Il Re della trappola

di Frankie Russo

libera traduzione da ESPN

Quali potrebbero essere definite le  azioni più esaltanti  nel baseball? Il fuoricampo? Credo di si. Un triplo? Anche. Uno strike out? Una base rubata? Huuum, non tanto. E che ne dite della trappola? Ebbene, direi proprio di si.

Su specifica richiesta di un settimanale, i lettori furono invitati a descrivere il gioco del baseball con meno di 150 parole. Pervennero diverse definizioni come:

È un gioco con una mazza e una sfera dove l’obiettivo è di spedire la sfera il più lontano possibile”, oppure “È un gioco di freccette dove l’obiettivo è di tirare la freccetta con la massima velocità e precisione possibile in un piccola zona”.  

Vinse la seguente:

Il baseball è un gioco di toccata, solo che l’unico modo con cui puoi toccare l’avversario è con la palla. E vi sono due squadre: i difensori che cercano di toccare il corridore, mentre il corridore circola sulle basi evitando di essere toccato.

Osservando i seguenti video, qualche dubbioso forse se ne convincerà. 

 

Attenzione: Le foto qui sotto sono linkate ai video del sito MLB.com che da questa mattina ha problemi di visualizzazione. Potrebbero pertanto non funzionare, ma non per colpa del nostro sito.

 

In questo primo video osserviamo che Tyler Naquin, come da contratto, si allontana dal difensore in possesso di palla, ma appena inizia la trappola, si arrende dichiarandosi subito sconfitto  e s’incammina mestamente verso il dugout. Intanto Jose Altuve ha fatto la figura del bravo boy scout che ha appena effettuato la sua buona azione quotidiana.  

Ora invece, andremo ad analizzare come si comporta Josh Harrison dei Pittsburgh Pirates. Harrison è un giocatore che rientra nella norma, ricopre varie posizioni tutte con sufficienza ma nessuna in maniera eccellente. Non occupa mai i primi posti nelle varie categorie di battuta, ma in una cosa primeggia, un’azione che troppo spesso è sottovalutata. Harrison è il Re Della Trappola, e i video che seguono ne sono la dimostrazione. Diciamo subito che non sempre Harrison eviterà l’eliminazione, ma questo non scalfisce  la sua bravura.

 

In questo caso, oltre al solito impegno di Harrison, l’elemento fondamentale è l’elmetto. Per quanto volte i Mets hanno provato la trappola durante lo spring training, sicuramente non l’avranno mai fatto con un elmetto che rimbalza tra i loro piedi. L’abilità di Harrison di resistere ha comportato il coinvolgimento di troppi giocatori e qui cominciano le dolenti note, fino a quando Ruben Tejada rinuncia ritenendo che Harrison sia uscito dalla corsia. Durata: 12,36 secondi. Cambi di direzione: 6. Passi: 38.

 

Prossimo video: Audace è il giusto termine per definire questa corsa. Dopo aver superato la base in scivolata, con il difensore in procinto di toccarlo,  Harrison decide di correre verso la terza. I difensori di Colorado non sono nella giusta posizione e finiscono per confondere il baseball con la pallacanestro eseguendo tiri alti a parabola. Harrison ha gioco facile. Per il classificatore, l’azione 2-6-5-6-1-4-2… è più simile a un numero telefonico. Durata: 13,16 secondi. Cambi di direzione: 6. Passi: 40 circa

 

Prossimo video: In questa situazione Harrison  ha dato il meglio di sé. Il momento migliore per evitare l’eliminazione sembra essere quando la palla è in possesso del 1B Adam Lind e il 2B Luis Sardinas si è staccato troppo dalla base avvicinandosi più del dovuto al corridore. Harrison, forse,  poteva sprintare verso la seconda, invece ha preferito aspettare il tiro con l’intento di cogliere Sardinas sbilanciato. A meno che non vogliamo speculare che Harrison ha voluto di proposito sfidare la sorte. Durata: 7,12 secondi. Cambio di direzione: 4. Passi: 9.

 

Ma torniamo un po' indietro nel tempo. E' il 2011. Il prossimo episodio veramente non può essere considerata una trappola ma ci mostra la scaltrezza di Harrison sulle basi. Generalmente, nell’esecuzione di una trappola sbagliata, sono coinvolti troppi difensori, in questo caso, al contrario, non c’è nessuno. Qui l’errore di valutazione è del 2B Barney che nella situazione specifica non doveva, come abitualmente avviene, coprire la 1B con battuta sul SS poiché quest’ultimo è costretto a spostarsi esageratamente sulla sua destra. Probabilmente l’unica volta nella storia che un’azione è stata definita: Un doppio sull’interbase su una lenta rimbalzate verso la terza base. 

