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La presa ad una mano

Nella foto Manny Machado (foto da USA Today)
Nella foto Manny Machado (foto da USA Today)

di Frankie Russo

da Baseball Excellence

Esistono due metodi per raccogliere la palla con una mano, uno è con il guanto, l’altro è a mano nuda. In entrambi i casi sono giocate che possono fare la differenza sia per il giocatore, che per la sua squadra ed entrambe sono considerate azioni “eseguire o morire” e questo significa che solo raccogliendo la palla con una mano si ha la possibilità di eliminare il corridore. Bisogna essere aggressivi nell’avvicinarsi alla palla  e tirarla mentre si è ancora in corsa. Entrambe le tecniche possono essere insegnate anche ai più giovani.

La presa ad una mano con il guanto si esegue quando le rotolanti lente superano appena il monte. E’ necessario conoscere la corretta tecnica poiché l’interno generalmente sta giocando più profondo (al limite dell’erba) per aumentare il suo range su entrambi i lati. La tecnica è suddivisa in 5 fasi:

  1. Correre alla massima velocità con una traiettoria a banana (quasi a semicerchio) se la palla è battuta direttamente o alla destra dell’interno. Aiutarsi con le braccia e correre sugli avampiedi per tenere lo sguardo a livello.
  2. Bisogna trovarsi in posizione di equilibrio al momento della presa. La palla va raccolta davanti al piede SINISTRO con il guanto ben aperto portandolo verso l’alto e in avanti.
  3. Trasferire la palla dal guanto alla mano di tiro avendo cura di impugnarla attraverso le 4 cuciture continuando la corsa nella direzione in cui è arrivata la palla.
  4. Tirare forte con un tiro da sotto e con il peso sul piede DESTRO.  Il tiro non va effettuato dall’alto poiché, considerati i tempi stretti, non c’è tempo per eseguire un tiro da una angolazione oltre la ¾. Raccogliere la palla all’altezza del piede sinistro, trasferire la palla alla mano di tiro e tirare quando il peso è sul piede destro.
  5. Continuare la corsa nella direzione da cui è pervenuta la palla e non in direzione del bersaglio.

La presa a mano nuda si esegue su rotolanti molto lente e/o su palle ormai ferme. Questa tecnica si suddivide in 6 fasi:

  1. Correre a tutta velocità in direzione della palla.
  2. Usare le braccia e correre sugli avampiedi per tenere lo sguardo a livello.
  3. Rallentare la corsa in prossimità della presa. I destri raccolgono la palla al lato esterno del piede DESTRO. Questa tecnica può essere facilitata piegando il busto e inclinando le spalle.
  4. Non c’è tempo per impugnare la palla attraverso le 4 cuciture.
  5. Il tiro è effettuato da sotto e con il peso sul piede destro. L’angolazione del braccio dovrebbe essere leggermente sotto la ¾. La tecnica consiste nell’alzare il braccio con la palla MENTRE il gomito è piegato e punta in direzione contraria al bersaglio, per poi portarsi velocemente in direzione del bersaglio per effettuare il tiro. 
  6.  Continuare la corsa nella direzione da cui è pervenuta la palla e non in direzione del bersaglio.

NB: All’esterno destro (e al seconda base quando la circostanza lo richiede) va insegnato di correre a coprire la prima appena l’interbase o il terza base comincia la corsa verso la palla.

 

La nostra filosofia d’insegnamento è di “arrivare alla palla e disfarsene” il più presto possibile poiché nessun corridore è più veloce di una palla tirata. Spesso può capitare che in queste situazioni specifiche il tiro non sia preciso e per questo lavoriamo duro con gli altri interni, specie con il prima base, insegnando come allungarsi ed essere aggressivo sulla presa, fermare la palla o lasciare il sacchetto per evitare che la palla lo superi. Allo stesso tempo insegniamo agli esterni come e quando effettuare le coperture.

