fa le correzioni durante la gara intuendo come i lanciatori vogliono affrontarlo. Saper entrare nella mente del battitore è spesso un grande vantaggio per il lanciatore.

 

Per quanto si possa dire e scrivere su Cabrera, uno degli aspetti più divertenti è osservarlo durante il batting practice. Inizialmente batte solo per contatto, poi quando vede che arrivano gli avversari sul campo, allora cambia tattica e comincia a battere fuoricampo in tutte le direzioni.

 

Anche durante il periodo invernale a Cabrera piace dare spettacolo e sono molti i tifosi che si fermano a guardarlo battere nella gabbia, e non solo i tifosi. Una volta, quando dopo di lui era il turno di Freddy Galvis, prima di uscire dalla gabbia Cabrera gli chiese se avesse portato 50$. “Per cosa?” chiese Galvis. “Veramente pensi di guardarmi battere senza pagare?" rispose Cabrera con una fragorosa risata. Per la cronaca, Galvis gliene offrì 100.

 

Ma lo spettacolo del batting practice non è solo divertimento, è una parte importante della sua preparazione che ha perfezionato attraverso gli anni e che ha intenzione di continuare fino a quando giocherà. Non è tanto la potenza che impressiona, quanto l’approccio professionale per ogni swing, l’efficienza della sua meccanica, la consistenza nel contatto e la capacità di indirizzare la palla a destra, la sua zona preferita. La sua sessione di BP è talmente naturale che non ama nemmeno parlarne, ma per chi lo osserva è un mastro di classe.

 

Lo scorso agosto i Tigers avevano da giocare due serie in casa e Cabrera era fermo a quota 499 HR, sembrava tutto preparato per i festeggiamenti in Detroit. La media degli spettatori in quel periodo fu di 25.580 spettatori, più del doppio rispetto al resto dell’anno. Quando veniva annunciato il suo nome la folla si alzava in piedi, ma poi quando Cabrera metteva i piedi nel box di battuta, scendeva un tale silenzio che si sarebbe potuto sentire uno spillo cadere a terra. Era incredibile. Dopo la prima battuta di Cabrera finita pochi passi dal fuoricampo, la folla tornò a sedersi. Akil Baddoo , 22enne esterno dei Tigers, stava ancora imparando a camminare quando Cabrera era già un professionista, e mentre Miggy rientrava nel dugout chiese: “Miggy, come ti senti?”.  “Giovanotto, sono nervoso, il mio cuore batte forte. Quando la folla sente il mio nome, tutti gridano, poi segue il silenzio e io devo solo cercare di restare calmo”.

 

Cabrera non potè festeggiare HR # 500 in casa, lo fece nella serie successiva in quel di Toronto contro il mancino Steven Matz dei Blue Jays. E quell'indimenticabile HR fu una copia di ciò che aveva sempre fatto da bambino in Maracay: Battere un line drive in campo opposto. 

 

Frankie Russo

 

 

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