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La regola dell'Infield Fly

di Michele Dodde

Indiscutibilmente la ripresa televisiva postata su Facebook da parte di Broncos Diaz e visionata da ben 26500 utenti appassionati di baseball la dice lunga sulle diverse sfumature interpretative del Regolamento Tecnico del Gioco. La ripresa, com’è noto, riguarda un episodio del campionato MLB e visualizza una battuta che viene giudicata dall’home plate umpire una “Infield Fly if Fair”. La pallina però, pur essendo di facile presa, non viene presa al volo né dal terza base, né dal lanciatore né dal ricevitore e cade a terra al centro di questo enigmatico triangolo. Poi, per una sua animata forza di inerzia cinetica la pallina rimbalza verso il territorio foul. Durante questa traiettoria il ricevitore agguanta la pallina: la presa avviene in territorio buono o faul ?

 

La regola dell’ Infield Fly, inserita nel regolamento ai capoversi 2.00 e 6.05 (e,l.), con una singolare eccezione al capoverso 7.08 (f), fu configurata nel 1895 e redatta sul Reach’s Official Baseball Guide al fine di diminuire di fatto le occasioni della squadra in difesa di portare a termine un doppio gioco di facile attuazione.

 

Essa dunque doveva, allora come ora, essere applicata quando si verificano le seguenti situazioni ovvero meno di due eliminati con corridori in prima e seconda base, o in prima, seconda e terza base. Generalmente, ma anche i base umpire possono farlo, è l’home plate umpire che, prendendo atto di queste situazioni e valutato che il battitore ha colpito la pallina realizzando una volata sul campo interno e che la pallina stessa può essere ragionevolmente presa senza alcun sforzo eccessivo da parte di un difensore interno, emetterà la gestualità relativa unitamente alla chiamata dell’Infield Fly.

 

L’effetto di questo giudizio è che il battitore viene eliminato automaticamente mentre consente ai corridori sulle basi di scegliere se avanzare a loro rischio, come su ogni altra pallina presa al volo o mancata, o restare a contatto dei cuscini delle basi. Qui ora, per applicare la regola, subentra la capacità sensitiva dell’umpire, capacità che si acquista con umiltà ed esperienza, in quanto la valutazione si deve far carico di opportuni punti di riferimento quali quando chiamare con enfasi l’applicazione della regola in relazione all’altezza raggiunta dalla pallina ed il punto futuro di presa o caduta della pallina stessa.

 

(Sotto la sequenza dell'Infield Fly of Fare citata da Michele Dodde N.d.r.)

Infatti sarà opportuno che l’umpire chiami l’Infield Fly appena la pallina avrà iniziato la parabola discendente, con chiara traiettoria cadente sul campo interno, e con la oggettiva valutazione che possa essere presa con sforzo ordinario; in secondo luogo invece, se il punto di caduta sarà vicino alle linee delimitatrici del diamante, ovvero i segmenti casa base – prima base o casa base – terza base, allora dovrà chiamare l’Infield Fly if Fair. Recita infatti il regolamento “…la pallina dichiarata Infield Fly che, senza essere toccata, cade e finisce in territorio foul prima di oltrepassare la prima o la terza base è una pallina foul. La pallina dichiarata Infield Fly che, senza essere toccata, cade in territorio foul e finisce poi in territorio buono, prima della prima e della terza base, è una pallina fair”.

 

Dunque a vedere e rivedere la ripresa televisiva, l’home plate umpire chiama nel giusto modo Infield Fly if Fair e poi, “essendo in posizione per vedere ogni situazione”, come indicano le istruzioni generali per gli umpire, dato che era in perfetto allineamento sulla linea delimitatrice sinistra del diamante, giudica che la pallina agguantata dal ricevitore è in campo interno, ovvero in proiezione sulla linea bianca delimitatrice fair - foul. Certamente in una lezione didattica, scorporando fotogramma per fotogramma e visualizzando il segmento perpendicolare tra posizione della presa e linea delimitatrice bianca, potremmo dare un senso alla ricerca del sesso degli angeli, ma recita ancora il Regolamento che “… qualsiasi decisione dell’umpire che implica un giudizio è inappellabile…” e che “…l’Infield Fly non può in nessun caso essere considerato un gioco d’appello…” .

 

Tuttavia è pur vero che solo l’umpire può valutare errato il suo giudizio emesso, e se del caso cambiarlo come di fatto recita la regola 9.00, comma 22: se l’arbitro sa di aver commesso un errore nel giudicare un gioco, può cambiare il suo giudizio, ma l’umpire non ha mai dubbi sul suo giudizio e dunque non sbaglia mai.

 

Michele Dodde

 

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Commenti: 4
  • #1

    Frankie (sabato, 17 marzo 2018 12:21)

    Quindi se ho capito bene la chiamata nel caso è Infield Fly se buona. Considerato che il ricevitore effettua la presa con i piedi in territorio buono, il battitore è out vigendo la regola dell'Infield fly

  • #2

    Michele (sabato, 17 marzo 2018 13:01)

    No, l'umpire non giudica la posizione del ricevitore che in questo caso ha i piedi
    In territorio buono ma valuta nel giudizio dove viene presa la pallina. Dunque il battitore è
    out per regola dell'infield fly perché il ricevitore ha preso la pallina, ad insindacabile giudizio dell'umpire, in territorio buono ( ovvero la proiezione della presa cade sulla linea casabase-terza base) e dunque la battuta non è una battuta foul .

  • #3

    franco ludovisi (sabato, 17 marzo 2018 18:36)

    A mio INSINDACABILE GIUDIZIO il ricevitore ha afferrato la presa della palla in foul.

  • #4

    Michele (domenica, 18 marzo 2018 00:45)

    È vero caro Franco, ma noi siamo sul divano mentre l’umpire era lì sul diamante accanto alla Casabase....