 

Purtroppo molti giovani coach non insegnano la presa ad una mano, per poi uscire dal dugout e rimproverare per un errore commesso. Ma cosa è stato insegnato a quel giocatore prima della giocata? Forse se ne poteva parlare durante la pre-season o in allenamento. Invece molti coach investono il loro tempo fungando rotolanti che non richiedono molto impegno da parte degli interni o ci si limita solo ad insegnare  di “posizionarsi sempre davanti la palla e a usare sempre due mani”. 

 

Mentre questa è una tecnica corretta su rotolanti di routine, non sarà sufficiente una volta che i ragazzi giocheranno sui campi con le basi a 27 metri. Inoltre, molti coach considerano queste prese ad una mano come un “voler mettersi in mostra”, ma non è così.  Essa è un'abilità che nel futuro farà la differenza tra un interno ed un esterno. 

 

Sono abilità che, aggiunte ad altre capacità, aiutano a completare un doppio gioco e chiudere il gioco della trappola (ved. ns/ articolo del 01-02-17). Ai massimi livelli, i giocatori che riescono a eseguire queste giocate con fluidità sono considerati acrobatici o di essere in grado di dominare una gara con il loro guanto.  Le giocate spettacolari sono sempre frutto di un duro lavoro e di una preparazione non spettacolare. 

 

Anche una interruzione durante l’allenamento per bere può essere un momento per insegnare questo tipo di presa. Si possono riunire i giocatori intorno al monte iniziando con il far capire che non è una giocata facile in modo da preparali mentalmente ai fallimenti che ne seguiranno. Poi spiegare le varie fasi e l’importanza di ognuna di esse per poi passare alla dimostrazione senza nessun timore di fare brutta figura, tanto i ragazzi capiranno che avete una certa età e non siete in forma, e apprezzeranno comunque il vostro impegno!

Esercizi per la presa ad una mano con il guanto:

 

Posizionare tre coni o palle sul bordo dell’erba interna, uno vicino alla seconda, uno sull’erba davanti all’interbase e un altro tra l’interbase e terza. Tutti i ragazzi assumono la posizione di interbase al bordo dell’erba esterna e ognuno deve essere in possesso di una palla. La palla deve essere impugnata attraverso le 4 cuciture e i giocatori devono correre alla massima velocità verso uno dei coni. Una volta superato il cono devono tirare in prima con una angolazione da sotto la ¾ con il peso sul piede destro.

Ripetere l’esercizio con la palla nel guanto. Quando il giocatore supera il cono, la palla viene trasferita nella mano di tiro, impugnata attraverso le 4 cuciture con conseguente tiro in prima. L’esercizio poi si ripete facendo rotolare la palla e deve essere raccolta prima che raggiunga il cono, poi si può passare alla fase con palle fungate.

 

Esercizi per la presa a mano nuda:

 

Posizionare tre palle tra il monte e la linea di foul di terza. Ogni giocatore, dalla posizione di interbase, deve portarsi direttamente verso la palla a metà della velocità. Al momento di piegare il busto per raccogliere la palla, le spalle s’inclinano, la palla viene raccolta sulla parte esterna del piede destro e tirata in prima continuando la corsa in direzione di casa base (non in direzione del bersaglio).

 

L’esercizio si ripete aumentando a ¾ la velocità di avvicinamento alla palla e poi alla massima velocità. Incentivare i ragazzi permettendo un turno extra a chi lo esegue correttamente.

 

Non fate l’errore d’insegnare l’esercizio completo in un solo allenamento. Fatelo in varie fasi. Insegnate cosa, come e perché! Insegnando prima il tiro renderà l’apprendimento più facile e i giocatori conquisteranno maggior fiducia in se stessi. Durante gli allenamenti questi esercizi devono far parte della routine insieme alle prese backhand. 

 

Come il doppio gioco, le giocate di presa ad una mano sono molto apprezzate dai lanciatori poiché trasmette loro confidenza sapendo che alle spalle hanno una difesa in grado di eseguire delle buone giocate.  Man mano che la giocata viene perfezionata, l’interbase imparerà che in queste situazioni egli ha la precedenza sul terza base e sul lanciatore. 

 

 

Ultima raccomandazione: Questi esercizi NON vanno praticati durante il BP per evitare la possibilità che un interno venga colpito da una palla battuta.

 

Frankie Russo

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