 

Qui sotto possiamo osservare un Harrison ingenuo, ancora agli inizi, privo  dei soliti trucchetti visti in altri clip. Non si allarga sulla linea di foul, non attacca il difensore più vulnerabile cercando di superarlo e non spende molte energie cercando di eludere la toccata. È subito cotto seppure mostra delle abilità, ma non ha ancora un piano di come eludere la difesa. Il solito sorriso è sostituito da una smorfia. Durata: 7,12 secondi. Cambi di direzione: 4. Passi: 17.

 

Prossimo video: Come succede nella maggior parte dei casi, il corridore è eliminato anche se sembrerebbe che il ricevitore Rob Johnson manchi la toccata. Ma Harrison è riuscito a fare una cosa che poteva risultare determinante quando ha fatto perdere l’equilibrio all’avversario, evento che avrebbe impedito alla difesa di continuare la trappola. In quel momento  le probabilità di successo di Hamilton sono salite da 1 su 100 a circa 25 su 100. Durata: 8,61 secondi. Cambi di direzione: 7. Passi: 19

 

Il video sotto: Ecco, adesso Harrison ci dà l’impressione che se la va proprio a cercare. Dopo essersi trovato sbilanciato, decide di proseguire verso la seconda e al posto di provocare la trappola, si prende gioco della difesa girando su se stesso. Tale sembra essere il suo divertimento e questa volta, invece di una trappola, con uno straordinario gesto tecnico evita la toccata e si guadagna una base rubata. 

 

Di seguito forse il più divertente da vedere ma il più sfortunato per Harrison. La palla rimane incastrata nel guanto dell’interbase giusto il tempo necessario per rendersi conto che Harrison è diretto a casa. C’è un momento in cui sembra che Harrison sia in grado di superare il ricevitore  Derek Norris che gli blocca il tragitto,  ma sulla sua strada intravede la mazza, il giudice di gara e il lanciatore, tutti fattori che gli fanno tornare sui propri passi divenendo una facile preda. Durata: 8,55 secondi. Cambi di direzione: 6.Passi: 19.

 

Dulcis in fundo osserviamo un grave errore di Harrison che  tenta di raggiungere la terza con la palla battuta direttamente sull’interbase davanti a lui. Con il goffo tentativo di girare su stesso per evitare la toccata, Harrison sembra confermare il vecchio motto: Finché non sei eliminato, sei salvo. 

 

Analizzando più approfonditamente i clip, alcuni sono gli elementi che devono richiamare la nostra attenzione:

  • Più tempo si rimane in gioco, più cambi di direzione si fanno e più passi si fanno, maggiori sono le probabilità di successo.
  • Quando preso in trappola, nel maggiore numero dei casi Harrison è rimasto intrappolato il tempo sufficientemente necessario per permettere al compagno in base di avanzare, ed è un concetto che noi come coach dobbiamo insegnare nei nostri giovani.
  • Senza nulla togliere alla bravura di Harrison come corridore, revisionando tutti i clip, si vede che in ogni occasione cui Harrison non è eliminato, si ravvede un errore della difesa. Anche qui è compito di noi coach  trovare il tempo per dedicare alcune sedute di allenamento a questo fondamentale, altrimenti è inutile prendersela con i nostri giocatori per la mancata, e a volte ridicola, esecuzione.

Se la trappola è eseguita correttamente, un passaggio è sufficiente per eliminare il corridore, due passaggi sono accettabili, tre significa che è stata eseguita in modo inadeguato.

 

Affinché la trappola venga eseguita in maniera corretta, vanno rispettate alcune regole fondamentali:

  1. Bisogna assicurarsi, nel peggiore delle ipotesi, che il corridore torni alla base di origine;
  2. Il difensore in possesso di palla deve rincorrere il corridore alla massima velocità;
  3. Il difensore in possesso di palla deve tenerla bene in vista e deve evitare di fintare il tiro;
  4. I difensori che eseguono la trappola devono trovarsi entrambi all’interno della linea delle basi;
  5. Il tiro deve essere teso, non potente, e indirizzato al petto;
  6. Il difensore in attesa di ricevere il tiro deve stare davanti alla base fino a che non è pronto a ricevere il tiro e scattare a sua volta verso il corridore.

 

Solo dopo che saranno state insegnate e fatte praticare queste semplici, ma fondamentali regole, solo allora il coach avrà il diritto di rimproverare i suoi giocatori nel caso che non eseguono la trappola correttamente.

 

Frankie Russo

 

 

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