I quattro benefici del Long Toss

David Price esegue una sezione di Long Toss sotto gli occhi del manager dei Boston Red Sox John Farrell  (Photo by Barry Chin/Boston Globe via Getty Images)
David Price esegue una sezione di Long Toss sotto gli occhi del manager dei Boston Red Sox John Farrell (Photo by Barry Chin/Boston Globe via Getty Images)

di Tony Abbatine, tratto da Baseballamerica e tradotto da Frankie Russo

Il dibattito riguardo la meccanica di lancio e il metodo per migliorare la velocità e evitare infortuni al braccio è diventato come discutere di politica o di religione. E’ un dialogo continuo ed acceso e ognuno ha la sua opinione. Caricamento scapolare,  normative ASMI, palle mediche di vario peso, allenamenti con pesi specifici. Basta navigare e trovi tutto sui media. Questo ci porta al discorso sul long toss. Alcuni giocatori e squadre lo ritengono indispensabile, altri lo condannano e lo ritengono la causa dell’aumento degli infortuni.  Alan Jaeger è considerato il padrino del long toss. Ultimamente ho avuto l’occasione di assistere a un suo video e poi ho avuto modo di poter parlare a lungo con lui. Jaeger mi dedicò il suo tempo e sintetizzò il suo credo in quattro punti fondamentali.

Salute

Il long toss favorisce un ottimo a) raggio di movimento; b) resistenza; c) miglioramento del recupero; d) rilassamento e libertà; e) esercizio preparatorio  ideale prima del lancio aggressivo.

 

E’ Naturale

La naturalezza è una forza poderosa. Long toss favorisce i più naturali, istintivi e intuitivi movimenti. Essere naturali favorisce anche la libertà, l’atletismo e il più naturale e intrinseco movimento, altrimenti detto: meccanica.

 

Forza del braccio

Il long toss favorisce la forza del braccio perché esso incrementa il raggio di movimento dalla lunga distanza. Imparare a trasformare questa libertà in aggressività nel modo corretto favorisce una maggiore esplosività e maggiore movimento sulla palla. Più libertà equivale a maggiore esplosività, e ancora più importante, equivale a un’aggressività più sicura.

 

Tatto e precisione

Quando si fa il long toss, l’individuo si deve adattare alle diverse distanze e punti di rilascio mentre ci si allontana e mentre ci si avvicina al compagno di palleggio. Questi diversi punti di rilascio portano alla consapevolezza mentale e del corpo e alla sensibilità del punto di rilascio. Il tutto conduce ad un migliore tatto. La mente deve proiettarsi nello spazio, e quindi necessita di una maggiore apertura visiva per ottimizzare la sensazione.

Nella foto Alan Jaeger
Nella foto Alan Jaeger

Questo ci riporta al concetto che il long toss è una forma d’arte istintiva ed intuitiva.

 

Bonus: Uno dei maggiori benefici del long toss è che non c’è un predeterminato numero di tiri, né limiti di tempo o di distanza. Questo è un punto di forza perché il braccio è in grado di evolversi e crescere senza queste limitazioni.

 

Alcuni dei critici del long toss fanno riferimento ad azioni difettose che si esercitano sul braccio e problemi di "tempismo" che vengono esasperati dalle sessioni di long toss.

 

Un coach della majors addirittura era convinto che i problemi di controllo che affliggono i lanciatori è un risultato diretto della mentalità "grugnisci-e-tira" (modo di dire che viene associato al long toss, ndt). 

 

A Jeager  poi chiesi cosa pensasse di tutte le critiche rimossegli negli anni. Senza esitazione rispose rifiutando tre critiche principali.

 

Influisce sul punto di rilascio, oppure,  non si tira così dal monte

E’ una falsità. E’ necessario variare il punto di rilascio per i motivi sopra menzionati: tatto, raggio di movimento, salute, libertà e atletismo.

 

Non si tira verso l’alto dal monte

Invece è proprio così, a meno che non lanci come Randy Johnson o Jake Peavy. I lanci vanno verso l’alto per poi scendere. E’ così che crei l’azione di leva, esplosività e porti il peso in avanti. La teoria di lanciare la palla in linea per non influire sul punto di rilascio di fatto causa dei danni come rigidità, diminuisce il raggio di movimento della spalla e  limita l'atletismo e gli schemi di movimento intrinseci.

 

Il braccio può sopportare solo un certo numero di tiri

Il corpo è un organismo vivente e che respira, che vuole crescere e prosperare. Il braccio vuole rigenerarsi, non degenerare. Quando il braccio viene sollecitato, esso cresce. Quando invece viene trascurato, si atrofizza. Esercitatevi a tirare. Conteggiare il numero di lanci è come contare quanti passi fai per poi poterne risparmiare. 

 

Quindi, long toss si o long toss no? Fin quando non avremo una ricerca clinica e delle scoperte mediche generate da fonti indipendenti e con esempi sufficientemente credibili, il dibattito esisterà sempre.

 

Basta parole, ascolta il tuo braccio e non lasciare che siano gli altri a dire come ti senti e qual è il modo migliore per preparare il tuo braccio alla battaglia.

 

di Tony Abbatine

traduzione di Frankie Russo

 

L’argomento fu già trattato da Baseball On The Road con due interessanti articoli:

 

 

 

 

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